Mi opprimi

Non ce ne siamo ancora accorti davvero, ancora non ne siamo ancora consapevoli, ma la “Giustizia sociale” che sta distruggendo la cultura americana e non solo è sbarcata anche da noi.
Di cosa sto parlando? Dell’ideologia secondo la quale tutto ciò che non solo offende l’altro ma lo mette a disagio sia da evitare. Non solo da evitare: chi per sua malaugurata sorte facesse, dicesse o scrivesse qualcosa del genere deve essere pubblicamente insultato, licenziato, bandito e che non abbia più niente a che fare con le persone civili.

Naturalmente questo non vale per tutti, ma solo per chi disturba gli “oppressi”. Chi sono gli “oppressi”? E chi gli oppressori? Se sei maschio, bianco, eterosessuale, cristiano, non di sinistra (anche solo uno di questi) allora sei un oppressore. E quindi non puoi parlare. Se parli, se osi sostenere la tua opinione, sei razzista, omofobo, borghese, fondamentalista, sfruttatore, fascista. Insomma, per i giustizieri sociali c’è un solo pensiero che può esistere, il loro. Sempre che pensiero si possa definire.

Pensate che il mio allarmismo sia esagerato? Guardate questo terrificante riassunto di quanto sta accadendo non solo nel mondo anglosassone, ma ovunque. Non si potrà più fare la corte ad una donna perché sarebbe molestia; non si potrà più praticare una usanza tradizionale di qualche popolo, perché sarebbe appropriazione culturale; non si potrà proclamare la propria opinione, perché metterebbe a disagio le troppo fragili sensibilità di qualche cretino viziato. In qualche luogo è già così. Provate a farci attenzione: stanno tentando di importarlo anche da noi. Perché i veri furbi, i veri potenti non possono augurarsi niente di meglio di un popolo che abbia un unico pensiero dal quale non sia permesso dissentire.

Che un pochino più resistenti siamo, grazie al cattolicesimo. Sì, perché il cattolicesimo insegna ad essere morali e non moralisti; insegna che davanti a Dio, e quindi agli uomini, non ci sono più razze, né sessi, e che nessuno deve opprimere l’altro perché siamo tutti fratelli. Ma anche che l’altro è sempre diverso da noi, sempre irriducibile, sempre trascendente. Una volta dismesso Cristo, però, che cosa opporre a questi talebani politicamente corretti?

Quindi, siete avvisati: io sono libero, e dirò quello che penso, sempre; se vorrete criticarmi fatelo, ma fatelo con la vostra faccia, con i vostri argomenti, con la vostra identità senza mettere in discussione la mia. Senza venirmi a dire di tacere perché voi vi sentite oppressi. Siate uomini, non oppressi con l’aspirazione a diventare oppressori.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 21 novembre 2018 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 7 commenti.

  1. I Simpson hanno stigmatizzato la situazione qualche tempo fa (dal min 0:45)

  2. Non c’è scampo.
    Dalle più (o meno) prestigiose “cattedre” del nostro sciagurato presente, non si fa che accusare le emergenti correnti “identitarie” e scettico-globaliste delle più spregevoli intenzioni (come l’incitamento all’odio tribale per lo straniero, il “diverso” e così via); ma lo si fa, guarda caso, proprio mentre i guardiani della roccaforte sacra e inviolabile di quell’accademico, odioso piccolo tribalismo intellettuale, sono a un passo dall’imposizione universale coatta di ogni sorta di dogma comportamentale. Mancava solo il bollo neo-pastorale completo di cattolico e romano imprimatur, ma anche quello, se non sbaglio, credo sia arrivato, ovviamente in quel modo obliquo che oggi si usa.

  3. Sarò ottimista, ma in realtà credo che questo fenomeno sia arrivato allo zenith e cominci la sua ritirata negli Stati Uniti*; in Italia, come penso di aver detto nell’altro thread, temo molto di più la reazione scomposta alla presunta minaccia dei ‘social justice warrior’ che il loro scimmiottamento. E d’altra parte, in Italia tale reazione e tale timore è a sua volta uno scimmiottamento di dinamiche tutte americane**.

    Provo a spiegare molto brevemente in che senso il fenomeno è fondamentalmente statunitense. In assenza di un partito marxista di massa, nell’accademia USA il pensiero marxista, in particolar modo grazie ai rifugiati della cosiddetta ‘scuola di Francoforte’, ha applicato la teoria marxista della lotta di classe e del materialismo storico (per cui la cultura di un paese è frutto della classe dominante) alla condizione delle minoranze americane (etniche prima, sessuali poi) e al femminismo. Negli anni ’60 poi è arrivata l’influenza di Foucalt tramite, mi dicono, pessime e banalizzanti traduzioni in inglese (d’altra parte nella mia traduzione in italiano e, immagino, anche nell’originale francese è assolutamente incomprensibile) che hanno fatto fare un salto di qualità in seno all’accademia al principio del ‘costruttivismo sociale’. Per avere idea di quale follia possano raggiungere queste idee andata a ricercarvi la storia della ‘Sokal hoax’ e la recentissima beffa soprannominata ‘Sokal squared’.

    Come sempre, non bisogna vedere le cose in bianco e in nero. C’è del vero che la visione liberale classica per cui ‘non importa se sei bianco o nero’ è un ‘costrutto sociale’ che favorisce, in un contesto di razzismo istituzionale, il bianco (così come il ‘sogno americano’ delle pari opportunità è un costrutto sociale espresso da chi di opportunità ne ha molte di più). Ma nel complesso i frutti del costruttivismo sociale (preferisco non parlare di ‘marxismo culturale’ perché mi sembra di essere Breivik) sono abbastanza avvelenati, e in totale contrasto con le basilari idee di giustizie nonché con lo spirito delle vere lotte per i diritti civili***. L’esempio che fai Berlicche sulla ‘cultural appropriation’ è emblematico (qualcosa che dovrebbe essere rivendicato orgogliosamente dalla ‘sinistra’, cioè il meticciato, diventa oggetto di vergogna).

    * non, come tanti pensano, grazie a Trump, che in realtà facendo semplicemente ‘identity politics’ di forza uguale e contraria ha dato ad esso nuova energia. Fino a poco fa, cose come la ‘cultural appropriation’ erano sbeffeggiate anche dai media ‘liberal’ mentre adesso sembra di regalare un punto all’avversario. Ciononostante, è insostenibile nel lungo termine.

    ** anche negli USA, se proprio vogliamo, per il cittadino medio è molto più probabile trovarsi di fronte a razzismo e bigottismo vario che non a un pasdaran del politicamente corretto che lo mette alla gogna perché si è vestito da giocatore di basket nero ad Halloween.

    *** https://areomagazine.com/2018/09/25/identity-politics-does-not-continue-the-work-of-the-civil-rights-movements/?fbclid=IwAR350ISuvPtOQG6Ey5dwZBJsyf3WhFXLrqjo-sExfy3umo25QJMKcrISvKE

  4. A giudicare dalle notizie che leggo, per esempio quest’ultima, http://thefederalist.com/2018/11/26/twitter-banned-literally-no-reason-end-theyll-lose/, non vedo quell’arretramento. Certo, c’è chi dice che una lampadina brilla più forte prima di spegnersi. Ma adesso abbiamo i LED.

  5. Per chi preferisce la grotta del laicismo chiuso alla grazia del soprannaturale (in genere il tipico dem) le battaglie democratiche e egualitarie finiscono per avere quella valenza escatologica che dà senso alla vita, o più semplicemente, come pare dicesse Kenneth Minogue, “un insieme caotico di desideri in cerca di coerenza”.
    Insieme caotico che è la tragica farsa del meticciato.
    E’ qui, in questa sua insanabile incoerenza, sta il grosso problema che la sinistra ha creato nella post-modernità e che ci sta schiacciando. Perchè, in epoche internettiane, un “populismo” di sinistra può emergere solo in quanto rivendicazione di un qualche “potere” al popolo per fini politico-economici (vedi OccupyWall Street col il suo slogan We are the 99%) e in qualche caso amministrativi, ma quando pretende di difendere l'”identità” non può che perorare i supposti mancati diritti di qualche categoria sociale o di qualche minoranza sessuale molto agguerrite, prendendo “elitariamente” le distanze dal popolo (in tal caso etichettato semplicemente come retrogrado e bigotto).
    Così una manciata di boiardi solidamente ancorati, si da fare col la p.c. imposta negli atenei e in ogni spazio pubblico, con le sentenze del potere giudiziario, con la chiusura di siti e account, con la caccia agli aker russi…

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