Fermi tutti

Io sono sempre stato un patito di fantascienza. Da giovane mi immaginavo galassie piene di imperi in conflitto l’uno con l’altro, dei quali disegnavo dettagliate mappe tridimensionali. Amavo inventare fisiologie non terrestri, disegnare anatomie non di questa terra, immaginandomi che razza di ecosistema avrebbero potuto dare loro origine.
Davo per scontato che questi esseri intelligenti non umani ci fossero. Che stessero davvero là fuori, in attesa nostra. Una galassia come quella asimoviana, popolata solo da uomini, mi pareva molto più immaginaria delle mie epiche guerre tra flotte di astronavi.

Poi imparai qualcosa sulla complessità della vita; e cominciarono a venirmi i primi dubbi.

Esiste una questione scientifica nota come il “paradosso di Fermi”. Che si può riassumere in «Se l’Universo e la nostra galassia pullulano di civiltà sviluppate, dove sono tutte quante?»
Bella domanda, alla quale si è tentato di dare risposte diverse. Bisogna innanzi tutto capire se davvero la galassia sia così piena di vita.

Esiste un’equazione molto semplice per calcolarlo. Le probabilità che ci sia una civiltà evoluta nella nostra galassia si ottiene moltiplicando il numero di pianeti che possono ospitare la vita per la probabilità che questa sia lì nata per la probabilità che si sia sviluppata una civiltà tecnologica nel periodo di tempo che condividiamo con essa. Si chiama formula di Drake. La formula di per sé è semplice, il difficile è dare dei valori ai suoi componenti.

Sappiamo ora che quasi ogni stella ha pianeti, e molti sono in grado di ospitare la vita. Ma quanto spesso essa sorge? Sempre? E la vita intelligente, quante probabilità ha di svilupparsi? Qui ci sono voluti quattro miliardi di anni, e noi stessi siamo in circolazione da molto molto meno. Non stupisce che i risultati per l’equazione di Drake abbiano un’altissima varianza, dagli ottimisti che indicano “centinaia di civiltà” ai pessimisti che dicono “forse nessuna”.

Quest’estate a chi attendeva l’arrivo dei dischi volanti è arrivata un’altra delusione. Sì, perché tre famosi scienziati, Anders Sandberg, Eric Drexler e Toby Ord, hanno evidenziato come i calcoli dell’equazione di Drake fossero sbagliati. Non è una semplice moltiplicazione: quando entrano in gioco le distribuzioni e l’incertezza occorre una maggiore sofisticazione. Non vi tedio con la matematica – chi volesse può leggersi direttamente l’articolo, molto interessante, ma ciò che si ottiene è che, pure essendo ottimisti, ci sono forti probabilità che la nostra sia oggi la sola civiltà sviluppata nella galassia, e forse nell’universo. Nessun alieno, là fuori; Fermi è vendicato.

Se a questo si aggiunge che la nascita della vita e dell’intelligenza, assunti come certi, sono a mio parere niente di meno di un miracolo, tutto ciò mi porta a pensare che le stelle che stanno in attesa lassù non ospitino purtroppo nessuno con cui conversare. Soli?
No, non siamo soli. Ma questo è tutt’altro paio di maniche.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 13 settembre 2018 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Grazie per quest’articolo e per il link al paper. MOLTO interessante la conclusione.

  2. al solito, ho un tab aperto con l’articolo in questione, tra le “cose da fare”…

    “Ottimisti e pessimisti” sono opinabili, mi pare fosse A.C.Clarke chediceva che potremmo essere soli oppure no, ed entrambe le prospettive sono terrificanti…
    Però mi pare che gli ottimisti parlino di miliardi di civiltà nella nostra galassia…

    Il problema principale per me rimane la probabile scarsa durata di una civiltà prima di sparire.

  3. Il proprio proprio “fermi (:–)) ) tutti”, non saprei sottoscriverlo.

    Dio è Dio dei vivi e non dei morti! Come proclamava il profeta Baruch (Bar, 3, 34-35)

    34 Le stelle brillano dalle loro vedette
    e gioiscono;
    35 egli le chiama e rispondono: «Eccoci!»
    e brillano di gioia per Colui che le ha create.

    A somiglianza della Stella del Mattino, che è rimasta vergine, secondo la sua offerta e proposito di donazione e consacrazione totale al Suo Amato, il Dio Vivente, ma senza per questo e con questo rinunciare a diventare madre, propagatrice di Vita.

    Il vero nodo da sciogliere è chi e su quale ritmo sincronizza — o meno — gli orologi delle varie nascite-morti-estinzioni-rinascite ecc. ecc..

    Ma, come ci avvisava la Gospa attraverso la veggente Mirjana, con il messaggio affidatole il 2 gennaio 2017: “(…) Figli miei, non operdete tempo ponendo domande a cui non ricevete mai risposta; alla fine del vostro percorso terreno il Padre celeste vi risponderà”.
    Insomma, fin tanto che siamo pellegrini sulla Terra e non ancora in possesso di una cittadinanza celeste piena e definitiva, è meglio sospendere il giudizio su certi argomenti. A meno di non essere astrofisici e astrobiologi di professione, attivi presso qualche agenzia spaziale che progetta viaggi extraplanetari, o magari anche “abducted” da strane creature…. Ma anche in quest’ultimo (malaugurato) caso, è sempre raccomandabile non precipitarsi a trarre conclusioni e dubitare sempre che quanto sperimentato di persona sia qualcosa di realmente extraterrestre.

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