Tacere

Questi sono giorni in cui ci si aspetta che i Cristani lodino ogni fede tranne la propria.
G.K.Chesterton

Mi chiedevo l’altro giorno perché oggi qualcuno dovrebbe provare l’impulso di farsi cristiano. Non certo per ascoltare discorsi sociologici o sermoni edificanti. Quei tremila che, secondo le letture di oggi, si fecero battezzare dagli apostoli, perché lo fecero? Cosa attendevano? Cosa si attendevano?
E quelle centinaia di fedeli morti il giorno di Pasqua nelle chiese devastate dagli attentati, perché erano lì? Per che cosa sono morti?
Per un bel discorso? Per una morale? un discorso culturale?
Erano “adoratori di Pasqua”, come suggerivano i messaggi coordinati dei democratici americani che tanto piacciano anche da noi? Speravano un ritorno economico, erano predatori sessuali, avevano un’agenda politica?

Di fronte alla cattedrale di Notre Dame in fiamme, una giornalista chiedeva ad uno dei giovani in preghiera che volesse mai dire “Ave Maria”. Nelle università, una sparuta minoranza sa cosa sia la Pasqua. A forza di tacere, Cristo è diventato un nome incognito, un pensiero che ha cessato di essere reale.

Mi vengono in mente quei versi di Rilke:
E tutto cospira a tacere di noi, un po’ come si tace
un’onta, forse, un po’ come si tace una speranza ineffabile.

E per noi, cos’è Cristo?
Chi è Cristo?
Perché taciamo?

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 23 aprile 2019 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 48 commenti.

  1. alessandro.gros

    Questa degli adoratori della pasqua è una fake news, come ben dimostrato in questo link. Il signficato della frase di Obama, in inglese, è letteralmente ““persone che vanno a un luogo di culto a Pasqua” , come confermato da madrelingua inglese.

    https://attivissimo.blogspot.com/2019/04/luca-salerno-giornalista-tg2-rai-vuole.html

  2. Fake news? Ma mi faccia il piacere.
    L’uso coordinato e contemporaneo del termine “Adoratori pasquali” da parte di tutti i democratici e affini, al posto della parola “cristiani”, non è casuale.
    E’ un giro di parole per evitare quel termine – non sia mai che la gente pensi che essi siano sotto attacco. Basta usare l’intelligenza per capirlo.
    E chi crede alla fake news della fake news è diversamente intelligente.

  3. alessandro.gros

    Per chi scrive su Twitter , dove lo spazio è limitato a poche decine di parole, è fondamentale utilizzare dei termini concisi, che sia di destra o di sinistra . E questo termine (Easter worshippers) in una parola dice tante cose insieme, come peraltro le ho dimostrato nella traduzione VERA.
    Se lei insiste a tradurlo in “adoratori della Pasqua” dimostra una seria disonestà intellettuale di cui (come cristiano) dovrebbe soltanto vergognarsi e chiedere scusa ai lettori.
    Se legge gli articoli italiani sul tema , ed anche i twitter, vedrà che si fa spesso riferimento a “fedeli in preghiera” o cose simili. La parola “cristiano” è data per scontata (chi cavolo ci va in chiesa per la Pasqua , se non un cristiano ??)
    D’altra parte neppure Trump ha nominato i Cristiani, oltre a dire uno sfollone (138 milioni di morti invece che 138).
    https://www.ilmessaggero.it/mondo/sri_lanka_trump_tweet_gaffe-4444543.html

  4. alessandro.gros

    E tanto per finire , la FOX News, la rete americana che sostiene Trump in tutti i modi, per parlare dell’incendio di notre dame così si è espressa :
    “Tourists, Easter Worshippers Lament Closure of Notre Dame”.

    Finiamola di speculare sulle stupidaggini e di perdere credibilità coltivando queste polemiche ridicole , da cui abbiamo solo da perdere.

  5. Quindi su tuitter, dove bisogna risparmiare le parole, il termine “cristiani” è più lungo di “persone che vanno a un luogo di culto a Pasqua”…
    Interessante.

  6. Urban Dictionary dice questo (e altro):

    A slur word to describe Christians

    1. A politically correct term used to describe Christians when you don’t want to offend another religion.

    https://www.urbandictionary.com/define.php?term=Easter%20Worshipper

  7. Caro signor Gros, difficile che la mia credibilità possa essere più bassa della sua.
    Intanto, io non ho scritto “adoratori della Pasqua”, come lei cerca di farmi dire, ma “adoratori di Pasqua”. Che è una traduzione più fedele di “persone che vanno a un luogo di culto”, dato che worship ha un significato abbastanza diverso da “andare ad un luogo di culto”. Tra parentesi, io in passato ho fatto il traduttore professionale, e l’inglese lo leggo correntemente, non so lei. Se poi prova un attimino a sfogliare i social si accorgerà che la polemica non è certo dovuta ad una traduzione, dato che negli USA, dove non credo esista tale problema, è proprio dove essa è nata. Ad esempio, https://thefederalistpapers.org/opinion/200-christians-murdered-terrorists-dems-refuse-call-christians, oppure https://www.zerohedge.com/news/2019-04-26/easter-worshippers-lefts-allergy-language.
    Noterà una curiosa concordanza, certo casuale, tra i vari messaggi che potrebbe far pensare qualcuno che non sia diversamente intelligente.

    Perché vede, il punto è esattamente quello che lei rifiuta di vedere: la volontà di non usare la parola “cristiani”. Quindi, dopo avere dimostrato in modo abbastanza completo che le stupidaggini stanno a casa sua (quella su Twitter è impagabile) la invito ad un serio esame di coscienza: lei non è un po’ troppo credulone?

    PS: impagabile, questa: https://www.washingtonexaminer.com/opinion/nyt-reporter-editors-thought-body-of-christ-referred-to-a-statue-of-christ-in-notre-dame
    Al New York Times pensano che “il corpo di Cristo” salvato dalle fiamme a Notre Dame sia una statuetta dello stesso.

  8. La polemica è nata negli USA, ma era opinabile anche là: l’espressione ‘Easter worshippers’ era stata utilizzata in un contesto sovrapponibile nel 2014 anche dal Washington Times (non Post), una delle testate conservatrici che oggi attaccano Obama e la Clinton. Se leggi il tweet di Obama ti accorgerai che era un modo per distinguere in maniera neutrale le persone uccise perché seguivano la celebrazione della Pasqua e i turisti: non poteva scrivere ‘318 tra turisti e cristiani’, perché anche i turisti potevano essere cristiani. E, come viene suggerito da un altro commentatore, dopo l’incendio di Notre Dame anche Fox News ha fatto la stessa identica distinzione, probabilmente per lo stesso motivo. D’altra parte Trump, in maniera più efficace, ha semplicemente scritto ‘138 persone (people)’*: anche lui un anti-cristiano politicamente corretto?

    In Italia è stata resa ulteriormente pretestuosa dalla demenziale traduzione che si è letta in giro (‘adoratori della Pasqua’). Anche la tua traduzione (‘adoratori di Pasqua’) è un po’ traballante come senso se permetti. Più corretta sarebbe ‘celebranti la Pasqua’ che però come italiano è orribile. Inoltre: durante gli ultimi attentati nelle moschee e nelle sinagoghe, non mi pare che i titoli fossero ‘uccisi 50 musulmani’ o ‘ucciso un ebreo, feriti altri tre’**.

    Quindi mi spiace: hai preso una cantonata, seguendo i pessimi giornalisti italiani che hanno ripreso (male) una polemica statunitense priva di consistenza. L’espressione ‘easter worshippers’ è goffa e ha prestato il fianco alle critiche, ma è assurdo credere che volesse mascherare la fede delle vittime.

    @Vanni
    ‘Urban Dictionary dice questo (e altro):’

    Ah, allora. The Onion cosa commenta? E Lercio?

    * in realtà ha scritto ‘138 million people’ ma qua in esame è la correttezza politica, non il suo deterioramento cognitivo

    ** osserverai che Obama, dopo Christchurch, ha offerto le sue condoglianze alla ‘comunità musulmana’. Prima che tu chieda retoricamente perché non abbia fatto la stessa dichiarazione nei confronti della ‘comunità cristiana’ ti ricordo che, nonostante la vulgata lo voglia cripto-musulmano, satanista o entrambe le cose, Barack Obama è, egli stesso, cristiano.

  9. Caro Quente, mi sai dire in che maniera “Easter worshipper” “distingue in maniera neutrale le persone uccise perché seguivano la celebrazione della Pasqua e i turisti” come asserisci? Non mi è chiaro.
    In che modo usare la parola “Christian” e non “Easter worshipper”, come suggerisce l'”urban dictionary”, può offendere le altre religioni? Anche questo non mi è chiaro.
    In che maniera il fatto che la zia di mia nonna abbia usato quel termine tre anni parlando con la portinaia fa invalida il fatto che l’abbiano utilizzato contemporaneamente adesso? Anche questo non mi è chiaro.
    Molte cose non mi sono chiare: certo, una persona illuminata come te me le saprà spiegare. Quello che non capisco è perché chiami il tuo adorato Obama cristiano e non “Easter worshipper” dato che, con una certa evidenza, di cristiano non fa alcunché.

    PS: non ho seguito alcun “pessimo giornalista italiano”. La schifezza di quei tweet l’avevo notata direttamente nell’originale. Difficile non accorgersene, se non si è così “politically correct” da dimenticare la realtà – o tentare di giustificare l’ingiustificabile arrampicandosi sugli specchi. In effetti, è proprio assurdo che volessero mascherare la fede delle vittime, in quanto i democratici americani e i loro emuli nostrani parlano continuamente di cristiani perseguitati e terrorismo islamico. No?
    No?

  10. Da Wikipedia:

    “Urban Dictionary è un dizionario online dedicato ai neologismi e allo slang in lingua inglese.
    Lanciato nel 1999 da Aaron Peckham[1], il sito web contiene più di 4,8 milioni di definizioni[2], aggiunte da volontari e votate dai visitatori[3].
    Il sito è stato poi trasposto in forma cartacea in due edizioni, nel 2005 e nel 2007.
    Anita Hamilton del TIME lo ha inserito in una classifica dedicata ai migliori 50 siti[4].
    Secondo un’analisi LexisNexis presente nel saggio Wikipedia in Court, dedicato all’uso di siti come Wikipedia come fonti autorevoli, fino al 10 settembre 2009 l’Urban Dictionary è stato citato 22 volte in casi giudiziari statunitensi[5].”

    The Onion e Lercio, mai sentiti, saranno fonti tue.

  11. PS: il tweet della Clinton dice: “The attacks on tourists and Easter worshippers in Sri Lanka are an attack on humanity.”
    Quindi, dato che la distinzione viene fatta a priori, direi che la tua spiegazione non sta in piedi. Hai preso una cantonata…

  12. cachorroquente

    No Berlicche. Le persone che soni morte o stavano celebrando la Pasqua o erano turisti. Quelli che celebravano la Pasqua erano cristiani, i turisti non si sa. L’espressione usata da Clinton e Obama ancorché inelegante ha senso proprio perchè distingue le due categorie, allo stesso modo della dichiarazione di Fox News su Notre Dame: l’incendio ha impediti l’accesso sia ai turisti, che agli ‘Easter worshippers’, che volevano entrare in Chiesa per motivi diversi. Questo esempio e il titolo del Washington Times del 2014 dimostrano chiaramente che la cantonata l’hai presa tu.

    @Vanni se nonsai cosa sono lercio e The Onion mi spiace ma non sei attrezzato culturalmente per districarti tra gli strati di significato di un siti come The Urban Dicrionary. Senza controllare prima ti invito a cercare di capire a quando risale la voce che citi e se dunque è indipendente dalla polemica che stiamo analizzando. Cioè se la connotazione di ‘slur’ precede i tweet di Obama eClinton e in tal caso come interpretarne l’uso da parte del Washington Times e di Fox News.

  13. Quente, ripeto: “The attacks on tourists and Easter worshippers in Sri Lanka”, by Clinton. Già distinti nella frase originale. La tua “spiegazione” semplicemente non regge. Tu stesso lo scrivi: chi celebra la Pasqua è per definizione cristiano. Non vuoi dire “cristiani”? E dillo. Ma si è capito. Non è certo mia cantonata, è l’ipocrisia di chi vuole difendere l’indifendibile negando persino l’evidenza.
    Per quanto riguarda “Urban Dictionary”, le voci sono curiosamente tutte relatve ai tweet Dem. Altrettanto curiosamente, quella voce prima non era documentata, come fosse stata inventata sul momento per chissà quale motivo.
    PS: sei non sei in grado di distinguere un uso passeggero in un articolo più lungo da tweet multipli e deliberati, non sei attrezzato culturalmente.

  14. Berlicche:

    Per quanto riguarda “Urban Dictionary”, le voci sono curiosamente tutte relative ai tweet Dem. Altrettanto curiosamente, quella voce prima non era documentata, come fosse stata inventata sul momento per chissà quale motivo.

    Così stai dando ragione a CQ. La voce non è “indipendente dalla polemica che stiamo analizzando”: è stata inserita per fornire una pezza d’appoggio ‘autorevole’ (ehm) a chi critica Obama.

    sei non sei in grado di distinguere un uso passeggero in un articolo più lungo da tweet multipli e deliberati, non sei attrezzato culturalmente

    Nell’“uso passeggero” il significato dell’espressione è comunque il medesimo dei tweet: fedeli che celebrano la Pasqua, non “adoratori di Pasqua”. Almeno su questo possiamo convenire, spero.
    La spiegazione di gran lunga più ovvia dell’uso in tweet multipli è che l’ufficio stampa della Clinton (e quello di Julián Castro, l’unico altro democratico a usare l’espressione, a quanto ne so) abbia ripreso il tweet di Obama. Ammetterai che l’idea di Obama e Clinton (e Castro, poverino) che si riuniscono in segreto allo scopo di concordare un modo per cancellare ogni menzione dei cristiani (ricorrendo a un’espressione che designa univocamente i cristiani, oltretutto) è leggermente più onerosa.

    Per la tua obiezione alla spiegazione di CQ lascio la risposta all’interessato. Se rileggi il suo ultimo commento capirai comunque cosa voleva (giustamente) dire.

  15. Anche Nancy Pelosi gira un po’ intorno ad alcune parole!

  16. xGiuseppe
    “Così stai dando ragione a CQ”:
    Assolutamente no. Sto dando ragione a quelli che asseriscono che si tratta di un’espressione inventata di sana pianta pur di non usare il termine “cristiani”. Pezza d’appoggio? Forse hai capito male. E’ satira nei confronti di una parafrasi idiota e irrispettosa usata consapevolmente.

    il significato dell’espressione è comunque il medesimo dei tweet
    Assolutamente no. In un articolo è una parafrasi per evitare di ripetersi; in un tweet esplicito è solo un tentativo di sviare l’attenzione, come – certo, secondo te, per puro caso – accade abitualmente in tutti i pronunciamenti di quei loschi figuri che tanto ti piacciono. Le parole in certo contesto hanno un peso; su questo possiamo convenire, spero.

    “l’unico altro democratico a usare l’espressione”
    Assoutamente no.

    Dicevi?

    Oh, il commento l’ho riletto. Sei tu forse che non hai compreso.

  17. Ho l’impressione che molti, da un lato e dall’altro della diatriba, si stiano lasciando trascinare dalla rispettiva venerazione o antipatia verso Obama e Clinton…

    Per quanto mi riguarda, ritengo l’uso delle parole “Easter worshippers” tecnicamente corretto, ma poco rispettoso, poco adeguato, e poco saggio.

    Tecnicamente corretto perchè, come fanno notare vari commentatori tra cui Attivissimo (link di Alessandro sopra), preso alla lettera indica semplicemente le persone che hanno partecipato alla Messa di Pasqua.

    Poco rispettoso, perchè la locuzione “Easter worshippers” ha anche un connotato negativo, come “fedeli della domenica” in italiano: può indicare non tanto le persone che vanno a Messa il giorno di Pasqua, ma quelle che ci vanno SOLO a Pasqua.

    Poco adeguato, perchè non cattura il probabile motivo degli attentati. Mentre (presumibilmente) i turisti / viaggiatori sono stati presi di mira in quanto tali, chi era in chiesa è stato ucciso (presumibilmente) in quanto cristiano, non perchè ha voluto partecipare a una celebrazione “una tantum”.

    Poco saggio, perchè (di nuovo presumibilmente) il tweet è stato scritto da professionisti (a proposito, più che a una cospirazione tra Barack e Hillary, mi sembra più probabile un “riciclo” da parte dello stesso ufficio comunicazioni…) i quali avrebbero dovuto prestare maggiore attenzione a quanto scrivevano.

    Detto questo, ritengo che si stia dando troppa importanza ai famigerati tweet. Cosa la Clinton pensi della religione cristiana è evidente da tempo (basta per esempio la sua frase del 2015, “deep-seated cultural codes, religious beliefs… have to be changed”) e non sarà un tweet a cambiare le cose.

  18. Nel mio post era una mezza riga di passaggio, ma evidentemente ha toccato qualche nervo scoperto…

  19. Berlicche:

    Sto dando ragione a quelli che asseriscono che si tratta di un’espressione inventata di sana pianta pur di non usare il termine “cristiani”. […]
    In un articolo è una parafrasi per evitare di ripetersi.

    Non noti una certa contraddizione tra le due affermazioni? È un’espressione inventata di sana pianta per l’occasione o è una parafrasi che fa parte del repertorio della lingua inglese, a cui attingere “per evitare ripetizioni”? Non può essere tutt’e due le cose assieme.
    (E comunque, no: non è usata per non ripetersi. In questo articolo, nel paragrafo “Alcuni esempi, anche del passato”, trovi una dozzina di esempi dell’uso dell’espressione, nessuno dei quali ha a che fare con i fatti dello Sri Lanka. In un solo caso l’espressione è usata subito dopo “Christians” per evitare – forse – una ripetizione; negli altri compare da sola, a indicare appunto “i fedeli che celebrano la Pasqua”.)

    come – certo, secondo te, per puro caso – accade abitualmente in tutti i pronunciamenti di quei loschi figuri che tanto ti piacciono.

    Ma io non ho mai detto che è avvenuto per puro caso. Ho detto che la spiegazione più ovvia dell’uso in tweet multipli è che gli uffici stampa degli altri democratici abbiano ripreso il tweet di Obama. E la cosa non accade “abitualmente”: tutti i tweet che hai mostrato si riferiscono allo Sri Lanka e seguono di poco il tweet di Obama.

    “l’unico altro democratico a usare l’espressione”
    Assoutamente no. […] Dicevi?

    Dicevo “l’unico altro democratico a usare l’espressione, a quanto ne so”. Grazie per la correzione – che non cambia l’interpretazione più sensata dei fatti.

    Oh, il commento l’ho riletto. Sei tu forse che non hai compreso.

    No. Prendiamo il titolo di Crux del 20 aprile: “Tourists, Easter worshippers lament closure of Notre Dame”. Perché il sito cattolico usa questa espressione e non “Christians” o meglio ancora “Catholics”? Eppure la chiusura di Notre Dame si prolungherà verosimilmente ben oltre le festività pasquali, quindi non è precisissimo dire che a lamentarne la chiusura sono i “fedeli che celebrano la Pasqua”. Ma se il titolista avesse titolato “Tourists, Christians lament closure of Notre Dame”, avrebbe lasciato intendere che “tourists” e “Chistians” sono due categorie mutuamente esclusive – il che ovviamente non è. Al contrario, “tourists” e “Easter worshippers” sono due categorie che non si sovrappongono (o si sovrappongono in maniera marginale). Ed è esattamente lo stesso ragionamento che ha fatto chi ha scritto il tweet di Obama. Se avesse scritto “The attacks on tourists and Christians in Sri Lanka” avrebbe implicato che nessuno dei turisti era cristiano, mentre invece è molto probabile (o come minimo non può essere escluso) che almeno alcuni lo fossero.

    Aggiungo – e concludo – che se qualcuno ti venisse a dire che l’uso dell’espressione “fedeli che celebrano la Pasqua” – la traduzione più fedele di “Easter worshippers” (l’italiano, si sa, è lingua meno sintetica dell’inglese) – è un modo per cancellare l’esistenza dei Cristiani, tu lo prenderesti quasi certamente per pazzo. E giustamente.

  20. Volevo risponderti meglio ma vedo che l’ha fatto Giuseppe.

    L’espressione è attestata, e politicamente neutra. Punto.

    La cosa più assurda di questa polemica, ancora più dei giornalisti italiani tipo Meotti che parlano di ‘adoratori della Pasqua’ (e se tu veramente non li segui e ci sei arrivato indipendentemente: non me ne vanterei) è che abbiamo il paradosso dei conservatori americani che lamentano la ‘dittatura del politicamente corretto’ e poi fanno le pulci ai democratici su dei sofismi che neanche il capetto universitario di Berkeley più triggerabile della storia avrebbe voglia e tempo di districare.

  21. Insomma pare che incidentalmente si sia alzato del vento e abbia racimolato del materiale in un certi luogi sparsi per una certa isola, assemblandolo poi in modo del tutto casuale e chissà come si son formati degli ordigni (pare fossero pure vagamente esplosivi, boh, quando si dice la casualità) che sono rotolati – forse per effetto delle forze di coriolis – fin dentro degli stanzoni dove si riunivano a caso degli esseri umani (presumibilmente terrestri ma non ne siamo sicuri) di varia estrazione politica-religiosa-sessuale-sesquipedale-iellawstonierinaica-easterworshippers-nonsipuòdire e chissà cos’altro: le bombe sono esplose per il riscaldamento globale e qualcuno è mancato: bè, una vera disgrazia, va pur detto, ma non certo perchè c’erano degli Attentatori che miravano proprio contro quei Cristiani e non perchè erano dentro una Chiesa Cristiana e di sicuro non perchè si era nella Settimana più Santa per la Cristianità: diamine, di coincidenze non se ne vedono, e poi un’attentato politicamente corretto è come un terremoto, nessuno lo manda, nessuno lo chiama e può capitare a tutti – mica come credono quei pecoroni dei conservatori…
    Sempre più interessante.

  22. Quente e Giuseppe,
    la vostra difesa del linguaggio “politicamente corretto” dei vostri wannabe “grandi fratelli” (o sorelle) è persino commovente. Vi appigliate a uno sputacchio di citazioni sparse in miliardi di pagine web per asserire che una evidentissima operazione di pulizia mediatica non sia quello che appare ad ogni persona mediamente intelligente del pianeta, ma un puro caso, anzi, una intelligente lettura della realtà fatta per essere il più inclusivi possibile.

    Non so fino a che punto la vostra sia dissonanza cognitiva oppure una difesa dell’indifendibile fatta in nome di non so quale fedeltà o – vien da pensare – ordine di scuderia. Il fatto stesso che stiamo a discuterne dice quanto sciocco e vano sia il vostro tentativo. Voi asserite che sarebbe perfettamente normale usare un’espressione che, appena letta, indigna per la sua inadeguatezza. Non è che mi vanti per averla notata; ogni cristiano che ci tenga alla propria identità non ne può fare a meno. Ma pretendete davvero che crediamo alle spiegazioni una più farlocca dell’altra che ci state dando? Ma ci pigliate davvero per scemi? E’ attestata in un manoscritto sassone, quindi si può usare…seeh.
    Tanto per dirne una, Giuseppe: se il problema è la chiusura per Pasqua di Notre Dame, usare l’espressione “cristiani” non sarebbe andata bene. Sarebbe come a dire che la chiusura del casello di Santena preoccupa gli italiani.
    Quella di “tourists” e “Easter worshippers” come categorie che non si sovrappongono, poi, è degna di un Azzeccagarbugli di terza categoria. Giusto la riga sopra hai affermato che i turisti possono essere anche “Easter worshippers”…

    Se qualcuno chiamasse “seguaci di Marx” i comunisti, e continuasse a farlo, il dubbio che ci sia una ragione dietro per non usare il termine mi verrebbe. Mi verrebbe da pensare: questi non vogliono che si parli di comunismo. Sarei un pazzo, o potrei avere ragione? E coloro che vorrebbero velare le croci per non impressionare i laici, sono giustificati dal fatto che è una pratica attestata dall’alto medioevo?

    Cari seguaci del nulla, grazie per averci dimostrato con il vostro spasmodico interesse che lì sotto non c’era un innocente giro di parole, ma una strategia. E per avere confermato, come usuale, il mio post.

  23. Berlicche:

    se il problema è la chiusura per Pasqua di Notre Dame, usare l’espressione “cristiani” non sarebbe andata bene. Sarebbe come a dire che la chiusura del casello di Santena preoccupa gli italiani.

    L’osservazione è interessante, anche se regge solo parzialmente. Un titolo come “Chiuso il casello di Santena: italiani costretti a trovare percorsi alternativi” sarebbe sempre assurdo: le regole della lingua impongono che si usi qui il termine sintetico per indicare il sottoinsieme degli italiani più coinvolti: “torinesi” o al massimo “piemontesi”. Invece non esiste una regola analoga per quanto riguarda nomi come “cattolici” o “cristiani”: un titolo come “Catholics weep and pray the rosary in the light of the flames of Notre Dame” (LifeSiteNews, 16 aprile) è perfettamente corretto, e si capisce subito dal contesto che i cattolici di cui si parla sono solo quelli che si trovavano a Parigi quella sera. Sono possibili anche titoli più ambigui, come “Christians Seek Retrieval of Antiquities Stolen by IS” (Voice of America, 20 aprile 2019), in cui ci vuole un attimo di riflessione per capire che il riferimento è solo ai cristiani di Siria e Iraq; ma chiaramente non è un titolo scritto benissimo. Si può discutere a quale di questi due esempi sia più vicino il mio titolo ipotetico, “Tourists, Christians lament closure of Notre Dame”, ma comunque tutto ciò non fa sparire il problema più evidente, cioè la sovrapposizione tra “turisti” e “cristiani”; al massimo si dimostra che la frase avrebbe due problemi, non uno solo. Immagina un titolo come “Turisti e cattolici feriti nell’incendio di Notre Dame”: qui l’ambiguità è nulla, come nel titolo di LifeSiteNews, ma percepiamo ugualmente che qualcosa non va, proprio per la sovrapposizione tra “turisti” e “cattolici”. Il titolo giusto sarebbe “Turisti e fedeli feriti etc.” (il che non toglie che i turisti a casa loro possano frequentare da fedeli una chiesa e che i fedeli possano aver fatto o faranno i turisti, è ovvio).

    Quella di “tourists” e “Easter worshippers” come categorie che non si sovrappongono, poi, è degna di un Azzeccagarbugli di terza categoria. Giusto la riga sopra hai affermato che i turisti possono essere anche “Easter worshippers”…

    ?? Riporto quello che ho scritto nelle “righe sopra”: «Ma se il titolista avesse titolato “Tourists, Christians lament closure of Notre Dame”, avrebbe lasciato intendere che “tourists” e “Chistians” sono due categorie mutuamente esclusive – il che ovviamente non è. Al contrario, “tourists” e “Easter worshippers” sono due categorie che non si sovrappongono». Dove diavolo avrei scritto che i “tourists” possono essere anche “Easter worshippers”? E come facevano i turisti a essere anche fedeli che celebravano la Pasqua, visto che quando sono stati colpiti si trovavano nei loro alberghi?

    Se qualcuno chiamasse “seguaci di Marx” i comunisti, e continuasse a farlo, il dubbio che ci sia una ragione dietro per non usare il termine mi verrebbe.

    Quante volte Obama ha chiamato “Easter worshippers” i cristiani? A me ne risulta solo una: quella di cui stiamo parlando. In compenso, dal comunicato stampa del 18 gennaio 2011: “The President spoke with Egyptian President Mubarak this morning on a broad range of issues, to include the New Year’s Day attack on a Coptic Christian church in Alexandria […]. The President extended his personal condolences to President Mubarak and the Egyptian people for the heinous bombing targeting Christians that occurred on New Year’s Day”. Dal discorso del 20 agosto 2014: “ISIL […] target Christians and religious minorities, driving them from their homes, murdering them when they can for no other reason than they practice a different religion”. Dal discorso del 10 settembre 2014: “We will continue to provide humanitarian assistance to innocent civilians who have been displaced by this terrorist organization. This includes […] tens of thousands of Christians and other religious minorities. We cannot allow these communities to be driven from their ancient homelands”. Dal messaggio del 23 dicembre 2015: “Michelle and I are also ever-mindful that many of our fellow Christians do not enjoy that right, and hold especially close to our hearts and minds those who have been driven from their ancient homelands by unspeakable violence and persecution. In some areas of the Middle East where church bells have rung for centuries on Christmas Day, this year they will be silent […]. We join with people around the world in praying for God’s protection for persecuted Christians and those of other faiths”. Devo continuare?

  24. alessandro.gros

    Sig. Berlicche vedo con piacere che altri lettori sono intervenuti argomentando in modo molto migliore del mio le nostre evidenti ragioni.
    Il fatto che lei dichiari di aver anche fatto il traduttore professionale depone decisamente a suo sfavore, visto che le è stato dimostrato che l’espressione in questione è usualmente utilizzata anche da siti cristiani senza che nessuno se ne abbia a male.
    Inoltre le è stato dimostrato che in altre ufficiali occasioni Obama non ha avuto difficoltà nel pronunciare il termine cristiani o cattolici associato a persecuzioni varie.
    Mi lasci poi dire che rileggendo un suo intervento ho notato che lei definiva me , e gli altri che la pensano come me, come “diversamente intelligenti”, dimostrando di essere “diversamente educato”.
    Inoltre sospetto che essere “diversamente intelligente”, rispetto a lei, possa anche essere considerato un complimento.
    Buon 1 maggio

  25. Questo tentativo di mascherare il proprio (e altrui) imbarazzo nel dover denunciare un’evidenza sgradita, velandola con una squallida ipocrisia semantica, non fa che peggiorare le cose.
    Si è infatti dimostrato, senza ombra di dubbio, che nell’era horribilis (Trump) l’etichetta “cristiani” va applicata solo in certi casi, purchè funzioni come un’accusa, un marchio d’infamia.

  26. ToniS:

    Si è infatti dimostrato, senza ombra di dubbio, che nell’era horribilis (Trump) l’etichetta “cristiani” va applicata solo in certi casi, purchè funzioni come un’accusa, un marchio d’infamia.

    Mi puoi indicare in quali dei testi di Obama che ho citato l’etichetta “cristiani” funziona come accusa o marchio d’infamia?

  27. alessandro.gros

    Sig. Giuseppe lasci stare….si legga piuttosto su wikipedia la definizione di teoria del complotto e complottismo. E’ illuminante, non soltanto relativamente a questa disputa, ma un po a tutto quello che avviene purtroppo anche nel mondo cattolico, dove il vero e unico complotto è quello fatto dal grande accusatore che passa il tempo a gettare divisione tra gli uomini in generale ed i cristiani in particolare.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_complotto

  28. Giuseppe, Lei non ha capito.

    Io parlo del laicismo cristianofobo dei grandi media, tutta agenda liberal americana.
    Il duo Obama-Clinton, che ha devastato il medio e vicino oriente, è responsabile dell’insicurezza dei cristiani e di altre minoranze, i loro discorsi in difesa di quei cristiani sono state caramelline, propaganda elettorale.
    Obama (o meglio chi gli gestisce i suoi milioni di twitts) nell’era horribilis dev’essere diventato più dem “corretto”.

    Alessandro,
    Lei è sulla falsa strada, in questo blog non ho mai letto qualcosa che si ispirasse a una qualche ipotesi complottista.

  29. alessandro.gros

    Sig. Tonis, nel momento esatto in cui lei scrive del “laicismo cristianofobo dei grandi media, tutta agenda liberal americana”, ecco che lei descrive un complotto dei grandi media americano contro i cristiani, istigato e coordinato dal partito democratico (“agenda liberal”).
    Come vede lei usa terminologia complottista senza neppure rendersene conto perchè presume che ci sia un preciso disegno di un gruppo organizzato che ha come scopo primario l’abbattimento del cristianesimo.
    Ma questo è il tempo dei complottisimi, perchè nulla più di un nemico ad arte creato è strumentale a coprire il vero problema cattolico e cioè la mancanza di fede autentica , e cioè di fiducia nel Signore. Meglio eleggere di volta in volta un nemico diverso che volgere lo sguardo verso se stessi.
    Molti parlano dell’opzione Benedetto ,
    A tal riguardo cito le parole del Papa emerito , che a molti piace più di quello attuale e che quindi molti dovrebbero prendere sul serio : ” «Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diventerà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la fede e la preghiera al centro dell’esperienza e sperimenterà di nuovo i sacramenti come servizio divino e non come un problema di struttura liturgica. A me sembra certo che si stanno preparando per la Chiesa tempi molto difficili. La sua vera crisi è appena incominciata. Si deve fare i conti con grandi sommovimenti. Ma io sono anche certissimo di ciò che rimarrà alla fine: non la Chiesa del culto politico, ma la Chiesa della fede».”
    Sembra invece, leggendo in giro, che tutti concordino sulla crisi dei cristiani e del cristianesimo e della Chiesa (sempre nominata) ma nessuno sembri però disposto ad accettare “una Chiesa che avrà perso molto. Diventerà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi.”. Cioè ad accettare una Chiesa che perde potere temporale, dove i soldi ed il sostentamento vengono da rinunce concrete dei fedeli (altro che piccole carità o 8 per mille),
    Una chiesa a cui non sia affatto scontato che i potenti del mondo diano ascolto o peso, ed anzi una chiesa magari osteggiata per motivi pratici e pragmatici.
    Una chiesa dove i singoli e le famiglie siano strumento vivente di evangelizzazione con il loro esempio, prima di tutto, anzi che con le sole parole. Dove la conoscenza delle scritture sia completa e non parziale. Dove, per esempio. chi sostiene l’humane vitae sia prima di tutto lui un esempio di apertura alla vita ed ai figli che vengono, prima che insegnante di principi mai seriamente applicati. Dove il denaro sia mezzo e non fine , e dove l’altro che bussa alla tua porta sia accolto e non trattato da nemico.
    Si ricordi che il cristiano deve essere sale per dare sapore a tutta il cibo. Luce , per illuminare il mondo. Ma non tutto in una pietanza può essere sale, ne tutto in una stanza può essere luce anzi..solo una piccola parte del tutto. Ma il sale deve salare e le luce illuminare.
    Salve.

  30. Scusate, ma non posso fare a meno di ridere.
    Ho rivolto alla faccenda dei tweet esattamente due righe di passaggio mentre svolgevo un ragionamento decisamente più ad ampio respiro.
    I pesi massimi dei commentatori laicisti di questo blog sono saltati su neanche avessi preso a calci il loro cane con letteralmente migliaia di battute per dimostrarmi che no, quei democratici che hanno dato fondo a tutte le loro risorse per soggiogare e distruggere la Chiesa (devo citare i casi giudiziari, le intercettazioni o altro? le ricordate tutti?) in realtà non han chiamato i cristiani cristiani per… una serie di motivi uno più assurdo dell’altro.
    E’ complottismo dire che puzza?
    Ma, carissimi, rassicuratevi: qui non ci si fa intimidire da giochetti verbali o insulti più o meno velati. Stia tranquillo, signor Gros; indicare che c’è un nemico – anzi, un Nemico – non vuol dire dimenticare perché si combatte, che non è certo il Nemico. Solo, occorre non farsi dettare da lui l’agenda, e svelare i suoi inganni. Troppi ci cascano.

    A proposito, Giuseppe: Crux ripiglia solo un pezzo di agenzia, presente anche sul Washington Post (curioso, eh? impaginazione identica) che peraltro comincia così: “Tourists, devout Catholics and others are looking on mournfully at Notre Dame Cathedral, regretting that they can’t get inside”…
    Curioso anche che il titolo si discosti. Mah…
    Poi mi spiega perché un turista non può celebrare la Pasqua. Se è cristiano, la festa è oltretutto di precetto; anche se non è in quel momento in chiesa. No, mi spiace, non regge.

    Era la prima volta che Obama e i suoi amichetti usavano quel termine? Magari è anche l’ultima. Comunque, alla luce di tutto quanto sta accadendo nelle università americane e non solo (free speech e via andare) no, non era proprio casuale né la scelta delle parole né il momento.

    Perché quei poveretti, uomini, donne, bambini, non sono stai ammazzati perché andavano in chiesa a Pasqua, ma perché erano cristiani. E chi cerca con le parole, troppe o troppo poche, di farlo dimenticare, è complice degli assassini.

  31. A voler essere ancora più precisi, gli “Easter whorshippers” cingalesi non possono nemmeno essere considerati cristiani in senso generale e onnicomprensivo. Perché anche gli ortodossi celebrano la Pasqua ma, in base alla suddivisione dell’anno solare computata nel calendario giuliano, da loro adottato, festeggiano questa solennità in una domenica diversa da quella dei cattolici, dei copti, degli anglicani, degli evangelici, dei metodisti (come la Clinton), della Chiesa dei Santi degli ultimi giorni ecc. ecc. Quindi, avessero deciso di scrivere “cristiani”, gli impareggiabili “due dell’App.ocalisse”, avrebbero sicuramente offeso almeno i greci e i russi in visita turistica sull’isola, nonché eventuali ferventi cristiani e puntuali (secondo il loro calendario liturgico) celebratori della Pasqua, nonostante quella domenica, a Colombo e in altre città dello Sri Lanka, fossero impegnati a far colazione o russare (con le rispettive modalità semantico-espressive) nei loro alberghi, al momento degli attentati.

    No, no, Clinton e Obama avevano il sacro dovere di prevenire un incidente diplomatico di simile portata. E pensare che gli sarebbe bastato scrivere, allo scopo, direttamente e ancora più concisamente, “catholics”.
    Ma, si sa, un ex presidente e una quasi-presidente degli Stati Uniti d’America non dicono parolacce, non in pubblico. Questione di etichetta, la politica non c’entra proprio nulla.

  32. Berlicche:

    Ma, per curiosità, se qualcuno ti dice qualcosa tipo “All’università ho conosciuto persone intelligenti e cattolici”, tu ti offendi oppure no? E non è giusto dire che ti offendi proprio perché una frase del genere, con due termini, viene interpretata sempre come se indicasse due insiemi disgiunti? O pensi che questa interpretazione sia un “giochetto verbale”, un’“assurdità”, un sofisma, e rimani impassibile se qualcuno ti parla in quel modo? Alla fine l’argomento di CQ, mio e di molti altri si riduce a questo: è improprio dire “turisti e cristiani”, perché implica che non ci fossero cristiani tra i turisti, e quindi è giusto sostituire “cristiani” con un sinonimo adeguato alle circostanze (sinonimo che comunque nessuno ha mai trovato offensivo – finché non l’ha usato anche Obama).

    Poi mi spiega perché un turista non può celebrare la Pasqua. Se è cristiano, la festa è oltretutto di precetto; anche se non è in quel momento in chiesa. No, mi spiace, non regge.

    Non ho detto che un turista non può celebrare la Pasqua; ho detto che i turisti non la stavano celebrando al momento degli attentati, visto che stavano in albergo. Se qualcuno dice che i terroristi hanno colpito degli “Easter worshippers”, l’interpretazione ovvia e naturale è che intendesse che i terroristi hanno colpito persone che stavano celebrando la Pasqua, non che hanno colpito persone che nella loro vita celebrano abitualmente la Pasqua.

    Era la prima volta che Obama e i suoi amichetti usavano quel termine? Magari è anche l’ultima. Comunque, alla luce di tutto quanto sta accadendo nelle università americane e non solo (free speech e via andare) no, non era proprio casuale né la scelta delle parole né il momento.

    Quindi, riepilogando: prima l’argomento è che Obama evita costantemente di usare la parola “Cristiani”. Quando ti si dimostra che non è vero, l’argomento diventa che quello che dice Obama va interpretato non alla luce di quello che lui stesso ha detto in passato ma alla luce di ciò che succede nelle università americane. Non commento (e in ogni caso, se proprio serve, Obama ha criticato in diverse occasioni gli eccessi del politically correct nelle università americane).

    Perché quei poveretti, uomini, donne, bambini, non sono stai ammazzati perché andavano in chiesa a Pasqua, ma perché erano cristiani.

    Avresti potuto aggiungere che i turisti non sono stati ammazzati perché gli attentatori sono contrari al turismo, ma perché erano occidentali e cinesi. Solo che così l’assurdità dell’argomento sarebbe risaltata ancora di più: quando per esempio la BBC titola “Finsbury Park attack: Roses for Ramadan worshippers”, in riferimento all’attentato a una moschea del 2017, non sta implicando che le vittime sono state colpite perché festeggiavano il Ramadan e non perché erano musulmane, ma si sta riferendo solo alle circostanze dell’attacco. Cosa assolutamente ovvia – finché non la dice anche Obama.

  33. Marilù:

    E pensare che gli sarebbe bastato scrivere, allo scopo, direttamente e ancora più concisamente, “catholics”. Ma, si sa, un ex presidente e una quasi-presidente degli Stati Uniti d’America non dicono parolacce, non in pubblico. Questione di etichetta, la politica non c’entra proprio nulla.

    La Chiesa di Zion a Batticaloa, tra quelle colpite, è una chiesa evangelica. Ci sono stati almeno 27 morti, tra cui numerosi bambini dell’attigua scuola domenicale, che stavano facendo ricreazione.

    Se io applicassi a lei la stessa misura – severissima – con cui giudica Obama e la Clinton, dovrei dire che per lei contano solo i morti cattolici. Ma non lo farò: semplicemente non conosceva questo particolare. Si auguri di essere sempre giudicata con questo metro, e non con quello che impiega lei.

  34. Giuseppe, spero che tu abbia abbastanza buon senso da capire che il tuo esempio implica che i cristiani non siano persone intelligenti, mentre non si capisce proprio perché, quando è ovvio che gli attentatori hanno voluto colpire sia turisti che cristiani, questo debba offendere qualcuno. O forse è proprio il termine “cristiani” che trovate offensivo? Da quanto dite, sembrerebbe.
    Detto tra parentesi: se Obama ha usato talvolta il termine cristiani mentre era presidente, non vuol dire niente. Vuol dire solo che per opportunità allora l’ha usato (sempre, dove poteva? in ogni occasione?); ora, e con lui tutti i sodali, hanno ritenuto di non farlo. Come per evidenza.
    PS: a me, di Obama non me ne frega niente. Tu sembri il capo del suo ufficio stampa. Rilassati.

  35. Berlicche:

    spero che tu abbia abbastanza buon senso da capire che il tuo esempio implica che i cristiani non siano persone intelligenti, mentre non si capisce proprio perché, quando è ovvio che gli attentatori hanno voluto colpire sia turisti che cristiani, questo debba offendere qualcuno.

    Se qualcuno ti dice “All’università ho conosciuto persone intelligenti e cattolici”, per quanto possa essere serafico mentre parla tu capisci giustamente che ti sta offendendo, perché una frase costruita in questo modo implica che stia parlando di due insiemi disgiunti. Ma se la stessa persona ti dice “All’università ho conosciuto studenti e cattolici”, tu gli chiederai perplesso: “Vuoi dire che nella tua università i cattolici erano solo professori, bibliotecari e bidelli?”, esattamente per lo stesso motivo. Qui non c’è nessuna offesa; c’è solo un modo improprio di esprimersi (o c’è un’università assai peculiare). Quando Obama (o il suo addetto stampa) ha scelto un sinonimo per “cristiani” voleva evitare non un’offesa, ma appunto un’improprietà, perché tra i turisti c’erano quasi sicuramente anche dei cristiani.

    se Obama ha usato talvolta il termine cristiani mentre era presidente, non vuol dire niente. Vuol dire solo che per opportunità allora l’ha usato (sempre, dove poteva? in ogni occasione?); ora, e con lui tutti i sodali, hanno ritenuto di non farlo.

    Quindi: se Obama non usa la parola “cristiani”, allora – per quante ragioni possa avere per non farlo – è chiaro che aborrisce quel nome e non lo vuole pronunciare. Se Obama invece usa la parola “cristiani”, allora è chiaro che aborrisce quel nome e lo pronuncia solo per convenienza. Croce vinco io, testa perdi tu. Qualsiasi cosa Obama possa dire, è sempre una prova del suo disprezzo per la parola “cristiani”. Una affermazione inconfutabile (in senso popperiano).

  36. Alessandro,
    se la cultura liberal è cristianofoba non è colpa mia.
    E se c’è stretta vicinanza (per motivazioni e interessi diversi) tra mondo dei grandi media, accademia e politica liberal americana, questo non implica necessariamente l’esistenza di una cospirazione.
    Quindi si tranquillizzi, stricto sensu resto convinto che non ci sia un preciso disegno di un gruppo organizzato che ha come scopo primario l’abbattimento del cristianesimo.

    Sul resto, mi fa piacere che Lei citi il Papa emerito. Ma faccia attenzione a interpretarlo a dovere, traendone le giuste conclusioni. Benedetto non è contento, è angosciato dal crollo di una civiltà che, pur secolarizzata, manteneva saldi alcuni fondamentali valori ereditati dal cristianesimo. La Chiesa (visibile) sta “fallendo” non a causa della perdita di potere o dal crollo dell’8per mille, o perché i suoi vescovi hanno tradito e i cristiani sono dei cialtroni e “non accolgono il diverso”, ma perché ha smesso di parlare di Dio, ha lasciato intendere che Dio potrebbe anche non esistere, ma il mondo potrebbe salvarsi lo stesso.

  37. Giuseppe, ancora sei fuori bersaglio con i tuoi esempi. Gli attentatori volevano colpire a-turisti b-cristiani. Lo affermano chiaramente. Che i due insiemi possano anche essere in parte sovrapponibili non crea problema. Il problema avviene quando io uso parafrasi per nominare i cristiani. Proprio come se io volessi far dimenticare quel nome. Improprio è chi ha usato quel termine, e il fatto stesso che le persone in tutto il mondo se ne siano sentite toccate lo dimostra. Tu non lo sei? Probabilmente perché non sai più cosa significhi essere un cristiano.
    Circa la seconda parte, mi ricordo di un sacco di cose a cui Obama era favorevole a cui, poi, in un secondo tempo, non lo era più. O pensi che Obama abbia dogmi immutabili? Se davvero pensio che un politico non possa cambiare politica a seconda delle opportnità o opportunismi, cadi abbastanza nel ridicolo. Non sto dicendo che non abbia usato la c- word in passato; dico solo che questo non è un motivo per cui adesso non la voglia più usare. Argomento fallace, grazie del contributo.

  38. Berlicche:

    Che i due insiemi possano anche essere in parte sovrapponibili non crea problema.

    Lo crea. Crea un problema linguistico, identico al problema che percepiresti sentendo la frase “All’università ho conosciuto studenti e cattolici”. Ma a questo punto è chiaro che non vuoi accettare questo argomento.

    mi ricordo di un sacco di cose a cui Obama era favorevole a cui, poi, in un secondo tempo, non lo era più. O pensi che Obama abbia dogmi immutabili? Se davvero pensio che un politico non possa cambiare politica a seconda delle opportnità o opportunismi, cadi abbastanza nel ridicolo.

    Beh, almeno ho ottenuto una certa evoluzione nel tuo pensiero: siamo passati da “Obama non ha mai chiamato i cristiani col loro nome e continua a non farlo” a “Obama li chiamava col loro nome ma dissimulava le sue vere idee” a “Obama li chiamava col loro nome ma adesso ha cambiato idea”. Chiaramente non compirai mai e poi mai l’ultimo passo (“Obama li chiamava col loro nome e continua a non vedere nulla di male nel chiamarli col loro nome”), per cui mi fermo qua. Alla prossima.

  39. Giuseppe, dove avrei detto “Obama non ha mai chiamato i cristiani col loro nome e continua a non farlo”? Inoltre, è un palese tentativo di distrarre dal fatto che, su questo punto come gli altri, hai torto marcio. Nice try.
    “Crea un problema linguistico”. Perché, non chiamare le cose con il loro nome che tipo di problema crea? Lasciami ridere un’ultima volta. Ah ah Ah. E poi, alla prossima.

  40. @ Giuseppe

    Sì, non avevo idea che fossero stati colpiti anche degli evangelici radunati in preghiera per la Pasqua, e per giunta con un così grave tributo in termini di vite infantili. E’ terribile, mi dispiace molto. Ero convinta che l’antica isola di Ceylon si fosse distinta per essere un centro d’irradiazione della fede cattolica in Asia e non immaginavo — erroneamente — che fosse sede anche di una consistente comunità evangelica. Me ne rammarico profondamente, è stata — questa sì! — una tremenda gaffe da parte mia.

    Ma a parte il grottesco sfondone, non vedo (una volta di più, sorry) quale esecrabile “metro di giudizio” avrei adoperato. Stavo solo ironizzando sul fatto che turisti scampati all’attacco, eventualmente anche battezzati, ma non presenti alle celebrazioni liturgiche (e forse, a rifletterci meglio, neppure in albergo) in quei tragici momenti, potessero sentirsi discriminati e offesi solo a causa di una scelta lessicale impropria.

    Se la mia è stata una forma di rozzezza certo non raccomandabile, questa, più che delicatezza, mi sembra affettazione, anche un tantino esasperata.

    Comunque la ringrazio della precisazione e anche del fatto di aver compreso che, pur sbagliando, ero in buona fede.

  41. Marilù:

    Stavo solo ironizzando sul fatto che turisti scampati all’attacco, eventualmente anche battezzati, ma non presenti alle celebrazioni liturgiche (e forse, a rifletterci meglio, neppure in albergo) in quei tragici momenti, potessero sentirsi discriminati e offesi solo a causa di una scelta lessicale impropria.

    Nessuno sostiene che i turisti “potessero sentirsi discriminati e offesi solo a causa di una scelta lessicale impropria”. Se lei conviene – a differenza di altri – sul fatto banale che scrivere “tourists and christians” sarebbe stato improprio dal punto di vista lessicale – per la stessa identica ragione per cui percepiamo come lessicalmente impropria una frase come “All’università ho conosciuto studenti e cristiani” – la questione è conclusa: si suppone che un ex presidente degli Stati Uniti curi la forma dei propri tweet, no? L’unica offesa in gioco è quella alla lingua.

    Quanto all’“esecrabile metro di giudizio”, mi riferivo al suo attribuire a Obama e Clinton sentimenti di disgusto verso la parola “Cattolici” (e verosimilmente anche verso coloro che designa). Forse ho calcato troppo la mano, e me ne scuso; riconoscerà però che presumere affrettatamente il peggio riguardo ad altri è una forma di giudizio che nessuno vorrebbe vedere applicata nei propri confronti.

  42. Scusa, Giuseppe, ma hai qualche problema alla memoria? Tendi a dimenticare tutti i punti della discussione in cui sei indubitabilmente perdente e ad appigliarti ad un improbabilissimo problema lessicale, mascherando il problema originale da te mai ricordato. Dovresti fare proprio qualcosa: hai anche dimenticato certe mail “disgustose” della Clinton e staff?

  43. Berlicche:

    Tendi a dimenticare tutti i punti della discussione in cui sei indubitabilmente perdente

    Ti sorprenderà moltissimo sapere che ho avuto della nostra discussione un’impressione diametralmente opposta rispetto alla tua…

    hai anche dimenticato certe mail “disgustose” della Clinton e staff?

    Per prima cosa, i commenti riportati da Crux sono quasi tutti dello staff della Clinton e non della Clinton stessa; l’unico commento a lei ascrivibile è “Can you believe we are still fighting this battle?”, in risposta a una staffer che le parlava dell’opposizione cattolica all’inclusione della contraccezione nelle assicurazioni sanitarie. Se per te questo dimostra odio per il cattolicesimo, vuol dire che hai un’idea molto molto estensiva del concetto di “odio”.

    Per quanto riguarda gli staffer, limitandomi alle citazioni più o meno dirette (per il resto bisognerebbe controllare il testo originale): «the Catholicism of socially conservative Catholics is “an amazing bastardization of the faith”». Qui la critica è al tradizionalismo cattolico, non al cattolicesimo tout-court. Infatti più avanti la stessa persona propone come modello la “Christian democracy”, cioè i partiti popolari cattolici europei, stile DC, CDU, etc. Note organizzazioni votate alla distruzione della Chiesa…

    A questa persona risponde un’altra: “I imagine they think it is the most socially acceptable politically conservative religion. Their rich friends wouldn’t understand if they became evangelical”. Il riferimento è alle motivazioni di Murdoch e Thompson (che cattolici non erano) per allevare i propri figli nella fede cattolica. Al massimo l’odio – di nuovo: una parola piuttosto impegnativa – è nei confronti di questi due, non certo dei cattolici in generale.

    Altro staffer: “There needs to be a Catholic Spring, in which Catholics themselves demand the end of a middle ages dictatorship and the beginning of a little democracy and respect for gender equality in the Catholic Church”. Posizione relativamente moderata (“a little democracy”) e indistinguibile da quella di molti cattolici progressisti – o anche questi vogliono distruggere la Chiesa dalle fondamenta? Beh, per te sì, immagino, ma credo che la maggioranza dei conservatori concederà almeno il beneficio del dubbio ai propri fratelli nella fede.

    Quanto alla risposta di Podesta sulla necessità di organizzare dei gruppi di cattolici (non di atei mascherati!) che condividano queste idee, adombra un tentativo di ingerenza (sia pure temperato dall’esigenza espressa che queste organizzazioni “will have to be bottom up”) ed è dunque condannabile; ma non adombra certo la volontà di annientare la fede cattolica, quanto piuttosto quella di favorirne le posizioni non avverse alle politiche del Partito Democratico. Qualcosa mi dice che se avessimo accesso alle email dell’altra parte troveremmo proposte simili, ma cambiate di segno.

    Naturalmente questi scambi più o meno innocui sono stati strumentalizzati selvaggiamente dai Repubblicani: sappiamo tutti quale fosse la posta in gioco. La distanza temporale (e anche quella geografica) dovrebbe indurre a valutazioni meno influenzate dalla propaganda o dall’odio di parte. Ma temo che la mia sia solo un’illusione…

  44. Ma è ovvio, dopo il lusinghiero successo delle loro primavere arabe, i democratici non potevano non puntare a una “piccola” rivoluzione democratica anche nel recidivo mondo cattolico, attardata retroguardia della notte medioevale, coi suoi ingenui dogmi e la sua opprimente morale sessuale.
    E cercano “partigiani” tra i cattolici.
    Un’idea davvero “innocua”, oltre che originale!

    E di partigiani ne trovano eccome…, possono pescarne a tonnellate tra cattolici progressisti e neo-conservatori europei.

    E’ sempre stato così. Sciaguratamente, a Cristo e alla Sua Chiesa, fin dall’inizio tocca trovar traditori tra i “suoi”.

  45. xGiuseppe:
    “ho avuto della nostra discussione un’impressione diametralmente opposta rispetto alla tua”
    Non mi stupisce; bisogna solo capire se veramente vivi d’illusione o sai, e ti limiti a negare l’evidenza.

  46. Non mi stupisce; bisogna solo capire se veramente vivi d’illusione o sai, e ti limiti a negare l’evidenza.

    Per quanto mi riguarda, ti concedo volentieri il beneficio del dubbio: sono praticamente certo che tu ti illuda di avere davvero ragione. Ciao di nuovo.

  47. Giuseppe, avevi torto sul fatto che io fossi sorpreso come sul resto. Ti auguro di venire presto colpito, in qualunque dei due casi tu sia, dalla verità.

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