I cercatori di funghi

Non si va a funghi per mangiare funghi. Sì, c’è anche quello; ma il divertimento è trovarli. Essere abbastanza osservatori, abbastanza conoscitori, abbastanza attenti da individuare il porcino che solleva appena le foglie, laggiù in basso.
Portati gli esemplari raccolti a casa c’è da lavarli, pulirli dal terriccio, tagliarli, cucinarli: una noia. Sono buoni, sì, ma se te li regalano non è che salti di gioia, c’è lavoro da fare.

Quando li cerchi fai fatica, sali per la montagna, tra rovi insetti dirupi. Ma è quello il bello; e con gli amici non ti vanti dicendo “ho mangiato dei funghi”, ma con “guardate che funghi ho trovato”.

Cosa mi fa pensare questo? Che l’essenza dell’umano non è vivere d’accatto, essere cullati da chi ti fornisce ogni cosa: ma lavorare, cercare, lottare.
Sono i cercatori gli umani che preferisco. Quelli che s’accontentano, li lascio al loro divano.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 18 settembre 2018 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. “Sono i cercatori gli umani che preferisco. Quelli che s’accontentano, li lascio al loro divano.”

    Condivido. Però mi fa anche piacere attingere dalle giare ben colme fino all’orlo di “cercatori” come Lei, come Francesca, Eppe, ToniS e tanti, tanti altri che ho avuto la fortuna di incontrare in questo o altri siti.

    Quanto ai funghi…. preferisco, trattandosi di ricerche a terra, la caccia alle castagne. Più prudente, meno costosa, in termini di salute e forse di vita, in caso di errori di valutazione. Se poi passiamo a ricerche in acqua, mi avvince quella di pesci (con la classica canna e amo, e la “pastura”, prima, per sgretolarne pian piano la diffidenza e stuzzicarne l’appetito). E poi una caccia con una preda che è la più effimera di tutte: il vento, da catturare nel cavo bianco della vela per quello spicchio di giorno in cui il viandante sbarazzino decide di incrociare i suoi misteriosi vagabondaggi con i miei.

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