Fuoco dal cielo

Probabilmente molti di noi pensano che la Bibbia sia piena di fuffa. Che gli avvenimenti raccontati siano nella migliore delle ipotesi immaginazione, illusione, esagerazione.
Specie il libro della Genesi, che com’è noto comprende racconti di tempi mitici e di avvenimenti fantastici che neanche Harry Potter.

Per esempio, davvero pensate che il Signore sia stato così poco politically correct da distruggere Sodoma e Gomorra? Il fatto è raccontato nei capitoli 18 e 19. Dio manda degli angeli a verificare che quelle città siano davvero così perverse e oppressive come si dice. Abramo, che si aggira nella zona e ha dei parenti in città, apprende da loro che la pazienza è finita e l’intenzione è quella di distruggerle. Il patriarca si lancia quindi in una contrattazione serrata per ottenere che siano risparmiate. Alla fine strappa l’ultimo prezzo: se si troveranno in esse dieci giusti, esse non saranno cancellate. Ma gli angeli, arrivati in città, vengono assaliti dagli abitanti che vogliono fare loro quello per cui il nome Sodoma è famoso. L’unico a proteggerli è Lot, nipote di Abramo. Che sarà anche il solo, con le figlie, a sopravvivere alla tempesta di fuoco che l’indomani incenerisce le città. “Il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo. Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale. Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato davanti al Signore; contemplò dall’alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace.

Fin qui il racconto biblico. Che massa di sciocchezze, eh?
Eppure, gli archeologi alcuni anni fa hanno ritrovato i resti di una grande città fortificata che parrebbe corrispondere alla descrizione dell’antica Sodoma. Esaminando il sito, hanno scoperto che questa fu distrutta 3700 anni fa insieme all’area circostante da un evento catastrofico, che vetrificò istantaneamente le suppellettili e rase al suolo gli edifici, ricoprendo la regione con una brina incandescente di sali del Mar Morto vaporizzati che la desertificò per oltre mezzo millennio. L’evento, forse la caduta di una cometa, non ha lasciato un cratere riconoscibile.

Sì. Anche se gli archeologi si guardano dal nominarla, la mente corre proprio a quella città, alla pioggia di fuoco, alla moglie di Lot trasformata in una statua di sale.
Ma non esageriamo, anche se quella parte corrisponde a verità non è detto che sia così anche per il resto: la perversione dei sodomiti, gli angeli, l’ira di Dio, l’inutile contrattazione per risparmiare gli abitanti.
E, anche se così fosse davvero accaduto, tranquillizziamoci: certamente oggi, tra noi, di giusti ce ne sono ben più di dieci. Contiamoli: uno, due…

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 30 novembre 2018 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 25 commenti.

  1. Bellissima!
    Complimenti Berlicche !
    Solo un appunto.

    Cometa è un corpo celeste che orbita attorno al sole.

    Si dice meteora (più precisamente meteoroide) se entra in atmosfera e si disintegra prima di toccare terra per via dell’attrito.

    Si chiama invece meteorite quel pezzo di materia che tocca terra dopo essere sopravvissuto alla erosione dell’atmosfera.

    Quindi in questo caso si dovrebbe trattare di uno degli ultimi due.
    Temo che a leggere “Cometa” qualcuno possa pensare ai Magi.

  2. Caro origamiale, le comete non orbitano solo attorno al sole: talora cadono, come ad esempio la Shoemaker-Levy su Giove e come, forse, l’evento della Tunguska di un centinaio di anni fa. Perché cometa? Proprio perché l’assenza di un cratere e anche di frammenti conosciuti indica che il corpo si disintegrò completamente nell’atmosfera prima di impattare, e quello che causò il disastro fu l’onda d’urto conseguente. Siamo quindi in presenza di un corpo a bassa densità, come sono appunto i nuclei cometari: l’esperienza recente del bolide siberiano ci dà una traccia in proposito.
    Se guardi i curriculum dei ricercatori coinvolti nella ricerca noterai che parecchi appartengono proprio ad un corpo di astronomi che studiano questo tipo di impatti: sono loro ad aver ipotizzato la cometa (cfr il documento originale).

  3. Scusa Berlicche, ma capisco il post solo fino a un certo punto.
    Dunque, che certi eventi presenti nella Bibbia possano essere anche storici mi può anche far piacere, personalmente non cambia una cippa della mia fede, ma sicuramente aiuta la parte razional-ingegneristica del 95% del mio cervello nel ricordare che la Bibbia – appunto come dici tu – non è un libro di magia.
    Quello però che non mi torna è che se la cometa cade sulla città e la polverizza quello avvenga perchè a Padreterno sono girate le scatole.
    Che gli uomini possano e debbano riflettere sulla caducità e imprevedibilità della loro vita e del loro destino mi sta bene, che lo debbano fare perchè sennò Dio li stermina, beh…questa onestamente mi piace poco.
    Sarò modernista, ma non credo che venga il terremoto all’Aquila per i peccati degli aquilani… o no?

  4. Gentile “godparent”, non c’è bisogno di essere modernista. Provi a googlare “torre di Siloam”.
    A mio parere il post di Berlicche è molto utile per far sapere cose che magari i più giovani non sanno perché nessuno gliele ha mai dette. Non so se fosse questo lo scopo… badi bene. Comunque ai miei tempi andava per la maggiore “La bibbia aveva ragione” di Werner Keller e mi ricordo anche un librino molto simpatico di divulgazione archeologica (Città sepolte, forse? l’autore mi pare si chiamasse Schneider, pubblicato da Garzanti) in cui si parlava proprio di Sodoma.
    Purtroppo ultimamente anche distinti prelati hanno perso di vista cose che una volta erano abbastanza notorie… figuriamoci i millennials …

  5. Dio punisce e castiga il male, e ciò è un atto di giustizia, ossia un atto buono, per nulla in contrasto con la bontà essenziale a Dio – anzi, necessario e connaturato ad essa. Nella Bibbia si trovano molti esempi di castighi divini – l’esilio, ad esempio – ed espressioni come “castiga ed usa misericordia”, “la sua collera dura un istante, la sua bontà tutta la vita”. Anche nel nuovo testamento ci sono castighi divini, basti pensare all’apocalisse o, nei Vangeli, al fico sterile che viene avvizzito. Il castigo è dato perché – come ricordato nell’episodio della torre di Siloe – “se non vi convertirete perirete tutti allo stesso modo”. E i peccati e il male che ne deriva ricade anche su altre persone, innocenti. E questo Dio non lo permette a lungo, appunto perché è buono.

  6. ‘they have no doubt that Tall el-Hammam was the ancient city of Sodom.’

    Occhio che l’archeologia in Terra Santa/Palestina/Israele non è famosa per l’obiettività e il rigore scientifico delle persone coinvolte (dai tempi di Sant’Elena a oggi…).

  7. P.S. prevenendo alcune risposte, la mia considerazione vale anche per la corrente che negava qualsiasi attendibilità storica ai racconti biblici, e che poi invece è stata smentita dall’archeologia sul campo (vedi stele di Moab ecc.), e anche al forte coinvolgimento negli scavi, con chiaro investimento ideologico, dello stato di Israele. Ma le affermazioni di uno che scopre un insediamento dell’età del Bronzo e dice di non aver ‘nessun dubbio’ di aver scoperto Sodoma le prenderei con la pinza. Altro che ‘si guardano dal nominarla’…

  8. Il riferimento a sant’Elena mi ricorda tanto quell’aneddoto citato da Evelyn Waugh nell’introduzione al suo romanzo “Helena”, appunto.
    Racconta di quella gentildonna inglese e anglicana che era tornata trionfante e gongolante dalla Palestina dove credeva di aver scoperto che quella della “Vera Croce” era tutta una “invenzione”…

  9. xQuente: “si guardano dal nominarla” nella relazione sulla distruzione del sito. Il “non abbiamo dubbi” è relativo ad un articolo precedente di tre anni rispetto a quello.
    Poi, è chiaro che sono da valutare i riscontri scientifici e non quelli ideologici. Se hai altre interpretazioni dei fatti rispetto agli esperti che li hanno studiati ti ascolteremo volentieri.

  10. L’istituzione dietro le due notizie (gli scavi di Tall El-Hammam e la possibile esplosione/caduta di meteora/cometa) però è la stessa, cioè la Trinity Southwest University, un ateneo non accreditato dal sistema educativo statunitense.

    Da Wikipedia: ‘The school holds that biblical scripture, specifically “the ancient Hebrew Tanakh and the New Testament”, is the “divinely inspired representation of reality given by God to humankind, speaking with absolute authority in all matters upon which it touches”.’

    In pratica sono degli evangelici letteralisti (a differenza di tanti cristiani, cattolici e protestanti, che hanno fatto – seppur motivati dalla fede – la storia dell’archeologia biblica in Palestina).

    Quindi, al limite, gli archeologi si sono ‘ben guardati’ dal parlare dell’episodio biblico di Sodoma quando hanno presentato il risultato delle loro ricerche all’American Society of Oriental Studies (un’istituzione, leggo, di tutto rispetto, che ha contribuito al ritrovamento e allo studio dei manoscritti del mar morto; ma comunque legata a dipartimenti di teologia quanto a quelli di storia antica e archeologia). Ma già tre anni prima Steven Collins, un archeologo della stessa università, si diceva convinto di aver scoperto Sodoma.

    Dal tuo post (in quel ‘si guardano bene’) traspariva l’idea che degli archeologi ‘unbiased’ avessero trovato tracce compatibili con la distruzione biblica di Sodoma, e, quasi malvolentieri, avessero presentato i loro risultati sperando di non essere presi per fanatici religiosi; mentre hanno scoperto esattamente quello che volevano scoprire. Questo modo di presentare le cose contestavo, non il merito del lavoro scientifico, che va evidentemente al di là delle mie competenze.

    Posto che se si scoprisse che la distruzione di Sodoma è un evento Tungunska-like sarei solo che entusiasta.

  11. Quente, stai giudicando una scoperta scientifica di cui non sai nulla basandoti su un commento caustico di wikipedia scritto da chissachì non sui fatti, ma su chi dovrebbe averli scoperti ed esaminati.
    Nella classifica delle “cattive pratiche” l’accusa “ad hominem” come la tua è al penultimo posto, appena sopra l’insulto diretto.
    Propendo per prestare più fede a degli esperti che hanno svolto un lavoro archeologico di anni in loco che ad uno sconosciuto anonimo che, su internet, si permette di criticare non la sostanza di quello che hanno investigato, le loro asserzioni, ma loro stessi: vale a dire te. Se parliamo di serietà, direi che non figuri bene.
    Anche tu hai “scoperto” esattamente quello che volevi scoprire…

  12. No, mi dispiace.

    Ho citato da Wikipedia un passaggio che non era un commento caustico scritto da’ chissà chi’, ma una citazione presa dal sito dell’istituzione in questione. Il link della citazione di Wikipedia (che rimandava alla sezione ‘dottrina’ del detto sito) è scaduto, ma una dichiarazione di intenti molto simile si può ancora trovare:

    ‘The mission of Trinity Southwest University is to provide quality higher education for adult learners, teaching them, through a variety of biblically-based academic disciplines, to uphold the divine authority of the Bible as God’s only inspired representation of reality to humankind, and equipping them to apply its eternal truths to all phases of life.’

    (https://trinitysouthwest.com/about-tsu/)

    NB: non sono andato a cercare su Wikipedia le opinioni su questa scoperta, ma semplicemente informazioni di dominio pubblico sulle figure coinvolte. Informazioni corroborate anche da altre fonti.

    L’accusa di fare argomentazioni ‘ad hominem’ mi sembra eccessiva. Nella ricerca scientifica si valuta sempre l’autorevolezza di un’istituzione o di una pubblicazione (impact factor), e bisogna fare attenzione ai conflitti di interesse e ad altri bias. D’altra parte sei tu, con quel ‘si guardano dal nominarla’, ad aver messo il fuoco sulle intenzioni del ricercatore anziché sulla inoppugnabile evidenza fornita dall’oggetto della ricerca. Così come sei stato tu a dare del ‘caustico chissà chi’ al malcapitato editor di Wikipedia che si è limitato a riportare su una voce del sito la filosofia della Trinity Southwest University.

    Finora hanno trovato della cenere, dei minerali inattesi, delle ceramiche vetrificate dal calore, delle ossa sparse disordinatamente. Che questi riscontri possano essere spiegati solo dall’esplosione in aria o dall’impatto di un corpo celeste (10 megatoni, dice l’amico fisico nucleare), e non da una conquista militare violenta con conseguente saccheggio e massacro, ce lo dicono loro. Io e te possiamo solo decidere fino a che punto fidarci: il criterio ad authoritatem, più che ad hominem, in questi casi è una necessità. Finora non mi sembra che il mondo accademico sia rimasto con la bocca spalancata di fronte ai ritrovamenti di Collins e soci, di cui si legge tanto in siti cristiani o dilettanteschi, non altrove: ma è sicuramente perché sono tutti dei filistei miscredenti.

    Io non ho scoperto quello che volevo scoprire: ho ipotizzato, leggendo il tuo post, che queste scoperte fossero state fatte da un’istituzione a forte impronta religiosa, e ho confermato la mia ipotesi con una rapida ricerca su google. Avevo dei pregiudizi sull’archeologia biblica? Sì ma, credo, ben fondati. D’altra parte non credo che quando tu leggi notizie del tipo ‘trovate le ossa di Gesù Cristo’ vai nella tua parrocchia a fare le carte per sbattezzarti.

  13. Caro Quente, certamente no: io valuto la sostanza delle affermazioni, la confronto con quanto so, emetto un giudizio o sospendo lo stesso. La scienza è questa: si guardano i fatti. Se guardiamo alle reali scoperte scientifiche fatte da personalità “autorevoli”, ne troviamo pochine pochine. Di solito sono fatte da oscuri ricercatori, da impiegati di uffici brevetti, da dilettanti, da preti, persino da donne. Si diventa autorevoli dopo, in generale – a volte dopo morti.
    Quello che tu hai fatto è cercare immediatamente di denigrare, di mettere le mani avanti, immagino perché ti dà fastidio e quindi preferisci dire e dirti “ma cosa vuoi che ne sappiano quelli, sono tutte balle”. Risparmiandoti la fatica di pensarci. Che è quanto si è soliti chiamare “pre-giudizio”. Quando facevo notare che i ricercatori si guardano dal nominare un riferimento biblico immagino sia perché volevano evitare sgradevoli polemiche strumentali come quella che tu hai sollevato, e che si giudicassero i fatti. Direi che almeno in questo avevano ragione.
    Personalmente, preferisco quelli che spalano terra e sabbia dalle antiche città a quelli che spalano letame addosso agli altri.

  14. Il tema del post e la discussione mi sono tornati in mente oggi leggendo la notizia della lettera di Einstein, quella in cui dice:

    “La parola ‘Dio’ per me non è altro che espressione e prodotto della debolezza umana, la Bibbia una collezione di leggende giuste, ma ancora primitive, che ciò nondimeno sono abbastanza puerili”.

    Ciò che stupisce non è tanto questa idea di Einstein, diffusissima dall’Illuminismo in poi, ma il fatto che questa letterina di una pagina e mezzo abbia battuto ogni record di prezzo.
    Sarebbe interessante discuterne in un post.

    In fondo è come se anche il pensiero più materialista abbia bisogno di una sorta di ‘testo sacro’ di un qualche ‘santo ateo’ su cui fondarsi :))

  15. @ senm

    Sulla leggenda aurea mi piacerebbe poter cambiare opinione ma, con tutta la buona volontà, la vedo difficile. Mi sono letto di recente quasi tutte le fonti costantiniane pubblicate da Barbero e non si capisce come ogni contemporaneo avrebbe potuto tacere di un ritrovamento così importante. Compreso Eusebio, che non perse occasione di sottolineare ogni dettaglio della devozione di Costantino e della fondatezza del cristianesimo (anche esagerando, prendendo per autentica una supposta lettera di Gesù a un re siriano) ed era al tempo anche vescovo in Palestina, tanto che parla persino della del viaggio di Elena e della costruzione della grande basilica sul Golgota, ma di questo ritrovamento non fa parola :(

  16. @ zimisce.
    Io non posso dir nulla in materia, non avendo mai approfondito il tema oltre gli affreschi di Arezzo e il romanzo di Waugh, appunto.
    Posso solo dire che – da altre vicende – mi sono formata la convinzione che in tante storie simili a questa di sant’Elena (le “pie leggende” tramandate di bocca in bocca e registrate per iscritto solo tardivamente) un nocciolina di vero ci possa essere. Magari quanto un grano di senape. O a volte di più, come in questo caso recente
    http://www.laricerca.loescher.it/storia-e-geografia/1806-cosa-ci-dicono-le-ossa-di-sant-ambrogio.html

  17. Ciao ‘Berlicche’, seguo da anni il blog e lo trovo sempre interessante. Volevo chiederti – collegandomi al tema – se avevi visto questa vecchia TED Talk e cosa ne pensavi. Magari ci hai già fatto un post in passato, non so, o magari potrebbe essere l’ispirazione per un post nuovo. Un abbraccio https://www.ted.com/talks/tom_honey_on_god_and_the_tsunami

  18. Anch’io ho perso un amico in quella tragedia, e vedo ancor oggi la sofferenza negli occhi dei suoi anziani genitori.
    Però, quanto al sermone del reverendo, sia detto col dovuto rispetto, quanta tristezza!

  19. ‘io valuto la sostanza delle affermazioni, la confronto con quanto so, emetto un giudizio o sospendo lo stesso.’

    Ma hai anche scritto:

    ‘Propendo per prestare più fede a degli ESPERTI che hanno svolto un lavoro archeologico di anni in loco’

    perché è sottinteso che se io vado in Israele con una pala e comincio a scavare terra, posso anche starci venticinque anni e raccogliere dieci quintali di cocci ma se mi metto a trarre delle conclusioni dal fatto che questi cocci sono anneriti o vetrificati o all’assenza di cocci in dati strati non verrò preso sul serio.

    Allo stesso tempo quando dici: ‘la confronto con quanto so’, intendi dire che sai
    1) quanto è frequente la vetrificazione della terracotta nei reperti archeologici?
    2) quanto è frequente trovare un insediamento dell’età del bronzo, e poi niente nei 600 anni successivi?

    Perché io non credo che tu lo sappia. Ti stai fidando di questi ESPERTI che riportano in un certo modo i loro ritrovamenti. Il criterio ad auctoritatem esce dalla porta e rientra dalla finestra. E io mi chiedo come fai a fidarti di un archeologo che, nel 2015, appena riemerso l’insediamento di Tell Al-Hammam, ha detto di non avere alcun dubbio di aver trovato Sodoma. Che rigore epistemologico può avere? Come poteva essere sicuro di aver trovato una città risalente all’epoca biblica detta patriarcale, un’epoca per cui (anche ad avere una visione strettamente letterale dell’Antico Testamento) abbiamo pochissimi se non nessun punto di riferimento archeologico/storiografico?

    ‘Quando facevo notare che i ricercatori si guardano dal nominare un riferimento biblico immagino sia perché volevano evitare sgradevoli polemiche strumentali come quella che tu hai sollevato’

    In realtà questa preoccupazione non ce l’hanno avuta, visto che nell’articolo che hanno pubblicato poi si sono riferiti chiaramente al passo della Genesi. Dev’essere solo nella relazione all’ASOR, per questioni puramente stilistiche a questo punto, che hanno evitato di fare il riferimento (non l’ho letta per intero).

    Detto questo: c’è un passo de ‘Il regno’ di Emmanuel Carrere dove, dopo un esempio estremamente blasfemo che ti risparmio, dice in sostanza che ci sono dei passi dei vangeli che, senza saper spiegare sempre perfettamente perché (in maniera ‘gestaltica’ diciamo) gli ‘suonano veri’, lo convincono di stare leggendo il resoconto di qualcuno che ha assistito agli eventi o parlato con testimoni diretti. Credo che tutti abbiamo avuto questa sensazione leggendo il Nuovo Testamento; se fosse un’invenzione, sarebbe l’invenzione di un grande romanziere (che Marco, per dire, di certo non era).

    Ecco, la distruzione di Sodoma (il cui racconto, per mille motivi, è difficile da prendere come un resoconto storico affidabile per un non credente – se non altro per i secoli di tradizione orale che devono essere intercorsi) ‘suona vera’: anche nelle poche righe che la descrivono, nel senso che mi riesce difficile pensare a uno scriba del 6° secolo che la inventa dal nulla. Ma questo non toglie le dovute cautele rispetto al far west dell’archeologia religiosa in Israele, dove la gente perde la salute per trovare la prova delle proprie convinzioni e, nei peggiori dei casi, finisce in un manicomio dopo essere entrato a Gerusalemme affetto dall’omonima sindrome, magari a dorso di un asino.

  20. Quente, tu non hai minimamente considerato la sostanza della ricerca, tu ti limiti a spalare letame sui suoi estensori. Se l’archeologo è moralmente certo di avere trovato Sodoma, sono affari suoi: ci sono tante cose di cui siamo certi e non possiamo dimostrare, tipo l’amore di nostra madre. Che rigore epistemologico può avere dire “io amo mia madre”? Eppure può essere vero lo stesso. Quello che a me interessa, dal punto di vista scientifico, sono le prove che può portare in merito, al di là della sua personale convinzione. Ma tu, quelle, non le consideri di striscio.
    Suggerimento: l’archeologo ci ha scritto un libro, e in rete puoi trovare una marea di articoli pro e contro quella identificazione. Perché non li leggi, e poi mi dici?

    Circa le domande che mi poni, prova a dare un’occhiata anche solo alle altre relazioni del convegno in link. Ti può dare un’idea del perché, dalle tue domande, risulta evidente che dell’argomento sai nulla. Se avessi letto meglio poi quanto asseriscono gli archeologi sul perché fanno l’ipotesi in esame avresti potuto forse evitarle; sì, ha caratteristiche molto particolari quella vetrificazione, quella desertificazione.
    “L’articolo che hanno pubblicato” non l’hanno pubblicato loro, a meno che tu ti riferisca ad altro rispetto ai pezzi linkati.
    Ti faccio notare, se ti fosse sfuggito, che il team che fa le asserzioni riportate comprende scienziati non solo da Trinity Southwest University, ma da New Mexico Tech, Northern Arizona University, NC State University, Elizabeth City (NC) State University, DePaul University, the Comet Research Group, e Los Alamos National Laboratories (dove si sono compiute le analisi).
    Le “dovute cautele” certamente le esercito nei confronti di una ipotesi scientifica, di cui esigo prove e verifiche e che valuto in quanto tale. Le maldicenze e i pregiudizi degli ignoranti li rimando al posto che spetta loro, come gli altri sottoprodotti degli asini.

  21. Ho ascoltato il sermone. Peccato che il reverendo abbia dimenticato Gesù Cristo, e propenda per un panteismo abbastanza new age e confuso. Ma forse noi gente dalla fede semplice ed ingenua non siamo in grado di capirlo.

  22. Sì, sicuramente l’assenza di Gesù in tutto il discorso del reverendo è abbastanza disorientante. Mi riferivo però soprattutto ad alcuni punti sollevati in merito a tragedie come quella dello tsunami e all’azione di Dio, che ricollegavo al tema del post. Alla fine è la solita vecchia domanda eh, “perché tanto male, tanto dolore”… domanda di fronte alla quale penso che un po’ “confusi” e poco provvisti di risposte – soprattutto logico-razionali – lo siamo tutti, semplici e non. Grazie per averlo visto e per il tuo lavoro sul blog

  23. Certo che si è verificato un curioso scambio delle parti tra Chiesa e Mondo.
    Quella che, in grave crisi di fede, non osa più parlare di peccato (delitto) e relativo “castigo” divino, si ritira nella misericordia, e cede al Mondo la facoltà di profetizzare disgrazie, e di caricare sulle spalle degli uomini un fardello di colpe sempre più grande e pesante per tutte le tragedie e per tutte le catastrofi passate presenti e future.

  24. xDaniele: non è solo che sia disorientante, è che elimina la spiegazione. Dire che “Dio è in ogni cosa” non è che mi consola. Mi consola di più un Dio che dice: “Guarda, il male e il dolore, la disgrazia e lo tsunami non sono l’ultima parola sul mondo. Sono cose che accadono in un mondo fisico, nel mondo in cui si vive, ma gli esseri umani non sono alla fine determinati da questo. C’è una salvezza che viene, c’è un progetto buono che a volte può avere l’apparenza di una catastrofe. Perché non riuscite a vedere tutto, umani come siete. Ecco perché sono venuto tra voi, ho mangiato con voi, sono morto con voi. Per annunciarvelo. Perché voi l’annunciaste”.
    Se un “reverendo” non dice questo, di che parla, pur che le migliori buone intenzioni? Cosa lo differenzia da un pagano?
    https://berlicche.wordpress.com/2012/12/12/cecidimus/

  25. Carmela Mastrangelo

    Ha ragione. Ma il problema è crederci. “Il Figlio dell’Uomo quando tornerà sulla terra, troverà ancora la fede”

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