Le nuovissime lettere di Berlicche – LVIII – La colpa è mia

Caro Malacoda, mio demonietto apprendista,
Riguardo la faccenda per cui domandi aiuto, non ti preoccupare. Stiamo già provvedendo.

Ma tu, da quanto tempo non mi scrivevi!
Certo, asserisci di avere avuto altro da fare, di avere appreso bene le mie lezioni, di non volermi disturbare, così occupato a dannare umani come sono… dai la colpa al tempo che manca, ai ritmi di lavoro, a ogni cosa tranne che ad una tua decisione. Bravo!
Mi complimento con te: sei così ligio al dovere da avere assorbito perfettamente la nostra stessa propaganda.
Infatti cosa possiamo insegnare di meglio agli umani che non assumere mai la responsabilità dei propri atti? Dare la colpa a qualcuno o a qualcosa – la gioventù, il governo, quella troia o quel bastardo – fa sì che il loro stesso peccato non gli appartenga veramente, e quindi di esso non si pentano.

Noi qui all’inferno non chiediamo mai di essere perdonati, perché tanto non perdoneremmo comunque. La colpa di questo è del Nemico, con le sue politiche troppo permissive che hanno disgustato ogni demonio degno di questo nome. Non possiamo accettare questo abominio chiamato misericordia; noi non vogliamo essere perdonati, perché questo ci darebbe torto. Noi vogliamo invece restare eternamente noi stessi, orgogliosi di quello che facciamo, rifiutando con foga la possibilità che ci sia qualcosa di errato nel nostro agire. Potremmo perdonarci da noi, scusarci da noi, ma questo non è necessario, perché noi non sbagliamo.
E’ l’insegnamento che diamo anche agli umani, che così possano condividere con noi questo luogo speciale dove scuse non ce ne sono, dove abbiamo noi il potere assoluto. Inferno significa non volere mai dire “mi dispiace”. Qui noi abbiamo tutte le colpe, e quindi tutti i colpevoli.

Spero tanto che anche tu stia insegnando ai tuoi protetti l’autoassoluzione, l’accettarsi così come sono, lo scaricamento di responsabilità, secondo i miei insegnamenti.
Se così non fosse, non accampare scuse: forse tu non mi cercherai, ma sarò io a cercare te.

Tuo affezionatissimo Arcidiavolo,
Zio Berlicche

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 16 novembre 2018 su le lettere di berlicche. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. “noi non vogliamo essere perdonati, perché questo ci darebbe torto”… bravo berlicche, così non solo Si pensa di non sbagliare mai ma da anche il diritto che recriminare contro tutto e tutti perché ci si sente sempre vittime… infondo questo è il tuo mestiere e gli umani non ti sgamano mai, beh… insomma, non tutti per fortuna.

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