Le nuovissime lettere di Berlicche – LIX – DemocraZio Berlicche

Caro Malacoda,
demoniuccio mio, nella tua ultima lettera a me, tuo zio, asserisci che la forma di governo che noi diavoli sponsorizziamo sia la dittatura. Temo che tu, come tuo solito, non ragioni abbastanza, e confondi la nostra stessa propaganda con la realtà.
Non nego certo che la tirannia ci sia spesso congeniale, anche perché nella stragrande maggioranza i despoti sono nostre carissime creature; ma essa è lungi dall’essere la forma di governo migliore per i nostri criteri infernali.
Dov’è che la dittatura si esprime al meglio? Nel limitare la libertà. Spesso lo fa con mezzi che ci sono graditi, e questo aumenta rabbia e paura, due delle espressioni umane che ci sono più care. Noialtri, agendo sul tiranno ed i suoi consiglieri, con poca fatica imponiamo il male sulla società. Ma quali rischiano di essere le conseguenze? Se la libertà è limitata, anche ciò di cattivo che gli uomini possono scegliere è limitato. Quando gli uomini sono sottoposti ad una oppressione, subiscono il male e non possono farci nulla. Subendolo, possono riconoscerlo come male con una certa facilità. Abbiamo quindi un consolidarsi della virtù, un radunarsi del popolo verso il bene, una accresciuta consapevolezza di cosa sia malvagio, cioè noi. Troppo spesso gli svantaggi rischiano di cancellare i vantaggi. Le anime più saporite sono quelle che possono scegliere liberamente di peccare: l’inferno in terra ci interessa relativamente, preferiamo che la terra venga all’inferno. Siamo per le consegne a domicilio.

Non tutti gli arcidemoni saranno d’accordo con me, ma sai qual è il tipo di governo che preferisco? La democrazia. A parità di fatica si ottengono risultati di gran lunga più vantaggiosi.
Già la sola possibilità di esprimere il voto illude ciascun elettore di poter dare un contributo alla società ed al contempo lo convince di poter in qualche modo legiferare. Lo rende capace di trasformare i propri capricci in legge; davanti all’urna elettorale in qualche modo ciascun uomo è come fosse di fronte all’albero del Bene e del Male. E poi, alla fine, come compie la propria scelta? Guardando al suo tornaconto, a quello che conviene di più, ignorando, nella stragrande maggioranza dei casi, quello che i candidati sostengono a livello morale. Non è il miraggio del bene, ma quello del proprio bene che fa tracciare il simbolo sulla scheda. L’egoismo moltiplicato per il numero di elettori.

Devo poi parlarti delle promesse elettorali? Esercizio di menzogna ai massimi livelli, fatto apposta per allettare i pochi che potrebbero essere tentati da una buona decisione. Persino gli umani se ne rendono conto, ma ogni volta si illudono che il candidato scelto sia diverso. La delusione conseguente, con rabbia e cinismo annessi, sono una delle mie maggiori fonti di soddisfazione.
Cosa infatti brama l’uomo più di ogni altra cosa, se non il potere? A noi non occorre che fornire qualche suggerimento, e saranno loro stessi a fare la maggior parte del lavoro.
In democrazia non c’è bisogno di essere saggi, non c’è bisogno di conoscere la verità, non è neanche necessario sapere come si governi.
L’eletto non è il più meritevole, ma colui che ha saputo ingannare meglio i suoi fratelli. Saper governare e saper ingannare sono due talenti che solo raramente coincidono: in quel caso, l’essere umano si chiama statista.
Se mai ce ne fossero, si può provvedere. Basterà qualche ulteriore bugia calcolata per abbatterne la stella. Sai come sono gli uomini: non perdonano ai propri simili la stessa immoralità che bramano per loro stessi. E quale uomo non è talvolta immorale? Noi lo sappiamo bene.

Convincendo pochi uomini ambiziosi dell’opportunità della nostra causa, si propaga il male nella società. Per le caratteristiche stesse della democrazia, gli uomini, una volta corrotti, si prodigano a convincere i propri simili della bontà della loro stessa corruzione: li lusingano, li persuadono in tutti i modi, anche con violente discussioni e con l’ausilio di ripetute ostinate menzogne. Una volta che il male è introdotto, ad esempio in una legge, è fatta: essa è protetta da un’aura – mi si perdoni la parolaccia – quasi divina, come se la volontà del popolo dipendesse dal Nemico-che-sta-Lassù e non dalla propaganda nostra e dei potenti. Una legge ingiusta fatta da un tiranno viene abbattuta con il tiranno stesso; ma chi osa andare contro la “volontà popolare”? Se ci pensassero, si renderebbero conto che quel popolo mitologico è fatto dagli stessi vicini di casa e colleghi che così tanto disprezzano, e da cui sono a loro volta disprezzati. Non affiderebbero loro il cane, e delegano loro il vivere. Cosa decidono, è come fosse deliberato da superuomini, o divinità. E così i vermi umani vedono il male insito in quei provvedimenti come se non fosse loro responsabilità. Anche quando disapprovano, per quieto vivere permettono. Nazioni intere di complici.
Tu dirai: ma molte volte una legge è stata cambiata. Sì, ma perché avevamo i politici giusti nel posto giusto. Non è difficile per noi peggiorare l’esistente, con tutti quelli che abbiamo a libro paga. Anche troppi: ne arrivano così tanti, qua sotto, con l’anima ancora nuova perché mai usata, che talvolta verrebbe voglia di rispedirli indietro per diversificarci un po’.

E, per finire, sai qual è la cosa che più mi fa godere? Il fatto che la democrazia sia considerata da molti umani esportabile anche con le armi e la violenza. E tutto ciò sia visto come un bene.

Ma attento, Malacoda, nipote mio: altre forme di governo hanno anche loro una certa convenienza. Alla fine, quale sia la migliore da imporre agli umani non lo decido io. La democrazia non l’abbiamo né quaggiù né lassù. Mica siamo fessi, noi.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 18 marzo 2019 su le lettere di berlicche. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 24 commenti.

  1. Ringrazio GC per avermi spedito l’originale di questa lettera…

  2. «Saper governare e saper ingannare sono due talenti che solo raramente coincidono: in quel caso, l’essere umano si chiama statista.»

    Credo che qui ci sia un refuso perché la frase ha più senso con un NON

    «solo raramente NON coincidono»

  3. Hmmm, sircliges… a giudicare dai risultati di certi governi, direi che è buona la mia…

  4. Pensavo che dal punto di vista di Berlicche sia “naturale” che governare e ingannare siano quasi la stessa cosa

  5. Sì, ma ingannare bene non vuol dire governare bene, e per il demonio governare male è senza dubbio preferibile.

  6. “L’inferno in terra ci interessa relativamente, preferiamo che la terra venga all’inferno. Siamo per le consegne a domicilio.” Già.
    La descrizione della democrazia poi è… diabolicamente geniale. Complimenti Berlicche!

  7. E quale potrebbe essere essere la soluzione al problema?

    Anarchia?

    Sarebbe bello se gli esseri umani fossero buoni, ma così non è. Quasi nessuno è in grado di autoregolarsi in modo indipendente.

    Una teocrazia?

    Ma i ministri in tale forma di governo rischiano di divenire tiranni.

    Allora cosa ci resta, per amministrare e gestire la vita in comune, in questa valle di lacrime?

    Mi pare fosse Churcill ad affermare “È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora.”

    Tu hai soluzioni in merito @Berlicche ?

  8. Tutti voi pensate in termini di Stato, una entità che abbia il monopolio del diritto e dell’uso legittimo della forza. L’alternativa non è tra anarchia, democrazia, tirannide o chissà che cosa. Tutti questi sistemi si muovono all’interno dell’idea di Stato monopolista! L’alternativa può venire solo eliminando il monopolio statale.

  9. xCinzia: fatemi re, e troverò una soluzione ;-)

  10. Scherzi a parte: ogni forma di governo ha dato in qualche momento della storia il peggio di sé. A mio parere (ma anche Aristotele era d’accordo con me) la democrazia ha parecchi difetti. A me interessava evidenziarli, perché se c’è una cosa peggiore della democrazia è la democrazia elevata a divinità. La democrazia ha dalla sua il fatto che, più un contratto sociale è condiviso, più dovrebbe calare il conflitto sociale; ma questo potrebbe essere ottenuto anche con governanti che abbiano davvero a cuore gli interessi della loro gente. No, non ritengo che il popolo abbia sempre ragione.

  11. C’è da rilevare che sotto il termine “democrazia” si fanno ricadere due cose del tutto diverse: la partecipazione popolare e la sovranità popolare. Mentre la prima è doverosa ed esiste da ben prima del 1789, la seconda è una idea meramente rivoluzionaria, che se diventa una forma di Stato degenera presto in giacobinismo, a prescindere dall’ideologia di cui si ammanta (liberalismo, socialismo, bolscevismo, fascismo etc.).

    Dire “non concordo con la democrazia” necessita di una specificazione di cosa si intende con “democrazia”.

  12. Che le democrazie moderne (“vere” o false che siano) non si possano considerare di principio i migliori sistemi di governo del mondo, è innegabile.

    A conferma di ciò, lo storico inglese Samuel Edward Finer (“The History of Government From the Earliest Times”), che in questa colossale opera (1700 pagine) fa l’analisi comparata politologica sociologica e storica di tutte le forme di governo degli ultimi 5000 anni, arriva a una conclusione netta e sorprendente: il miglior governo di tutti i tempi fu quello della Serenissima Repubblica Veneta.

    I motivi di questa assoluta eccellenza sono tanti. Alcuni si possono leggere in quest’articolo di Alberto Toso Fei http://www.gazzettaitalia.pl/it/giustizia-e-avanguardia-sociale-di-venezia/

  13. @ Toni

    La Serenissima aveva un governo di poche grandi famiglie che si dividevano il potere. Può essere un sistema molto virtuoso, somiglia anche al governo della Repubblica di Roma che ha trasformato una città stato in un grande impero. Anche gli imperatori romani in gran parte hanno campato di rendita sulla struttura statale creata dalla Repubblica.
    In entrambi i casi però ha funzionato finchè questi sistemi hanno fatto almeno in parte a anche gli interessi delle classi più umili. Cosa impedisce alle grandi famiglie di cominciare a comportarsi come famiglie mafiose? O di paralizzare lo stato con la loro competizione come l’antico parlamemto polacco-lituano?

  14. Torniamo sempre a bomba.

    Il problema non sono le forme di governo, sono gli uomini.

    Una democrazia può essere corrotta perché animata e gestita da persone corrotte.

    Un governo assoluto rappresentato da un uomo buono (se ne esistesse qualcuno), onesto, previdente, giusto potrebbe essere magnifico per tutti coloro che hanno la sorte di vivere in quel luogo.

    So però che è “maledetto l’uomo che confida nell’uomo” quindi mi pare di intuire che l’unica dimensione in cui vivrò in un ambiente giusto e rispettoso delle esigenze di ognuno non è su questa Terra, ma “altrove”, se avrò la fortuna di poter abitare “nel Regno dei Cieli”.

  15. @ cinzia

    Vero, ma questo non esime nessun uomo che ne abbia le capacità di promuovere il miglior sistema di governo possibile. Il sistema non è tutto ma ci sono sistemi che effettivamente aiutano, per un certo tempo, a sviluppare le forze migliori di una società.
    @ Ago

    La sovranità polare mi sembra di aver capito che sia riconosciuta anche da Tommaso d’Aquino, in base alla quale egli riconosce anche il diritto del popolo ad abbattere un monarca tirannico, perchè il suo potere è appunto delegato dal popolo.
    Tanto che la congiura delle polveri fu giustificata dai suoi ideatori (cattolici inglesi e Gesuiti) proprio sulla base di San Tommaso.

  16. Un conto è il tirannicidio, un conto è la sovranità popolare. Sono due cose che non c’entrano nulla – e il potere del monarca non è “delegato” dal popolo, questa cosa è del tutto aliena al pensiero dell’aquinate.

    Il tiranno si abbatte in nome di un diritto superiore a cui lui si oppone: il diritto e la giustizia divina. Non perché “il popolo” si è stufato e “si riprende” ciò che non ha MAI dato a nessuno.

  17. Non so il punto preciso della Sumna ma ho letto da piu parti che secondo l’aquinate l’autorità del monarca è stata proprio delegata dal popolo. Ma se serve posso fare una piccola ricerca.
    D’altra parte Tommaso avrà ripreso il pensiero degli antichi e la Bibbia, dove Dio concede un re agli Israeliti su loro insistenza, perchè vogliono essere come gli altri e dopo averlo fortemente sconsigliati.
    Infatti storicamente il diritto divino è stato soprattutto il paravento dei monarchi più sanguinari e anticristiani (i Tudors in primis).

  18. Il testo più completo che ho trovato su San Tommaso e la sovranità popolare è qui:

    http://www.ilpensieroforte.it/dibattiti/773-approfondimenti-lo-stato-democratico-in-san-tommaso-d-aquino

  19. @Zimisce
    Famiglie mafiose? Nepotismi? In un sistema economico-giuridico-militare come quello? Un assoluto nonsenso; laddove persino essere eletto Doge era considerato un castigo!
    Il caso della Repubblica di Venezia è un’unicum, niente di simile c’è mai stato prima, c’era allora e ci sarà dopo la sua scomparsa.

  20. @ Tonis

    Non si pensi che non mi piaccia la Serenissima!

    Però se non postuliamo un declino culturale e civile è difficile spiegare come abbia potuto finire nel modo in cui è finita. Una morte decretata in una postilla di un contrato tra terze parti.

  21. P.S. per la verità è anche difficile giustificare il suo sciacallaggio nei confronti dei Bizantini.

  22. Per quello che ne so, secondo l’insegnamento costante della Chiesa, tutte le forme di governo sono accettabili, purché siano fatti salvi , i diritti di Dio, i doveri degli uomini verso DIO ed i loro diritti. Da ciò si capisce quanto la democrazia in cui viviamo, si sia allontanata da questa visione.
    @ AGO, è vero , sono esistite altre concezioni dello stato, nel medioevo per esempio. Anche nel cosiddetto antico regime – semplifico moltissimi-, lo stato era infinitamente meno pervasivo e di quanto non lo sia oggi e lo stesso re, divenuto assoluto nell’ultimo scorcio , non lo era affatto perché era tenuto a rispettare una serie di principi leggi e consuetudini, Del diritto vigente ed applicabile faceva parte il diritto naturale- che viene liquidato dalla nostra giurisprudenza come anelito giusnaturalistico.
    Avvenuta la rivoluzione francese con ciò che comporta nell’ambito della concezione dello stato , la dottrina tedesca, nel corso dellì0ttocento si interroga come conciliare uno stato che delle attribuzioni del vecchio Dio cristiano ha ereditato l’onnipotenza , con il rispetto do diritto dei cittadini

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