La salvezza

Certo che è impressionante vedere migliaia di persone invocare la morte di un’altra solo perché la pensa differente da loro. No, non sto parlando di Twitter e di un certo politico nostrano, mi sto riferendo al Pakistan e alle violenze allucinanti seguite all’assoluzione di Asia Bibi. Stranamente non ne parlano quelli per cui l’Islam è religione di pace, siano essi musulmani oppure occidentali; non trovo femministe che scendono in campo per una loro sorella contro la brutalità di una civiltà al maschile, e ben poche tracce di coloro che usualmente contestano i soprusi di stato e le pessime leggi, gli anarchici, i nemici della pena di morte e delle discriminazioni.

Mi domando perché, e andare a messa questa domenica mi ha aiutato a capire.

Il Vangelo che abbiamo letto parlava dei comandamenti più importanti: amare Dio con tutto il cuore, e il prossimo come se stessi. E questa è legge divina, ciò che occorre seguire, e da ciò deriva ogni altra moralità. E’ il fondamento dell’essere cristiani: noi amiamo Dio e Dio, per puro amore, ci ha dato Suo Figlio. Perché lo uccidessimo. Per farci uscire tramite il suo sacrificio da un mondo in cui ciò che ho descritto nel primo capoverso è la normalità, e stupirebbe piuttosto l’occuparsi di una poveraccia qualsiasi in un paese lontano. Una donna che in quest’istante è come Cristo in balia di un Pilato che sì, non le ha trovato alcuna colpa, ma che deve fare i conti con una folla assetata di sangue, con i capi delle folle che la vogliono comunque morta.

Poi, durante la messa, sono state lette le intenzioni. E mi sarei aspettato delle esortazioni a portare questa bellezza, questa verità ad ogni persona, ad ogni popolo.
Invece sono stato esortato ad ascoltare le altre religioni e i non credenti, a trovare in essi la verità, a imparare da loro…
Come se Cristo non avesse portato la verità tutta intera. Come se fosse stato uno tra i tanti.

Oh, lo so che c’è un briciolo di verità in ogni religione, che l’uomo ha sempre cercato Dio e continua a farlo anche se non crede nel nostro. So perfettamente che ci sono ovunque persone straordinarie, magnifici individui che talvolta mettono a rischio la loro stessa incolumità per gli altri.
Ma, spiegatemi, cosa devo imparare da quella folla che vuole linciare Asia Bibi? Cosa mi devono insegnare i buddisti, gli indù, i satanisti, gli atei con cui dovrei dialogare? Sono tanti anni che lo faccio, qui su questo blog e nella vita. Ma devo ancora trovare qualcosa di più grande di Cristo, di più vero di Cristo, devo ancora incontrare qualcuno che sappia spiegarmi la vita meglio di così.

Se lo incontrassi, dovrei dedurne che il suo insegnamento è migliore di quello cristiano. Quindi, perché dovrei poi restare tale?

Ma questo sono io. Io che ho incontrato un significato, un avvenimento vero, che qualcuno mi ha annunciato.
Nella lezione di Don Giussani di cui vi ho parlato poco tempo fa si dice che il fatto costitutivo del cristianesimo è appunto l’annuncio.
L’annuncio è la presenza di una persona coinvolta con pienezza in un significato del mondo, in un significato della vita. Ecco, tante volte mi sembra che quel coinvolgimento per parecchi di noi non ci sia. Che talvolta per noi Cristo sia solo un poveraccio di un paese straniero, vissuto tanto tempo fa, e morto. Uno per cui non vale la pena vivere, e quindi neanche morire. Perché occuparsene? Perché occuparsi di ciò che con lui ha a che fare, perdenti di fronte alla violenza esplicita e a quella suadente del potere? Sciocca la povera Asia, donna ignorante che si ostina a non dialogare.

Per cui si può andare avanti a ignorare.
Ignorare cosa?
La salvezza.

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 5 novembre 2018 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 13 commenti.

  1. E’davvero assurdo che dopo aver conosciuto la Verita’, la bellezza della Verita’, si invitino i cattolici a dialogare con la falsita e l’errore. E’come un professore di fisica che dopo aver spiegato agli alunni lacerita’e la bellezza di una soluzione ad un probkelema fisico matemato poi li invitasse ad apprezzare anche le soluzioni sbagliate.

  2. La religione islamica e’ stata fondata da un capo politico guerriero che confondeva Maria madre di Dio con Maria sorella di Mose’ ed Aronne, vissuta circa 1570 anni prima. A tutt’oggi, conserva quelle qualita’ sostantivanti che hanno permesso al “messaggero di Dio” alias Maometto, di conquistare ed assoggettare all’islam interi popoli. Di che ci si meraviglia dunque?

  3. Io sinceramente non credo di capirti, così come non capisco questo Papa e molti delle alte gerarchie vaticane.
    Non c’è alcuna possibilità di dialogo con l’Islam, chi ci crede non ha capito non vuole capire.

  4. xRasi: credo che tu non abbia capito.

  5. Mi viene in mente a questo proposito il discorso di un accademico (penso fosse il rettore) dell’università di Colonia all’apertura della GMG 2005. Da non cattolico, ha esortato noi pellegrini cattolici a conoscere e testimoniare bene i contenuti della nostra fede. Il dialogo deve basarsi su fondamenta solide e sul rispetto della persona: un “dialogo” annacquato, dove si parla tanto per parlare e non si dice quello che si pensa per paura di offendere, non è altro che una perdita di tempo.

    Quanto al caso specifico dell’islam: non si dialoga con una religione, si dialoga con i fedeli della religione. Avendo lavorato per vari anni in un Paese arabo, ho avuto modo di conoscere musulmani di tutti i tipi: dall’equivalemte islamico del fariseo (un salafita che sgranava continuamente il suo rosario, ma nel suo comportamento non si dimostrava proprio trasparente) a persone veramente squisite (che magari non prendono in considerazione l’idea di diventare cristiane proprio a causa della cattiva testimonianza di alcuni cristiani).

    Dal dialogo con queste ultime, possiamo imparare molte cose che se fossimo “bravi cristiani” dovremmo essere i primi a praticare: il profondo affidamento a Dio, il senso dell’ospitalità, il non vergognarsi di testimoniare in pubblico la propria fede. Il tutto ovviamente senza rinnegare Colui che ci ha comandato di praticare tutte queste cose.

  6. Non ha senso praticare la strada della non comprensione reciproca. Nel commentare io ho letto entrambi i 2 ultimi post ( legati tra loro) e i gli interventi di chi mi ha preceduto. Tu mi hai perfettamente inteso ed io lo stesso: sono punti di vista diversi sul confronto con l’Islam e sulla interpretazione di alcuni passi evangelici.
    Io credo che il buon pastore non sia identificabile in Bergoglio, credo che il confronto debba essere Franco , lucido e senza sottomissioni preventive, che debba prendere in considerazione anche la storia e il divenire delle religioni, l’Islam a questo riguardo presenta persino più buchi del cristianesimo. Io penso che ci siamo capiti Berlicche. Ciao

  7. Sì, Felis ha chiarito molto bene il punto. Il punto sono le singole persone, gli individui, non le masse aizzate a bella posta da agenti provocatori ben allenati al loro compito.

    Comunque ne convengo, le foto e le riprese di quelle marce piene di odio e anche di manifesti blasfemi per noi cristiani (con crocifissi abbinati a corde per l’impiccagione et similia) mi hanno indignata e disgustata. Anche noi fedeli cristiani — non solo quelli musulmani! — abbiamo il dovere di resistere alle provocazioni peggiori, architettate dai peggiori (tra loro, ma anche tra noi).

    Devo riconoscere che, ultimamente, mi è sempre più difficile adempiere a questo dovere, ma difficile non vuol dire impossibile, Anche perché “nulla è impossibile a Dio”, e nulla lo è pure per noi se seguiamo Lui e non i nostri — pur comprensibili — impulsi.

  8. xRasi: io non pratico quella strada, è che non avendo la telepatia non so come la pensi, e quello che scrivi mi sembra contraddittorio. Il commento prima è “Io sinceramente non credo di capirti”, quello dopo “ci siamo capiti”.
    A commento confuso, risposta confusa.

    xMarilù: come accennavo nel post, quelle marce piene d’odio non sono poi così diverse da certe marce nostrane con alcuni personaggi bruciati in effige. Nell’istante in cui si cessa di riconoscere un “prossimo” nell’altro, è ciò che accade.

  9. Gentile Berlicche,

    chiedo scusa ma io di queste marce nostrane mi sono persa la notizia e così pure riguardo i twitter maleauguranti cui Lei accennava all’inizio del post, per il semplice fatto che twitter non lo seguo proprio e nemmeno saprei da dove cominciare se volessi prendere l’abitudine. Ammetto di essere un po’ troppo svagata riguardo all’altra faccenda, con volti di personaggi pubblici bruciati in strada; mi sovviene solo di bandiere dei cinquestelle bruciate a San Foca e dintorni dai parte dei contestatori anti-Tap, ma niente di più. E comunque anche la memoria troppo superficiale e distratta di fatti in fin dei conti gravi come questi è un segnale ulteriore dell’assuefazione alla violenza e alla mancanza di rispetto per il prossimo che si sta tranquillamente insediando nella mia coscienza come fosse la cosa più normale del mondo: cartellino giallo per me!

  10. Gli islamici sono tutti cosi’, e la loro religione che ammette l’ecumenismo. Magdi Allam, che ha praticato l’islam sino all’eta’ di 56 anni, sostiene che si farebbe bene a chiudere tutte le moschee in occidente, perche’ sono vere “fucine” dove si insegna il disprezzo verso tutte le altre confessioni religiose. Un islamico, assai pio, e che credevo amico, in un moto inopinato di sincerita’ mi disse: “quando ci sara’ la jihad, ti dovro’ ammazzare…”. Non lo frequento piu’ naturalmente, ma devo riconoscere che osservava, pedissequamente, tutti i precetti islamici.

  11. Refuso: e la loro religione non ammette l’ecumenismo.

  12. In Francia stanno forse anche peggio.
    Lì la sinistra non vuol nemmeno sentir parlare di martirio quando si viene uccisi per un motivo banale come quello di non aver rinnegato Cristo.
    Sul sito culturacattolica.it nell’aprile dello scorso anno leggevo della polemica scatenata dai media di sinistra (Le Monde, Libération, le reti pubbliche televisive, i social…) contro la decisione presa della Chiesa (su iniziativa del Papa) di aprire subito il processo di beatificazione per l’abate Jacques Hamel sgozzato da due islamici il 26 luglio 2016 mentre celebrava la Messa nella sua chiesa di Saint Etienne du Rouvray, in Normandia.
    L’anziano sacerdote in effetti non faceva mica attività politica di sinistra; non era nemmeno, per dire, un “prete antimafia”.

  13. Caro Amico, posso chiamarti così? Berlicche.Ripeto soltanto le parole di San Giovanni Paolo II tratte dall’Enciclica Labores Exercens: ” Il Comandamento d’Amore non è mai ideologico”Nei volti di tante donne, nascosti dal velo spero sia spuntata qualche lacrima. Spero. E nelle nostre Chiese nessuno ha ricordato Asia Bibi durante la Preghiera dei Fedeli, nessuno ad alta voce. Ho pregato in silenzio e forse qualcun’altro come me. Fu così anche per il piccolo Alfie. Chiesi ad alta voce, prima che iniziasse la santa Messa di pregare per lui e la sua famiglia.Alcuni mi risposero: “bisogna dirlo al Parroco!!!!” e anche allora forse qualcuno pregò in silenzio. Gesù adorabilissimo dal Suo Trono scomodo e infamante continua a chiedere al Padre: “Perdonali, perché non sanno quello che fanno”. E’ TUTTO.Vuole che nessuno si perda.
    Il sincretismo “religioso” di tanti Sacerdoti fa male. Sono indegnamente orgogliosa di considerarmi di Gesù solo Sua e non so esprimere altro.

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