Calcinculo

Le prostitute non corrono il rischio di trovare la loro presente vita così soddisfacente da non potere rivolgersi a Dio; l’orgoglioso, l’avaro, il moralista hanno quel pericolo.
C.S.Lewis

Più di una volta mi sono chiesto se il presente stato miserevole della Chiesa, il cosiddetto crollo delle certezze, non sia il modo scelto da Dio per costringerci a ripensare noi stessi. Obbligarci a scegliere, invece di autococcolarci sdraiati sul divano. L’equivalente del calcinculo che certi animali riservano alla loro prole quando indugiano, da giovani adulti, un po’ troppo nel nido.
Vale anche per la scienza: senza discussioni, la scienza semplicemente non procede. I vecchi teoremi muoiono, e di solito scalciano parecchio prima di arrendersi, anche se delle giovani teorie ben poche riescono ad arrivare all’età adulta.

Il muscolo che non si allena, che rimane fermo, si atrofizza e cessa di funzionare. Anche per il cervello è lo stesso. E tantopiù per lo spirito. Se non alleniamo le nostre certezze ogni giorno, finiscono per diventare abitudini. Se una certezza non si fonda sulla verità ma sulla comodità, è un bene che sia rottamata. Anche i divani si cambiano, di tanto in tanto.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 3 giugno 2019 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 10 commenti.

  1. Il problema è che secondo alcuni “ripensare noi stessi” significa “ripensare la dottrina”. Nel senso di sfasciarla.

  2. L’ho pensato anche io, e quando mi sono permesso di far notare quello “stato miserevole della Chiesa” che hai così bene definito mi è stato detto che non devo dividere la Chiesa.
    E ci mancherebbe, la Chiesa è Una, Santa, Cattolica e Apostolica, e fuori di essa non c’è la salvezza, non ho nessuna intenzione di dividerla, ne tantomeno di trovarmici fuori.
    Ma come reagire se appena si fa notare una poca coerenza (e siamo molto lontano dai calcinculo) si viene messi alle corde, emarginati, tagliati fuori da tutto?
    Sembra che la mia sofferenza (perchè ci sto male sul serio) nel vedere una Chiesa ridotta così venga fraintesa per arroganza e presunzione.

  3. Come credo avrete notato, Su questo blog ho fatto la scelta di indicare l’errore e richiamare la bellezza, astenendomi da ciò che potrebbe dividere e ulteriormente danneggiare la Chiesa. Non so se sia la scelta giusta; ma non voglio distruggere ciò che può essere salvato.
    Io so di essere peccatore, come posso accusare i fratelli? Le tentazioni dell’orgoglio e dell’ira sono quelle che più mi attanagliano, e per questo cerco di resistere.
    Cerco di tenere a mente ciò che ha detto il cardinale Sarah in un’occasione:

    Oui, l’Église est pleine de pécheurs. Mais elle n’est pas en crise, c’est nous qui sommes en crise. Le diable veut nous faire douter. Il veut nous faire croire que Dieu abandonne son Église. Non, elle est toujours « le champ de Dieu. Il n’y a pas seulement l’ivraie mais également les moissons de Dieu. Proclamer ces deux aspects avec insistance ne relève pas d’une fausse apologétique : c’est un service qu’il est nécessaire de rendre à la vérité », dit Benoît XVI.

    Cerco quindi di rendere servizio alla verità, con quanta umiltà riesco; vale a dire, indicare Altro e non me. E non è semplice…
    E’ la persecuzione peggiore, quella che viene da chi ti è prossimo. Ci è chiesto di morire, e ci sono molti modi per farlo.

  4. Here is a thought, born of discussions with a Jesuit friend.

    Whereas the American is captive to public opinion and public slogans, the European is captive to the State and its assurance of order; in a word, statism. I observed in my time in Austria that many Europeans seem incapable of not looking to the highest authority to resolve all problems.

    Then I got to thinking about the Catholic phenomenon of ultramontanism or hyperpapalism, which continues amazingly to survive here and there, like cockroaches after a nuclear bomb, in spite of Francis’s having been repeatedly shown to be a liar, a hypocrite, a protector of criminals, a heretic, a pan-religionist, and a modernist.

    Perhaps ultramontanism, which had its rise in Europe, is simply sacralized statism? We look to the Vatican to resolve our problems, to assure us of an order that we ourselves should be instantiating, fostering, protecting, and promoting.

    Peter Kwasniewski

  5. @ ago86

    Purtroppo, sembra che la dipendenza dagli slogan, cioé dal giudizio altrui e dalle etichette “incolla e fuggi”, sia un virus americano che Kwasnieski — ma non è il solo — fa fatica a debellare.

    Il comando evangelico — perché di un vero e proprio “comandamento nuovo” divino si tratta — di “non giudicare”, quanto meno non le persone e il profondo mistero della loro individualità, è quello più difficile da accettare e mettere in pratica.

    Certo è molto difficile arrivare ad essere come quel geniale medico e scienziato che fu Luigi Di Bella, oltre che eroe del volontarismo gratuito e fino all’estenuazione nel prestare cure, mediche e umane, a quanti si rivolgevano a lui in cerca di aiuto e sollievo. Queste le tetimonianze di due sue ‘pazienti’:

    “Una signora, afflitta nel corpo e nello spirito, afferma: «E’ come se mi avessero messo una telecamera dentro al cuore e all’anima. Ha letto in me cose che non sa e non capisce nessun altro, e addirittura mi ha spiegato cose di me stessa che non riuscivo a comprendere. Un’esperienza sconvolgente, che non dimenticherò finché avrò vita». Un’altra, arrivata in uno stato di prostrazione profonda, esce trasformata: «Mi ha ridato la voglia di vivere. Non me ne frega niente se mi salvo o se muoio tra un mese o una settimana… Avere conosciuto un uomo così vale la vita. Sono serena».”.

    tratto da http://www.libreidee.org/2019/04/guerra-a-di-bella-langelo-dei-malati-tentarono-di-ucciderlo/

    P.S.: chiedo scusa per l’O.T.

  6. @ Marilù
    Forse non ho le idee chiare, ma mi chiedo: se Tizio mente ripetutamente, posso dire che è un bugiardo, o no? se Caio violenta una ragazza dopo l’altra, posso dire che è un pericoloso criminale, o no? e se Sempronio aiuta molte persone in difficoltà, posso dire che è un uomo generoso, o no?

    Mi pare evidente poi che, quando dico “Tizio è un bugiardo”, “Caio è un pericoloso criminale”, o “Sempronio è un uomo generoso”, intendo parlare dei relativi -e rilvanti- comportamenti, non delle “persone di per sè”.

  7. La cosiddetta chiesa cattolica è stata usata come clava per demolire i governi dell’ est Europa
    Da chi?
    Non vorrei rischiare, affiliandomi, di trovarmi inconsapevolmente agli ordini di qualche servizio segreto straniero!

  8. Conseguenza attuale di quel fatto è il tentativo della destra protestante americana di assumere il controllo sulla morale cattolica, a colpi di estremismi religiosi e di fondi disponibili : Verona ricorda niente?

  9. @ mara nada

    Dormito male stanotte?

  10. @ ToniS

    Le chiedo scusa se rispondo così tardi, anche perché non mi era riuscito ieri pomeriggio di inserire il commento (credo abbia provveduto Berlicche in un secondo momento: lo ringrazio molto per questo!) per un qualche errore di procedura da me commesso e che tuttora mi è ignoto.

    Fatta questa premessa, provo a risponderle, gentile ToniS. Innanzitutto, mi viene spontaneo affermare che può essere (talora, data l’evidenza schiacciante e incontrovertibile dei fatti, “è” e basta, senz’altro) inevitabile pensare che Tizio sia un bugiardo, o un bugiardo abituale (ipocrita) o un pericoloso criminale; d’altronde la generosità è un’inclinazione che può emergere con frequenza, ma è cosa comunque più legata a gesti singoli e condizionamenti anche esterni che non sempre ricorrono in concomitanza (il bene è sempre ostacolato in questo mondo); inoltre può essere una forma di esibizione calcolata in vista di vantaggi molto personali e tutt’altro che altruistici, che costituiscono il vero — e segreto — “motore” di quei singoli, ancorché ripetuti “bei gesti” (ricorda il post sull’incredibile sfoggio di inventiva e arditezza ingegneristica da parte degli uccelli tessitori in cerca della compagna, descritto da Berlicche qualche post fa?).

    Laddove, invece, la violazione ripetuta dell’incolumità fisica e psicologica di una persona ha un’immediata e lampante conseguenza malefica e malevola, nonostante il fatto che pedofili, stupratori e serial-killer riescano a proteggere (davanti a se stessi e, purtroppo, a volte con successo anche in tribunale) il proprio elefantiaco Ego, o la propria personalità fortemente anti-sociale, con pretesti e accuse che postulano l’assenza d coercizione sulle vittime, mutate così in complici volontarie del crimine subìto o in “mostri” per un verso o l’altro meritevoli di morte, che si chiamino Kappler o Aldo Moro. Sia come sia, quando si tratta di azioni efferate e cruente lo sbilanciamento delle responsabilità rispetto a quella che è, oggettivamente, la comparsa di una realtà odiosa, tende a imporsi all’attenzione con prepotenza, sbaragliando ogni dubbio.

    E guardi che fin qui ho parlato solo di “pensare”. Diverso è l’atteggiamento di chi arriva a esprimere apertamente una conclusione, cioè una certezza vera e propria, sul giudizio complessivo da dare a una persona, o meglio ai tratti salienti della sua personalità così come lasciato credere dai suoi comportamenti ricorrenti. Tenga presente che anche le bugie ripetute possono essere il risultato di una coercizione, e il fatto che a pronunciarle sia un Papa, cioè l’unica versione storicamente sopravvissuta di monarca assoluto (almeno dal punto di vista legislativo ed entro le mura vaticane) fino ai giorni nostri, potrebbe influenzare la nostra capacità di giudizio sul suo conto fino al punto di distorcerla e annebbiarla in misura significativa. Dimentichiamo che anche un Papa è un essere umano, prima di tutto, con degli affetti terreni, o con ambizioni e pregiudizi che, a loro volta, condizionano i suoi pensieri, le sue conclusioni e le sue azioni. Già, ma allora l’assistenza specialissima dello Spirito Santo, altrimenti nota come “grazia di stato”, che fine fa? Nessuna fine: c’é e rimane, ma è sempre compresente ANCHE il “mistero d’iniquità”, che solo per eccesso di semplificazione tendiamo a credere sia facile mettere sotto il nostro controllo, forti delle virtù umane e infuse dall’Alto. Quando la tentazione di crederlo si fa più intensa, pensiamo che innumerevoli volte l’Immacolata Regina del Cielo e della Terra, Regina degli angeli e di tutti i santi, è venuta quaggiù a chiederci “preghiere, digiuni e sacrifici”, per aiutarLa, — Lei, l’ “Onnipotente per grazia”! — a schiacciare la testa del Serpente Antico, bugiardo e omicida fin dal principio.

    Di nuovo, chiedo scusa a lei e a Berlicche per la lunghezza del commento; spero di essere riuscita a risponderle. Un caro saluto, marilù :–)

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