L’ordine della luce

Dicono che per vedere qualcosa occorrono due elementi, gli occhi e la luce. In realtà noi però non vediamo “qualcosa”, vediamo proprio la luce.
Non è vero che senza la luce che illumina non riusciremmo a vedere: tutta l’informazione è portata proprio da quei fotoni che ci raggiungono. Non sono i servi del messaggio, il messaggio sono loro.
Guardo un panorama sul mio computer:  ma non c’è nessuna valle, nessuna catena di montagne all’interno dello schermo, solo qualcosa che genera un dato che le mie pupille recepiscono. Il monitor, una televisione, uno schermo cinematografico sono generatori di luce, non di oggetti.

La luce ha quindi dentro di sé un senso, che interpretiamo. Questa interpretazione è tutto quello che conosciamo: ma come distinguere se l’informazione è autentica o simulata? Se esiste davvero qualcosa di corrispondente a ciò che l’esterno ci comunica?

Anche se quella immagine fosse falsa, la sua stessa esistenza ci dice che c’è qualcosa fuori di noi, che comunica con noi. Passivamente con il solo esistere, o attivamente generando quella luce modulata che ci arriva. Una testimonianza di un ordine che ci trascende, più grande di noi, perché quel flusso noi non lo controlliamo anche se sappiamo interpretarlo. Lo state sperimentando ora, in questo stesso istante: leggete, capite. Il fatto che la visione sia intelleggibile significa che abbiamo la chiave per comprenderla, per comprendere ciò che ci circonda. Quella facoltà che, nella sua accezione più alta, si chiama ragione.

Oggi è Santa Lucia. Quella ragazza di Siracusa di diciassette secoli fa rinunciò agli occhi e alla vita per non negare quello che aveva capito. Cioè che l’ordine della luce non è casuale, non è semplicemente un fatto da dare per scontato. Facendosi togliere la capacità di vedere vedeva più lontano di tutti i suoi torturatori, perché lo sguardo del cuore arriva più lontano degli occhi.

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 13 dicembre 2018 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Berlicche, non penso che Santa Lucia abbia rinunciato alla vista per non negare quello che aveva capito ma perché aveva trovato Qualcuno da amare più della sua stessa vista (e della sua stessa vita). Trovo comunque che le tue considerazioni sulla luce siano davvero profonde e facciano pensare. Grazie!

  2. xEppe: credo che la mia risposta a te diventerà il mio post di oggi.

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