Mondi simulati

Oggi impariamo una nuova parola giapponese: Isekai.

Con isekai si intende quel sottogenere della fantascienza o del fantasy in cui il protagonista viene sbalzato in un mondo parallelo. I mondi paralleli sono realtà alternative dove le cose sono diverse rispetto a qui. La Germania ha vinto la seconda guerra mondiale, tanto per dire, o quel conflitto non c’è mai stato; rientrano nella definizione anche gran parte dei mondi fantasy, dalla Terra di Mezzo a Westeros passando per Dungeons and Dragons. Da non confondere con il viaggio nel tempo:  quando attraversate la porta dell’armadio e vi trovate in un posto mai visto prima, se vedete dimosauri passeggiare avete fatto un salto nel tempo, se vedete una ragazza con al guinzaglio un dinosauro, e nessuno a parte voi sembra stupirsene, il vostro è un mondo parallelo.

Tra gli anime, i cartoni animati giapponesi, l’isekai ha sempre goduto di una certa popolarità; popolarità che negli ultimi anni sembra aumentata con la realizzazione di parecchi serie anche molto interessanti, spesso tratte da libri. Da Sword art Online, dove i protagonisti si trovano bloccati in un videogioco mortale, a “Re:Zero – Starting Life in Another World” in cui l’eroe se muore ritorna al punto di partenza, una caratteristica che sembra accomunare queste opere è che i loro mondi alternativi hanno tutte le caratteristiche di una simulazione al computer.

Più esplicito, meno esplicito, è un elemento comune: in “Vita da slime“(That time I got reincarnate in a slime), dove la figura principale si reincarna in un blob gelatinoso, c’è una sorta di interfaccia grafica che illustra i poteri speciali da lui acquisiti; una cosa del tutto analoga avviene per lo scudo magico di “Il sorgere dell’Eroe dello Scudo” (Rising of the Shield Hero), tradendo la natura artificiale della terra in cui si trovano a vivere le loro avventure.

Il messaggio è evidente: se quella in cui i protagonisti si trovano sbalzati è una simulazione di qualche entità superiore, dio o chi per esso, allora anche la realtà in cui ci troviamo è a sua volta una simulazione.

A dirla tutta, non è una visione così lontana dalla nostra tradizione. Personalmente credo che noi siamo i pensieri di Dio, la forma che essi assumono. Esistiamo perchè siamo da lui pensati.

Quando mi diverto con quelche videogioco, mi affeziono ai personaggi, e se qualcuno di loro muore per mia distrazione o errore ricomincio l’avventura, per tentare di salvarlo. Si potrebbe dire, ma cosa te ne importa di un pochino di memoria in un computer? Fregatene, tira innanzi. Ma io sono fatto così. E mi auguro che anche Dio, che fa questo mondo, abbia lo stesso temperamento, e ami noi, piccoli pensieri della sua immensa mente.

Annunci

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 18 gennaio 2019 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. La realtà è un software che gira sull’hardware di Dio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: