Selezione naturale

Il sacerdote finì di spogliarsi dei paramenti multicolori e, con un sospiro, chiuse le porte della chiesa ormai buia. Non avrebbe saputo dire se la celebrazione fosse stata un successo o meno. Sì, avevano pregato il Cristo Cosmico per una conversione ecologica e perché ci allontanasse dai combustibili fossili; ma la colletta per dotare la chiesa di pannelli solari non aveva avuto molto seguito, e la danza liturgica per rappresentare la terra, gli oceani, i fiumi, il cielo, le piante, gli animali e gli elementi aveva avuto dei momenti francamente imbarazzanti.

In canonica faceva un caldo soffocante. Si chiese se fosse dovuto ai cambiamenti climatici o perché non aveva acceso l’aria condizionata. Stasera anche gli insetti erano particolarmente bellicosi; un nugolo nerastro gli ronzava intorno, e neanche le pacche tirate sulla pelle nuda servivano ad impaurirli. C’era poi nell’aria un odore nauseabondo, come qualcuno che non si lavasse da mesi e portasse al collo un topo decomposto.
Allungò le mani per accendere la luce, e trovò delle foglie. “Ma che…” Chi aveva messo qui un vaso? Ma non era un vaso. Dal pavimento salivano viticci che si arrampicavano sulle pareti e sui mobili. Il ronzio degli insetti e il tanfo erano sempre più forti.

Trovò l’interruttore, accese la luce. E si arrestò, impietrito.
La prima cosa che pensò fu “Oddio, sono entrati gli zingari a rubare”, e subito dopo si rimproverò per avere avuto un pensiero così razzista e non inclusivo. Anche perché questo non sembrava proprio uno zingaro. Era un tipo dalla faccia dipinta, pieno di tatuaggi e piercing, seminudo, che lo fissava con aria sardonica. Guardò in alto, verso il lampadario acceso, su cui stava incongruamente appollaiato un uccello dal piumaggio colorato. “Bel trucco, la luce”, disse il tipo tatuato. “Proprio un bel trucco”.
Il prete ritrovò la voce. “Chi siete? Cosa volete?”
L’individuo seminudo ridacchiò. “Cosa voglio IO? Ma se sei tu che mi stai invocando da tutta la serata. Sono la risposta alle tue preghiere. Quella danza che hai fatto eseguire prima era il rituale di invocazione chibocho degli spiriti.”
“Eh? rituale? Ma io ho solo preso la coreografia da internet…”
“Internet? Ora capisco” disse l’uomo, grattandosi l’ascella e poi annusandosi la mano. “A quanto pare hai avuto fortuna. O meglio”, si corresse, “Io ho avuto fortuna”.
“Fortuna? Ma, insomma, chi siete?” sbotto il sacerdote, sempre più confuso.
“Ma come, non l’hai ancora capito?” fece l’altro “Sono lo Spirito della Giungla. Sono il Buon Selvaggio. L’Indigeno Amazzonico. Il Povero Privilegiato. Il Saggio-a-Contatto-Con-La-Natura.”
“Eh?”
“Quello che volevi. Desideravi che ti illuminassi sulla strada da seguire, e sono qui. La personificazione delle tue richieste.” Sorrise. “Sei stato ancora fortunato, che sono comparso io e non quella puttana di Madre Terra.”
“Ma… Madre Terra.. è quella che provvede a tutti noi…”
“Ma che stronzate vai dicendo? Quella è Madre solo perché se lo fa mettere dentro da tutti. E’ una bastarda che appena può cerca di staccarti la testa oppure lasciarti senza niente con il culo per terra. Il solo metodo per ottenere qualcosa da lei è prenderla con la forza e riempirla di botte.”
“La coscienza ecologica…”
Il Buon Selvaggio ridacchiò. “E’ tutta la coscienza che ti resta, quella? Toglimi una curiosità, ma tu hai coltivato ma qualcosa di più grosso di un geranio? Non hai mai vissuto in un bosco, vuoi capire la giungla? Da dove vengo io, i libri marciscono così in fretta per l’umidità che non servono neanche per pulirsi il culo, se uno volesse farlo. Se uno avesse libri. Tu vorresti vivere dalle mie parti? Un’esistenza piena di insetti e serpenti velenosi, malattie, senza luce, acqua pulita, gas? Sai cosi ti ci puoi fare con un cellulare come il tuo, da me? Sai il tuo internet, come lo vorremmo? E tu cosa vorresti da noi, che ti piace tanto? La mortalità infantile? Le guerre tribali e le vendette continue? La violenza? Sai, quelli che dicono che sono buono è perché non mi hanno mai conosciuto. E se pensate che abbia una saggezza che voi non avete, è perché voi di saggio non avete niente.”
Sul lampadario, un ragno grosso come un pugno aveva acchiappato l’uccello colorato e se lo stava mangiando. Il prete distolse lo sguardo con un brivido.
“Mio buon uomo, non credo che capisca. Temi quali il suprematismo bianco, il riscaldamento globale…”
“Cretino, pensi che la tua civiltà sia a rischio se fa più caldo di un grado? Stronzate. Da me sono venti gradi in più, sempre, e sbavate per andarvi ad abbronzare in spiaggia. Se volete spararvi calci nei coglioni perché ci avete portato ospedali e università, siete deficienti: da noi prima cavavano il cuore dalla gente. Senza anestesia. E vorreste imparare da noi? Ma cosa? A mettervi nudi a masticare droga ed essere già vecchi a vent’anni?
Batté con la mano su divano. “Questo è comodo. Tu hai la televisione e i supermercati e le medicine. Ho guardato, la tua dispensa è piena di cose buone che neanche ci immaginiamo da noi.” Lo guardò negli occhi. “Tutta questa roba mi piace. Me la prendo.” Si alzò dal divano, e avanzò verso il prete.
Il sacerdote fece un passo indietro, allarmato. “Per ripagarti del colonialismo?”
“Ma che cazzo dici? No, me lo prendo perché voi non lo volete più. E siete deboli. Contro uno spirito come me, un tempo avresti potuto invocare il tuo Dio. Ma hai smesso da un pezzo di crederci davvero. Io sono il Selvaggio, mi avete invocato voi così. Vi siete dimenticati di darmi la sola cosa che avrebbe potuto salvarvi, il motivo per cui dovrei avere misericordia.” Si arrestò. “Sai, una cosa in effetti possiamo insegnarvi.”
“E quale?”
Estrasse lentamente il machete. “Gli stupidi non sopravvivono. Si chiama selezione naturale”.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 2 luglio 2019 su diavolerie e cattiverie, fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 16 commenti.

  1. Quando ti deciderai a riunire in volume rilegato tutte queste perle?

  2. Quando qualche editore mi proporrà di riunirle in un volume rilegato… come sai, non è così semplice trovarne uno (anche solo che ti risponda).

  3. Una cosa buffa è che in spagnolo ‘indio’ vuol dire si indiano (americano o no), ma anche villico o ignorante. E “fare l’indio” (hacer el indio) significa “fare stupidaggini” e “passare il limite”.

    https://www.wordreference.com/es/en/translation.asp?spen=indio

    Quindi su può ben dire che quella di cui si sente parlare in questi giorni è “teologia india” :)

  4. Il .pdf collegato al post l’hai composto tu? Spero di sì!

  5. ….ma…ma….quella della liturgia del Cristo Cosmico è una bufala, vero? Te la sei inventata tu come Tolkien (si parva licet componere magnis…) si inventata le storie epiche di Numenor e compagnia bella? dimmi che è tua, ti prego… :-o

  6. Andrea Anselmo

    http://www.catholicclimatemovement.global

    dimmi che non esiste, dimmi che non esiste…

    clik

    cazzo, esiste…

  7. E’ la domanda che ho fatto io a chi me l’ha mandato. Non l’ho trovato in fonte originale, ma i riferimenti che dà esistono.

  8. E non ci credono più, non tanto perché la spiegazione di questo limite creaturale sembri risultare oggi difficile, ma perché in fondo non credono nel maligno e nella sua opera (roba mitologica), e per loro l’origine del male è di fatto determinata dalle sovrastrutture che l’uomo impone alla natura (v. teologia della liberazione in salsa india), che di suo, se no, resterebbe incontaminata (da qui la denuncia contro il “colonialismo” della missione cattolica nel Sud America, ma prepariamoci alla denuncia dello sradicamento del paganesimo europeo dei Galli o dei Germani …). Sullo sfondo di questa visione sta il rahnerismo che non crede possibile possa avvenire una rivelazione del divino come tale dentro l’umano (Kant), destituendo così di valore ogni “luogo teologico”.

    https://www.sabinopaciolla.com/un-sacerdote-per-alcuni-teologi-odierni-cristo-e-assolutamente-inutile-anzi-nocivo-e-cosi-la-chiesa

  9. Apprendo che, ad Amatrice, si è appena concluso il 2°forum delle “Comunità Laudato sì” – un’idea del vescovo di Terni Mons.Pompili (quello de “Il terremoto non uccide…”) -, dedicato naturalmente all’Amazzonia e ai popoli indigeni. (vedi il sito wwwfrontierarieti.com).
    Ma in tutto l’orbe della cristianità, sulla spinta di Papa Francesco, è una corsa sfrenata all’eco-conversione… organizzata!
    Qualche esempio può bastare:
    Ci sono le Eco-congregazioni della Chiesa di Scozia:
    https://www.ecocongregationscotland.org/news/creation-time-2010/
    E potevano mancare i “Francescani per l’ecologia”?
    https://francis35.org/english/ecumenical-celebration/
    Però serviva una guida per la conversione ecologica delle Parrocchie. Ce la fornisce prontamente il FOCSIV:
    http://www.focsiv.it/wp-content/uploads/2017/06/ecoguida_web.pdf
    Il GCCM poi (dell’argentino Tomás Insúa – dal 2017 insediatosi permanentemente in Vaticano), si interessa ecologicamente anche di liturgia. Di particolare interesse (!) la “Preghiera per i Martiri dell’Ecologia e per i Luoghi e le Specie Perdute”… riuniti nell’amore del Cristo Cosmico…(sic)
    https://drive.google.com/file/d/1Nc_8N2ehKOOoJ_IMwmAfwTjYULWzHkEO/view

  10. Che poi, a dirla tutta, i “popoli indigeni”, idolo dell’antropologo moderno e oggetto di culto del missionario contemporaneo, non esistono proprio più; come è logico che sia.
    Esistono solo in forza di legge, per decreto. Rituali e “magie”, nel contatto col mondo, diventano pure forme, svuotate di qualsiasi contenuto.
    I Tikuna dell’Alto Solimòes (dei quali si occupa anche “Frate Indovino”), è diventato uno dei popoli indigeni più studiato, protetto e assistito dal governo federale brasiliano. Il tentativo in corso da almeno 40’anni di rispettare e integrare riti magici, sciamanesimo, usi e tradizioni tribali, con scolarizzazione, assistenza sanitaria e benefici economici e tecnologici, a integrare cioè il diritto di comportarsi in modo primitivo, col diritto ad accedere a tutti i benefici dati dallo sviluppo economico, è stato devastante.
    Già vent’anni fa, la diffusione di alcol e cocaina tra i ragazzi e i giovani (a partire dall’età di dieci anni!!!) era drammatica
    http://g1.globo.com/Noticias/Brasil/0,,MUL355121-5598,00-FUNAI+DE+TABATINGA+PEDE+AJUDA+PARA+TIRAR+INDIOS+DAS+DROGAS+E+DO+ALCOOL.html

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