Profeti di sventura

E’ un sollievo apprendere che secondo gli scienziati dell’IPCC, International Panel On Climate Change, abbiamo ben dodici anni per salvare il pianeta e fermare il Global Warming. Uau, è molto più tempo di quanto altri ci avevano dato.

Nel 2007, tanto per dire, le Nazioni Unite ci avevano avvisato che erano rimasti solo otto anni per evitare il catastrofico innalzamento di due gradi che ci attendeva.
Previsione confermata anche alla conferenza di Parigi del 2015, e in Vaticano: quell’anno era l’ultimo anno a disposizione per invertire la tendenza. L’avevano detto anche del 2014 alla conferenza precedente, ma sono particolari.
Il ministro francese Fabius l’aveva ribadito: “Abbiamo solo 500 giorni per fermare il caos climatico“.
Il che era a sua volta un miglioramento rispetto a quanto affermato due anni prima, nel 2012, che la seconda presidenza Obama era l’ultima possibilità di non oltrepassare l’aumento di due gradi.
Una visione più ottimistica rispetto ad Hansen della NASA il quale nel 2009 aveva ammonito che Obama aveva solo quattro anni per salvare la Terra.
Era l’anno della conferenza di Copenhagen, dove, a sentire la leader dei Verdi canadesi, avevamo addirittura solo ore per arrestare lo tsunami che minaccia di distruggere il mondo. Il primo ministro britannico Brown era stato più possibilista: non ore, ma 50 giorni. Contraddetto dal principe Carlo, meno catastrofista: 96 mesi prima dell’irrimediabile collasso climatico e degli ecosistemi. Accidenti, abbiamo appena mancato la scadenza.
Il 2007, dicevamo. Rajendra Pachauri, il capo degli scienziati delle nazioni unite che studiano il clima, l’IPCC (sì, quello delle ultime previsioni) aveva affermato in quell’anno che se non si fossero prese decisioni per il 2012 sarebbe stato troppo tardi. Non ci può confermare oggi quella previsione perché ha dovuto dimettersi nel 2015 per uno scandalo sessuale.
Saltiamo misericordiosamente la scomoda verità degli avvisi del 2006, a partire da Hansen della NASA e Al Gore (“Entro dieci anni il punto di non ritorno”) per fare indietro veloce al 1989, quando le solite Nazioni Unite già dicevano che il mondo aveva solo dieci anni per risolvere il problema del global warming o subirne le conseguenze. “Gli interi Stati Uniti saranno spazzati via dall’innalzamento dei mari per l’anno 2000“.
Nel 1988 lo stesso Hansen aveva presentato il caso dell’innalzamento delle temperature ai senatori USA, in un giorno caldissimo in una sala in cui erano spenti i condizionatori, prospettando imminenti catastrofi.
Ma i mari non si sono innalzati, gli orsi polari non si sono estinti e sono molti più di prima, l’artico non è libero dai ghiacci ma ai livelli di dieci anni fa ed era da un pezzo che non si vedevano così pochi tifoni e uragani disastrosi.

Se pensate però che queste previsioni fallite (e però continuamente riproposte) siano spettacolari, dovreste vedere quelle del “Giorno della Terra” del 1970, dove il mondo si convinse che eravamo sull’orlo della catastrofe globale. La civiltà sarebbe finita in 15-30 anni, se non fossero stati presi immediati provvedimenti. Il numero di morti annuali per fame sarebbe incrementato di 100-200 milioni all’anno e, dato che non c’era modo che la Terra potesse sopportare il peso di sette miliardi di persone, il collasso conseguente avrebbe spazzato via la nostra civilizzazione. Le risorse si sarebbero esaurite, animali e piante si sarebbero estinti in massa, il costo dell’energia sarebbe stato astronomico.

Bene, il numero di persone affamate nel mondo è molto al di sotto della soglia di quell’anno, con una popolazione che va verso gli otto miliardi. Ciò che oggi minaccia intere nazioni non è la sovrappopolazione, ma il suo calo. Non si è mai prodotto così tanto cibo, l’India lo esporta. Il prezzo delle materie prime, petrolio compreso, è sceso, e l’estinzione di massa non appare più così probabile.

C’è ancora una previsione di quell’anno di cui non ho parlato: l’imminenza di un’altra era glaciale. Sì, perché le temperature erano in calo dal 1940, a causa – tutti gli scienziati concordi – dell’inquinamento, che avrebbe bloccato metà della luce solare per il 1985. “Se l’andamento presente continua, entro il 1990 la temperatura sarà scesa di quattro gradi… se non facciamo qualcosa
Se l’andamento presente continua.
Ma quando mai ciò avviene? Ci si dimentica della scienza, della fantasia, delle dinamiche umane. Di tutto ciò che non conosciamo. Di tutto ciò che non comprendiamo.

E’ sempre così: alcuni vedono correre la lepre, e pensano che correrà dritta, alla stessa velocità, nella medesima direzione.
Ma è difficile fare previsioni, dato che questi non sanno perché e dove la lepre corra. Non sono lepri. Neanche volpi.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 9 ottobre 2018 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. La confusione e l’impreparazione devono essere proprio grandi se anche all’interno dei partiti conservatori c’è scarso buon senso, e ci sono cedimenti alla vulgata.
    Recentemente sono rimasto stupito dalla lettura di un breve saggio (in gran parte valido) di Mark Malvasi (Professore di storia al Randolph-Macon College di Ashland), pubblicato sul The Imaginative Conservative, nel quale spara a zero sulla politica ambientale di Trump, sostenendo che:
    “Donald Trump ha ridotto o eliminato anche questi [di Obama] modesti sforzi… Il Piano per l’energia pulita di Obama aveva lo scopo di ridurre le emissioni di carbone dal 2030 al 32 % sotto i livelli nel 2005. La politica del presidente Trump ridurrà le emissioni solo dell’1,5 %. … Trump incarna il carattere di chi vuol attaccare, sottomettere e sconfiggere la natura in nome del potere e del profitto. Il suo è un patto faustiano.”

  2. Alcune considerazioni:

    – I fondi per la ricerca scientifica sono pochi, è più probabile ricevere finanziamenti se pubblichi risultati “spettacolari” e che ti attirino le simpatie di almeno una parte politica, quindi…

    – Se predici un disastro che non si avvera, al più fai una brutta figura (e comunque qualche inondazione statisticamente, è probabile che ci sarà); se succede un disastro che non hai predetto, rischi la galera (http://www.meteoweb.eu/2012/10/processo-terremoto-laquila-il-pm-accusa-gli-esperti-di-monumentale-negligenza/157796/) se non il linciaggio.

    – In un panorama politico purtroppo sempre più polarizzato, e con elettori che spesso non hanno ricevuto dalla scuola lìabitudine al pensiero critico, vincono i catastrofisti o i negazionisti. La posizione razionale, ahimè, porta pochi voti. Similmente, al politico – per portare a casa i voti “adesso” – serve un messaggio di massima urgenza (“occorre agire immediatamente per salvare il pianeta” vs. “occorre smantellare immediatamente le politiche del governo precedente per far ripartire l’economia”)

    – Il clima è una questione molto, molto complicata. La Terra ha avuto storicamente dei periodi molto più caldi dell’attuale, quindi agli scenari “runaway” ci credo poco, ma in effetti alcuni parametri in grado di influenzare il clima stanno cambiando rapidamente. Quali saranno le conseguenze, nessuno può predirlo con ragionevole certezza (vedi i clamorosi fallimenti delle previsioni nel post di Berlicche), ma è possibile e ragionevole predire degli scenari e prepararsi a quelli più probabili.

    – A giudicare dalla storia, l’umanità è parecchio brava a trovare soluzioni quando “sbatte il muso” contro un problema e quando chi contribuisce a trovare una soluzione ne ricava soldi a palate. Vedi ad esempio le recenti tecniche di estrazione degli idrocarburi (che secondo le previsioni degli anni ’70 avrebbero dovuto esaurirsi decenni fa) e gli enormi progressi nella generazione rinnovabile (in 15 anni il costo del pannello solare è diminuito di 10 volte)

    Quindi: ben vengano misure politiche razionali e trasparenti, che incentivino la ricerca scientifica e tecnologica. Magari non serviranno a salvare il mondo da un pericolo che potrebbe essere molto sovrastimato, ma di sicuro negli scorsi decenni hanno contribuito a migliorare di molto la qualità della vita.

  3. https://www.italiaoggi.it/news/il-pasticcio-dell-emissione-co2-2304132

    In questo articolo è spiegato chiaramente quali sono gli effetti disastrosi, concreti, di questa guerra ideologica che gira attorno alle emissioni di CO2.

  4. Intanto si allinea pure l’Istituto Bruno Leoni, uno dei pochi think tank liberali italiani indipendenti (…sulla carta) che, con mia grande sorpresa, plaude al neo-premio nobel per l’economia William Nordhaus, premiato ieri a Stoccolma per aver studiato l’ipotesi di un meccanismo globale di carbon-tax tramite imposizione fiscale, vincolante e omogenea per tutti i Paesi, con pesanti sanzioni per chi non rispetta gli accordi.

  5. Berlicche, a me ricordano i Testimoni di Geova, se ci pensi il modus operandi è molto simile. 😂😂😂

    E anche la credibilità, ormai.

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