Commedianti

Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti
P.Conte, Boogie

Abbiate pazienza con me se di tanto mi lascio andare alla nostalgia. Quando ero giovane io qui era tutti prati dove pascolavano i bufali; poi i bufali sono spariti e le bufale si sono date al giornalismo. Allora l’aria era pulita e il sesso sporco, e c’erano parole che non potevi dire di fronte ad una donna; adesso non puoi più dire “donna”.

Era l’epoca in cui il cellulare ce l’aveva solo la Polizia, la rete c’era solo di domenica pomeriggio e la si ascoltava con la radio. La posta la portava il postino: capite quanto tempo è passato.

Non è che l’oggi non mi piaccia: viviamo assieme, facciamo cose, ma in un certo senso lo preferivo quand’era ieri. E’ sempre lì che cerca di cambiarmi, e io gli dico: non sei più lo stesso. Lui mi replica: invece sì. Non sono gli attori o la commedia a mutare, è la scenografia.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 9 maggio 2019 su diavolerie e cattiverie. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Marina Di Marino

    Direi di sì… Condivido.. Prima credevo di essere in compagnia di amici.. Oggi credo di essere sola.. Attorniata di amici da gent

  2. Che pezzo magnifico, di un magnifico musicista! L’oggi ha ragione, è solo scenografia… la commedia o il viaggio che ci è dato fare è sempre lo stesso, va dalla vita alla morte (per parafrasare un altro grande) con gli stessi attori.

  3. Mah, io mi riconsolo pensando che il postino suona sempre più spesso alla porta grazie alla rete di Amazon, UPS e anche alle coloratissime cartoline che sono come le sorelle Bandiera d’antan: spiazzano piacevolmente, o con i panorami, o con i testi, e persino a volte col mittente e basta.

    E un lieve sospiro me lo strappa pure la Polizia, che non ha mica definitivamente rinunciato ai suoi cellulari, agli idranti e ai manganelli, e che lascia anche fiorire, qua e là, i suoi pentiti, dietro le porte appena socchiuse dei tribunali o tra il lusco e il brusco di qualche luppolo Halalascano col nonno a Gubbio e lo zio da Del Debbio.

    Alle orchestre impalmate da un mare sempre più venerato al ritmo del bio-step, ci pensa poi Sanremo, che sia benedetto: più puntuale della primavera, e non c’è schermo che lo vinca.

    A che pro, allora, la nostalgia? A ben guardare, tutto “è segno dell’amore e della tenerezza del Padre Celeste, un grande sorriso colmo dell’amore di mio Figlio, l’invito alla vita eterna.”, come ci ricordava la dolcissima Catechista, a Medjugorje, lo scorso 2 maggio.

  4. E comunque, da romanaccia inveterata preferisco Sergio Caputo

    Non si cambia di una virgola
    si procede bluffando autodidattici
    ma nel cielo c’è una nuvola
    fatta a forma di coppa di champagne.

  5. Per me sempre Sabato italiano

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