Giobbe e il bambino

“La vita è piena di solitudine, miseria, sofferenza e infelicità. E poi finisce troppo presto.”
Woody Allen

“Se Dio esiste, spero che abbia una buona scusa.”
Woody Allen

“[A Giobbe] non è stato detto niente, ma sente la terribile e formicolante atmosfera di qualcosa che è troppo buono per essere detto.  Il rifiuto di Dio di spiegare il Suo disegno è in se stesso un bruciante indizio del Suo disegno. Gli enigmi di Dio sono più soddisfacenti delle soluzioni degli uomini”
G.K.Chesterton

Dicevo l’altro giorno, parlando di “Good Omens”, che il Dio là rappresentato è un Dio a-gnostico. La gnosi ci dice: impara i segreti, e conoscerai Dio. L’ a-gnosi sostiene che non possiamo sapere niente per certo, tanto più Qualcuno di tutt’altra categoria rispetto a noi. Se la fisica quantistica ci è incomprensibile, figurarsi se siamo al livello di Colui che l’ha progettata. In più parti della Bibbia è scritto: tu, uomo, sei troppo piccolo per capirmi. “Le mie vie non sono le vostre vie, i miei sentieri non sono i vostri sentieri“, dice Dio a Isaia. Il Dio biblico è così immenso che, di fatto, ciò che punisce dell’uomo è il credersi alla Sua altezza. A partire dal peccato originale, passando per l’Esodo e i Re e il libro di Giobbe, tutti i tentativi umani di asserire la propria preminenza su Dio, o persino solo il pretendere di conoscerLo, sono finiti malissimo.

Seguire un’autorità è una mossa che può essere vincente. Se c’è chi ne sa più di noi, chi è più intelligente di noi, che è dotato di maggiore intuizione o esperienza, il voler fare comunque da soli è una ostinazione perdente. Chi ne sa davvero qualcosa di Dio? Averne direttamente esperienza è impossibile. Le volte che si è rivelato ha sistematicamente sconfessato quanti si arrogavano una qualche familiarità con lui, fossero pure grandi sacerdoti. Ha invece risposto a quanti riconoscevano la loro inadeguatezza. I grandi personaggi della Bibbia, i re, gli eroi, i profeti, i patriarchi, sono suoi strumenti, non certo suoi pari. E’ Lui a prendere l’iniziativa, è Lui a sceglierli e forgiarli per il Suo scopo.
Però la domanda di Giobbe, come la sintetizza Chesterton, è
“Ma qual è lo scopo di Dio? Vale il sacrificio persino della nostra miserabile umanità? Ovviamente, è abbastanza facile spazzare via le nostre misere volontà per il bene di una volontà che è più grande e buona. Ma è grande e buona? Che Dio usi i suoi strumenti, che Dio rompa i suoi strumenti. Ma cosa sta facendo, e che li rompe a fare?”

In fondo è stato Lui a farci così: ostinati nel volere capire il senso delle cose, e il Dio cristiano è, per definizione, proprio il senso delle cose. Ma c’è modo e modo di volerLo conoscere. Un conto è riconoscere la grandezza e la bellezza di quello che c’è, e sperare che questa bellezza e questa grandezza abbiano un significato; un altro asserire che la cattiveria e il male pervadono l’universo, e rimproverare ad esso qualsiasi mancanza di significato. Oppure pretendere questo significato di deciderlo noi.

Senza esistere non potremmo lamentarci di esistere. E ogni respiro che facciamo affermiamo che vivere è preferibile all’alternativa. Siamo come quei bambini incontentabili che si lagnano che hanno troppo pochi giocattoli, e comunque non di ultimo modello. Perché la nostra comprensione del mondo è da bambini, che si aspettano che le cose debbano andare come va bene a loro.

Come umani ci attenderemmo che il bene sorga dal bene e il male dal male; che il malvagio sia punito, che il buono abbia la sua ricompensa, su questa terra. Dio ci dice che non è così. Il bambino vorrebbe che i genitori stessero sempre con lui; ma i genitori devono fare cose per il bene stesso del piccolo, come lavorare, cose che lui non riesce a comprendere. I capricci sono la rabbia di chi non capisce, e che non può capire perché resta pur sempre un bambino. Il bambino bene educato può comprendere, da quello che i genitori gli dicono, che c’è un mondo molto più meraviglioso e complicato dietro la porta di casa di quello che lui ora può immaginare. Non è la risposta ad essere insufficiente, è la domanda ad esserlo.

Questo vale per i bambini. Ma questa soluzione non possono essere altri bambini a fornirla. Se le strade di Dio sono incomprensibili a noi piccoli umani, come possiamo sapere come comportarci? Quale autorità possiamo invocare?
Se Dio davvero tiene  a noi, se davvero è come un padre che tiene alle sue creature, allora questa domanda sancisce la necessità dell’incarnazione. Non una mente umana, ma lo stesso Dio Padre ci suggerisce che le cose hanno un senso; che sono razionali, non casuali, non arbitrarie. Che c’è un senso, un destino buono che ci aspetta, nonostante tutto quanto a noi può apparire come male.
Dio “dopo Cristo” non passa da a-gnostico a gnostico; ci dice semplicemente che noi non siamo più grandi di Lui; ma che ci vuole bene. Ci suggerisce di avere fede in Lui, di fidarci di Lui, qualunque cosa accada. Che, a ben pensarci, è tutto ciò che il bambino davvero vuole.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 28 giugno 2019 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 12 commenti.

  1. Berlicche dai…renditi conto che tu stai descrivendo di rimando un dio gnostico.
    Esempio: “Come umani ci attenderemmo che il bene sorga dal bene e il male dal male; che il malvagio sia punito, che il buono abbia la sua ricompensa. Dio ci dice che non è così”

    Il che è falso, visto che c’è l’inferno. Inoltre ha Dio tenuto qualcosa segreto che non debba essere rivelato ( dunque comprenderai a cosa ho alluso…)? No, perché certo nessuno poteva comprendere , ideare od immaginare l’incarnazione, ma essa fu, quindi è chiaro tutto.

    Che le cose poi abbiano un senso, tutte le religioni in senso naturale lo hanno addirittura ben elaborato, giacché non fosse stata per l’incarnazione giust’appunto, il satanismo non sarebbe sorto e di conseguenza i vari sistemi continuavano nelle loro scuse circostanziali…

    Non credo servisse tutta sta pappa per dichiarare che non si ha Fede.Intendo per molti di coloro che dicono e poi no, me incluso sicuramente.

  2. Daud, temo che tu non abbia capito bene. Colpa mia probabilmente che non sono riuscito ad esprimermi.
    Intanto, che cosa ha a che fare la tua citazione di me con lo gnosticismo?

    Poi, in effetti avrei dovuto specificare “che il malvagio sia punito, che il buono abbia la sua ricompensa“… su questa terra.

    “l’incarnazione (…) quindi è chiaro tutto”, che è esattamente quanto sostengo.

    “tutte le religioni in senso naturale lo hanno addirittura ben elaborato”
    Assolutamente no. Un’Ade classica, o un Valhalla, o una Terra dei Morti sono dei luoghi grigi. I miti della creazione mitologici sono spesso eventi causali o senza un significato particolare.

    giacché non fosse stata per l’incarnazione giust’appunto, il satanismo non sarebbe sorto e di conseguenza i vari sistemi continuavano nelle loro scuse circostanziali…
    Incomprensibile

    Non mi è chiara neanche la tua chiosa finale.

  3. Le religioni naturali , per rimanere ai romani, hanno sempre ripartito i settori: c’è il tartaro, i prati asfolei ( per chi è un po’ cattivo ed un po’ buono ) ed i campi elisi per i virtuosi.

    Il satanismo esiste solo perché DIO si è incarnato. Gli umani antichi non erano così stupidi da non saper attuare delle precauzioni su angeli e demoni. Ma innanzi a Cristo ci si deve schierare e questo determina conseguenze evidenti di cui la nostra storia anche odierna è segno esemplare.

    Ho capito che era l’incarnazione a cui puntavi e che in definitiva sia per conoscere, che per amare e per sperimentare Dio stesso, Lui prendendo l’iniziativa ed illuminandoci, dimostra benevolenza e favore ma soprattutto comunione.
    Ecco l’importanza della Fede che poi mi pare fosse il senso ultimo dell’articolo.

    Ma il discorso verte finalmente sull’unico argomento serio: l’uguaglianza e l’identità proprie innanzi a Dio, e dunque la disposizione gerarchica nel paradiso.
    La rivolta gnostico/materialista è su questo aspetto ed ambito……………………………. parlare ancora del male o del senso delle cose può avere presa con parecchie persone ma non aiuta a capire queste che , nel profondo, diranno NO per un fatto perfettamente banale : non potendo essere Lui, votati alla distruzione, vogliono solo di deturpare il peggio possibile in quantità sempre maggiore.

  4. “un fatto perfettamente banale: non potendo essere Lui” mi sembra una questione di megalomania patologica voler essere Dio, altro che “perfettamente banale”. Lo dico senza polemica, solo con molto sbigottimento: chi sragiona in questo modo ha molti problemi.

  5. daud,
    sono veramente riuscito a comprendere poco della tua replica. Contiene diversi passaggi a dir poco discutibili, tipo “il satanismo esiste solo perché DIO si è incarnato” e “unico argomento serio: (…) la disposizione gerarchica nel paradiso”. Poiché però discutere di questo sarebbe sì gnostico, e quindi aria fritta, credo che passerò la mano.

  6. Ciao ago! Semplicemente sì.
    .
    Per il resto caro B. non volevo spuntare così per dar fastidio ma solo per far presente che il male o l’irrapportabilità a DIO o la ricerca del senso sono in fin dei conti solo delle maschere ed infondo basterebbe della saggezza naturale per risolvere disamine del genere. Davvero…a conti fatti sno cose puerili.

    Se mi dici che passi la mano mi dispiaccio solo di averla, dunque, io posta.
    Un salutone e sempre grazie per i tuoi spunti.

    Ciao

  7. Daoud, cos’è la saggezza naturale se non la ricerca di ciò che ci supera, di cosa sia il bene e il male, cioè la ricerca di Dio?
    Non vedo niente di puerile in questo, se non che per capirlo bisogna essere come bambini.

  8. Puerile è non tener conto della realtà, della sua complessità e irriducibilità, inventandosi una religione estensione ingenua di ciò che è natura.
    In natura poi la saggezza non ha senso, come non hanno senso i dilemmi bello-brutto, bene-male, pace-guerra, vita-morte… La natura non è creativa, ma ha comportamenti che apparentemente (probabilisticamente) obbediscono a leggi. E il Dio che stabilisce tutte le leggi, che è al di là e al di sopra della natura, non può “essere” natura, ma ha voluto “incarnarsi” per strappare l’uomo al Nemico dell’uomo.
    Bisogna riconoscere questa “realtà”, e qui nasce il problema: “come” essere bambini senza esserlo davvero, ossia senza essere puerili.

  9. Intendo cose puerili innanzi a DIO.

    Non ci vuole uno scienziato per darsi un monismo impersonale parapanteistico.
    Dai sufi al vedanta è di questo che parliamo in fin dei conti.

    Ciò nonostante le saggezze di queste culture e tradizioni , le loro ricerche, la stessa comprensione del bene ( non può esistere comprensione del male per definizione in senso ontologico ) non c’entrano nulla con l’essere bambini come lo intendi e ribadisci tu. D’altronde è facile a dirsi, Abramo è stato chiamato da DIO , non poteva certo raggiungerLo come poteva pretendere un Budda.
    Se DIO non viene a cercarci, puoi infatti essere bambino quanto vuoi, e di certo non lo sarai evangelicamente, per questo ho sottolineato che tutti questi spunti sono puerili , perché ricondotti a DIO non hanno rapporto possibile, e le varie culture e tradizioni li hanno già risolti.

    Ugualmente riporto , avendo nominato Budda, la storiella di quei paesani bizantini che, stupefatti innanzi ai prodigi di un monaco buddista, spaventati prelevano dal monte Athos un monaco rinomato per la sua umiltà e questo non poté che complimentarsi per i poteri di tale asceta. I paesani rimasero sbigottiti e compresa la situazione, tal monaco fece segni di croce, ed i prodigi non furono allora più possibili.

    Poi anche io potrei dunque calcare il discorso sulla Natura “matrigna” , ma natura era anche l’Eden, quella sì che era Natura…questo però ci porterebbe all’ignoranza di certe dinamiche occulte di cui la tecnologia odierna è solo il supporto.
    Tanto più diffusa essa sarà, tanto più le leggi che questi personaggi padroneggiano diverranno dramma per chi si lascerà sedurre quando i due ambiti si ricongiungeranno.
    Parere personale.

  10. Ma se Dio stesso non ci avesse messo addosso questa inadeguatezza, questo desiderio di Lui, allora che rapporto sarebbe stato il suo con noi? Forse non ci vuole uno scienziato per darsi un monismo impersonale parapanteistico, ma certamente ci vuole l’accorgersi che si è creature finite davanti al Mistero, e un desiderio di comprendere questo stesso Mistero. Un senso religioso, insomma. Non chiamerei il sufismo o i vedanta così puerili, dato che vi ci sono applicati grandi intelletti per secoli. Poi è ovvio che sono tentativi umani.
    Senza la preparazione del popolo ebraico, nemmeno Cristo stesso sarebbe stato possibile.

  11. Si d’accordo, ma questa inadeguatezza la hai dalla caduta, non da prima…e chiamo quelle culture e tradizioni puerili non per disprezzo, ci mancherebbe.

    La preparazione del popolo ebraico è la cosa fondamentale tant’è che i veri ebrei siamo noi giust’appunto, non coloro che vengono reputati tali, peggio ancora se fossero sionisti, il colmo dell’abiura.

  12. “questa inadeguatezza la hai dalla caduta, non da prima”
    Come no? L’uomo è una creatura finita, non è possibile che sia adeguato all’infinito. Prima della caduta c’era la vicinanza di Dio; ma ci sarebbe mai stata, la caduta, se non si fosse percepito inadeguato?
    La tua affermazione sul popolo ebraico è a dir poco bizzarra. E’ sempre pericoloso asserire di essere più lui di qualcun altro che lo è. Ma questo – sapendo dove vorresti far andare il discorso – lo considero OT.

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