All’orizzonte

Sei sul margine del deserto, che guardi nella distanza. C’è un puntolino all’orizzonte. Cosa sarà mai? L’aria calda distorce quella distante sagoma che si vede a tratti.

Le persone attorno a te, ognuna ha un’opinione. C’è chi dice che sia un uomo, un viaggiatore a piedi. Chi un uomo a cavallo. Chi un coyote, chi qualche altro animale selvatico. Altri dicono sia
un miraggio dovuto alla calura, che lì fuori non ci sia niente. Esiste realmente, quel qualcosa in lontananza?

Le loro opinioni sono tutte legittime, anche se alcune sono discutibili. Ma solo uno può avere ragione. Non possono essere tutte vere contemporaneamente. Non può essere un uomo e uno sciacallo. Non può essere qualcosa e insieme niente.

Quindi la domanda importante non è se gli altri abbiano il diritto di esprimere la loro idea. E’ “Chi ha ragione”?

Tu noti qualcosa d’altro. Un nuovo punto, ma questa volta si avvicina. Lo vedi bene, adesso, è un uomo. Arriva dalla stessa direzione di quell’altro oggetto all’orizzonte. Si fa avanti, vi saluta.
“Io e mio padre”, dice, indicando il punto lontano “stiamo cercando un posto dove stare. Sareste disposti ad ospitarci?”

La domanda adesso è cambiata. Non è più “Chi ha ragione”, ma “Sta dicendo il vero quest’uomo? Posso credergli? Arriva proprio da lì, è credibile che abbia la risposta al nostro dubbio?”

Se, dopo che quest’uomo è giunto, continuate a discutere, e siete ancora dell’idea che il punto all’orizzonte potrebbe essere uno sciacallo o un’illusione, allora ciò vuol dire solo una cosa: non gli credete.

Così se, nella nostra realtà di oggi, pensiamo di non potere dire niente ad un ateo, un agnostico, un uomo di altra religione, vuol dire che non crediamo a quell’uomo che il Padre Suo ha mandato a salvarci dalle nostre opinioni. Vuol dire che non ci possiamo chiamare con il suo nome, dirci cristiani.
Siamo solo dei coglioni che guardano l’orizzonte, incapaci di capire cosa vedono.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 16 luglio 2018 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. “Siamo solo dei coglioni che guardano l’orizzonte, incapaci di capire cosa vedono.”

    Dei coglioni come quei nostri fratelli cristiani che ci hanno messo 400 anni prima di proclamare con la certezza assoluta e condivisa del dogma, a Efeso, che Maria era la madre di Dio e non semplicemente la madre di Gesù?

    O magari coglioni come quei medici che, prima di Spallanzani, erano certi che insetti e vermi fossero la naturale trasformazione di abiti sporchi e cibo putrefatto?

    O addirittura coglioni come i zoroastriani, anche quelli nostri contemporanei, che in regioni sperdute desertiche e desolate come quelle del post, stanno ancora vivendo, quasi mezzo secolo dopo l’allunaggio di Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins, una straziante crisi di fede perché per loro la Luna non è nè un pianeta, nè un satellite, ma una divinità?

    A proposito, chi è più coglione, chi pensa che Plutone sia un pianeta o chi lo crede — ancora! Poveretto…. — un satellite?

  2. …come tutti quelli che guardano e non vedono.
    (che non è questione di testa, cioè di definizioni che lasciano il tempo che trovano, ma di cuore, cioè ciò di cui siamo fatti)

  3. Quando il cuore è di tenebra — l’ipnosi della propaganda e dei complessi di colpa indotti a bella posta è puro avvelenamento da plutonio — diventa solo un cieco guida di ciechi.

    Sì d’accordo: l’occhio dev’essere puro. Puro come il samaritano che non si porta a casa propria il malcapitato tra le grinfie dei briganti sfruttatori, ma lo consegna all’oste, insieme con il congruo prezzo di una dignitosa assistenza e il…biglietto da visita per ricontattarlo, in caso di (inevitabili) spese extra.

    Puro come il figlio che non dichiara “korban”, cioé tassa morale ineludibile da versare alle ong angelicate, assurte a filo direttissimo con l’Onnipotente, quanto dovuto ai propri anziani genitori e in genere a quelli di casa sua.

    Comunque guardi, l’etichetta “coglione” mi ricorda teneri tempi andati in cui il “lodo Alfano” era quanto di più scandaloso e lesivo della convivenza civile poteva capitarci. Nella nuova era dei lotofagi, si rivela un vero balsamo, dopo tutto.

  4. Non mi fa piacere sentirmi dare del “coglione”. Però ammetto che mi capita spesso di non dire niente ad un ateo, un agnostico, un uomo di altra religione. Non è che non voglia dire qualcosa, ma spesso non trovo le parole giuste e mi sento appunto un “….

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