Ricchi, potenti, sapienti

Mi diceva un mio amico che è appena stato in Terra Santa che Nazaret era un buco di villaggio, peggio di quelli arroccati in cima alle nostre vallate. Quale fosse la casa di Maria lo sappiamo quasi per certo. Quello che è certo è dove fosse il pozzo al quale lei andava a prendere l’acqua: c’è solo quello, lassù.
La dice lunga sui metodi di Dio che il Salvatore del mondo, Suo figlio, dovesse venire proprio da questo luogo dimenticato da tutti ma non da Lui. Ci dice che Dio ha un suo senso dell’umorismo, e una certa predisposizione a scommettere su tutto ciò che è dimenticato e rifiutato dai ricchi, potenti e sapienti.
Essendo Dio stesso che non solo mischia le carte e le distribuisce, ma le fabbrica, probabilmente dovremmo tenerne conto.

Noi spesso diamo per scontato che la nostra missione nel mondo sia appunto diventare ricchi, potenti, acculturati; affermarsi.
Eppure se c’è una cosa che il cristianesimo ha sempre messo bene in evidenza è che quelle sono esattamente le categorie delle quali sarebbe bene NON far parte.
I potenti hanno una certa predisposizione ad esser buttati giù dai loro troni; ai sapienti vengono tenute nascoste le cose davvero importanti e, quanto ai ricchi, c’è un certo detto a base di cammelli che non passano per la cruna degli aghi di cui occorrerebbe tenere conto.

Non sarebbe però corretto affermare che il Vangelo sia antioligarchico. Nostro Signore fa chiaramente preferenze: ne sceglie dodici, e anche tra quelli distingue. Sono i criteri ad essere differenti. E il criterio è: è Lui che fa, fa capire il Signore. Solo chi si affida al banco vince.
Così, alla faccia dell’autoaffermazione, è una ragazzina sconosciuta senza soldi e senza potere proveniente da un luogo sperduto ad essere la donna più importante del mondo. Storicamente, nessun’altra come lei: per un sì. Un sì che è esattamente il contrario dell’autoaffermazione. E’ il dire, avvenga di me cosa Tu vuoi.
Qui ci sarebbe una lezione da imparare, se non fossimo troppo ricchi, potenti, sapienti.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 25 marzo 2019 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. Approfitto del tuo spunto Berlicche e scusa la prolissità.
    Abbiamo avuto la fortuna di avere come guida in Terra Santa un frate francescano (questo è altamente consigliato, vista la loro conoscenza di secoli del posto) e archeologo, che ha saputo rispondere a molti dubbi anche storici e soprattutto di attendibilità storica. Abbiamo così scoperto che ci sono luoghi – come la fontana di Maria – che sicuramente sono stati toccati, calpestati, vissuti, da Gesù e Giuseppe e Maria.
    La domanda che mi facevo prima di partire e che non smetto di farmi ogni giorno dopo il ritorno è: Che importanza ha questo per la nostra fede? Che importa vedere quei luoghi, quello che è importante è il Vangelo!
    Beh, è cambiata la mia risposta.
    Non sono un esperto di Giussani, ma se non sbaglio una delle cose che diceva, in sintesi, era: o Cristo è un’esperienza vera, concreta, o non serve a niente.
    Ecco, sapere che la scala che porta alla strada per il Getsemani – preesistente a Gesù – è stata di certo da lui calpestata o vedere il panorama dalle spiagge del lago di Tiberiade (lo stesso panorama che vedeva Lui con i discepoli) mi ha fatto lo stesso effetto di quando mio papà mi faceva vedere la casa dove nacque mio nonno, o vedere dalla strada la casa dove ha vissuto mia madre da piccola.
    Un collegamento con la realtà e con le mie radici, persone del passato che diventano concrete e reali.
    Un aiuto quindi a far diventare Cristo un uomo concreto, che camminava (un sacco!) per strade polverose, sicuramente con male ai piedi (che piacere avere chi ti accoglieva lavandoteli!), una persona vera, non solo un personaggio di un libro.
    Grazie per avermi risvegliato questi ricordi!

    Edit: La fontana d Nazaret, di cui si parla nel testo.
    Edit: la fontana della Vergine

  2. @ Godparent

    ma quei fogli di carta colorati sparpagliati a terra cosa sono, banconote?
    Magari il gesto di gettarle lì sarà pure partito da una qualche forma di sentimento ascetico, ma io non posso fare a meno di pensare che alla Nzareth moderna manchi una sindaca come la Raggi.

  3. @marilù
    sono proprio banconote (per lo più dollari, ma si intravedono un paio di 5 euro e un 10 euro, oltre a varie valute…credo e spero che puliscano spesso!)
    Siamo comunque all’interno di una Chiesa Greco-Ortodossa (Chiesa di S.Gabriele), dubito che il potere temporale abbia accesso e/ o giurisdizione! :-)

  4. Grazie , per avermi ricordato l’essenziale: ciò che conta sono gli occhi e criteri di Dio che si è incarnato in Gesù!
    L’ unico, vero fallimento è quello eterno!
    Devo, forse, dobbiamo, non dimenticarlo.
    Maria mi/ ci indichi la Via

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