Moderati

Una religione moderata è buona per noi (demoni) come assolutamente nessuna religione, ed è più divertente.
C.S.Lewis, “Le lettere di Berlicche”

La persecuzione peggiore che possiamo sopportare è quella che è portata avanti dalle persone che dovremmo seguire e amare. Perché, anche se la sappiamo ingiusta, opporsi ad essa significa recidere lo stesso legame che tiene insieme il nostro essere. Ci sono modi di reagire all’ingiustizia che diventano essi stessi ingiustizia, un male peggiore persino di quello che si vuole combattere. La tentazione è restituire male al male, farci giudici al posto dei cattivi giudici che perseguono la loro agenda, ma solo per portare avanti la nostra.
Cosa, o chi, siamo disposti a sacrificare?
Chi deve morire perché il popolo sia salvo?

La risposta usuale del cristianesimo è che siamo noi stessi.

Il che non vuol dire tacere per tacere. Essere accondiscendenti con il male.  Essere quieti per non disturbare. Non prendere posizione. Moderarsi.
Questo è l’opposto. Nessuno uccide chi non disturba. Se dobbiamo morire, è perché siamo qualcuno che non si adegua. Irriducibili.

La tentazione di farsi giustizia da soli viene se ci pensiamo soli. Ma ci è stato promesso che non lo saremmo mai stati. Che non saremmo mai stati abbandonati davvero. Anche se, appesi ad una croce, ci pare talvolta il contrario.

Cerchiamo quindi di rendere servizio alla verità, con quanta umiltà riusciamo; vale a dire, indicare Altro e non noi stessi. Non è semplice…
Sì, è la persecuzione peggiore, quella che viene da chi ti è prossimo. Ci è chiesto di morire, e ci sono molti modi per farlo.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 6 giugno 2019 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 8 commenti.

  1. Marina Di Marino

    Si… Ci sono molti modi per farlo. Si fugge il dolore. L’ingiustizia. E lo stare zitti..
    Molti modi di morire
    E perdonare
    Ahimè.

  2. E’ estremamente difficile, e arrabbiarsi o rivoltarsi contro i persecutori e contro coloro che dovevano proteggerci è una falsa soluzione: la prima ti fa uscire dalla Grazia di Dio, la seconda è dare ragione ai persecutori.

    E’ la situazione dei primi cristiani: il potere civile doveva difenderli in quanto cittadini, ma li attaccava in quanto cristiani. Eppure i primi cristiani sono rimasti fedeli ai cesari e a Roma, non hanno innalzato il vessillo della rivolta – è il metodo della sinistra quest’ultimo.

    La rivolta aperta contro i legittimi superiori ha un pregio: ti fa dare ragione a chi ti opprime. Loro ti combattono per la Fede che hai? E tu rivoltandoti combatti contro la loro fede (o ideologia). In entrambi i casi si ha una guerra di religione: una fede da una parte, una Fede dall’altra.

    Penso davvero che per uscire da questo loop la soluzione sia indicare Cristo ai persecutori, indicare Altro da noi e da loro: la Verità.

  3. @ ago
    Rispetto ai primi tempi, oggi il mondo si chiede (giustamente) chi siano i cristiani e in cosa credano.
    I cristiani sono i politici di destra che mostrano il rosario, o quelli di sinistra che sventolano le bandiere arcobaleno? sono quelli della teologia dei Padri, o quelli della teologia della liberazione?

    Il mondo non conosce più Cristo perchè è stato sostituito da tante sue maschere, e quando – perseguitando un cristiano – ne crocefigge uno, non sa neppure se sia quello Vero.

  4. Appena rischiano qualcosa i seguaci del falso Cristo scompaiono.

  5. Nel giro di pochi anni, alle maschere di Cristo sono stati attribuiti seggi e potere. Questi Pastori – in pieno giorno – seminano il loglio e strappano il grano tra gli applausi del mondo.
    Così oggi, 2000 anni dopo, non possiamo che ripetere il lamento di Gesù “Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei”.

  6. Mi impressionava, nelle letture della messa di ieri, vedere come Paolo sfruttava a suo vantaggio la differenza tra farisei e sadducei collusi con il potere “che non credevano alla resurrezione, allo spirito ecc.” pur essendo sacerdoti…

  7. “Cosa, o chi, siamo disposti a sacrificare?
    Chi deve morire perché il popolo sia salvo?

    La risposta usuale del cristianesimo è che siamo noi stessi.”

    Molto incisivo ed essenziale. E’ proprio così. Anche perché ci fu un tale che decise di far morire Qualcun altro, in nome della salvezza del popolo, il cui nome era Caifa; non propriamente un modello da seguire, per i discepoli del Nazareno, sebbene fosse non a caso, come annota san Giovanni evangelista, il Sommo Sacerdote in quell’anno.

    Del resto, anche Erode il Grande, massacratore dei santi innocenti di Betlemme, era perfettamente inscritto nel disegno divino, quando col suo operato criminale ‘costrinse’ la Sacra Famiglia alla fuga in Egitto, perché si avverasse — come annota un altro evangelista, san Matteo — la profezia veterotestamentaria in cui si legge: “Dall’Egitto ho chiamato mio figlio”. Entrambi, Caifa ed Erode, compirono, con maggiore o minore consapevolezza, la volontà divina, ma questo non li ha minimamente avvicinati alla santità: anzi, li ha resi ancor più esecrabili e degni di condanna.

    Quindi l’elemento dirimente sta tutto in una sola intenzione, o tensione primaria del nostro giudicare, decidere ed agire: l’amor proprio, oppure l’amore di e per Dio, e per la Sua (non la nostra, come fosse il nostro club privato!) Chiesa che, come proprio san Paolo ci ha insegnato, è il Suo Corpo, così come Lui, nella persona di Cristo, ne è il Capo.

    A questo proposito, trovo sia molto istruttivo ascoltare il testo della missiva di un esorcista giunta nelle mani di Padre Livio, a Radio Maria, proprio in questi giorni. Il padre ne ha dato lettura durante la sua consueta rassegna stampa del mattino, il 5 giugno scorso. Si può riascoltare il file audio a questo indirizzo:

    https://www.radiomaria.it/archivio.aspx, a partire dai minuti 30:30 del nastro; cruciale quanto affermato a partire dai minuti 32:48, cioè dal punto in cui il demonio, costretto dall’esorcista a non mentire, esclama: “Vedrete cosa farò alla vostra Chiesa, che SCISMA PROVOCHERO’, peggiore di quelli passati! ecc. ecc.”

    Stiamo già camminando da anni su un terreno minato, tutti, tutti noi, nessuno escluso. Non smettiamo di sostenerci a vicenda con la preghiera, i sacramenti, e tutte le rinunce al nostro ego che lo Spirito Santo via via ci suggerirà. Portiamo i pesi gli uni degli altri e aiutiamoci vicendevolmente a rialzarci, quando cadiamo, invece di cedere alla tentazione del linciaggio (anche se a volte può diventare irresistibile, accidenti, lo devo ammettere!).

    Gioiosa e santa Pentecoste a tutti!

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