Pigliati una vacanza

I once wanted to become an atheist, but I gave up – they have no holidays.
Henny Youngman

Leggo oggi su un giornale la proposta di sostituire i “controversi” crocefissi appesi nei luoghi pubblici con qualcosa di condiviso e non divisivo: la bandiera italiana e quella europea.
Ma dai, sul serio?
Sono sicuro che un malato, nella sofferenza, alzando lo sguardo e vedendo le due bandiere si sentirà meglio, saprà che quel suo dolore ha un senso, lo offrirà per il Presidente.
Il giudice, che è consapevole di quanto deve allo Stato e all’Europa, si sentirà ispirato a giudicare in modo corretto e imparziale; l’imputato sa che per merito di quelle bandiere e delle leggi che le reggono troverà giustizia.
I ragazzi a scuola saranno memori della gloriosa storia della nostra Repubblica e dell’Europa tutta con i loro meravigliosi organi di governo, che li invita ad educarsi ed imparare per potere essere fedeli alle istituzioni…

Ci pensavo ieri: ma che è lo Stato? Questa entità mitica e miracolosa, sempre sulla bocca di laicisti e atei, che guida le nostre vite, che definisce il bene e il male tramite le leggi e i reati? Mettiamoci le facce. Mattarella? Conte? Salvini? Di Maio? Berlusconi, Renzi, Prodi? Sono loro gli dei, o piuttosto i sacerdoti di questa divinità? Ogni parola dalla loro bocca è verità? Le loro disposizioni, o quella degli altri ministri, sono rette e giuste? O, se non loro, chi?
Dov’è dunque questa entità mitica? In quale struttura risiede? Se scendiamo dalle altezze dei mistici discorsi dei laicisti nostrani, per cercarne riscontro nella geografia del nostro mondo, che troviamo?

L’intraducibile battuta che apre questo post (“Un tempo volevo diventare un ateo, ma ho rinunciato: non fanno holydays, vacanze“) suggerisce una verità su cui soffermarsi: gli atei non hanno holy-days, giorni santi, ovvero festività. Non c’è niente di santo in ciò che l’uomo fa per se stesso, perché l’uomo non è santo da se stesso. Sappiamo come sono gli uomini: facciamo parte della loro stirpe, hanno la nostra faccia, quella del nostro vicino. Siamo cattivi. Ma abbiamo bisogno di santità, cioè di elevarci da quello che siamo, prenderci una vacanza dal lavoro, dal potere dell’uomo sull’uomo. Non siamo in grado di farlo da soli. Solo ciò che è santo, ciò che è più grande dell’uomo, può farlo.

Chi è esattamente l’Uomo, con la U maiuscola? Che faccia ha? Presentatemi la persona che rappresenta l’Umanità; trovatemi lo scienziato o la teoria che incarna la Scienza, il giudice o l’istituzione che sia pura Giustizia.
Mi direte: non puoi passare dal mondo delle idee al mondo fisico. Invece è proprio quello che debbo fare, perché io vivo nel mondo fisico, e un’idea è puro fumo. Sono un uomo, ho bisogno di concretezza, non di illusioni.

Che io sappia c’è stato un solo caso in cui questa idea di perfezione si è incarnata. Si è resa incontrabile. E’ per questo che sono cristiano.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 14 giugno 2019 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 9 commenti.

  1. “Non c’è niente di santo in ciò che l’uomo fa per se stesso, perché l’uomo non è santo da se stesso” nulla è sacro, cioè superiore – per ovvi motivi: se qualcosa è del tutto immanente non può essere separata dall’uomo. E quindi non ci sono assoluti morali negativi, ma solo etiche di circostanza o utilitariste.

    Se tutto è immanente, allora non ho obblighi nemmeno verso la natura o l’ambiente: sono al mio stesso livello, e loro non hanno obblighi verso di me. Anche l’ideologia salutista e ambientalista post-moderna è solo una questione di utilità: si sta meglio in un pianeta pulito. Ma è sempre un mettere gli uomini al centro di tutto, perché si tratta solo di benessere umano – o percepito tale, perché dubito che ciò che viene propagandato come benessere sia fondato su un bene oggettivo e che migliora chi ne fruisce.

  2. ma come!? Poi dovranno mettere tutte le bandiere del mondo per non discriminare! E per quelli che si ritengono apolidi?
    Tra l’altro in questo momento penso che la bandiera Europea causi acidità di stomaco e aumento della pressione ad un sacco di persone… non mi pare indicata in un luogo di cura.

  3. Federico Fasullo

    Partiamo dal principio: la reintroduzione dei crocefissi negli ospedali è una mossa puramente politica per prendere voti. A mio avviso si tratta di sciacallaggio. L’idea di mettere una bandiera quantomeno dà l’idea di vivere in una nazione, in una comunità, invece che scegliere un simbolo divisivo.
    Se uno vuole pregare qualcuno o qualcosa se lo mette sul comodino.

  4. Che la bandiera (italiana anche, europea soprattutto) non sia divisiva, poi, è una bellissima barzelletta.

  5. Partiamo dal principio, Fasullo: prova a capire il post.

  6. Un uomo appeso a una croce sarebbe “divisivo”?
    Questa è bella!
    Solo per un cristiano quell’uomo è Dio, e un ateo, un agnostico o un islamico possono guardare quel crocifisso con un senso di pietà e gratitudine, senza per questo sentirsi obbligati in altro modo.

  7. Tutto può essere divisivo e tutto può non esserlo. A un certo punto offendersi diventa frivolo e ridicolo.

  8. Claudio Mullaliu

    Amen!

  9. Maria Cristina

    Ci provarono gli illuministi, i giacobini della Rivoluzione francese ad abolire i simboli cristiani, le croci , le chiese , i conventi, le feste religiose ecc, ma poi dovettero rassegnarsi ad istituire anche loro una specie di religione laica , il culto della Dea Ragione e ad istituire feste laiche e simboli che riscaldassero il cuore del popolo francese , perche’ il popolo vuole feste e simboli e Dei , fosse pure la Dea Ragione, o il Partito , o il Grande Fratello.
    Anche la ghigliottina e’ un simbolo,come il berretto frigio, e in Place de la Concorde a Parigi si celebrava una specie di culto laico alla “ liberte’ Fraternite’ egalite’ ’ con tanto di sacrifici umani , le teste dei nobili e dei nemici della Rivoluziobe che venivano mozzate e mostrate al popolino eccitato ed esultante ad ogni gesto del boia, divenuto il Pontefice supremo del culto giacobino.
    Nel libro il Signore delle Mosche , si narra di un gruppo di scolari inglesi bene educati che trovatisi per un incidente da soli in un isola deserta, pian piano ripercorrono tutte le tappe che portarono alla antica societa’ tribale, coi suoi riti cruenti, i suoi Capri espiatori , i suoi totem , il suo prosternarsi appunto al Signore delle mosche.
    Quello che voglio dire e’ che se togliete il Crocifisso, che e’ si’ il simbolo religioso ma di una fede spirituale il cui Dio invece di esigere sacrifici umani e il sangue di vittime, ha sparso Lui il proprio sangue, dovreste trovare un simbolo altrettanto potente che attiri a se’ la fame di culto insita nell’ uomo: la bandiera europea insipido vessillo di burocrati e banchieri nonche’ di presidenti di commissione stile Junker, non ha la carica “ mitica” per essere neppure un simbolo che arde nel cuore del popolo. Allora sono piu’ simboliche le bandiere coi colori delle squadre di calcio, in ogni camera d’ ospedale chiesto al paziente i suoi gusti calcistici, si potrebbe al posto del Crocifisso mettere il gagliardetto dell’ Inter o della Juve o della Roma ecc.
    La svastica era un simbolo potente, e temo che se toglierete il Crocifisso vi ritroverete gente che regredisce ad adorare simboli feroci , svastiche, signori delle mosche, la Bestia dell’ Apocalisse.( E tutti prosternati adorarono la Bestia….)

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