Avvelenamento da Polonio

POLONIO.
Che cosa leggete, altezza?
AMLETO.
Parole, parole, parole.
POLONIO.
Di che si parla, altezza?
AMLETO.
Fra chi?
POLONIO.
Intendo di che si tratta in quello che leggete, altezza.
AMLETO.
Calunnie, signore, dato che questo mascalzone satirico dice qui che i vecchi hanno la barba grigia, il volto rugoso, gli occhi stillanti spessa ambra e resina di susino, e che hanno una totale mancanza di senno insieme a muscoli assai deboli; tutte cose, signore, che io credo potentemente e poderosamente, ma che non credo sia onesto avere così scritto, perché voi stesso, signore, invecchiereste come me, se come un granchio poteste andare a ritroso.
POLONIO.
(a parte) Sebbene questa sia pazzia vi è però in essa del metodo.

Shakespeare, “Amleto”, Atto 2, Scena 2

Dire che “il mondo è impazzito” significa non avere ancora capito che non è il mondo ad essere pazzo, ma chi pensava di avere compreso come il mondo funziona. I media sono pieni di questi “professori” – titolo di studio spesso un libro, una canzone, un posto al sole – che insegnano come la realtà dovrebbe essere se fosse furba come loro.
Ma le loro idee non funzionano più, le loro parole d’ordine non aprono più le porte, ed attribuiscono a follia o mancanza di guida e diplomazia ciò che non rientra negli schemi che si sono costruiti.
Oh, può darsi, certo: ma forse con maggiore umiltà si potrebbe pensare a dinamiche, interessi, progetti a cui non si è pensato, o che sono stati liquidati con una risatina snob.

Se fossero davvero le menti superiori che asseriscono di essere, gli autentici esperti, coloro che hanno la soluzione in tasca, non si capisce come mai così pochi credano ancora a quello che dicono, e le loro previsioni falliscano una dopo l’altra. O sono i soli intelligenti in un mondo di fessi, o il contrario.

Non sto dicendo che la maggioranza ha sempre ragione. Sto dicendo che occorrerebbe considerare le ragioni della maggioranza.

Se davvero questi principi e vati credessero nella selezione naturale darwiniana dovrebbero domandarsi come mai certi movimenti di pensiero retrogradi e sbagliati sembrano adattarsi all’ambiente meglio di quanto facciano loro. Mentre loro sono i dinosauri che dicono, signora mia, questi mammiferi che cafoni.

Amleto, nella tragedia di Shakespeare che porta il suo nome, si finge pazzo. Polonio, il ciambellano, lo crede tale anche se percepisce che c’è qualcosa che non torna. La sua mancanza di comprensione lo condurrà alla morte. Lo stesso veleno che, in fondo, segna la fine di tutti gli altri protagonisti dell’opera: sottovalutare gli avversari.

Che hanno del metodo nella loro follia. Attenti, potrebbe volere dire che sono più sani di voi.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 5 luglio 2018 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. Se mi domando come mai la nave della guardia costiera Diciotti, una nave militare italiana, abbia disobbedito alle disposizioni del Ministro degli interni (ma non erano anche quelle del Presidente del Consiglio?) di riportare i migranti abusivi (clandestini no: hanno tutti magliette rosse molto appariscenti, afferma Saviano) alla loro base di partenza mal sorvegliata dalle autorità locali, cioè la Libia, penso a una follia priva di criterio e del minimo buon senso. Del personale militare ben addestrato e ben armato non poteva, al momento del trasbordo e su previa indicazione del capitano della Vox Thalassa, direttamente ammanettare e mettere in isolamento, una volta a bordo, i due dirottatori violenti? Oppure, una volta trasferiti i due più i loro 65 complici più o meno minacciosi, non li si poteva sedare tutti con tranquillanti disciolti nell’acqua da bere o in altro modo (non violento, ovvio), e poi, una volta legati tutti i passeggeri prepotenti e a scrocco (eccetto le tre donne e i due bambini) fare di nuovo rotta verso la Libia a tutto vapore?

    Se però poi osservo che in tutti i commenti che mi è capitato di leggere, anche quellli dei contestaori più accesi che si augurano di veder Salvini e compari di governo sciogliersi presto come un gelato amaro al sole estivo, così come in quelli di opinion makers ben più quotati e…corazzati, ascoltati nelle interviste rese ai vari tiggì e anfitrioni di salotti televisivi, non compare mai, ma proprio mai un’ombra di dubbio o perplessità come quella da me qui sopra esposta, comincio a intravedere del metodo in quella follia. Un metodo che rivela un sapore molto ma molto più amaro di qualunque Coppa del Sonno al gusto giallo-verde finora servita sotto il nostro (pallido) sole sudeuropeo.

  2. Evidentemente, da don Milani in poi, anche per le forze armate “l’obbedienza non è più una virtù”!

    PS: il Generale Diciotti si starà rovesciando nella tomba. Ma pure mio papà (capo m.m. negli anni ’40), nel suo piccolo.

  3. Dall’8 febbraio scorso il comandante in capo del Comando Generale delle Capitanerie di Porto è l’ammiraglio Giovanni Pettorino. Ecco uno stralcio della sua prima dichiarazione, rilasciata il giorno del passaggio di consegne: “Ringrazio i Ministri Del Rio e Pinotti e i vertici militari per avermi concesso l’onore e il privilegio di servire il nostro Paese a capo della Guardia Costiera, Corpo al servizio di chi ama e vive il mare”. Penso che in questi mesi sia stato informato del fatto che, cambiato il governo, siano mutate anche le direttive riguardo ai compiti che la Guardia Costiera dovrebbe assolvere. Diamogli, caro ToniS, il tempo necessario ad adeguarsi…

  4. @ ToniS

    A me invece piace immaginare il generale Diciotti che stringe la mano e persino abbraccia — si ri…volti pure dall’altra parte, chi proprio non resiste alla vista — il “vecchio” don Milani. Sa com’è, simpatia spontanea tra veterani.

    @ Eppe

    In effetti, per uno che ama il mare, dev’essere stato un bel colpo di fortuna non vedersi assegnato dalla ministra Pinotti, a capeggiare, che so, qualche brigata di carabinieri o bersaglieri o paracadutisti a Kandahar.

    Poi sarò magari io, al solito, terribilmente disinformata, ma difendere i confini italiani dovrebbe essere proprio uno dei compiti che la guardia costiera è chiamata ad assolvere.

    Invece traghettare naufraghi senza documenti e magari parenti stretti di Anis Amri sulle nostre coste per alloggiarli in ville sequestrate alla mafia o in alberghi smaniosi di fare il tutto esaurito d’alta stagione 12 mesi l’anno ( e crepi la concorrenza), non mi sembra affatto in cima alla lista dei doveri non dico di un comandante in Capo delle Capitanerie di porto ma neanche di un mozzo di rimorchiatore — italiano, islandese o senegalese fa lo stesso.

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