Accidenti

Ecco un’altra parola di cui si è persa traccia. “Accidenti”.

No, non l’esclamazione, ma il termine filosofico di aristotelica memoria che indica ciò che, di un oggetto, non è strettamente connesso con la sua “sostanza”. Concetto quest’ultimo affine a ciò che in un precedente post abbiamo indicato con “natura”. Ad esempio, la sostanza di un pallone da calcio è di essere tondo, la sua natura rotolare; il fatto che sia bianco e nero è un accidente, perché non è necessario che esso lo sia.

E’ una distinzione che sembra confondere qualcuno. Sì, è vero, c’è chi asserisce che non ci sono accidenti perché anche gli accidenti sono sostanza, ed altri che, all’opposto, sostengono che tutte le sostanze sono accidenti – ovvero, non esiste una legge per l’Universo. Ma non intendo costoro, quanto chi sembra non ne avere compreso appieno il significato.

Se io invece del classico pallone bianco e nero ne utilizzo uno rosso e blu, non vado”contro natura”. Non cambio la sostanza dell’oggetto, ma solo i suoi “opzionali”. Un certo modello di automobile rimane lo stesso qualsiasi pneumatico gli venga montato. Se il pallone però lo faccio cubico contraddico la sua natura, rifiuto il suo fine, altero la sua sostanza.

Così le piume di un pettirosso o di un pinguino servono sia per proteggersi che per volare o nuotare; ci sono diversi fini che riguardano lo stesso oggetto (la piuma) che non sono in contraddizione tra loro; i loro colori, nero o rosso, sono accidenti, e non sono quindi davvero importanti per quel fine; possono esserlo sotto altri aspetti – riconoscimento reciproco, mimetismo –  ma non per la piuma in sé. Sarebbe come dire che è necessario per una certa persona avere un determinato naso.

Per fare un esempio su noi stessi, l’evacuazione delle feci ha come accidente un certo grado di piacere; la fisiologia umana adotta questo espediente per ottenere che l’andare di corpo, attività in una certa maniera di per sé spiacevole, avvenga regolarmente. Il piacere non è sostanza, perché non incide sull’atto stesso – espellere materia fecale. Chi cercasse solo l’accidente andando contro la natura della parte in questione – ad esempio introducendo materiale invece di espellerlo – ne soffrirebbe le conseguenze anche serie che ogni buon proctologo vi può illustrare.

C’è chi usa il termine di Natura non nella accezione di “carattere fondamentale“, ma volendo indicare “tutto ciò che esiste”, asserendo che se troviamo qualcosa in essa allora non può che essere buono. Magari sono gli stessi che non credono in Dio perché ci sono le guerre e gli uragani. Signori, il male c’è o no? Nell’istante in cui lo indicate il vostro ragionamento crolla.

Erigere l’accidente ad assoluto, non essere consapevoli della natura delle cose, pretendere di avere dominio sopra di esse negandone contemporaneamente la verità è andare contro la natura stessa della realtà, il “contro natura” più perfetto pensabile. Perché l’uomo cerca la verità, esige la ragione, vuole la giustizia. La giustizia non può esistere senza una legge, che deve essere vera e a cui si deve giungere ragionevolmente.

E’ per questo che il mondo è imperfetto: perché ricerchiamo quella perfezione, quell’andare delle cose secondo la loro natura. Perché questa è la nostra natura.

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 20 dicembre 2018 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 13 commenti.

  1. Però questo post ignora un dettaglio importante: la natura (cioé: l’evoluzione per mutazioni casuali e selezione naturale o Dio, è indifferente in questo contesto e poi provo a spiegare perché) non opera come un essere umano. Questo perché un essere umano ha un problema (la pioggia) e inventa uno strumento per risolverlo (l’ombrello).

    L’evoluzione è cieca: non ‘sa’ che esiste la pioggia, semplicemente gli animali che hanno un pelo adatto a proteggersi dalla pioggia, OLTRE che a mantenere la temperatura corporea, OLTRE che a attirare i partner, si riprodurranno di più. L’evoluzione premia anche l’economia, cioè organi che hanno più funzioni.

    Se invece credi a un Dio creatore, sarai d’accordo è l’opposto dell’evoluzione, cioè onnisciente. Quindi conosce contemporaneamente i bisogni passati, presenti, futuri di una specie, e non la costruisce certo come un ingegnere umano, con componenti mono-funzione.

    Quindi per entrare negli esempi pratici, il piacere sessuale (di un ‘normale’ rapporto genitale) è un accidente? La produzione di ossitocina legata all’orgasmo, che cementa una relazione tra i due partner, è un accidente? Non penso che tu lo creda. Quindi il sesso ha più funzioni, quanto meno due: la riproduzione, la relazione. E il fatto che durante il sesso organi che hanno altre funzioni, come labbra, lingua, capezzoli ecc. contribuiscano al piacere sessuale, è un accidente?

  2. Federico Fasullo

    Scusa ma genuinamente non ho capito: l’omosessualità è un accidente? No? Sto ricalcando l’esempio del pallone.

  3. L’evoluzione (e la natura) sono tutt’altro che cieche e senza fine, infatti per gli evoluzionisti l’evoluzione è adattativa e la natura ha il fine di sopravvivere ai cambiamenti.

  4. No, per gli evoluzionisti l’evoluzione è proprio cieca. E’ anche il nome di un libro del più famoso scienziato darwiniano vivente, Dawkins (‘L’orologiaio cieco’). La natura non ha nessun ‘fine’ da quel punto di vista: semplicemente, gli organismi più adatti sopravvivono. Per cui, sempre nella prospettiva darwinista/materialista, esiste un piccolo numero di caratteristiche inutili (i capezzoli maschili) o dannose (l’appendice) o perfettibili (il parto degli esseri umani), ma per il resto le specie hanno un adattamento ottimale al proprio ambiente, solo che questo adattamento non segue un progetto iniziale o un fine ultimo.

    Ma secondo me la visione aristotelica casca ancora più rovinosamente di fronte a un Dio onnisciente, che può prevedere contemporaneamente tutte le possibilità nello spazio e nel tempo infiniti. Credere che un tale creatore lavori come un ingegnere che progetta smartphone o ragioni secondo le limitate categorie aristoteliche ha del blasfemo.

  5. P.S. errata corrige: non ‘adattamento ottimale’. Di adattamento ottimale si può parlare solo conoscendo tutti gli altri possibili adattamenti: è quindi l’opera di un Dio leibnitziano. Rimanendo a Darwin possiamo solo dire che è un adattamento sorprendente e meraviglioso.

  6. Eppure l’evoluzione ha delle caratteristiche, ossia delle funzioni che mette in atto e quindi un fine.

    Il fine è in ciò che la cosa è, al di là di quello che (non) capisce Dawkins di filosofia.

  7. Per chi fosse interessato alla filosofia, segnalo:

    http://edwardfeser.blogspot.com/

    Si parla anche di Dawkins.

  8. xFasullo:
    “Ma chi ha mai negato la realtà qui?”
    Tu. Vedi mio commento precedente.
    “l’omosessualità è un accidente?”
    Può esserlo.

    xQuente:
    Hai un concetto di Dio alquanto – uhm – limitato. Intanto ti invito a leggerti questo commento: https://berlicche.wordpress.com/2018/12/17/contro-natura/#comment-96234
    Poi, perché Dio non potrebbe avere previsto l’evoluzione proprio come modo per perfezionare la sua creazione? Se fossi ingegnere, quale io sono, e avessi tempo e risorse sufficienti questo sarebbe sicuramente il mezzo che adotterei per “calcolare” il meglio del mio progettato e adattarlo alle molteplici sfide che nel tempo si presentano. Presumere che Dio NON possa fare qualcosa, quello sì che è blasfemo.

    Per entrare nel tuo esempio pratico, è corretto dire che un atto sessuale ha più aspetti, ma tu pensi sul serio che l’aspetto relazionale più profondo risieda nel piacere? Guardiamo la realtà: quanto durano le relazioni basate sul puro piacere fisico? Il tempo dell’amplesso, e se dopo permane un desiderio è per quel piacere, non per quella persona. Questo perché si privilegia l’accidente rispetto alla sostanza, e il risultato non può essere che un accidente, qualcosa di temporaneo e insoddisfacente. Perché la soddisfazione di un desiderio avviene quando il suo fine viene raggiunto. Se il tuo fine è raggiungere il piacere, allora si compie, ma quello è il livello animale, che prescinde sia dall’autentico fine delle parti anatomiche che da quello realmente umana.
    Come ho detto in un altro commento, le fonti di piacere per l’uomo sono molteplici. Il fatto di stimolarle, anche contro la loro natura, sì, sono accidenti, non essenzialità. Siamo fatti di altra sostanza.

  9. Non mi sono spiegato bene.

    1) la mia contrapposizione tra Dio e evoluzione non ha un intento polemico dawkinsiano. Dico che sia che tu creda all’evoluzione di Darwin in stretta prospettiva materialista, o che tu creda che Dio (un Dio onnisciente, che capisce e prevede della realtà più di me, te e soprattutto di Aristotele) ha creato il mondo in sette giorni, o qualsiasi possibilità in mezzo, una relazione uninominale tra organo-funzione che definisci ‘natura’ in contrapposizione ad ‘accidente’ è, questa sì, limitata.

    2) io ho detto che il sesso nell’essere umano ha (almeno) due funzioni, quella della riproduzione e quella della relazione. La riproduzione sappiamo come funziona. L’effetto relazionale del sesso dipende da complessi costrutti sociali, dallo sviluppo dell’intimità fisica, ma anche attraverso un ormone antico e affascinante, l’ossitocina (che, come tutte le cose in natura, tanto per cambiare, ha varie e diverse funzioni). Il piacere è semplicemente il sistema naturale di ‘rewarding’ che ci motiva a un comportamento vantaggioso per la sopravvivenza della specie, cioè in questo caso la riproduzione e la relazione tra partner sessuali (che poi si aiutano a vicenda e collaborano nella cura della prole). Quindi no, il piacere non è assolutamente la sede dell’aspetto relazionale più profondo. E’ uno strumento (anche) a questo fine.**

    3) sono molto sensibile al tema dell’essere umano (ma non solo) che scopre una fonte di piacere e la sfrutta in maniera ‘artificiale’. Per la mia maturità ho portato una tesina che si intitolava ‘la trappola del piacere’ e iniziava con l’esperimento del ratto che si autostimola il centro dopaminergico del piacere fino a morire di fame. Sono propenso a considerare questo fenomeno come ‘accidentale’ rispetto alla ‘natura’ di una funzione naturale. Ad esempio il piacere che proviamo per gli zuccheri semplici si è evoluto in un contesto di rarità e preziosità di questa risorsa. Ora però siamo in grado, grazie alla tecnologia e allo sviluppo sociale, di procurarci questo piacere continuamente, con conseguenze deleterie sulla salute. La dipendenza da pornografia è qualcosa di simile. Rientra in questo capitolo anche il piacere che può essere provocato dalla stimolazione del retto? Non credo. Tanto per cominciare, rapporti sessuali anali sono antichi quanto la letteratura sul sesso: mentre, per dire, il bacio alla francese volgarmente detto ‘limone’ è a malapena antico quanto la Francia***, per quanto (credo) Vatican approved. Ma in realtà la tua affermazione secondo cui il motivo di questo piacere dipende dal fatto che così siamo motivati a defecare è apodittica e discutibile. In realtà, appunto, in natura non ci sono singoli organi preposti a una singola funzione, come in una Panda. Il perineo è diffusamente sensibile ed erogeno e difficilmente questo non ha uno scopo sessuale: se poi ci invoglia a fare la cacca, è un optional. Il capezzolo è contemporaneamente una zona potentemente erogena e una parte centrale dell’organo dell’allattamento: l’ossitocina media sia l’orgasmo femminile, che l’innamoramento/attaccamento tra partner, che quello tra madre e figlio, che la contrazione delle ghiandole mammarie, che le contrazioni uterine durante il parto. E comunque, la natura lascia sempre lo spazio alla serendipità e al contributo della volontà dell’essere umano (ma non solo) allo sfruttamento delle caratteristiche della sua specie. Fare l’amore non è, fortunatamente, come montare una cassettiera dell’IKEA, dove se alla fine ti trovi con un pezzo di troppo o uno che manca hai sbagliato qualcosa.

    * anche soprannominato ‘nobody’s favourite philosopher’

    ** Ciò detto: in natura (la natura vera, non il termine ‘natura’ brandito come manganello ideologico) la relazione tra uno strumento e il suo obiettivo è sempre dialettica.

    *** baiser Florentin in francese, secondo Wikipedia. In realtà i fiorentini erano anche famosi, già all’epoca di Dante, per la pratica oggetto di questa discussione

  10. xQuente:
    1 – La distinzione tra sostanza e accidente ha una sua utilità filosofica, per comprendere cosa sia importante e cosa no. Essendo essere limitati, sottolineare le righe più importanti di un libro ci aiuta a comprenderlo meglio. Non è detto che il resto non abbia il suo valore, ma certametne ignorare ciò che è scritto in grassetto e privilegiare la noticina non ci aiuta a capire cosa dice la pagina. In altre parole: quando compri un’automobile, il colore è l’ultima cosa (qui ci starebbe un’osservazione sessista, ma tralascio)

    2- Sostanzialmente d’accordo; non con la nota (**), sempre l’abbia capita.

    3- “Rientra in questo capitolo anche il piacere che può essere provocato dalla stimolazione del retto? Non credo” e perché no? La sua antichità non ha niente a che fare con quanto discusso. Io possedevo una tartaruga che si “faceva” abitualmente uno stivale. La ricerca del piacere tramite stimolazione è qualcosa che pertiene al livello animale. Evitarlo, al livello umano. Appunto perché l’uomo è quel livello della natura in cui essa si rende conto dei propri fini. Se mi sai spiegare quale fine – fisiologicamente parlando – può avere quel tipo di piacere, grazie. Anche in virtù dei danni che provoca, che tu (professionalmente intendo, se non erro) dovresti ben conoscere.

  11. Ti faccio un altro esempio. Un movimento ritmico e oscillante calma i bambini. La ragione ‘evoluzionistica’ è abbastanza facile da immaginare: è la sensazione che il bambino prova quando è addosso alla madre in viaggio a piedi, ed è vantaggioso per tutti che se la famiglia/tribù si sposta per lunghi percorsi i piccoli stiano buoni e zitti. Però noi sfruttiamo questo fenomeno per calmare un bambino che piange o addormentarlo.

    Cullare un bambino è quindi ‘contro natura’? Il fatto che un bambino si calmi in una culla che dondola è un ‘accidente’?

    Alla fine comunque il giudizio parte sempre da una considerazione etica (una pratica è ingiusta) o medica/utilitaria (una pratica è dannosa). Quindi le categorie filosofiche di natura, sostanza e accidente mi sembrano inutili.

  12. La produzione di ossitocina legata all’orgasmo, che cementa una relazione tra i due partner, è un accidente?

    La “natura” accidentalmente distribuisce anche sostegni in forma di premi. E certamente l’ossitocina, è un “premio” dato alla donna che affronta la penetrazione, ma poi sopratutto gli impegnativi stress del travaglio, del parto e dell’allattamento.

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