Personaggi e interpreti

Partiamo dall’inizio.
Forse questo brano lo conoscete, è il Vangelo della Messa di oggi:

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10,1-12

In quel tempo, Gesù, partito da Cafàrnao, venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare.
Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

MI pare abbastanza chiaro, no?

Mi scrive un amico:

“Messa delle 7.30. Vangelo dell’indissolubilità del matrimonio. Il prete nell’omelia spiega che questo brano va interpretato e oggi essere duri di cuore significa condannare le persone che si rifanno una vita. Poi dopo l’omelia e prima dell’elevazione aggiunge che essere duri di cuore è anche non capire le altre forme di vita e di famiglia, per esempio due uomini. Poi consacra il pane e il vino.
Appena accaduto davanti a me personalmente.”

E a me viene da dire: Com’è duro il cuore di Cristo! Meno male che oggi si è molto più misericordiosi e moderni. Mi domando perché si continui a fare memoria di quel rigido personaggio, quel bacchettone, che evidentemente non capiva. Meglio dimenticarsene.
In un certo senso, è già stato fatto.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 1 marzo 2019 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 9 commenti.

  1. Viviamo in tempi anticristici: L’Anticristo non è tanto un essere che si ponga contro Dio che, gli uomini persi nei loro labirinti, immaginano e costruiscono a loro piacimento , ma contro Colui che ne ha svelato il volto , la Via , la Verità la Vita, colui che ha detto : chi vede me, vede il Padre, il Dio fattosi carne e sangue : Gesù Cristo.
    mi chiedo cosa pensino coloro che hanno pubblicato, letto e apprezzato il Padrone del mondo DI Benson,.
    Come gli uomini vogliono edificare una società talmente perfetta da togliere il fastidio di essere buoni e , prima ancora il libero arbitrio, così ci sono credenti , sacerdoti e vescovi e una parte di Chiesa che vuole togliere di mezzo la Pietra d’inciampo per una piena e felice intesa con il mondo. Da qui la decisione di essere più misericordiosi di Gesu’
    Si dovrebbe essere coerenti: espungere quelle parti del Nuovo Testamento che contraddicono. platealmente, la nuova vulgata ( altro che sostenere che all’epoca di Gesu’ non c’erano i registratori) , togliere dal calendario molti santi, così duri di cuore e scarsamente misericordiosi( uno per tutti Padre Pio) , a cominciare dal Precursore che fu martirizzato perché ricordò ad Erode che non gli era lecito sposare la moglie di Suo fratello e sostituirli con più zuccherosi e adatti divi del cinema o della musica,

  2. Nel libro Sequela del teologo luterano Dietrich Bonhoeffer, l’autore vuole capire cosa significhi oggi (il libro è del 1937) seguire Gesù e fa una distinzione tra “grazia a buon prezzo” e “grazia a caro prezzo”:

    «Ma lo sappiamo che questa grazia a buon prezzo è stata estremamente spietata verso di noi? Il prezzo che oggi dobbiamo pagare con la rovina delle chiese istituzionali non è forse la conseguenza necessaria della grazia acquistata troppo a buon prezzo? Predicazione e sacramenti venivano concessi ad un prezzo troppo basso; si battezzava, si cresimava, si dava l’assoluzione a tutto un popolo senza porre domande e senza mettere condizioni; per amore umano le cose sacre venivano dispensate a uomini sprezzanti e increduli; si distribuivano fiumi di grazia senza fine, mentre si udiva assai raramente l’invito a seguire Gesù con impegno. Dove restava ciò che aveva riconosciuto la Chiesa primitiva la quale, durante il catecumenato, vigilava tanto attentamente sulle frontiere tra Chiesa e mondo, sulla grazia cara? Dove restavano gli ammonimenti di Lutero di guardarsi dall’annunziare un Evangelo che tranquillizzasse gli uomini nella loro vita senza Dio? Quando mai il mondo fu cristianizzato in maniera più orrenda e funesta? Che cosa sono le tre migliaia di Sassoni uccisi da Carlo Magno fisicamente di fronte ai milioni di anime uccise oggi? Si è realizzato sopra di noi l’ammonimento che i peccati dei padri saranno puniti sopra i figli fino alla terza e quarta generazione. La grazia a buon prezzo si è mostrata alquanto spietata verso la nostra chiesa evangelica.»

    Interessante autocritica. Dovrebbe essere di ammonimento per noi oggi.

  3. Maria Cristina

    Date il nome di quel sacerdote all’ attenzione della CEI sicuramente gli faranno fare carriera e lo premieranno per aver capito cosi’ bene cosa significa il “ cambio di paradigma” voluto dall’ attuale pontefice.

  4. I papi del XIX secolo hanno scoperto questo ‘filo rosso’ [tra rivoluzione francese e socialismo] nella trama della coscienza moderna – lo hanno scoperto, messo in risalto, e posto sotto la più oscura delle accuse. […] Quali prospettive si aprono in virtù del fatto che oggi una Chiesa universale organizzata in modo autoritario critichi i regimi totalitari nel nome dei diritti umani? Il tema dei diritti umani non finisce forse per ripercuotersi sulla Chiesa stessa?

    – Jacob Taubes, Lettera a Peter Glotz, 20.11.1979

  5. E’ stato avviato un processo e nessuno sforzo umano riuscirà più a fermarlo.
    Ma lo la Chiesa oggi? lo sa colui che preferisce non decidere e nemmeno gestire ma “avviare processi”? lo sa che poi questi avanzano autonomamente, nella totale cecità?

    Eppure lo sanno bene i politici di tutto l’occidente, impossibilitati ormai a governare una democrazia che è diventata un processo che tutto disgrega e travolge.

  6. Guardate come l’ineffabile Moia su Avvenire (https://goo.gl/KTEHib) si serve di Amoris Laetitia per affermare che la scelta del matrimonio indissolubile è troppo esigente per i nostri tempi:
    “Il Papa in Amoris laetitia, invita la Chiesa all’autocritica: troppo spesso abbiamo presentato il matrimonio come un ideale teologico troppo astratto «lontano dalla situazione concreta e dalle effettive possibilità delle famiglia così come sono» (n.35). Siamo caduti in un’idealizzazione eccessiva, abbiamo insistito su «questioni dottrinali, bioetiche e morali» (n.37) dimenticando il valore della grazia e ignorando il fatto che il matrimonio è un percorso dinamico, in cui si cresce insieme. «Da noi i dati risultano peggiori che altrove – fa osservare Pietro Boffi, responsabile del settore documentazione del Cisf (Centro internazionale studi famiglia) – proprio perché il matrimonio è connesso con una scelta di tipo religioso. Nel Nord Europa, e specialmente nei Paesi protestanti, è invece scelta laica. Da noi rimane gesto forte, caricato di una valenza che investe scelte definitive (il ‘per sempre’), mentre all’estero non è così. E, visto che oggi queste scelte definitive fanno sempre più paura, il matrimonio da noi crolla, mentre in altri Paesi le percentuali rimangono più elevate perché si tratta di una scelta intesa spesso a tempo determinato, con scarso coinvolgimento sociale».

    La logica mi sembra la stessa del sacerdote citato nel post, quella di un Vangelo da prendere senza farsi mettere troppo in discussione.

  7. Non so se avete mai notato, ma quelli che seguono questa logica Cristo li chiama “duri di cuore”. Non chi ritiene il matrimonio indissolubile: proprio loro. Non è curioso?

  8. Mai notato prima, grazie Berlicche!

  9. Che volete… visti gli sviluppi della teologia creativa, fra poco ci ritroveremo anche con il paradiso a tempo determinato: rimanere alla presenza di Dio e rinunciare al peccato per tutta l’eternità è un ideale teologico troppo astratto e troppo esigente. Berlicche e i suoi colleghi sono molto più pragmatici :-)

    Più seriamente: è vero che in Italia abbiamo “caricato” il matrimonio di oneri impropri, sia prima che dopo le nozze (dal costo degli abiti e della festa fino agli enormi disincentivi fiscali di cui giustamente parla Moia) lasciando alla buona volontà dei singoli le cose essenziali.

    Ma la soluzione non è quella di svalutare ulterioriormente il matrimonio-sacramento per renderlo una scelta più facile: anzi – se pensiamo a come Gesù parla del matrimonio, gli “ideali teologici astratti” degli scorsi decenni impallidiscono. Gli stessi discepoli, che erano persone molto concrete (pescatori, esattori delle tasse…) si spaventano e concludono, come riferisce Matteo subito dopo questo episodio, che “se questa è la condizione dell’uomo che si sposa, è meglio non sposarsi”.

    Per quanto mi riguarda, l’indissolubilità del matrimonio è una grazia, non un peso. E’ il sostegno che aiuta ad andare avanti nei momenti difficili, sapendo che l’amore che abbiamo promesso si appoggia sull’amore eterno di Dio. E indebolire questo sostegno non è un’opera di misericordia, è vandalismo.

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