Il seme di un popolo

Ieri affermavo che “Poche persone in preghiera non fanno una cattedrale. Quella la fa un popolo“.

Cerco di spiegare meglio quella frase.
I dodici apostoli non erano un popolo, erano il seme di un popolo; tant’è che non hanno costruito cattedrali. Mentre la cattedrale è, per così dire, il paradigma di una nazione cristiana: quando finisce l’apostolato e si afferma che su tutto domina Cristo. Quando il popolo, gran parte del popolo, sa a cosa crede. La cattedrale è il tentativo di dare forma visibile, stabile, architettonica alla bellezza che sprigiona il cristianesimo.

Quando uno è giovane, e vuole mettere su casa, dapprima si accontenta. Una stanza in affitto, un letto. L’urgenza è insomma un tetto sulla testa. Poi comincia a farsi una famiglia, e la stanza non basta più. Si guadagna, si mette da parte, e alla fine si può arrivare alla casa dei propri sogni, dove c’è posto non solo per la praticità ma anche per la bellezza, per esprimere quell’amore che nasce dalla famiglia che la abita. Si lavora per quello.

Così la cattedrale appare quando c’è qualcosa di solido, di compiuto. Perché le cattedrali non sono state solo una espressione di una elite, ma strutture che nascevano da un popolo che aveva una ben chiara fede comune.

Quando il cristianesimo cessa di essere ciò che unisce e forma il popolo, allora le cattedrali non si costruiscono più. Quelle che esistono diventano musei.
Il popolo senza fede ha altro a cui pensare. La partita, le tasse. Non ci sono soldi per glorificare Dio. Un potere ostile non vede di buon occhio le cattedrali, che sono un segno troppo visibile, un faro che smentisce ogni leggenda di oscurità.
Può accadere che la Chiesa stessa prenda le distanze dalla cattedrale, cessando di vederne l’utilità, perché insegue un suo progetto che può non essere la maggiore Gloria di Dio. Quando perde nesso tra il presente e l’eterno, quando perde l’eterno. La bruttezza delle chiese moderne ne è segno. Il fatto che siano vuote ne è conferma. Se così poche persone entrano nelle chiese, non vale la pena di costruirne una più grande.

Poi, la cattedrale brucia. Quel popolo disperso si raduna intorno alla fiamma. Sono falene, o sono gli apostoli sfiorati dalle fiamme divine della Pentecoste? Sui milioni di persone di Parigi certo sono una minoranza. Piccola, piccolissima minoranza. Come erano gli apostoli, in quella Settimana Santa, la prima Settimana Santa.

Gli alberi nascono, crescono; muoiono. Ciò che era nato da un piccolo seme potrebbe tornare a rifiorire da un altro piccolo seme. Non tutto è spento a Parigi.
Se arderà di nuovo, lo sa Dio, lo diranno i secoli.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 17 aprile 2019 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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