Un’ancora nel profondo

Ne conosciamo chissà quante, di persone che godono a fare il male. Che sono felici quando l’altro cade. Che lasciano cadere la parola maliziosa, l’insinuazione, che masticano il falso e l’insulto, che fanno piani di disprezzo e odio.
Chissà, magari anche noi siamo così. Almeno a volte. Almeno a tratti, siamo certamente così.

Il problema è che l’uomo è cattivo.
Cattivo. Meschino. A tratti davvero fetente. Forte con i deboli, s’interessa solo di se stesso, l’unica cosa di cui gli importa è se stesso. Si ritiene quindi in diritto di fare tutto quello che vuole. Per se stesso, o agli altri. E’ un diritto che gli concede la sua divinità, cioè lui medesimo.

Ciò è quanto si chiama peccato originale.

Per andare oltre non può bastare l’educazione. Educazione a che? A una finzione? Un’educazione senza cambiare dentro è come una mano di intonaco su un muro umido: sta per un po’ ma poi viene giù. Perché non ha dove ancorarsi.

Per ancorarsi c’è bisogno di una Grazia. Di una salvezza. Di qualcosa che, per definizione, non ci possiamo dare da noi. Perché giunge dal riconoscere che non siamo gli dei di noi stessi. Che quello che siamo ci è dato da altro, da un Altro. Che il nostro stesso bene non è quello che crediamo noi, ma qualcosa di differente. Un’ancora in una profondità che non è nostra, perché nessun ormeggio è possibile su se stessi.

E’ il riconoscimento di un Altro, e dell’altro; il riconoscere un Altro che ci fa riconoscere l’altro. Dio, e il prossimo.
Questo riconoscere è un incontro. A volte con qualcosa, più spesso con qualcuno. Qualunque forma prenda, ci fa acquistare coscienza di quello che siamo. Ci fa capire quanto viviamo male.

A tutti può capitare. Ma non tutti colgono l’occasione. In termini cristiani si chiama Grazia: e lì c’è tutto il mistero della nostra libertà. Vuol dire scegliere quale dio seguire. Se restare le divinità fallite di noi stessi, o cambiare. Ancorarsi sì, ma per superare la tempesta e prendere poi il largo.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 7 novembre 2018 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Si, come siamo piccoli..ma non piccoli come i bambini, ancora non contaminati dalle cose del mondo. Mi sento piccola ed assolutamente bisognosa di quella GRAZIA e di quella Forza tenera che dispensa senza misura quel Padre buono e prima che giusto MISERICORDIOSO, GENEROSO anche tra tanta ingratitudine. Ma da dove viene quella Pace vera, silenziosa che placa i ritmi accelerati dei nostri cuori se non da LUI, Mistero immenso che il mio pensiero non può contenere?Sono piccola, bisognosa, a volte non ringrazio eppure ho bisogno di Lui, di Gesù eucaristico e Lui lo sa. Prego perché mi renda come Lui vuole e poi combatto perché se non mi oppongo al male non avrò la PACE VERA… la Sua PACE.

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