Repellenti

Con ogni probabilità non lo sapete, a meno che non abbiate dei canali di informazione un poco più ampi dei tradizionali media italiani, ma questo venerdì 25 maggio si terrà in Irlanda un referendum importantissimo. Si tratta di decidere se verrà abrogato l’ottavo emendamento della Costituzione irlandese, ovvero quello che equipara la vita della madre a quella del suo bambino non nato. Gli irlandesi dovranno decidere se introdurre la possibilità dell’aborto senza limiti nella loro nazione. “Repel the 8th”.

Già. L’Irlanda è una di quelle poche nazioni che nell’ultimo mezzo secolo non si sono dotate di strumenti legislativi per eliminare le vite umane quando sono ancora nel grembo materno. A suo tempo questo emendamento passò con una maggioranza schiacciante. Che arretrati.

I sondaggi dicono che vincerà il sì all’abrogazione, ma non sarebbe la prima volta che questi sbagliano. Anche perché quella che sembrava una passeggiata trionfale per i fans di Erode appare oggi sempre più a rischio. Il margine di vantaggio dei sì si è assottigliato settimana dopo settimana.
Complice il fatto che i soliti motivi per l’introduzione dell’aborto, che hanno funzionato così bene altrove, ormai appaiono sempre più logori. Mortalità a causa della gravidanza? L’Irlanda ce l’ha tra le più basse d’Europa, molto minore dei paesi dove l’interruzione di gravidanza è praticata. Favorirebbe l’emanicipazione della donna? Allontanerebbe la povertà? Le statistiche dimostrano ampiamente il contrario. Chiunque abbia potuto vedere un’ecografia o un’altra immagine del bambino nel ventre della madre non può negarne l’umanità, e la scienza ora ne sa molto di più di quanto sente, di quanto soffre, di quanto mamma e figlio siano legati.

Ma quanto di questo giunge a conoscenza del cittadino? I grandi media sono tutti schierati per “repel the 8th”. La campagna pubblicitaria può contare su ingenti finanziamenti da parte di “amici interessati”: tanto per dirne una, Amnesty International ha ricevuto allo scopo 150.000 dollari da Soros: illegale, ma si sono rifiutati di restituirli. Con una mossa senza precedenti, Google e Facebook hanno deciso di rifiutare qualsiasi campagna pro o contro referendum; dato lo schieramento mediatico in campo, equivale a colpire quasi esclusivemante coloro che si battono per il mantenimento dell’emendamento.

In questi mesi di campagna, che ho seguito indirettamente, non si contano gli abusi , le intimidazioni, le blasfemie, le eclatanti menzogne messe in campo dai partigiani dell’aborto. Mette tristezza che tante persone si battano con simile maligna determinazione per la morte. Difficile distinguere se per denaro, per motivi libertini o eugenetici, per odio verso la Chiesa. Per pura e semplice ignoranza del vero. Tra tre giorni sapremo se in Irlanda esite ancora un popolo, o il potere avrà vinto un’altra battaglia sella sua strada verso il nulla.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 24 maggio 2018 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. “le eclatanti menzogne messe in campo dai partigiani dell’aborto”

    Pensa che una volta sono entrato su un sito c’era un link fintissimo fatto solo per gettare fango sulla Planned Parenthood.

    Insomma, le persone sono poco oneste da ambo le parti.

  2. Già, Fasullo. Pensa che una volta mio cugggino è morto.

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