La felicità promessa

Mi scrive un lettore:

“Segnalo una profonda riflessione trovata nel libro di italiano adottato nella scuola dove insegno, allegando relativa fotografia.
Premetto che ho molta stima di messer Boccaccio, che oltre ad essere un genio della letteratura considero anche una frequentazione interessante e positiva per i ragazzi. Non certo quanto Dante, ma più del triste e malinconico Petrarca.
Tuttavia, senza sentirmi puritano, ho sempre pensato che molte sue novelle non andassero prese come modelli di vita, dato che lui stesso raccomandava di non prenderle troppo sul serio.
Perciò sono rimasto sorpreso scoprendo una pagina di approfondimento sul Decameron che il libro di testo in adozione ci offre. Ho infatti appreso che cosa davvero dovrei insegnare agli studenti.
Per ogni autore questo libro offre una scheda di approfondimento intitolata “che cosa ci dicono ancora oggi i classici“. Ottima iniziativa: i classici sono tali perché continuano a parlare a tutta l’umanità travalicando il loro tempo.
Ci sono quindi una serie di paragrafi molto ben scritti che potrei sottoscrivere senza problemi, ad esempio sulla forza della parola (“il Decameron è anche una celebrazione della parola pronta, precisa, elegante ed efficace… oggi il linguaggio quotidiano appare sempre più stereotipato…. ecc”).
Poi ad un certo punto  compare il paragrafo sull’Eros. Ancora, la cosa non mi scandalizza, è un aspetto importante dell’opera. Solo, mi ha lasciato un  po’ perplesso l’insegnamento che l’autore ne ricava:
Oggi che i mutamenti del costume hanno fatto cadere molti tabù, un simile visione può apparire in sintonia con la nostra.”
Giusto, pensavo, ora dirà che i problema di oggi è un altro, l’eccessiva mercificazione del corpo, l’uso della sessualità nei mass media ecc… Invece trovo scritto così:
In realtà dietro un’apparente permissività e tolleranza, si celano ancora pregiudizi, oscuri sensi di colpa, distorsioni morbose, e pertanto dalla lettura delle novelle boccacciane possiamo ricavare numerosi spunti per assumere un atteggiamento più spontaneo nei confronti del sesso
Ecco, mi ero sbagliato. Il problema degli adolescenti di oggi è che hanno troppi pregiudizi verso il sesso e dovrebbero affrontarlo con più spontaneità. Dovrò spiegarlo a lezione, e se qualche genitore venisse a protestare dirò che è un invito presente nel libro di testo.”

***

Quando ho ricevuto questa lettera stavo proprio pensando a ciò. Cosa rimane ancora da liberare? Quale morale da distruggere? Cosa è ancora proibito dire?
Niente.
Ma se è così, dov’è quella felicità che ci è stata promessa?
Mi scrive ancora lo stesso lettore:

“(…) Così sembra che faccia la nostra società: non potendo/volendo ammettere che la libertà sessuale assoluta crea dei disagi gravi, invece di fare una seria autocritica si attribuisce la responsabilità di ogni infelicità a quei pochi contesti o persone che credono nei limiti.
Gli omosessuali si sentono infelici? Non è certo colpa dello stile di vita che li circonda, ma di quei quattro gatti che lo criticano. E se non lo criticano, la colpa è della società che non permette loro di sposarsi. E se permette loro di sposarsi la responsabilità è di quelli che non permettono loro di crescere bambini…
Ormai una metà della popolazione soffre per un divorzio, subito come bambini o compiuto come adulti. Ma il loro rancore, spesso, è tutto contro chi difende il valore della famiglia.
L’aborto ha lasciato in una donna una ferita profonda? Il suo odio per se stessa si trasferisce su chi nella società ancora critica l’aborto.”

Scriveva Chesterton in “Ortodossia”, più di cent’anni fa:
“Ciò è quanto rende così futili gli avvertimenti degli ortodossi e le vanterie dei progressisti sulla pericolosa giovinezza del libero pensiero. Cosa stiamo guardando non è la giovinezza del libero pensiero; è la vecchiaia e dissoluzione finale del libero pensiero. E’ vano per vescovi e pii parrucconi discutere le cose terribili che avverranno se lo scetticismo selvaggio farà il suo corso. Ha fatto il suo corso. E’ vano per l’ateo eloquente parlare delle grandi verità che saranno rivelate una volta che vedremo il libero pensiero cominciare. L’abbiamo visto finire. Non ha più questioni da discutere: ha messo in discussione se stesso.”

Forse occorrerebbe guardare in faccia la realtà e constatare l’inganno. Ciò che ci è stato venduto come la ricetta della felicità in realtà è ciò che la toglie. La medicina si è rivelata veleno.
E chi continua a vendercela spesso è solo il servo sciocco di chi vuole il nostro male.
Aprite gli occhi, e guardate davvero.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 26 marzo 2019 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Presto nei programmi ministeriali delle belle lezioni sul marchese de Sade e Justine per insegnare ai nostri pargoli quanto è bello ricavare soddisfazione dalle pratiche sessuali, senza pregiudizi o falsi moralismi… insegnando naturalmente che Justine era consenziente, anche se ancora non se ne era resa conto e che De Sade era un uomo libero e senza bigotti preconcetti, alla ricerca di se stesso…

  1. Pingback: Alcuni temi fondamentali da svilupare – Rinnovamento Benedettino

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