Contro natura

Quando si parla di “contro natura” spesso la reazione è un tapparsi le orecchie. Occorre domandarsi se ciò sia dovuto ad un rifiuto per così dire “filosofico” del concetto, o sempliemente perché non lo si è capito fino in fondo.

Per sgomberare il campo da questo sospetto andiamo a prendere la definizione di “natura” che ci interessa: secondo la Treccani è

“Con riferimento a uomini, animali o cose, condizione o modo di essere originario, primitivo, intrinseco e che costituisce carattere fondamentale e stabile di una collettività o di un determinato tipo.”

E’ chiaro? E’ ciò che costituisce la – appunto – natura profonda di qualcosa, ciò che lo caratterizza. “Contro natura” è quindi qualcosa che va contro questo carattere fondamentale: è il suo uso improprio, la sua contraddizione, il mancare di rispetto ad esso.

Quando parlo di “opposizione filosofica” mi riferisco al rifiuto di credere che un tale substrato profondo esista. Che ci sia cioè un livello dell’esistenza per cui le cose hanno uno scopo, sono fatte in quel particolare modo per un fine. Se non si crede questo, allora, saluti: è inutile andare avanti, perché se “natura” non ha significato, neanche “contro natura” ne ha.

Coloro che sostengono questa posizione, però, dovrebbero spiegare perché, ad esempio, un ombrello è fatto in quella maniera. Se non ci fosse un fine nelle cose, una natura che le definisce, un ombrello potrebbe essere fatto come una teiera, e noi ci ripareremmo dalla pioggia con un sandalo. Tutti questi oggetti sarebbero intercambiabili tra di loro. Ah, ma quelli sono oggetti inanimati, potrebbe dire qualcuno, non è così per i viventi, che possono decidere cosa essere. Può anche essere vero: un pinguino può decidere di essere un leone, e comportarsi di conseguenza.  Auguri per la savana. Oppure si potrebbero scambiare di posto mani e cistifellea; fatemi sapere quando, sono curioso di vedere. Forse qui ci sarebbe da fare una distinzione su decidere che una cosa sia e credere che una cosa sia.

Uno potrebbe anche sostenere che le mie sono ubbie da cattolico. D’accordo: ma se non sbaglio voi siete evoluzionisti, vero? E che cos’è “il più adatto” darwiniano se non il sostenere che ci sia una forma migliore, una natura migliore per fare le cose? La selezione naturale non si chiama così per niente.

Mettendo da parte il caso di coloro che rifiutano il concetto, lasciatemelo ribadire: quando si asseconda la natura di qualcosa, quella è al suo meglio; quando si cerca di piegarla a qualcosa che contrasta, quando si va contro natura, c’è un prezzo da pagare.

Lasciatemi fare un paio di esempi per spiegarmi meglio.
Assumiamo che la natura dell’ombrello sia riparare dalla pioggia: io lo posso usare per spaccare i sassi, ma cosa avviene? L’ombrello, oggetto fragile per natura, si rompe, e non è più in grado di svolgere quella che dovrebbe essere la sua funzione primaria. L’ho usato contro la sua natura: ne paga le conseguenze.

L’articolazione del nostro gomito è fatta per funzionare fino ad un certo angolo tra braccio ed avambraccio. Se mi metto in testa che sia solo una costruzione sociale, un retaggio medioevale di una società che ci vuole sottomessi e tento di superare quell’angolo limite piegando il gomito all’indietro, senza dubbio potrò dimostrare che quell’angolo può essere superato, ma nel farlo mi spezzerò i tendini e forse qualche osso. Sono andato contro la natura del mio corpo, del mio gomito. Ne pago le conseguenze.

Sì perché, vedete, ogni parte di noi si è sviluppata – o è stata progettata, se preferite – per uno scopo ben preciso, e la fisiologia del corpo mira a quel fine meglio che può.  Così certe funzioni fisiologiche sono associate al dolore, o al piacere, per fare sì che noi facciamo ciò che dobbiamo fare. Il fine detta la loro natura, e se anche certe parti di questo processo possono essere adibite ad altri scopi c’è da ricordarsi cosa accade quando uso impropriamente della natura di qualcosa.

C’è una conseguenza da pagare.

Sarebbe il caso forse di fare altri esempi, ma sono sicuro che, leggendo, un paio siano venuti in mente anche a voi.

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 17 dicembre 2018 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 66 commenti.

  1. https://ares.mi.it/it/prodotti/attualitaestoria/fini-naturali

    Essendo Spaemann morto pochi giorni fa, consiglio questo suo libro molto utile

  2. Sai Berlicche, c’è un altro concetto che meriterebbe di essere approfondito e ricordato, perché è stato completamente dimenticato dalla cultura moderna con catastrofiche conseguenze.

    Il “preternaturale”.

    Con questo termine una volta si indicava ciò che va “oltre” la natura, oltre i limiti naturali, ma non la contraddice, perché ne esegue comunque la finalità.

    Per esempio, l’occhio serve a vedere. L’occhio umano ha dei limiti naturali, e ulteriori limiti possono venire da particolari patologie come la miopia. Gli occhiali, e forse domani un innesto bionico in cornea, mi aiutano a vedere, superando quei limiti.
    Gli occhiali perciò svolgono una funzione preternaturale.

    Si possono fare molti altri esempi, e vorrei sottolineare che il concetto di preternaturale è molto utile per rispondere a molte obiezioni ingenue avanzate da chi nega vi sia una natura, es.
    «tu dici che esiste una natura ma poi vivi in modo innaturale, per esempio assumi antibiotici se ti ammali, e ti fai fare un trapianto cardiaco se ne hai bisogno, eppure né gli antibiotici né il trapianto esistono in natura»
    La opportunità risposta è appunto la preternaturalità di antibiotici e trapianto cardiaco.

    Fondamentalmente la tecnologia, quando bene usata, è preternaturale. Difatti i medievali dicevano che l’arte (usavano questa parola per definire ciò che oggi chiamiamo tecnica) è figlia della natura e nipote di Dio.

    Pensare il preternaturale vuol dire anche non sacralizzare la natura, non farne una divinità, riconoscere che ha dei limiti che l’uomo può lecitamente superare con la propria bravura. Mi pare, ma vorrei conferma, che questo concetto sia sorto solo in ambito cristiano. Perché la natura è figlia di Dio, ma l’uomo è custode del creato e ha ricevuto da Dio il mandato di “completare” la creazione.

    La cultura moderna ha dimenticato il preternaturale, perché vuole dimenticare la natura e soprattutto Dio. Eppure noi viviamo in un mondo ipertecnologico pervaso di preternaturale, e la natura continua ad esistere. Ed anche Dio.

  3. Ottimo post. Anche io per spiegare cosa significhi “contro natura” ho dovuto fare degli esempi ed è saltato fuori: “Tinteggiare le pareti con il martello e piantare chiodi con il pennello è contro la natura degli utensili utilizzati”, non sono fatti per quello.

  4. xSircliges: “Fini naturali”, ottimo consiglio. Per certe persone che, per usare un paragone fisico, si credono professori di dinamica quantistica senza sapere magari neanche definire il momento d’inerzia, sarebbe una lettura molto utile.
    Sul preternaturale, aspettavo al varco: avevo previsto l’obiezione. Ma perché piuttosto non ne scrivi tu, che ci dai post con il contagocce?

  5. La questione è del resto molto semplice: ogni cosa ha una sua natura, perché è qualcosa di definito (e definibile) e non altro. Un rene ha certe caratteristiche e certe proprietà, non altre. Andare contro la natura di una cosa vuol dire rovinarla o distruggerla.

    Questo per puntualizzare che “fine naturale” indica qualcosa riguardante le caratteristiche stesse delle cose, non una funzione che viene appiccicata volontaristicamente ad un oggetto in maniera del tutto estrinseca e aleatoria.

    Insomma, la cosa più importante è capire che ogni oggetto (naturale o artificiale) ha la sua identità costitutiva, e lì si possono rintracciare i fini naturali.

  6. Questo post mi ha fatto subito pensare al dilemma dell’omosessualità: se, come sembrerebbero orientarsi negli ultimi anni gli scienziati, la tendenza omosessuale ha quasi sempre origine biologica (non sembra esistere il singolo gene “omosessuale” ma semmai una concatenazione genetica, come ad esempio da statistiche sui gemelli omozigoti), possiamo dire che essa è “naturale”? Nel senso che, all’interno del fenomeno umano, è previsto si possa manifestare una tale varianza di orientamento sessuale?

  7. Federico Fasullo

    “quando si asseconda la natura di qualcosa, quella è al suo meglio; quando si cerca di piegarla a qualcosa che contrasta, quando si va contro natura, c’è un prezzo da pagare.”

    fa “ridere” perché la comunità LGBT(etc) utilizza le stesse parole per dire che è giusto essere gay e che non bisogna cercare di convertirli. Idem per quelli che soffrono di disforia di genere.

    Meh. La Treccani ha una definizione specifica di contro natura

    “contro n., espressione di riprovazione morale, riferita spesso a inclinazioni e comportamenti sessuali ritenuti spesso devianti (peccare, peccati contro n.)”

    ma quella non la scriviamo nell’articolo?

    Federico Fasullo

  8. Caro Fasullo, prova a ragionare sul post, con il tuo cervello, invece che sul tuo pensiero con il cervello di altri.

    xLee: “la tendenza omosessuale ha quasi sempre origine biologica”, e che vorrebbe dire? Le ricerche in merito sono inconclusive a dir poco. Quello che non si vuole vedere (e che è praticamente vietato dire) è che si tratta quasi sempre di un problema psicologico, ma non è questo comunque il punto.
    Il punto è: quale è la natura, lo scopo, il fine delle parti in oggetto?

  9. Federico Fasullo

    Berlicche, prova a ragionare, nn fare battutine. Apri un vocabolario, ti vengono presentate molteplici definizioni di una parola, scegli quella che ti fa comodo, ti sottolineo che le parole sono delle bestie ambigue, mi tacci di chiusura mentale.

    Ok.

    Federico

  10. Fasullo, io ho fornito la definizione di natura dettata dal contesto, ho dettagliato con esempi, ho spiegato cosa significhi “andare contro” ancora dettagliando.
    E il ragionamento è: ogni cosa ha un fine; dire che non ce l’ha, o che non ci interessa perché si campa lo stesso è da ominicchi o da cretini. Negare quella natura, andare contro di essa, causa dolore e male.
    La definizione non è “quella che mi fa comodo”. E’ quella che si applica al caso, etimologicamente e storicamente. Il pezzettino che tu citi non è una definizione, è una contestualizzazione, una “frase fatta” in mezzo a molti altri esempi di uso. La voce “contro natura” il dizionario la mette sotto la voce 1b “L’universo considerato nei suoi fenomeni, nelle sue attività, nel suo ordine, come una realtà oggettiva che l’uomo contempla, studia, modifica”, ma questa è solo una universalizzazione del concetto riferito all’oggetto particolare. In che modo parlare di ordine e legge universale piuttosto che particolare altera la catena di ragionamento del post? Spiegamelo, per cortesia.
    Oppure fai tu la lettura che ritieni corretta, giustificandola con i medesimi criteri già indicati.

    Se ci riesci, bene. Altrimenti devo dedurre che tu:
    -Hai ignorato completamente il ragionamento del post: cosa sia la natura, cosa implichi andare contro di essa
    -Hai riportato un esempio di uso scorretto della parola “natura” senza renderti conto che è proprio quel suo uso ignorante fatto senza consapevolezza che intendevo indicare; dal che si deduce che non hai letto con attenzione o che non hai colto il nucleo;
    -Mi hai perciò intimato di scrivere su qualcosa che è il tuo pensiero, e non il mio.
    -In altre parole, non hai commentato il post ma un concetto mutuato da altri; da qui il mio invito – che non era una battuta, ma estremamente serio – ad applicare la tua mente all’oggetto in discussione, non a tutt’altro pretendendo poi che questi diventi a sua volta oggetto.
    Sempre che tu volessi essere serio con l’argomento, come spero, e non semplicemente trollare.

  11. Federico Fasullo

    Mentre l’aspetto della parola “natura” in sé racchiude molti significati, l’aspetto di andare contro natura è relegato a teorie principalmenti filosofiche morali.

    Da un lato ci sono persone che utilizzano “naturale” per delineare fenomeni che avvengono appunto all’interno della realtà da un lato teorici, filosofi, ne deducono delle regole e di rigore un codice di leggi. Ma le due cose, ovviamente tangenti, non coincidono.

    Il pene serve a procreare ma anche a dare piacere. Mi sembra limitativo dire che serva solo a procreare. Un chiave a pappagallo serve ad avvitare le viti, ma visto che è fatta di ferro resistente e pesa circa un chilo, con un po’ di manualità la puoi usare come martello (true story).

    Dire che ogni cosa ha un fine “ma solo il fine che dico io perché gli altri sono stupidi e io ho ragione e gli altri no” non mi sembra da meno.

  12. Caro Fasullo, sembra che tu non abbia letto il post. Come fai a conciliare il tuo “andare contro natura è relegato a teorie principalmenti filosofiche morali” con gli esempi pratici che ti ho fatto? La posizione “filosofica” (errata) mi sembra la tua.

    Se vuoi scoprire quale sia il fine di qualcosa non devi fermarti alle apparenze, ma cercare di capire a fondo la natura (appunto) dell’oggetto della tua indagine. Altrimenti rischi una analisi superficiale, e quindi errata. Ad esempio, uno potrebbe pensare che la testa ti serva solo a tenere distanziate le orecchie. Ma lo scopo della testa è ospitare in una posizione rialzata gli organi sensori in modo che siano il più vicini possibile, per ragioni fisiche, all’apparato che ne analizza i segnali e guida il corpo, cioè il cervello.
    Così il fine del pene è immettere nella profondità della vagina il seme maschile; il piacere non è un fine, ma un mezzo per fare sì che il maschio cerchi di attuare questo tipo di comportamento il più frequentemente possibile, e quindi produca il maggior numero di progenie. Se non desse piacere, chi farebbe la fatica? Come corollario, usare il pene solo per il piacere è contrario al suo fine, e quindi…c’è un prezzo da pagare.

    Il fine della chiave a pappagallo è avvitare, non darla in testa alle persone: se fosse quello il suo fine, sarebbe fatta in modo differente. Forse ti dovrei far notare che pressapoco qualsiasi corpo di metallo pesante può essere usato per percuotere. Ma è la sua natura? Ti invito ancora una volta a rileggere la definizione perché, in tutta apparenza, proprio non l’hai compresa.

    Non è “il fine che dico io”, ma quello che chiunque sappia utilizzare per il suo proprio fine quello che sta in mezzo alle orecchie può dedurre dalla realtà fisica.

  13. Dev’essere stata seminata un bel po’ di dissonanza cognitiva nel mondo, se oggi le persone vengono da un lato incitate a essere sempre più green, e dall’altro a sostenere che nulla possa definirsi contro-natura.
    Per esempio, quando negli anni ’70 la Ellen MacArthur Foundation ha introdotto il concetto rivoluzionario di un’economia “circolare”, non ha fatto che riconoscere il carattere nettamente “contro-natura” di certi moderni comportamenti umani basati sul sistema lineare della sequenza produzione-consumo-rifiuto.
    Occorre riconoscere che c’è in tutto una forma naturale d’essere e volere, le cui norme sono sancite una volta per sempre, e esigono di essere accettate dall’uomo.

  14. Non so Berlicche, mi lascia perplesso il tuo non aver dubbi sull’argomento, quanto tanti esperti in materia i dubbi li hanno eccome. La causa psicologica (che poi stringi stringi è quella freudiana), che andava per la maggiore, ha perso via via molto forza mentre negli ultimi anni ha preso sempre più piede quella biologica. Questo non vorrebbe comunque dire che non possano esserci in alcuni casi anche motivazioni psicologiche.
    E se permetti, a me invece pare allora che il punto sia proprio questo: fosse vero che la stragrande maggioranza dei casi è di origine biologica, questa varianza del comportamento sessuale sarebbe prevista in natura anche per l’uomo.
    Non so, a me la questione lascia parecchi dubbi.

  15. Il termine “natura” corrisponde ad una realtà, altrimenti non sarebbe altro che un flatus vocis. C’è una realtà umana? Sì. Esistono due sessi complementari? Sì. Fine della storia: la materia e il corpo determinano la natura sessuata dell’uomo e definiscono il significato del termine “natura”.

    Gli ideologi dell’omosessualismo ovviamente non ammettono una realtà che vada oltre la volontà dell’individuo, ma qui non è in questione quello che loro indicano con il termine “natura”, ma quello che indichiamo noi che ci opponiamo all’ideologia omosessualista.

    Faccio poi notare che non ho portato nemmeno un argomento di fede, ma solo argomenti razionali e addirittura materiali (i riferimenti all’anatomia). E’ la ragione che condanna l’omosessualità e l’ideologia omosessualista.

  16. Lee, non è che non abbia dubbi: la mia esperienza personale è che non ho mai visto un chiaro indizio biologico (e neanche i ricercatori) mentre chiarissimi indicatori psicologici, il più comune dei quali è indicato come “padre debole o assente, madre forte” nel caso della omosessualità maschile. Dispostissimo, di fronte a prove certe, al cambio di opinione.
    Qualche anno fa avevo anche avanzato una personale ipotesi, che ritengo tuttora valida: https://berlicche.wordpress.com/2015/01/19/una-piccola-ipotesi/

    Ma credo che tu ancora non abbia colto il punto. Fosse anche l’omosessualità di origine biologica (genetica), ciò contraddice COMUNQUE la natura. Perché la natura è relativo al fine, non alle eventuali sue disfunzioni. E l’omosessualità non ha un fine. Faccio un esempio: molte persone nascono con arti malformati per cause genetiche o biologiche. E’ nella natura dell’arto essere deforme? No, perché contraddice il suo fine. Ora, perché solo tra tutti gli aspetti umani solo quello sessuale non dovrebbe avere malformazioni? Sarebbe del tutto illogico. Cosa che è.

    Non confondere una “natura” astratta che significa “da qualche parte è così” con il concetto di natura di qualcosa. Ho scritto il post apposta.

  17. Solitamente si ritiene che l’omosessualità sia moralmente inaccettabile perché è “innaturale”. E’ significativo che un autore a cui spesso ci si appella per giustificare questa affermazione, e cioè Tommaso d’Aquino, abbia invece un punto di vista più sfumato e meno sbrigativo, che coglie più efficacemente la complessità dell’argomento.

    In Summa theologiae I-II, q. 31, a. 7, Tommaso scrive che “naturale”, nell’uomo, si dice in due sensi:

    1) è naturale ciò che è conforme alla natura razionale dell’uomo, e dunque per esempio la contemplazione della verità. “Naturale” diventa qui sinonimo di “razionale”;
    2) è naturale, per l’uomo, ciò che si distingue dalla ragione e che lo accomuna agli altri esseri viventi, come l’istinto di autoconservazione, il piacere del cibo, del coito, del sonno ecc.

    Ora, può accadere, aggiunge Tommaso, che alcune cose che sono “innaturali” nel primo e nel secondo senso, divengano “naturali” per via di una “corruzione” della natura o per via di abitudini contratte. E cita, come esempio, proprio il caso dell’omosessualità, in cui l’inclinazione naturale di specie, che orienta l’uomo verso la donna al fine della procreazione, è avvertita dal singolo individuo omosessuale come qualcosa di “innaturale” .

    Tommaso ammette dunque che, dal punto di vista della persona omosessuale, unirsi a una donna è “innaturale”. E come nel caso del febbricitante per il quale la pietanza dolce è amara non ha senso cercare di convincerlo del contrario, così la denuncia dell’omosessualità come pratica “innaturale” è un’arma spuntata nei confronti di chi, a causa di una “corruzione” della natura, dice Tommaso (S. th. I-II, q. 31, a. 7), è “naturalmente incline” a ciò che è “innaturale”. Un paradosso, questo, presente anche in Goethe, il quale ha scritto che poiché l’omosessualità è antica quanto l’umanità, “fa parte della natura pur essendo contro natura”.

    Per quanto rimanga discutibile e soggetta a critiche, mi pare che quella di Tommaso-Goethe sia una prospettiva antropologicamente interessante, non solo perché non liquida un fenomeno complesso con una soluzione semplice, ma anche perché tiene conto sia delle giuste proteste di chi si rifiuta di ridurre l’omosessualità a una semplice perversione contro natura, sia delle perplessità di chi non la considera un fenomeno tanto “naturale” quanto l’eterosessualità.

  18. Una interpretazione simile non coglie NULLA del pensiero di Tommaso, in quanto lo travisa in un sentimentalismo volontarista del tutto alieno alla sua opera. Checché ne dica Adriano Oliva, questa è una pura sega mentale: il reciproco consentimento ad un atto non lo rende moralmente giusto. Giri di parole per far dire a qualche autorità ciò che invece esclude categoricamente.

    Torno a dire che il problema riguarda la natura, non la volontarietà dell’atto omosessuale.

  19. “La differenza tra eterosessuali e omosessuali è una menzogna… Avere una pulsione non definisce un’identità.
    Esiste un solo mondo e una sola natura cui appartenere: quella umana. E l’unica differenza reale in questa natura è quella tra maschile e femminile. L’unica differenza la cui unione può generare la vita.”

    Giorgio Ponte

  20. Come si può dire innaturale qualcosa che esiste in natura?
    La natura ha le sue eccezioni e queste possono essere belle, brutte, simpatiche, antipatiche: quante volte abbiamo riso davanti a forme strane di frutta o verdura? Quante volte ci siamo dispiaciuti di limiti fisici di persone accanto a noi (quello che nasce sordo, quello che nasce senza qualche arto, quello che nasce con difetti congeniti….)? O a volte un difetto fisico, qualcosa di “diverso” da ciò che è naturale è stato trasformato dalla società come elemento distintivo positivo? Ad esempio la donna nera con vitiligine che è diventata modella oppure il nanismo di alcune persone che ne hanno fatto un punto di forza ad esempio nel diventare attori famosi, e potremmo fare un’infinità di esempi…..
    Ma allora qual è il problema?
    Io non mi sento di condannare chi vive una relazione omosessuale e concordo sul rispetto dei diritti fondamentali validi per qualunque essere umano.

  21. Seagull, non sei riuscito a seguire il mio post e i commenti seguenti? Stai anche tu confondendo l’accezione di natura che ho premesso, apposta, al post.
    Te la rimetto qui:
    “Con riferimento a uomini, animali o cose, condizione o modo di essere originario, primitivo, intrinseco e che costituisce carattere fondamentale e stabile di una collettività o di un determinato tipo.”
    Ora, cosa c’azzecca con “Come si può dire innaturale qualcosa che esiste in natura?”
    Non commentare il tuo pensiero, commenta il mio. Non ti stai confrontando con il post, ma con la tua idea di cosa io pensi.

    PS: la pedofilia è innaturale? L’omicidio, lo sterminio sono innaturali? Eppure esistono in natura. Ti sentiresti di condannare un pedofilo, un omicida, uno sterminatore di massa? Se la risposta è no, è perché hai deciso a priori che per te la cosa è bene. Pensaci.
    PPS: Ma neanch’io condanno un omicida che resiste all’impulso di uccidere, un pedofilo che non guarda i bambini per timore di cedere, un omosessuale che si astiene dai rapporti carnali. Non è l’impulso al male che ci definisce, ma i nostri atti.
    PPS: non copincollare pezzi, oltretutto lunghi, senza citarne la fonte, come fossero tuoi. Ti si sgama e ti si identifica subito.

  22. Te la rimetto qui:

    “Io non mi sento di condannare chi vive una relazione omosessuale e concordo sul rispetto dei diritti fondamentali validi per qualunque essere umano”.
    Ora, premesso che si parla di relazione e non di prevaricazione, che c’azzeccano la pedofilia, gli omicidi, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, che pure esistono in natura?
    Vede, dott. Berlicche, volersi cimentare in campi di cui poco si conosce o non si vuol conoscere, si finisce nel PALLONE, come quello sopra rappresentato.
    Saluti.

  23. Seagull, non vedi che mi dai ragione? Hai deciso a priori che per te la cosa è bene.
    Se tu giustifichi l’omosessualità perché è presente in natura, perché le altre cose no? Stai usando evidentemente un criterio di giudizio diverso da quello che tu asserisci di adoperare.
    E, comunque, continui a commentare il tuo stesso pensiero. Se tu che ti stai cimentando in un campo diverso. Prova a venire nel mio.
    Nice straw man argument, mr Seagull. Bye.

  24. Federico Fasullo

    “C’è una realtà umana? Sì. Esistono due sessi complementari? Sì. Fine della storia: la materia e il corpo determinano la natura sessuata dell’uomo e definiscono il significato del termine “natura”.”

    Sembra un po’ una forzatura. Ci provo anche io:

    C’è uno scolapasta? Sì. C’è un panettone? Sì. Il Burioni deve blastare i no vax.

    @Berlicche: quando parli della natura, fai un’analisi scientifica, rilevi e descrivi un fenomeno/oggetto/cosa. Nel momento in cui parli di giusto o sbagliato cadi nella filosofia.
    Assumere che le cose non possano essere usate se non per il loro unico scopo per cui sono nate, è molto forte come affermazione ed estremamente poco giustificabile.

    Le stragi all’interno della propria specie esistono <- è naturale
    Le stragi sono cattive <- morale

    Federico

  25. La chiave inglese nasce per girare i bulloni. Ma all’occorrenza può essere usata anche per battere un chiodo o difendersi. E’ un peccato farlo ?
    Io ogni tanto, se ho le mani occupate, uso il naso per premere i tasti dell’ascensore. Faccio una cosa contro la natura del naso. commetto un peccato ?
    Ed ora la considerazione finale:
    La bocca è fatta per mangiare e respirare . Eppure la usiamo anche per baciare , o per baciarci reciprocamente. E’ evidentemente un uso contro la sua natura, secondo le logiche di Berlicche. Eppure nessuno dice che sia peccato baciarsi.
    Questo perchè ogni cosa nasce per una funzione principale, ma non è detto che debba essere esclusiva.
    In realtà si parla di “contro natura” solo per il sesso, perchè siamo condizionati da una visione irreale della realtà.
    Se la natura fosse stata costituita per dare esclusività all’atto sessuale tradizionale , allora per quale motivo è possibile provare piacere sessuale anche in altri modi ? Per quale motivo l’organo sessuale del piacere femminile è collocato fuori dalla vagina, e non al suo interno, permettendo quindi di provare piacere senza la penetrazione ?
    Tutte domande senza risposta se si continua, dopo 800 anni, ancora a parlare secondo la visione tomista, illuminata filosoficamente ma legata a credenze ed ideologie per le quali prima occorre determinare il risultato, e poi adattare l’operazione perchè dia quel risultato.
    Il distacco di tanti fedeli da questa parte della dottrina della Chiesa viene proprio dalla mera osservazione della realtà , che in parte contraddice quello che per anni è stato asserito, non ultime leggende del tipo che masturbarsi fa male alla vista o cose simili.
    Si parla sempre di omosessualità riferita al sesso, mentre è evidente a tutti che si tratta di un fatto prima di tutti affettivo e attrattivo, e solo dopo sessuale. Vi sono coppie omosessuali insieme da 30 anni, ed arrivate ad una età nella quale il sesso è un pallido ricordo. Come si possono spiegare con i paradigmi “bianco e nero” ?
    Salve.

  26. Una volta negata la realtà materiale non si può distinguere una idiozia dalla verità, e per forza di cose: la verità è stata negata a priori, e non sarà un ragionamento coerente a riportarla indietro.

  27. Federico Fasullo

    Ma chi ha mai negato la realtà qui?

  28. xFasullo:
    “Assumere che le cose non possano essere usate se non per il loro unico scopo per cui sono nate è molto forte come affermazione ed estremamente poco giustificabile”
    Sono d’accordo. Infatti è un’affermazione che io non ho mai fatto.
    Se guardi nel post – leggilo, mi raccomando, prima di commentare la prossima volta – potrai vedere che ho fatto esempi in cui le cose NON sono usate per il loro scopo naturale. Quindi POSSONO essere usate. Ma – lo ripeto più volte – ci sono conseguenze.
    Se poi affermi che giusto e sbagliato siano concetti filosofici, ti invito a piegare il gomito in avanti nel modo che ho descritto come “sbagliato” e ridirmelo.

    xRedivivv: La parolina CONTRO dice niente? Vuol dire usare di qualcosa in una maniera che si OPPONE al suo fine. Puoi certamente usare il naso per schiacciare i bottoni, ma ammetterai che ci sono ampie probabilità di ammaccarselo e di schiacciare quello sbagliato. Come ho detto altrove, ci possono essere molteplici fini appiccicati a qualcosa, ma il punto è non andare CONTRO questi fini.
    “l’organo sessuale del piacere femminile è collocato fuori dalla vagina, e non al suo interno”
    Che io sappia, non esiste UN organo del piacere femminile. A differenza dei maschi, le “zone erogene” sono molteplici. Che poi il clitoride sia esterno è perché serve a dare il segnale alle zone attigue per irrorarsi, prepararsi, aprirsi eccetera. Il piacere è un accidente.
    Ti faccio notare che la parola “piacere” copre anche il piacere estetico, il piacere di altri sensi… la fisiologia ci rende piacevole determinati atti perché evidentemente l’evoluzione, o un progettista, hanno stabilito che così sia meglio. Tenderei ad escludere che detto creatore o l’evoluzione l’abbiano fatto per favorire comportamenti distruttivi, tipo il non lasciare discendenza o danneggiarsi tramite rapporti non fecondi. A meno che, naturalmente, non l’abbiano fatto per liberarsi proprio di quelle persone che sono incapaci di controllarsi.
    Potrebbe essere questa la causa del “distacco di tanti fedeli da questa parte della dottrina della Chiesa”? Cioè che qualcuno, tu per esempio, gli ha raccontato che il contronatura non esiste, malgrado “la mera osservazione della realtà” possa mostrare il contrario. Perché il punto dei miei esempi pratici ancora nessuno lo ha negato, vero?
    Se poi l’aspetto “affettivo e attrattivo” è predominante nell’omosessualità, allora va tutto bene: tutti questi gay non avranno problemi ad astenersi dai rapporti come consiglia la Chiesa, vero? Facendo cadere la tua obiezione.
    Se invece è nella stragrande maggioranza una questione di piacere e sesso, come è, allora forse dovresti essere tu a rivedere i tuoi paradigmi.

    Edit: è già stato segnalato, ma vale la pena: per una storia del pensiero teleologico – cioè dei fini, leggere “Fini naturali” di Spaemann.

  29. Per un soggetto omosessuale, sarebbe contro-natura unirsi ad una donna, pur non avendo alcun impedimento in proposito. Il matrimonio contratto con soggetto maschile avente tendenze omosessuali, nella stragrande maggioranza dei casi è destinato a naufragare, proprio perché la disinclinazione eterosessuale del marito, prima o poi, viene alla luce rendendo impossibile il proseguio della convivenza matrimoniale. Le sentenze della giurisprudenza che attengono a questi casi, sono molteplici.
    Certo che quando non si considera la persona nella sua globale complessità emotiva e si riduce il concetto di CONTRO-natura con esempi di ombrelli e banane calzanti al personaggio Cipputi di Altan, badando solo a funzionalità specifiche ed a meri meccanismi fisiologici, si butta pure il bambino con l’acqua sporca.

  30. Seagull, tu elevi l’omosessualità a natura; e quale sarebbe il fine di questa natura? Come ti ho rimproverato già precedentemente, la tua è una posizione dogmatica che non trova riscontro nei fatti. L’omosessualità non trasmette il patrimonio genetico; gli organi sessuali non sono fatti per l’omosessualità; anzi, questa è contro-natura rispetto al loro “progetto”. La tua asserzione è come dire che l’ombrello è fatto per zappare, e usarlo per ripararsi dalla pioggia mentre si dissoda il terreno con esso ultimamente casa il bagnarsi. Puoi negare la realtà quanto vuoi, protestare con essa che sei un complesso emotivo, ignorare i meri meccanismi fisiologici, ma sappi che c’è un prezzo da pagare.
    Perché, se non lo sai, è per un meccanismo fisiologico che vivi, non illusioni dettate dall’emotività.

  31. Berlicche dice : …”la tua è una posizione dogmatica che non trova riscontro nei fatti. L’omosessualità non trasmette il patrimonio genetico; gli organi sessuali non sono fatti per l’omosessualità…”

    Peccato per te che l’omosessualità trovi riscontro nella natura umana e, citando Giovanni, ti dico che: “Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito”. Questo per dirti che sei tu ad essere arroccato su posizioni dogmatiche e moraliste, come lo erano i farisei ai tempi del Cristo che anteponevano le norme alla salvaguardia della persona.
    Gesu’ dimostro’ che le norme non sono la legge dello Spirito, ma quella della finitudine e delle demarcazioni dell’umano. Il tuo ragionamento umano ti spinge nel rifiuto della persona omosessuale, in quanto non in ordine con lo stato naturale o la Tua (e di altri) percezione delle cose; ma lo Spirito non risponde a fenomeni meccanicistici o a comportamenti codificati dal sentire umano e anche per questo, nella Chiesa, si sta studiando una pastorale che sia inclusiva anche per le persone omosessuali, che esistono sin dall’inizio dei tempi. E questi sono fatti.

  32. Seagull, stai dicendo che tutto quello che esiste e accade è bene, e dunque che non esiste né male né morale. L’esatto opposto del Vangelo.

  33. Mentre è terribile (e falso) definirsi “gay cattolico” (una contraddizione in termini, come dice Giorgio Ponte), è invece possibile che gli omosessuali possano essere cattolici, in comunione con la Chiesa e in grazia di Dio.
    Ce ne sono.
    C’è un modo per esserlo, ed è quando ci si libera dalle manipolazioni e dall’oppressione ideologica di quel mondo identitario che comincia con le lettere LG, opponendosi alla dittatura delle emozioni.

  34. @Ago86 Quando non si comprende sarebbe opportuno non commentare, lo dico con benevolenza.

    @Tonis E’ possibile e pure doveroso opporsi a certe pulsioni, ma non al proprio status quo: tu puoi cacciare la tua “natura” dalla finestra: rientrera’ con prepotenza dalla finestra.
    Se poi si ritiene, come il filosofo Buttiglione, che chi nasca con tendenze omosessuali sia predestinato da Dio ad una vita di rinuncia e di castita’, allora lo si dica chiaramente senza tante perifrasi e citazioni che c’entrano come i cavoli a merenda.
    Saluti.

  35. Sei tu che non ti accorgi delle implicazioni logiche delle tue affermazioni. Hai detto più volte che l’omosessualità è buona “perché esiste in natura”. Conseguenza: tutto ciò che esiste in natura è buono.

    “Cristo ci ha liberato dalla legge”. Conseguenza: non esiste legge morale, né bene né male.

    Unendo le due frasi, che peraltro sono coerenti tra loro, viene fuori che il male non esiste in natura, né esiste la morale.

    Più chiaro di così…

  36. In tutto questo dibattito su questa ideologia del “secondo natura” e “contro natura”, non deve sfuggire quali sono state nei secoli le conseguenze pratiche di questa cultura del colpevole e del diverso.
    Centinaia di migliaia di persone sono morte nei secoli perseguitate per la loro omosessualità.
    L’avversione contro gli omosessuali (sopratutto contro i maschi, a conferma che si tratta di un aspetto ideologico) è comune a tante culture, da quelle atee naziste a quelle comuniste, e purtroppo a quelle cattoliche di tutti i tempi, incluso il periodo fascista.
    Se poi si va all’indietro nei secoli si troveranno legislazioni di tutti i tipi dove l’omosessualità era vietata e considerata anche un crimine grave , fino alla condanna a morte
    Le pene alle quali gli omosessuali (sopratutto maschi) sono sottoposti ancora oggi cambiano da paese a paese, ma in cinque Stati dell’Africa e dell’Asia, Mauritania, Sudan, Iran, Yemen e Arabia Saudita, esiste ancora l’esecuzione capitale!
    Gli atti illegali di omosessualità sono puniti in 10 Stati e prevedono una reclusione che può andare da un minimo di 14 anni fino all’ergastolo. Altri 55 paesi del mondo, fra cui 27 presenti in Africa, le persone gay possono essere condannate a pene fino a un massimo di 14 anni di carcere.
    E’ molto grave che ancora oggi si continui con queste definizioni di “contro natura” , che contribuiscono al perdurare della subcultura del divieto , della discriminazione e della persecuzione.
    E’ inconcepibile che persone colte non capiscano quali sono le conseguenze di certe parole e di certi atteggiamenti, nell’alimentare l’odio degli uomini contro altri uomini.

  37. Porta qualche prova storica, invece di retorica e luoghi comuni.

  38. «Non è male che due omosessuali abbiano una certa stabilità di rapporto e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli. Non condivido le posizioni di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili». ( Card. Martini)

    m.espresso.repubblica.it/palazzo/2012/03/23/news/il-cardinale-martini-io-e-i-gay-1.41690

  39. Seagull
    Non credo che Buttiglione abbia parlato di “predestinato da Dio”, alla fede cristiana non appartiene la nozione di “destino”.

    C’è invece che, ogni volta, implorando il Padre Nostro, Gesù ci raccomanda di dire: “sia fatta la Tua volontà”.
    E ce lo raccomanda perchè Egli sa della assoluta bontà del Padre, sa che il Padre desidera solo il nostro bene, qualunque siano le condizioni nelle quali ci è stato dato di nascere o crescere, condizioni spesso tutt’altro che “normali”, comode o facili.
    La castità è spesso una scelta necessaria, e può riguardare tutti, indistintamente. Nel caso specifico la sodomia è atto illegittimo sia per l’omo- che per l’eterosessuale.

    Tutti gli uomini possono sbagliare, anche se sono Cardinali di Santa Romana Chiesa. (recentemente ne abbiamo avete di prove!)

  40. @Tonis
    Le Lettere di Rocco Buttiglione – Cosa mi avrebbe detto don Giussani se avessi avuto un amico omosessuale?
    Rocco Buttiglione, che ha davvero conosciuto da vicino, don Giussani, si chiede: come avrebbe reagito don Giussani se gli avessi detto che stavo diventando amico di un omosessuale?

    Caro don Mauro,
    Grazie per l’incoraggiamento a scrivere sul tuo blog. Vorrei condividere con te alcune riflessioni che nascono da questa esperienza.
    Fin dall’inizio io mi sono domandato: come avrebbe reagito don Giussani se gli avessi detto che stavo diventando amico di un omosessuale? Credo mi avrebbe incoraggiato ad invitarlo ad entrare nella amicizia della comunità cristiana partecipando ai suoi momenti di vita, formali ed informali.
    Il cristianesimo non è prima di tutto una dottrina ma un fatto, una energia che cambia la vita. Questa energia che cambia la vita si manifesta in una comunità, anche piccola, in cui la vita è più umana perché Cristo è presente in mezzo a noi. La vita della comunità è aperta a tutti. Nella comunità si fa l’esperienza del fatto che tu sei importante ed interessante, la tua vita non è banale ma preziosa. Qualcuno prende a cuore la tua vita più di quanto lo faccia tu stesso. In una parola: tu sei amato. Il motto di Giussani era: vieni e vedi. Non c’è nessuna condizione preliminare a questo invito. Tutti sono invitati alla festa delle nozze dell’Agnello. Che tu sia omosessuale o eterosessuale è del tutto irrilevante.
    La comunità però ti invita a metterti in cammino. 👉TU HAI UN DESTINO, una vocazione che scoprirai nella sequela di Cristo. Seguire significa mettersi in gioco, ACCETTARE di cambiare RADICALMENTE la tua VITA. Sei chiamato ad una conversione, ad un cambiamento di mentalità, a diventare un uomo nuovo. Gli invitati alle nozze devono svestire l’uomo vecchio e vestire l’uomo nuovo. In questo passaggio c’è la croce. Il cammino della fede e della vita inizia con una accoglienza incondizionata ma continua con la richiesta del cambiamento usque ad mortem, mortem aut crucis.
    Tutto questo prescinde totalmente dal fatto di essere omosessuale o eterosessuale. Ciascuno è chiamato a mettere in gioco tutto se stesso e naturalmente anche la sua sessualità, che è una parte così importante della nostra vita.

  41. @ago86 : “Porta qualche prova storica ?”

    E’ come chiedermi di provare che è esistito Garibaldi.

    Negazionisti e revisionisti saranno la causa della prossima guerra mondiale e del prossimo genocidio di massa dell’umanità.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_degli_omosessuali_nella_Germania_nazista_e_durante_l%27olocausto

    https://it.wikipedia.org/wiki/Omosessualit%C3%A0_nel_Medioevo

    In effetti rispondere a certi post è svilente.

  42. Seagull
    Ma Buttiglione nell’art. della Stampa non parla proprio di “predestinazione”, e per “moralmente sbagliata” intende ovviamente l’omosessualità attiva, “identitaria” (caratteristica dell’ideologia “gay”) e non la pulsione in se.
    L’omosessualità non deve essere temuta, come accade in certi contesti anche cattolici; né assecondata e promossa, come accade nel mondo gay e in altri contesti che si dicono pure “cattolici”.

    Nella lettera (e in tanti scritti apologetici) parla correttamente di “destino” eterno, quindi non nel senso comunemente dato al termine
    “Alla fede cristiana non appartiene la nozione di “destino” o “fato” ineluttabile, in quanto Cristo con la sua libertà è venuto a liberarci e quindi a donarci la possibilità di decidere di noi stessi e della nostra esistenza.” (Famiglia Cristiana – 31/01/2017)
    http://www.famigliacristiana.it/articolo/ma-allora-la-predestinazione-ce-oppure-no.aspx

  43. Credo sia evidente a tutti che i troll che sono accorsi numerosi su questo post, come richiamati da qualcuno o qualcosa, non tentano neanche di dare una risposta a quanto io ho scritto ma stanno esponendo la solita stucchevole retorica omosessualista confutata un miliardo di volte. Che noia, dimostratemi di avere una qualche intelligenza. Vi ho lasciato scrivere, anche se avrei dovuto bloccarvi (vero, Mentelibera?) perché ero curioso di vedere se trovavate un poco di onestà intellettuale. Pecato, tempo sprecato.

    I prossimi commenti fuori tema (che non è l’omosessualità, carini: la vostra è excusatio non petita, evidentemente qualcosa vi brucia) saranno rimossi.

    Solo un paio di chiose. Testori, omosessuale, amico di Giussani, l’ho conosciuto al meeting di Rimini. Viveva la sua condizione con grande dignità e dolore. Mi ricordo che ho pensato “ad uno così farei educare i miei figli”.
    “Seagull”, come ti ho già fatto notare anche la pedofilia trova riscontro nella “natura umana” (secondo il tuo sbagliatissimo intendere: no, non trova posto, come l’omosessualità è una perversione della vera natura, ma è per usare le tue stesse parole). Anche per loro vale quanto esponi? No? Perché?
    Sai, è difficile trovare male peggiore che cercare di giustificare il peccato con lo Spirito, cioè cercare di piegare Dio ai proprii peccati. E’ uno di quelli che “non saranno perdonati”. Poi, vedi, sull’omosessualità San Paolo qualcosina ha detto. Anche lui “dogmatico e moralista”?

  44. @Berlicche — Paolo, benche’ prescelto da Dio per diffondere il Suo Vangelo, era un uomo del suo tempo che parlava agli uomini di quei tempi. Oltre ad essere “misogino” (esistono ampi saggi in merito), non poteva sicuramente avallare l’omosessualita’ che, del resto, nemmeno io “sdogano” con leggerezza, ma che ritengo tollerabile nella fattispecie prospettata dal compianto card. Martini.
    Faccio notare che nemmeno Dio era poi cosi’ tremendo nei confronti dell’omosessualita’, come si puo’ apprendere dalla lettura della Bibbia.

  45. Seagull, un commento non approvato per OT.
    Quest’altro solo perché l’ho sollecitata. Peccato che tu non abbia risposto alle mie domande: chi tace acconsente, suppongo quindi che tu oltre gli omosessuali abbia apprezzamento anche per i pedofili “secondo natura”.
    Povero Paolo, misogino e indietro con i tempi. Meno male che abbiamo aspettato duemila anni un Martini e un Seagull che venissero a tirarci fuori dall’equivoco. In effetti Dio non era così tremendo, Sodoma si è limitato a distruggerla.
    Ben peggiore sorte attende quelli che cercano di giustificare la loro immoralità rifiutando di convertirsi e chiedere perdono. Perdòno di cosa, mi domando, visto che tutto va bene, basta sia “naturale”. Massacratori e pedofili siederanno a tavola con le loro vittime, alzando i calici all’inno “tutto è natura”.

    Grazie, ormai abbiamo capito l’andazzo. Ulteriori commenti OT anche su questo saranno rimossi. Sono le regole del blog, la sua natura.

  46. Quanta alterigia nelle tue parole! Ok, mi taccio e non vado oltre, pero’ un’ultima cosa la voglio dire: conosco alcune per-so-ne omosessuali (attive) legate da una vita col rispettivo compagno dalle quali avresti molto da imparare, e non solo l’umilta’.
    Saluti.

  47. Cavolo, Wikipedia…LOL. Di certo i nazisti erano tomisti…:D

    Tornando al post, una volta negato il bene e il male non resta spazio per la natura delle cose: è appunto in ciò che le cose sono, nel loro essere, che è determinato ciò che per esse è bene e ciò che è male, ciò che per esse è naturale e ciò che le distrugge. È una constatazione evidente, c’è poco da fare. Arrampicarsi sugli specchi porta solo a sostenere posizioni irrazionali.

  48. Cavolo ago86, invece le tue fonti sono il Mago Zurlì e Maga Magò ?
    Ma certo tu hai prove del contrario, essendo onnipresente, onnisciente ed eterno hai potuto verificare personalmente che nella storia mai un capello è stato torto ad un omosessuale!
    E d’altra parte , tralasciando il passato, secondo te è una leggenda che ci siano ancora stati dove l’omosessualità prevede la pena di morte o pene detentive per anni di carcere. Sono tutte leggende, sparse dalla lobby gay!
    Parli , direi un po a vanvera, di differenza tra bene e male.
    La vera differenza tra bene e male è semplice : il Bene non può portare alla ingiusta morte od alla ingiusta persecuzione di nessuno.
    Se questo accade allora vuol dire che è il male camuffato da Bene.
    Se quindi parole e giudizi personali, ritenuti erroneamente innocui, tendono invece a creare o mantenere l’umus favorevole ad alcuni perchè si sentano giustificati nelle loro azioni discriminatorie o violente, se non addirittura agli Stati perchè mantengano legislazioni che di fatto sono crimini contro le persone, coloro che esprimono tali parole e tali giudizi non possono esimersi dal considerare la loro opera come opera del male.

    A tutti voi auguro Buon Natale.

  49. Alterigia, Seagull? Guarda meglio, non è alterigia, è un argomento al quale non sai ribattere. Detto questo, posso imparare da chiunque, nel bene e nel male. Ma il male resta male.

    Mentelibera\redivivv, non disapprovo il tuo commento solo perché è una replica, e perché è indicativo delle tua mentalità. Mai sentito parlare di peccato? No? Strano, perchè se seguiamo il tuo ragionamento allora dovrebbero esserci ambienti totalmente scevri dal male. Siccome non ne vedo tanti, dei due l’una: o il bene non esiste, o c’è qualcosa che fa decadere l’uomo pur nel bene e nel giusto. Vogliamo chiamarlo, che so, peccato originale?
    Aggiungo una postilla: dato la violenza e la sopraffazione comuni agli ambienti gay – non sono io che lo dico, ma le cronache e loro stesse testimonianze – seguendo il tuo ragionamento cosa dovremmo dedurne?

  50. Berlicche…..sei cosi mediocre con questo vizio della censura….forte coi deboli e debole coi forti.
    Buon Natale (A te., Gli altri non leggeranno)

  51. Ecco sistemati gli omosessuali (e non solo), caro Berlicche, rinchiusi a doppia mandata nella trappola ideologica gay.

    Così, lungo l’asse di un’inedita santa alleanza tra laicisti e cattolici, si tenta e ritenta di negare la verità, il dato di realtà dell’essere di ogni cosa.
    Poi, si insiste affermando che a quella verità ci hanno creduto dei poveretti, apostoli misogini e omofobi (per motivi culturali, dunque privi del “soffio dello spirito”).
    Infine, messi alle strette, si passa a dichiarare che quella verità (se c’è) dev’essere taciuta, perchè è una verità terribilmente pericolosa, foriera delle peggiori malvagità.

    E quad’è che la bandiera della pace potrà sventolare sul mondo? Quando i preti potranno accoppiarsi con altri uomini, le donne potranno celebrare l’eucaristia, e una drag-queen potrà essere eletto/a papa, senza che nessuno si scandalizzi.
    Cioè quando si spegnarà la luce del cristianesimo.
    Ave atque vale.

    Bon Natale a tutti

  52. ho sempre pensato che il cattolicesimo sia solo un’ortoprassi in rebus veneriis…

  53. Si…si…ho guardato bene e ti ho inquadrato anche meglio. Ribattere poi usando la censura contro posizioni che, seppur estremamente dissonanti dal proprio sentire, non contengono improperi e tantomeno presentano carica offensiva, e’ tipico di chi finge di essere aperto al confronto ma in realta’ e’ interessato ad imporre il suo punto di vista insindacabile.
    E’ complimenti anche a colui che facendoti eco, dice che con questo “gli omosessuali” sono sistemati…dimenticando che rimangono comunque persone. Davvero complimenti, per un blog cattolico!
    Feliz Navidad…

  54. Cari i miei troll, io vi ho solo invitati, secondo le regole di questo blog scritte in basso, a restare On Topic, più volte; voi, non mostrando alcun rispetto, avete disubbidito, perché siete così: non volete confrontarvi davvero, non avete risposto alle mie domande, ma solo cercate di corrompere ciò che è.
    Avete scelto di non commentare il mio scritto ma le vostre idee; perché siete incapaci di rispondere ad esse con un argomento decente. E, come da manuale del troll, adesso fate i superiori? Andiamo, siete ridicoli. Vedete cosa c’è scritto in basso? Non date rispetto, non otterrete rispetto. Anche questo c’è scritto.
    E poi, signori miei, questa è la MIA NATURA: non potete dirmi niente, perché è NATURALE che mi comporti così con voi, piccoli predatori. Come osate sindacare le mie scelte, i miei giudizi? Sono le vostre stesse parole, che chiunque può leggere partendo dall’inizio della discussione, che condannano la vostra ipocrisia. Applicatevi la vostra stessa medicina: a me interessano commentatori seri, gente che accetti di mettersi in gioco onestamente, non voi.
    Cambiate voi stessi, o quel “Buon Natale” per voi continuerà a non avere significato.

    Romani, il cattolicesimo è un incontro che porta a desiderare una ortoprassi in ogni cosa.

  55. Seagull, dunque proprio non ti entra, eh?
    Proprio ci provi a strumentalizzare tutto… anche il Natale.
    Ultimo avvertimento.

  56. Ho guardato. Commento OT, cercando di usare il Natale (in modo molto inappropriato) per portare acqua al proprio mulino.
    Seagull, eri stato avvertito ma tu non hai dimostrato rispetto per le regole. Sei bandito. Cercati un altro posto in cui pubblicizzare il tuo modo di vivere.

  57. no, Berlicche: l’unico interesse che muove il cattolicesimo attuale è quello di regolamentare la sessualità altrui.

  58. Quando non si sa come ribattere…comunque sono piu’ che certo che pure Papa Francesco finirebbe bandito qualora avesse la malaugurata idea di scrivere nel tuo blog…ma potrei sempre sbagliarmi, perche’ le regole a cui ti appelli sono piuttosto “umorali”.
    Feliz Navidad.

  59. «Nella cultura del mondo “sviluppato” è stato spezzato innanzitutto il legame tra sessualità e matrimonio. Separato dal matrimonio, il sesso è restato senza una collocazione, si è trovato privo di punti di riferimento: è divenuto una sorta di mina vagante, un problema e insieme un potere onnipresente».

    «Compiuta la separazione tra sessualità e matrimonio, la sessualità è stata separata anche dalla procreazione. Il movimento ha finito però coll’andare pure nel senso inverso: procreazione, cioè, senza sessualità. Da qui conseguono gli esperimenti sempre più impressionanti […] di tecnologia, d’ingegneria medica, dove la procreazione è appunto indipendente dalla sessualità. La manipolazione biologica sta procedendo allo scardinamento dell’uomo dalla natura (il cui concetto stesso è contestato)».

    «Ne deriva logicamente che ogni forma di sessualità è equivalente, dunque è ugualmente degna […] è infatti logico che il piacere, la libido del singolo diventino il solo punto di riferimento possibile del sesso».

    «È dunque naturale che si trasformino in “diritti” del singolo tutte le forme di appagamento della sessualità. Così, per fare un esempio oggi particolarmente attuale, diventa un diritto inalienabile (e come negarlo, con simili premesse?) l’omosessualità; anzi, il suo riconoscimento pieno si trasforma in un aspetto della liberazione dell’uomo».

    «Staccata dal matrimonio fondato sulla fedeltà di tutta una vita, da benedizione (come è stata intesa in ogni cultura), la fecondità si rovescia nel suo contrario: una minaccia, cioè, al libero appagamento del “diritto alla felicità del singolo”. Ecco dunque che l’aborto procurato, gratuito, socialmente garantito, si trasforma in un altro “diritto”, in un’altra forma di “liberazione”.

    [J.Ratzinger, Rapporto sulla fede, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo 1985, pp.84-86]

  60. Q.E.D.

  61. Seagull, “bandito”, quelle regole sono scritte in calce al blog da quindici anni. Tu ne hai infranta una o più in ogni tuo commento. Avresti potuto discutere, ma hai scelto di non rispettare le regole del blog come quelle della natura: e quindi, cosa pretendi? Di che ti lamenti? E, anche in questa, menti sapendo di mentire, giacché sei tu a non avere risposto alle mie domande. Sei quindi falso e ingannatore. E non perderò più tempo con te.

    Romani, ma sei serio? Se c’è una cosa che NON caratterizza il cattolicesimo attuale è proprio quella. Il moralismo che impera oggi è di segno opposto. Ancora più distruttivo rispetto al richiamo ad una bellezza da seguire.Quella che fa Benedetto nel commento precedente.

  62. In effetti lo stesso Onfray, ateista ostile ad ogni morale, ha definito il gender “nuovo puritanesimo” e per questo è stato attaccato dai suoi stessi sostenitori.

  63. Il problema di certi individualisti estremisti è il loro ritenere che le leggi e le varie limitazioni del comportamento umano siano tutte irrazionali e non corrispondano a nulla di reale, anzi siano “contrarie alla ragione” e “castranti la natura umana” (definizione perfetta per “contro natura”, anche se fanno mostra di non credere a tale concetto, ma vabbè); mentre invece sono palesate dalla ragione che le scopre nella natura stessa delle cose. Del resto, ogni popolazione ed ogni civiltà sviluppata ha avuto una morale sessuale molto simile a quella cristiana. Anche la riflessione filosofica classica si avvicinò molto ai contenuti etici del cristianesimo – dimostrazione che non è questione di “fede”, ma solo una necessità dell’intelletto.

    Tutta lì la differenza: da un parte il pregiudizio individualista, dall’altra la conoscenza della realtà.

  64. berlicche, se tu eliminassi tutti tuoi post di argomento sessuale, cosa rimarrebbe di questo blog?

  65. Il 99% di esso, Romani. Prova a contare.
    PS: neanche questo era a contenuto sessuale. Vedi un solo riferimento al sesso, in esso? Ma, evidentemente, qualcuno ha la coda di paglia.

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