Occhiali

Se chi non vede le cose lontane si chiama miope, e chi non vede le cose vicine si chiama presbite, come si chiama chi non vede l’evidente?
La scienza deve ancora trovare un paio di occhiali che corregga questo difetto. Chissà quanti ne venderebbero.
…Probabilmente neanche uno.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 28 febbraio 2019 su diavolerie e cattiverie. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. Federico Fasullo

    “come si chiama chi non vede l’evidente?”

    Fedeli.

  2. La Fedeli non è più ministro, Fasullo.
    E comunque Giovanni, nel suo prologo, dice “Ciò che abbiamo visto e udito, lo annunciamo a voi”.
    Io credo perché ho evidenza. Tu rifiuti di credere perché pensi che io non ce la possa avere.

  3. Quanto può essere difficile “vedere” ciò che si vede, ciò che è evidente!

    “… Si tratta di capire se il prezzo da pagare per la fedeltà all’ideale debba essere, ogni volta, l’abrogazione del mondo reale. Il Giusto rimane giusto una volta slegato dal Vero? Cosa c’è di virtuoso in una morale che non si assoggetta più al dovere di vederci chiaro? Dov’è la superiorità etica e politica di coloro che niente riesce a far vacillare o a inquietare, perché riversano sistematicamente le nuove fratture della società sulle figure consuete dell’odio verso lo straniero o della lotta di classe?”

    (Alain Finkielkraut “L’identità infelice”, pag 112)

  4. @ ToniS

    cito dalla citazione: “Dov’è la superiorità etica e politica di coloro che niente riesce a far vacillare o a inquietare, perché riversano sistematicamente le nuove fratture della società sulle figure consuete dell’odio verso lo straniero o della lotta di classe?”

    E aggiungo: https://www.popolodellafamiglia.lazio.it/archivio/articolo/la-manifestazione-dei-buoni.html

    Per concludere in bellezza, vorrei riportare il messaggio consegnato a Mirjana Dragicevic, a Medjugorje, giusto giusto il 2 marzo scorso dalla Regina della Pace:

    “Cari figli, vi chiamo apostoli del mio amore. Vi mostro mio Figlio, che è la vera pace ed il vero amore. Come Madre, mediante la grazia divina, desidero guidarvi a lui. Figli miei, per questo vi invito ad osservare voi stessi partendo da mio Figlio, a guardare a lui col cuore ed a vedere col cuore dove siete voi e dove sta andando la vostra vita. Figli miei, vi invito a comprendere che vivete grazie a mio Figlio, mediante il suo amore e il suo sacrificio. Voi chiedete a mio Figlio di essere clemente con voi, ma io invito voi alla misericordia. Gli chiedete di essere buono con voi e di perdonarvi, ma da quanto tempo io prego voi, miei figli, di perdonare ed amare tutti gli uomini che incontrate! Quando capirete col cuore le mie parole, comprenderete e conoscerete il vero amore, e potrete essere apostoli di quell’amore, miei apostoli, miei cari figli. Vi ringrazio!”

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