Il Dio delle sorprese

“Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito dire;
ma giudicherà con giustizia i miseri
e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese.”

Isaia, 11, 3

“Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.”

Mt 11, 25

Questi due brani rientravano nelle letture per la messa di ieri. La prima fa parte della profezia di Isaia sull’avvento del Messia; la seconda del discorso di Gesù detto “della Montagna”.
Non sono brani isolati: anzi, sembra che siano un’indicazione della maniera in cui Dio opera abitualmente.
In una certa maniera potremmo dire che Dio ama prendere in contropiede. Quando ammonisce di non giudicare, è perché Lui utilizza criteri ben diversi da quelli dei giudici umani. Noi uomini diamo importanza a cose che Lui ritiene di nessun conto, e viceversa.
Forse la nostra saggezza non è poi così saggia; o forse il ritenersi saggi provoca orgoglio, e l’orgoglio acceca. Forse spesso quando discutiamo di determinati argomenti siamo mossi più dai pre-giudizi che dai fatti che dovremmo giudicare. Fatto sta che Dio colpisce di sorpresa, appare dove noi non avremmo pensato; fa lo sgambetto, appare alle spalle, scombina i piani; si serve della nostra arroganza per buttarci giù, poi tende una mano per farci risalire.

Ci aspetteremmo che i nostri problemi venissero risolti da un grande guru, un imperatore, un condottiero; un grande statista, un astuto politico, un algido intellettuale.
E invece ci capita un bambino.

E’ questa la genialità di Dio: che Cristo è troppo assurdo per potercelo inventare, per potere dire che in realtà è merito nostro, è farina del nostro sacco. E lo stupore delle cose dette e fatte è la medicina per la nostra supponenza.
Se saremo anche noi come bambini, lasciandoci ferire. Se preferiamo continuare a ritenerci saggi, ok, d’accordo, come vogliamo.
Ma i diavoli ridono di noi, gli angeli piangono per noi.

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 5 dicembre 2018 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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