Candida ignoranza

Fatemi capire: per rimarcare la continuità tra Benedetto XVI e Francesco si è scelto di fare approfondire il tema a teologi feroci oppositori di Benedetto e del suo pensiero, quindi si è chiesto a Benedetto stesso di avvallare l’operazione. Poi si è resa pubblica la lettera di risposta, che Benedetto aveva etichettato privata e personale, per fingere l’avvenuta approvazione, taroccando foto della missiva stessa e tagliandola delle parti sgradite. Credendo che non venisse mai fuori il vero.

Scelgo di pensare che ciò sia dovuto a candida ignoranza e ingenui buoni propositi. Altre ipotesi sarebbero troppo tristi.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 19 marzo 2018 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 49 commenti.

  1. Eterogenesi dei fini…

    Non sono poi troppo d’accordo con la parte finale della pagina linkata: “rimane da chiedersi, se Francesco fosse a conoscenza di ciò che stava per compiersi. Onestamente, pensiamo di no. Però quello danneggiato è lui”.

    Non ha molta importanza che Francesco conoscesse o meno l’intrallazzo di Viganò: sta di fatto che molti “esperti”, che oggi fanno il bello e il cattivo tempo in Vaticano, sono di diretta nomina bergogliana.

    Dai frutti si conosce l’albero: e l’albero bergogliano, man mano che il tempo passa, produce frutti sempre più tossici (e mi riferisco all’eterodossia, prima ancora che a certi penosi teatrini come quello di cui stiamo parlando)…

  2. Oh, guardiamo quelli che ha scelto Gesù come apostoli: adulatori, traditori e vigliacchi.
    I conti non li facciamo noi; li farà qualcun altro, alla fine.
    (Poi che alcuni farebbero meglio ad andare in un monastero di clausura nel Kazakistan a meditare…)

  3. Il contrario di candida ignoranza e’ avere le palle quadrate, dove per quadrate si intende come un cubo figura spaziale poiché il quadrato e’ figura piana di volume zero. Orbene chi ha fatto ciò e’ persona intelligente per occupare il posto che occupa onde le sue palle sono addirittura a forma di icosaedro.

    Pertanto si dimetta e torni a pregare poiché la misericordia di Dio non resiste alla preghiera. Il suo peccato e’ già stato perdonato. Basta confessarlo nel sacramento apposito, poi dimettersi, poi scrivere due righe a Papa Benedetto, poi chiedergli di andarlo a trovare e in assoluta visita privata a quattr’occhi rinnovare nelle sue mani l’autocritica. Questo significa rivestirai di dignità

    CARAMELLINA APOLOGETICA

    La famosa frase «Beati quelli che pur non avendo visto, crederanno» (episodio di Tommaso che era incredulo) è applicabile a Maria, unica rimasta nella fede durante quei terribili giorni, ma dalla mattina di Pasqua è applicabile anche a quel discepolo che entrò nel sepolcro e non vedendo niente (cioè vedendo solo delle bende funerarie in un sepolcro vuoto) CREDETTE. Maria e Giovanni, le prime due persone appartenenti a questa beatitudine erano entrambe sotto la croce, e questo non è un caso.

  4. Io guarderei all’effetto finale, completamente sfuggito di mano rispetto alle intenzioni iniziali (che neanche io ho capito bene, però è normale che io non capisca in quanto soltanto da pochi anni ho scoperto che esistono i partiti in Vaticano e come funzionano).

    Considerando che il messaggio – in televisione e su stampa generica – rivolto a milioni di cattolici è stato: il Papa numero2 (quello “in pensione”) ha voluto parlare al mondo e ha detto che il Papa numero1 (quello in carica) sta facendo benissimo il suo lavoro, e sta continuando sulla stessa buona strada del papa emerito, quindi smettetela di criticarlo.

    Secondo me, in generale, è stato un effetto stabilizzante (sulla Chiesa, intesa come popolo). Tanto nessuno comprerà quei libretti di teologia, a parte qualche “appassionato”. Basta la fotina (multilibro) e la parola “teologia” a tener lontano il fedele cattolico 😁
    (io ne so qualcosa… perché qualche tempo fa ho comprai – affarone! su carta – alcune delle encicliche più belle e importanti, tipo Deus Caritas est, oppure Fides et Ratio, eccetera, per regalarle ad amiche-operatrici pastorali e/o facenti parte di gruppi vari parrocchiali e… ho constatato che nessuna sapeva della loro esistenza. Anzi a dir la verità non lo so se qualcuna poi le ha lette visto che generalmente non se ne conosce l’importanza. Figuriamoci quel blocchetto di libretti “teologici” 😄 . Di recente comunque sono stata molto felice di constatare che un’amica si è interessata parecchio di Ecclesia de Eucharistia e della conseguente Redemptionis Sacramentum – in quanto cercava un punto di riferimento sicuro per comprendere il disastro [liturgico] che stava avvenendo in una certa parrocchia in cui collabora stabilmente. La sua era solo una “sensazione”, ed aver scoperto che sono anni che gli abusi liturgici sono dei “fatti” – altro che sensazioni! – l’ha aiutata ad orientarsi tra le tante voci e bufale che le venivano propinate dai gruppi locali).

    Adolfo
    “mi riferisco all’eterodossia

    Non è eterodosso. Si vuole leggerlo come eterodosso, ma non lo è da nessuna parte.
    (gli stili pastorali dei diversi papi non vanno confusi con la teologia o con la dottrina)

  5. Anch’io la pensavo così, e mi ripetevo che bisognava attendere e abituarsi a questo strano Papa sudamericano, ma ho dovuto arrendermi davanti alla realtà, e ormai non posso più illudermi che sia solo una questione di stile.

  6. Toni, però dovresti indicare quale realtà.
    Dov’è che Papa Francesco andrebbe “fuori dottrina” secondo te?

    Per me l’unica cosa che uno potrebbe dire/criticare è che diverse affermazioni verbali casuali (o anche gesti) di Francesco si possono prestare a fraintendimenti – ed è più facile per i tendenziosi (dell’una e dell’altra parte) fare i taglia-copia-ricomponi-incolla con le parole e con le immagini dell’attuale Papa rispetto al precedente. Ma ti ricordo che anche Bendetto fu parecchio frainteso, perché quando si è in malafede e si vuole storpiare si storpia.
    Non ci sono affermazioni magisteriali di Francesco oggettivamente eretiche/eterodosse.

    Secondo me è proprio solo una questione di stile, e onestamente io ci vedo un effetto positivo… non so bene come dirlo, è la de-solennizzazione del papato. In conseguenza di questo risulta più chiaro che ogni singolo fedele laico (o consacrato) deve responsabilizzarsi e contribuire di più alla Chiesa. La gerarchia deve rimanere, ma la responsabilità di ognuno per mantenerla deve essere più forte e riconosciuta “dal basso”. Non imposta dall’alto con inutile (ed inefficace) pomposità esteriore.
    Da ingenua e poco esperta io la vedo così. Come se andassimo verso una “sacralità delle cose sacre” più autentica, con una esteriorità diversa. (Non con la cancellazione dell’esteriorità).

    I rischi in tutto questo ci sono. Ma mi sembra che la Chiesa abbia sempre rischiato molto in tutte le epoche (almeno allo stadio attuale dei miei studi…)

  7. Manco a farlo apposta:
    http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=5203

    (anzi, secondo me Padre Angelo lo fa apposta 😊😊 cioè sceglie le mail alle quali rispondere in momenti/giorni non casuali)

  8. Lo “stile pastorale” di Bergoglio è talmente falso…vedi il “matrimonio” in aereo al ritorno dal Cile

  9. @Francesca

    Come ha detto Tonis, pensare che sia solo questione di stile è mera illusione.
    Quando un papa afferma che un prete gravemente peccatore deve continuare a celebrare (che poi commetta sacrilegi continui… evidentemente non interessa), o che anche molte convivenze hanno la grazia del matrimonio, o che l’Inferno non è luogo di tortura (occorrerebbe dirlo alla Madonna di Fatima, tanto per fare un esempio), o che le Tre Persone della Trinità “litigano all’interno”, ma fuori danno parvenza di unità (dunque la Trinità Santissima non è perfetto Amore, ma perfetta Ipocrisia), che Gesù (Sapienza Incarnata) fa un po’ lo scemo, che Gesù non era uno pulito (inteso in senso morale)… non è più “questione di stile”, ma siamo proprio all’eterodossia (e, direi, alla blasfemia e forse all’eresia).

  10. Adolfo.
    Se fosse vero che il Papa ha affermato quello che tu dici avresti ragione.
    Ma non ha detto niente di ciò che hai scritto.
    Lo so perché ho seguito discussioni estenuanti su siti abbastanza “specialistici”, quindi la maggior parte delle tue citazioni io le ricordo e so benissimo che Papa Francesco NON ha mai parlato in quei termini.
    Mi sfugge solo la tua prima citazione, quella del prete “sacrilego”: se mi dai il link col discorso di Francesco me lo leggo.

    Per quanto ne so funziona così: qualsiasi sacramento, anche se amministrato da un prete peccatore (e perfino in stato di peccato mortale, ma noi non possiamo sapere che si trovi in tale stato) è valido per la Chiesa. Questa regola vale da sempre, altrimenti staremmo freschi e avremmo troppa gente che riceve sacramenti invalidi. (non perché io pensi male dei preti ma perché può anche capitare che ci sia un peccatore incallito tra loro. Intendo un peccatore che pecca di nascosto e quindi il Vescovo non può venire a saperlo e rimuoverlo dal suo incarico).

    Sull’opportunità che un pubblico peccatore (o addirittura un sacrilego!) rimanga al suo posto, invece è altro paio di maniche. E infatti di solito vengono “dimessi”.
    In quale caso Francesco avrebbe detto che un pubblico sacrilego/peccatore è bene che continui a fare il prete?

  11. Ago.
    “Lo “stile pastorale” di Bergoglio è talmente falso…vedi il “matrimonio” in aereo al ritorno dal Cile”

    Secondo me quel fatto ha risentito (come quasi sempre succede) della cattiva cronaca dei giornalisti, più di quello che ha effettivamente fatto il Papa (e come è arrivato a farlo).

  12. Beh, Adolfo, che l’inferno non sia un luogo di tortura ne sono convinto anch’io. Vedi quest’ultimo mio post. https://berlicche.wordpress.com/2018/03/14/una-lunghissima-storia-del-tempo/ . E’ “solo” la conseguenza delle nostre scelte: ci allontaniamo volontariamente da Dio, cioè dal bello, dal vero, dal giusto, e il risultato è una tortura, ma non a causa di Dio, ma della sua mancanza.
    San Francesco ha detto qualcosa di bello sui preti peccatori, che che seppure peccatori come noi portano Cristo a noi quindi vanno venerati non come peccatori ma come sacerdoti. Ma ti è già stato risposto.
    Sulla grazia non so dire, non sono io che la do; su cosa avviene all’interno della Trinità non so dire; fare lo scemo non vuol dire essere scemo – Cristo usa certo giochi di parole, e tira trappoloni ai discepoli.
    Ma comunque, eterodosso? Attenti noi a non vedere il male dove non c’è, e a non buttare giù quello che è meglio stia su. Come ho detto, preferisco peccare di ingenuità che di maldicenza. Se abbiamo dei dubbi, custodiamo la fede: non facciamo il gioco di chi vuole distruggerla.
    Comunque, su questo presto altro.

  13. Dunque, quando ho appreso tutti i dettagli (o almeno tutti quelli sin qui rivelati perché ritengo ve ne siano ancora parecchi celati) ho pensato che qualcuno per eccesso di adulazione e forse (anche se ne resto poco convinto) con le migliori intenzioni volesse dare una mano a Papa Francesco usando ad uso e consumo la missiva di Benedetto XVI. Per cui candida ignoranza.
    Poi purtroppo ciò che resta del mio (poco) cervello ha continuato a girare e mi è venuto da pensare che se Viganò effettivamente ha fatto fare una figuraccia a ben due papi (emerito e quello in carica ora) e a tutta la Chiesa allora non solo dovrebbe di sua sponte dimettersi, ma qualcuno più un alto dovrebbe provvedere a licenziarlo (stile Müller per intenderci, senza tanti giri di parole) per la figura che gli ha fatto fare e per la mancanza di rispetto all’emerito predecessore. Non solo, quel qualcuno dovrebbe tirare le orecchie e magari far saltare qualche testolina anche alla LEV che poteva scegliere meglio gli autori (impossibile pensare che non sapessero le posizioni di determinati teologi, posizioni tra l’altro reiterate negli anni e mai rinnegate). Magari una tiratina d’orecchie anche al curatore della collana che certe posizioni le sposa e le sponsorizza anche (neanche troppo di nascosto) quando fa lezione. Poi penso ancora che se non succederà (diamo tempo anche se in passato per certi licenziamenti di tempo ve ne è voluto molto poco) forse è perché certe istanze teologiche tutto sommato non sono così invise a qualcuno e citazioni ad esempio di Haring me lo potrebbero far pensare. Poi penso ancora e siccome è troppo mi fumano le meningi e… decido di smettere. Meglio la candida ignoranza.

  14. Ho conosciuto monsignor Viganò tramite un corso universitario. Non è un ingenuo, proprio no. Nè un uomo molto spirituale, a mio parere. Semmai è più un intelligente imprenditore – a volte sembra si pensi come una specie di Steve Jobs col clergyman – ben contento di poter sperimentare con la macchina della comunicazione vaticana. Per ciò che ho visto io, il Vangelo non è che gli interessi poi troppo. Spero di essermi sbagliato.

  15. @Berlicche: esiste la pena del danno (privazione di Dio), che è la pena più grave; ed esiste la pena del senso: questa dipende dai tipo e dalla gravità dei peccati commessi in vita (parliamo sempre di dannati).
    Certo, è la conseguenza delle nostre scelte, ma ciò non cambia il resto. Qui si può leggere qualcosa in merito: http://www.centrosangiorgio.com/armi_soprannaturali/inferno_visto_santi/inferno_visto_dai_santi.htm

    @Francesca
    Una volta – ci sono tanti preti, qui, ma scusatemi – il mio predecessore, no, l’altro, il Cardinale Aramburu, che è morto dopo il mio predecessore, quando io sono stato nominato arcivescovo mi ha dato un consiglio: “Quando tu vedi che un sacerdote vacilla un po’, scivola, tu chiamalo e digli: ‘Parliamo un po’, mi hanno detto che tu sei in questa situazione, quasi di doppia vita, non so…’; e tu vedrai che quel sacerdote incomincia a dire: ‘No, non è vero, no…’; tu interrompilo e digli: ‘Ascoltami: vai a casa, pensaci, e torna tra quindici giorni, e ne riparliamo’; e in quei quindici giorni quel sacerdote – così mi diceva lui – aveva il tempo di pensare, ripensare davanti a Gesù e tornare: ‘Sì, è vero. Aiutami!’”. Sempre ci vuole tempo. “Ma, Padre, quel prete ha vissuto, e ha celebrato la Messa, in peccato mortale in quei quindici giorni, così dice la morale, e Lei cosa dice?”. Cosa è meglio? Cosa è stato meglio? Che il vescovo abbia avuto quella generosità di dargli quindici giorni per ripensarci, con il rischio di celebrare la Messa in peccato mortale, è meglio questo o l’altro, la morale rigida?
    https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/june/documents/papa-francesco_20160616_convegno-diocesi-roma.pdf

  16. Maria Cristina

    La vera eterodossia di Papa Francesco non e’ nelle battute estemporanee tipo quelle su Gesu che fa lo scemo, o della Trinita’ che litiga a porte chiuse, ma in quella serie di gravi errori di teologia morale a cui portano certe interpretazioni dell’ Amoris Laetitiae, su cui gia’ quattro cardinali fra cui il compianto Caffarra avevano espresso dubia e a cui Papa Francesco non ha mai risposto, avallando invece ufficialmente L’ interpretazione eterodossa della Conferenza Episcopale argentina , pubblicata sugli Acta della Santa Sede come interpretazione ufficiale.
    Suggerisco a Francesca di leggere la lista di errori o eresie stilata dai 62 firmatari della Corretio filiali s de haeresibus propagatis, che puo’ trovare su www. Corretiofilialis.org
    I 62 firmatari , professori, filosofi, teologi, non accusano Papa Francesco di essere un eretico ma che certe sue proposizioni contenute nell’ AL posso essere interpretate in maniera eretica e che lui sembra permetterlo non intervenendo per chiarificare.
    Io poi sono convinta che non solo Papa Francesco fosse perfettamente al corrente di quali teologi abbiano scritto gli undici volumetti ma che dietro tutta la brutta faccenda della lettera censurata ci siano stati suoi ordini precisi, altrimenti se gliela avessero fatta a sua insaputa a quest’ ora i vertici della Segreteria per le Comunicazioni vaticane sarebbero gia’ saltati.

  17. @Francesca
    Io non sono nessuno per poter giudicare un Papa, figuriamoci!
    Ciò non toglie che questo pontificato mi preoccuma molto, e capisco la preoccupazione di tanti sacerdoti e laici “ortodossi” che cercano di non creare divisioni, difendendo da un lato la figura e l’operato di Francesco, e dall’altro la morale e la dottrina eterna della Chiesa.
    Nello stesso momento vedo purtroppo altri sacerdoti e laici, diciamo “eterodossi”, che, declinando il linguaggio diciamo “poco sorvegliato” del Papa in forme di dottrina creativa, stanno devastando la fede di tantissimi cristiani semplici ma confusi (colpa dell’ignoranza, della stampa, del Papa e del Suo “stile”?).
    Perché, il vero grave e urgente problema che pone questo pontificato, non è preservare “la lettera” della dottrina e dei dogmi della fede cattolica (che, nonostante i continui assalti teologici, nessun Papa avrà mai l’ardire di mettere davvero in discussione) ma preservare una pastorale e una disciplina che non li liquidino, confinando dottrina e dogmi nel mondo delle verità puramente simboliche.

  18. Francamente a me di preservare una pastorale e una disciplina non interessa, perché se c’è disciplina ma mancano i motivi per cui essere disciplinati ottengo solo una massa di ordinatissimi ipocriti.
    Occorre chiarire bene, come era ed è chiaro a chi voglia, cosa sia davvero cristiano. Per questo trovo assai controproducenti coloro che “tutto quello che fa è male”, perché distruggono le stesse fondamenta che vorrebbero restaurare; e quando sarà tutto maceria, che rimarrà?

    Adolfo, le hai lette bene quelle testimonianze dello stesso link che hai proposto?
    Ti pregherei di provare a vedere in positivo ciò che tu mi proponi come gravi fatti di scandalo. Prova a ipotizzare l’interpretazione migliore, quella che non comporta l’eresia o la consapevole blasfemia. E’ un utile esercizio, serve a stabilire se non si sta usando un preconcetto che ci impedisce di vedere il vero.
    Se non ci riesci, dov’è la visione del bene che dovrebbe avere ogni cristiano?

  19. Disciplina dei sacramenti intendevo, ovviamente.

  20. @Adolfo
    Quanto riportato fa capire che Bergoglio non crede a norme morali vincolanti. E da lì a dire “il fine giustifica i mezzi” è un attimo, vedi come ha infranto il diritto internazionale nel caso dei Cavalieri di Malta.

  21. @Berlicche
    Ti assicuro che per lungo tempo, dopo la nomina di Bergoglio a papa, ho cercato di interpretare tutto “in positivo”, e so, e vedo, e leggo che molti fratelli nella fede, nel corso di questi ultimi anni, si sono mossi al medesimo modo.

    Ma la realtà è testarda e, come diceva il compianto Card. Caffarra, solo un cieco potrebbe oggi negare che, nella Chiesa, esiste una grande confusione.

    Esistono testimonianze, come quelle di mons. Forte, che mostrano come Bergoglio intendesse fin dall’inizio concedere la Comunione sacramentale ai pubblici peccatori; esistono Cardinali che hanno avanzato richieste di chiarimenti, e sono stati sistematicamente ignorati e anche offesi; esistono eretici come Sosa e come Paglia (e come tanti altri) che non vengono rimossi (e continuano a propalare le loro eresie); e, per buona misura, l’attuale papa, in fin troppe occasioni, persevera nell’uso di un linguaggio ambiguo.

    Ma se, come disse più volte Benedetto XVI (citando Nostro Signore), il dovere primario di un pontefice è quello di confermare i fratelli nella fede; e se questo dovere primario viene meno… a cosa dovrebbe servire un papa?
    E attenzione: io non sono sedevacantista, e sono convintissimo che Francesco sia vero papa (non ho alcun intento “demolitorio”). Ma ho occhi per vedere, e vedo che in questi cinque anni la Chiesa è sprofondata (lo “sprofondamento”, a scanso di equivoci, è iniziato da ben prima del Concilio… ma non con la velocità vista da cinque anni in qua). E vedo che i nemici dei Papi di ieri sono “amici” del Francesco di oggi; e vedo che molti cattolici sono sempre più spaesati e confusi. Questa è una minima parte di quello che vedo.

    L’abisso esiste, e a nulla serve “guardarlo in positivo”. Anzi serve solo a sprofondare più velocemente.
    A proposito: pochi giorni fa ho finito di vedere Meido in Abisu. Uno dei molti insegnamenti che ne traggo è che i due protagonisti principali riescono ad andare avanti (meglio: a scendere sempre più verso il loro obiettivo), proprio perché non negano l’esistenza del Male. Amano e ridono e scherzano… ma hanno anche il coraggio di farsi troncare un arto, pur di poter proseguire nel loro cammino.

    Solo se si è consapevoli del Male; e soprattutto solo se si è consapevoli che, spesso, il Male si presenta in veste benevola, è possibile difendersi. Altrimenti si finisce come la metaforica rana bollita.

    Allo stato attuale (del mondo e della Chiesa Cattolica), per quanto mi riguarda (e magari sbagliassi!), ostinarsi a “vedere in positivo” ciò che possiede connotati chiaramente negativi è cullarsi nell’illusione.

    Non è preconcetto e non è pessimismo, bensì mero realismo (certo, tu potrai anche giudicarmi presuntuoso e/o pessimista: accetto tale possibilità). Bergoglio e i suoi amici dicono di non amare la morale rigida, la Dottrina rigida.
    Ma se togliamo la durezza… non siamo simili a coloro che pensano di poter edificare solide case sopra la sabbia?

    Preservare una buona pastorale e una buona disciplina è indispensabile: perché altrimenti la stessa Dottrina finirà per essere guardata come un guscio vuoto.
    Esattamente come è necessario preservare una buona Liturgia, perché sulla preghiera si regge innanzitutto una buona vita di Fede.

    Mancano i motivi, dici: ma occorre prima averli per sé stessi (parlo dei Pastori del gregge, prima di tutto): altrimenti come è possibile trasmetterli agli altri?
    Io lo so che il Male alberga anche dentro di me, e so ancora di più che, in molti (troppi) casi, tendo a giustificare me stesso. Per questo ho bisogno di qualcuno che continui a mostrarmi la via diritta, che mi rimproveri quando sbaglio; e non certo di qualcuno che mi dica, ossessivamente, che “Dio ti ama come sei”.
    Certamente che mi ama, ma l’Amore e la Misericordia non annullano la Verità e la Giustizia: e battere sempre e solo sui primi due termini non produce certo il vero bene delle anime.

    Concludo sottolineando che io non sono di quelli che “tutto quello che fa è male” (ho riportato una breve carrellata di cose che non mi piacciono; non significa che non vi siano cose buone); io anzi dico che di male ne basta pochissimo: basta l’ambiguità, basta il “libera tutti”… e si ottiene il bel risultato per cui: ciò che è peccato in Polonia diventa cosa altamente desiderabile (e dunque “degna” del Sacramento Eucaristico) in Germania.

    Questi sono “frutti” innegabili: e sono frutti marci.
    Può essere “buono” l’albero che li produce?

    Molti si affannano per “dimostrare” se è vero o non è vero che un papa può essere eretico. Ma in realtà non ha alcuna importanza: basta il lassismo, basta l’ambiguità… e la Chiesa viene demolita ugualmente.

    Certo, per la Promessa di Gesù la Chiesa mai verrà completamente distrutta. Ma nel frattempo… quante anime si perdono e si perderanno?

  22. @ ago86

    Vero. Ormai si relativizza praticamente di tutto. Come dicevo nel commento qui sopra, si costruisce tranquillamente su sabbia.
    Anche nel caso di prelati e prelatoni pedofili, purtroppo, abbiamo dovuto assistire al tristissimo teatrino di “doppi pesi e doppie misure”: a seconda che i pedofili (o i “copritori” di pedofili) siano amici o meno del regnante pontefice.

    Se sono amici, le stesse vittime divengono, per Francesco, “calunniatrici”. Dice che non ci sono “prove”, poi dice che non ci sono “evidenze”: poi salta fuori che le evidenze c’erano eccome (erano addirittura andati in Vaticano, se non ricordo male nel 2015, ma non vennero ricevute, alcune delle vittime), e che una lettera era stata direttamente consegnata a Francesco…

    Muller tentò di difendere a spada tratta i suoi bravi collaboratori alla CdF (quelli che erano stati dipinti, chissà da chi, come “nemici del papa”), ma per tutta risposta ricevette un sonoro “il papa sono io!”… e i collaboratori furono licenziati (e lui, non molto tempo dopo, non venne riconfermato).
    Di almeno uno di costoro, durante un volo, Francesco ebbe pure la faccia tosta di dire che era bravissimo, ma si era voluto trasferire altrove (dunque andando via dalla CdF).

    Una manipolazione dei fatti che nulla ha da invidiare ai regimi dittatoriali. Giustamente Muller e altri hanno osservato che la Dottrina sociale della Chiesa dovrebbe valere anche (io direi: innanzitutto) dentro il Vaticano.

    A me piacerebbe tanto, come mi invita Berlicche, a vedere la realtà con occhi buoni. Eccome, se mi piacerebbe…

  23. Adolfo, mi fa piacere che tu abbia cercato di vederla in positivo; un po’ meno che, apparentemente, ora tu vi abbia rinunciato. Io credo che la speranza, il non darsi per vinti, non smettere mai, sia una virtù cristiana. Questo non vuol dire non essere realisti sull’abisso e sulla sua presenza reale che sì, talvolta si percepisce chiaramente; quanto piuttosto ricordarsi che la tenebra dell’abisso è solo mancanza di quella luce a cui occorrerebbe sempre riferirsi. Se riusciamo solo più a vedere le tenebre è perché queste sono riuscite a nascondere la luce che pure c’è; ci fanno concentrare sul male quando invece dovremmo guardare al bene presente. E’ il disegno che ci fa dimenticare la speranza e dare per scontato che il mondo vincerà. Ma neanche per idea!
    Sarebbe come se stessimo a piangere sulle mele marce invece di raccogliere e mangiare quelle buone. Le stagioni vanno, cade la grandine, il gelo rovina. Ma torna primavera, sempre, perché non è in nostro potere fermarla.

  24. Occorre specificare, Berlicche: io non ho rinunciato, nel senso che non sono certo caduto in un pessimismo senza rimedio.

    Ho già citato la Promessa di Gesù, sul fatto che la Chiesa mai verrà distrutta. Però ho anche sotto gli occhi molte realtà anticristiche (specifico: oltre a quanto spiegato nelle Epistole apostoliche, una caratteristica della realtà anticristica attuale è questa: spesso si punisce e si ostacola il bene, nel mentre che si favorisce e si premia il male) e, purtroppo per me, le vedo anche in persone che mi sono molto vicine, nel quotidiano.

    Ho toccato con mano, in pratica, cosa significhi dar piena fiducia a persone amate (non ci fosse fiducia, neppure sarebbe vero amore: affettivo, coniugale, eccetera)… e vedersi sistematicamente traditi, persino da parenti e addirittura da familiari.

    Si dirà: ma questo lo diceva già Gesù nel Vangelo. Ed è vero… però, pur essendo stati preavvisati, si soffre comunque.

    Ho potuto notare – molte, molte volte – quanto fosse vera e concreta la frase di Cristo che parafraso così: chi non è fedele nel poco, di certo non sarà fedele nel molto.

    Ecco: molta consapevolezza mi è venuta dal vedere, con chiarezza, che certe persone erano “infedeli nel poco”. Però, mi dicevo, nel caso in cui si tratterà di “questioni serie”, di sicuro si comporteranno diversamente.

    Pia illusione, e col senno di poi mi pare logico che non potesse finire che in un modo: quello appunto descritto da Cristo. Sempre Lui, infatti, ci invita ad avere la prudenza del serpe, oltre a un cuore di colomba.

    Con l’attuale gerarchia ecclesiastica (una parte fin troppo larga di essa, intendo), man mano che sono passati questi anni, mi è capitato di provare le medesime impressioni: accadono cose abbastanza gravi, ma si spera (io ci speravo) che non ne accadranno di più gravi ancora.
    Di nuovo: pia illusione.

    Per questo non sarei sincero se ti dicessi che non vedo malafede, in molti pastori attuali. E infatti a volte salta fuori – ad esempio – che certi preti, che predicavano in modo eterodosso… sono sessualmente invertiti.

    Perciò, quando ascolto un Sosa, o un Martin, o un Paglia… che predicano cose eretiche, le conclusioni che mi vengono in mente sono solo due: o vogliono “le lodi delle piazze”, e dunque dicono ciò che piace al mondo; oppure sono gravemente peccatori essi stessi, e di riflesso tendono a giustificare il peccato (anche quello grave, anche quello che grida vendetta a Dio).

    Quando leggo un Paglia, ma pure un Bergoglio, che pongono quasi completamente l’accenno sull’accanimento terapeutico, e parlano di eutanasia solo di sfuggita… al punto che un giudice usa concetti espressi dal papa per giustificare l’assassinio di un innocente, facendo forza a me stesso cerco di concludere che “non sanno quello che dicono”… per non dover concludere che in realtà sono ben consapevoli di cosa comportino le loro reticenze e le loro ambiguità: http://querculanus.blogspot.com/2018/03/un-supplemento-di-prudenza.html

    Del resto, entrambi non si sono forse dimostrati molto amici di Bonino, Pannella, e gente simile?
    Sono coerenti (nel male), si può concludere.

    Potrei anche pensare _sempre_ alla buona fede… se non fosse che il papa attuale, sistematicamente, ignora ogni richiesta di chiarimento (che venga da Cardinali, da prelati e/o da fedeli non fa alcuna differenza). Le richieste vengono ignorate, e le offese (da parte di Bergoglio e dei bergogliani, verso i rigidi, i farisei, eccetera) si moltiplicano.

    Potrei decidere di infischiarmene… ma so che la “salute” della Chiesa si riflette su tutto il resto, e non credo sia affatto un caso che anche il mondo, in questi ultimi anni (basta guardare a certe leggi approvate ormai anche in Italia), sia peggiorato.

    Per quanto mi riguarda, certe consapevolezze costituiscono uno stimolo a una maggiore preghiera; ma anche mi preparano (diciamo così) a “reggere il colpo”, nel caso (molto probabile, a mio modesto avviso) in cui la Chiesa continuerà a sprofondare, nei prossimi anni.

  25. Ragazzi… O sono “casi” o Padre Angelo ogni tanto ci legge 😊

    Pubblicato poco fa (grassetto mio):

    “Per quanto attiene al ministro della Messa ad validitatem si richiede che sia un sacerdote.
    Ad liceitatem si richiede che sia anche in grazia di Dio.
    Sicché qualora un sacerdote celebrasse in peccato mortale consacrerebbe validamente, ma mancando soggettivamente di una disposizione interiore essenziale per la fruttuosità del Sacramento consacrerebbe in maniera illecita.
    Questa volta l’illiceità è grave perché espone il sacramento alla sua infruttuosità e così il sacerdote compirebbe un sacrilegio.

    http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=5204

    Grazie a Padre Angelo che da anni, giorno dopo giorno, compie questo preziosissimo lavoro di istruzione.

    P.s. per Adolfo, mi leggerò il link intero (quello del discorso del Papa). A prima vista fa un discorso contrario a quello di Padre Bellon. Però devo (e dobbiamo) vedere il contesto. Una caratteristica di Papa Francesco, secondo me, è che lui semplicemente dice quello che la Chiesa fa da anni, da decenni (io ad esempio ho conosciuto solo questa Chiesa e non so tantissimo di pre-concilio. Solitamente lo chiedo “agli anziani” nella vita reale).
    Praticamente il Papa evidenzia una gestione pratica delle cose che non ha certo inventato lui, ma che comunque appoggia.
    Nel caso specifico dei 15 giorni del prete sacrilego (che poi non sappiamo se rimase sacrilego per tutti i 15 giorni, e dal discorso sembra di no) la questione era che quel prete probabilmente era già sacrilego da mesi o da anni, e avergli dato occasione di riflettere qualche giorno probabilmente ha salvato sia il prete che le celebrazioni della Messa… Ma certamente non si può proporlo come paradigma, e non credo che Francesco intenda farlo.
    Se vuoi che gli trovi un difettuccio, ti posso dire che probabilmente Papa Francesco presume che il popolo cattolico sia molto più preparato teologicamente e che quindi comprenda al volo quando propone i casi limite.
    (Comunque anche Gesù proponeva i casi limite… proprio per permettere la giusta prospettiva).

    Ritorniamo a ciò che ho già espresso: questa fase della Chiesa ci chiede di prenderci le nostre responsabilità in modo più concreto e più “in uscita”. Meno “in conservazione”. Un esempio della nostro impegno è che spesso siamo chiamati a spiegare alle persone (cattoliche e non) le parole del successore di Pietro.

    [ricorda anche i figli di Noè, e l’episodio del patriarca che momentaneamente, forse per distrazione, aveva esagerato col vino. Nota bene: NON sto dicendo che il Papa qualche volta è ubriaco 😂. Sto citando la Bibbia e l’insegnamento che si trae da quell’episodio. Molto istruttivo. Anche nelle conseguenze e nei “provvedimenti” che poi il Signore prese]

  26. @Francesca
    Il problema vero, qui, non è il fatto che un prete sia in peccato grave per un numero più o meno ampio di giorni (che poi, quanto più è lungo il periodo in cui si vive nel peccato, tanto più diventa difficile uscirne fuori).

    Il vero problema è che sempre più si va perdendo il senso del male e del peccato. Il sacrilegio, nello specifico, è un’offesa gravissima fatta direttamente a Dio: perciò, quando un superiore ha notizia di un prete che vive (da più o meno tempo) in peccato grave, quel superiore dovrebbe sospendere il prete, in via cautelativa. Altrimenti è molto probabile che i sacrilegi si accumulino.
    Esattamente come si accumulano per tutti i cattolici che, pur trovandosi in condizione di peccato grave, accedono alla Comunione sacramentale.
    Per un prete il discorso è ovviamente ancora più grave.

    Molti effettivamente (parlo dei laici, non dei consacrati, che non possono addurre la scusante dell’ignoranza), commettono sacrilegi senza neppure rendersene conto: ma ciò non “annulla” questo grave peccato; e la Chiesa ci ha sempre insegnato che ogni peccato porta conseguenze: non solo dal punto di vista personale, ma pure da quello comunitario.

    Il prete, poi, può benissimo “riflettere” anche se viene sospeso, esattamente come una persona che è consapevole di avere peccato in materia grave può comunque rapportarsi con Dio nella preghiera. Non è affatto necessario “implicare” il Sacramento Eucaristico, in casi simili; e anzi spesso diventa dannoso, perché si aggiungono peccati a peccati.

    Ciò che “crediamo” noi, in merito alle intenzioni di papa Francesco, in fondo conta poco. Conta invece il messaggio che passa, ed è un messaggio improntato a un notevole lassismo.

    Fra la Veritatis Splendor e l’Amoris Laetitia ci sono differenze di non poco conto. Ma se i papi precedenti hanno errato, al punto che coi documenti bergogliani non di rado si danno insegnamenti in contrasto col Magistero precedente… allora chi ci garantisce che il papa attuale insegni il giusto?

    Il problema del relativismo morale è proprio quello di non avere alcuna base solida… e infatti, nella Chiesa, ormai ciascuno (o quasi) fa ciò che meglio crede.

    Il fatto che siamo noi, a dover spiegare (e a doverci spiegare: perché veramente l’ambiguità spesso non consente di dare un significato univoco a ciò che dice Bergoglio) le parole del successore di Pietro, è appunto emblematico di un papa che ha rinunciato al dovere primario di un pontefice, come già ho scritto: confermare i fratelli nella Fede. E poiché è il papa, che comanda la Chiesa, e non certo noi ultime ruote del carro, anche con le migliori intenzioni possiamo produrre ben miseri risultati.

    Com’è che, coi Papi precedenti, certi problemi di chiarezza non si ponevano?
    E tanto non si ponevano, che “il mondo” è sempre stato “contro” questi Papi.
    Oggi che l’ambiguità la fa da padrone… ecco che “il mondo” è diventato “a favore” dell’attuale Pietro.

    Certo, come tu dici, il significato delle frasi dipende dal contesto; ma, come scrive il P. Scalese nel link che ho messo sopra, chi ha posizioni di grave responsabilità deve (o dovrebbe…) tener conto anche dell’effettivo messaggio che arriva ai fedeli (e in generale all’esterno). Non a caso la prudenza è una grande virtù, e non dimentichiamo che Gesù rimproverò duramente Pietro, chiamandolo addirittura “satana”, pochissimo tempo dopo averlo elogiato e avergli consegnato le Chiavi.

    Le Chiavi NON assicurano l’indefettibilità, tant’è che l’infallibilità papale presenta “confini” molto ristretti.
    Un papa deve vegliare e sorvegliarsi, come e più di un qualsiasi cattolico, perché le sue responsabilità – di fronte a Dio e alla Chiesa – sono immense.

    Essere papa è un grande onore, ma comporta pure un notevole onere: a chi fu dato molto, molto sarà richiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.

  27. Adolfo, ti rispondo solo su pochi punti perché sul resto ci vorrebbe un trattato e ora non posso farlo.
    Lo stesso vale per ToniS e Maria Cristina che ringrazio per le risposte. Le ho lette tutte.
    [nota: ho già seguito fino alla nausea la vicenda di Amoris Laetitia e dei vari dubia nelle varie fasi, con botte e risposte a destra e a manca]

    Capisco quello che scrivi e certe legittime preoccupazioni ma io trovo che, in generale, il tuo sguardo risente di un po’ di pregiudizio, di antipatia preconcetta … e quindi a volte manchi di obiettività… di prospettiva.
    [faccio un esempio: tutti i “tradizionalisti” oggi descrivono la Chiesa preconciliare quasi come il Paradiso in terra… Se però io ascolto, tra le righe, i racconti degli anziani mi rendo conto che, ad esempio, sui preti “sacrileghi”, la gente di paese poteva a volte essere a conoscenza delle “tresche segrete” di un parroco con qualche donna, e ne parlava pure bonariamente, ridendoci su… E allora mi chiedo: in quei casi non stavano forse assistendo, da perfetti ignoranti in materia, a quel sacrilegio di cui stiamo parlando? – … Questo mi fa pensare che anche nei tempi passati i vescovi fossero un po’ di manica larga. Certo questo NON giustifica nessuno, ma solo osservo che Papa Francesco non dice niente di nuovo su una certa gestione di certi casi limite… Anzi, Francesco avrebbe concesso “solo” 15 giorni, a differenza di altri del passato… Scusate se sono un po’ troppo dura ed esplicita rispetto agli “uomini di chiesa”, ai consacrati. Ma ciò che intendo è: da sempre, e non da oggi, la Chiesa deve tendere alla conversione, e a correggere sempre di più i propri errori, o lassismi. A volte su un fronte, a volte su un altro. Non è così strettamente una “storia di Francesco”].

    “Fra la Veritatis Splendor e l’Amoris Laetitia ci sono differenze di non poco conto”.

    No. È sbagliatissimo ragionare così. Tu devi INTEGRARE Veritatis Splendor e Amoris Laetitia. Cioè devi leggere la seconda tenendo presente la prima.
    Inoltre, è vero: certe applicazioni potranno essere diverse tra diverse conferenze episcopali. Ma senza negare mai la Veritatis Splendor.
    Se lo fanno? Beh… la responsabilità è loro. E le chiese vuote anche. Spesso abbiamo (già) assistito a questa dinamica. Non è negando la verità che la gente torna in chiesa.

    “Il problema del relativismo morale è proprio quello di non avere alcuna base solida… e infatti, nella Chiesa, ormai ciascuno (o quasi) fa ciò che meglio crede”

    Ne sono anch’io diretta testimone, ma non mi sembra una “cosa nuova” introdotta da Papa Francesco. Onestamente… io sono cresciuta con Giovanni Paolo II, e dalla mie parti tutti facevano tranquillamente quello che gli pareva e piaceva. Per me la Chiesa era quella, ho conosciuto solo quella. (quindi i circoli buddisti, vegani o le palestre erano molto più attrattive, anche nelle loro “liturgie pagane”).
    Solo da adulta ho capito che … non avrebbe dovuto essere quella la Chiesa. Non era quella. Me l’avevano come… in qualche modo nascosta.
    (a recuperare il bandolo della matassa ne ho impiegati di anni. Eppure, a tuo dire, “sotto” Giovanni Paolo doveva essere tutto chiaro, e secondo te tutto il mondo cattolico lo seguiva… Mah).

    “E poiché è il papa, che comanda la Chiesa, e non certo noi ultime ruote del carro, anche con le migliori intenzioni possiamo produrre ben miseri risultati”

    Non ci sottovalutare. Leggi il documento sul “Sensus Fidei nella vita della Chiesa”. Leggi la vita di qualche santo.

    “Com’è che, coi Papi precedenti, certi problemi di chiarezza non si ponevano?”

    Questo lo dici tu. Il taglia-copia-incolla è sempre stato fatto.
    Guarda… adesso non lo linko qui perché non lo voglio pubblicizzare ma c’è un video degli anni Ottanta su youtube (spezzone della rai) che in un servizio su Giovanni Paolo II lo presenta come una specie di “aperturista” della liturgia, facendolo passare, perfino ai nostri occhi di oggi, come uno che avrebbe avallato certi abusi liturgici – quando invece sappiamo benissimo quanto ci teneva alla corretta celebrazione Eucaristica. (vedi Ecclesia de Eucharistia e Redemptionis Sacramentum). Ebbene, ancora oggi certi gruppi cattolici si fanno forti del fatto che GPII avrebbe partecipato a certe “eucaristie” per trarre legittimazione di loro abusi liturgici che permangono attualmente. Anche in quel video, magistralmente fatto di taglia-incolla lo si fa apparire proprio così.
    E allora? Forse Giovanni Paolo non era stato abbastanza chiaro con gesti, parole e provvedimenti?
    No. Semplicemente la gente fa quello che gli pare.

    “E tanto non si ponevano, che “il mondo” è sempre stato “contro” questi Papi”.

    Io non credo che fosse “contro”. Più che altro non li badava.
    Sai quando cambia la storia?
    Quando Benedetto si dimette.
    (non è che gli do la colpa ma è accaduto così)
    A quel punto i riflettori puntano su Roma.
    Qualsiasi papa dopo di lui avrebbe avuto molta attenzione. È “capitato” Francesco.
    Il mondo è sempre “contro” il Papa. Solo che utilizza strategie diverse di volta in volta.

  28. Maria Cristina

    Cara Francesca,
    Tutto sommato la richiesta dei cardinali dei dubia fra cui il compianto card. Caffarra, non era un attacco a Papa Francesco ne’ tesa a scardinare L’ autorita’ papale, ma una domanda di chiarimenti.
    La chiarezza dottrinale deve precedere la disciplina e la prassi , altrimenti c’ e’ una assurda inversione . La Chiesa in uscita va bene ,, ma non vuol dire nulla se non si specifica: uscire per andare dove ? Uscire per che scopo? Altrimenti se e’ un uscire tanto per uscire , un dialigore tanto per dialogare , un ” aprire ” tanto per aprire , che senso ha?
    La richiesta di chiarimenti e’ SACROSANTA da parte di cristiani che non vivono ma fede solo come un’ emozione o un sentimento, o un atto di buona volontà’ ,o un volontarismo solidaristico, ma chiedono anche di aderire con la mente alla Verita’ . Gia’ il precetto veterotestamentario chiedeva al fedele di amare Dio con tutto se stesso : con il cuore ma anche con ma mente.
    Non si può’ rinununciare alla definizione della Verita’ , non si può’ accontentarsi di una prassi lressappochistica alla ” volemosi tutti bene” non si può’ fare della fede cattolica una emozione e neppure si può’ ” uscire” senza sapere perche’ e dove andare.
    Sono troppo razionalista? Ma la Chiesa cattolica e’ sempre stata amica della ragione! San Tommaso d’ Aquino diceva che la Verità’ e’ aedeguatio dell’ intelletto alla realta’ . Gesu’ ha detto che la Verità’ ci fara’ liberi.
    La Verità’ non i buoni sentimenti e il solidarismo emotivo.

  29. Concordo con Maria Cristina, e su quanto hai scrittu tu, Francesca, potrei ribattere molte cose. Ma non lo faccio perché vedo che è inutile. Cito solo la tua frase: “il tuo sguardo risente di un po’ di pregiudizio, di antipatia preconcetta … e quindi a volte manchi di obiettività… di prospettiva”.

    Questa è una frase che io potrei tranquillamente “rigirare” a te. Dire poi che io sarei affetto da “antipatia preconcetta” è un giudizio del tutto gratuito, che tra l’altro tu esprimi semplicemente basandoti su alcuni miei interventi; non mi pare che tu e io ci conosciamo al punto da poter affermare certe cose.
    Attenzione a ritenere ignoranti gli interlocutori, solo perché noi la pensiamo in modo diverso.

    Potrei scrivere molto su come (non con eresia, ma con ambiguità) l’AL rompe quei paletti che, invece, con la VS erano stati ben piantati.
    Così come si potrebbero ripercorrere, con tanto di documentazione, le molte manipolazioni accadute nei due sinodi.

    Dire poi che il copia e incolla era stato sempre fatto è un argomento debole. Prima, infatti, erano i nemici della Chiesa che operavano in tal modo; oggi invece troviamo tali esempi proprio nei documenti papali (ad esempio quando in AL si cita la GS, la quale si riferisce a coppie regolarmente unite nel Sacramento matrimoniale… e si applica quel criterio alle coppie conviventi).
    Stesso discorso per quanto riguarda la bruttissima storia relativa all’accanimento terapeutico, con un giudice che arriva a utilizzare un documento del papa per autorizzare l’assassinio di un bimbo innocente.

    Chi vuole vedere, ha fin troppo materiale per farlo; gli altri sono liberissimi di percorrere la strada che ritengono migliore.

    Sul blog della Miriano bravi commentatori hanno, nei mesi scorsi, trattato in lungo e in largo certe problematiche… ma anche li: chi non ha voluto vedere, ha continuato a tenere gli occhi chiusi.

    La libertà è un dono di Dio: ciascuno la usi nei modi che ritiene più adeguati.

    Come dice Maria Cristina, è la Verità che ci rende liberi, non i buoni sentimenti e l’emotività (anche se ciò non significa che si tratti di cose cattive).

    Io posso ben integrare AL con VS… ma molti altri NON lo fanno: ho citato l’esempio della Polonia e della Germania, e tanto basta, per chi vuole vedere. Gli altri… beh, gli altri facciano come meglio credono.

  30. Mi permetto, alla luce di quanto accaduto oggi, di rimarcare che molti, io compreso, NON credevamo che Viganò si sarebbe dimesso. Sbagliavamo.

    Viganò si è dimesso. Con una lettera in cui, di fatto, lui si presenta più come vittima che come carnefice (o quantomeno come incapace, nel caso in cui avesse ragione Berlicche, e dunque si fosse in presenza di “candida ignoranza e ingenui buoni propositi”). Però si è dimesso.
    Tutto bene, dunque?
    Non proprio.

    Da Prefetto diventa Assessore: carica che prima non esisteva, e che Bergoglio ha “creato” per l’occasione.
    Una plastica dimostrazione e una nuova conferma di come, se si è nelle grazie dell’attuale pontefice, ci si può permettere praticamente di tutto.

    Inoltre – e infatti – la lettera del papa contiene sommi elogi a Viganò (che si è dimostrato mentitore, irrispettoso, doppiogiochista e intrallazzatore a più livelli).

    Magari neppure dovrà cambiare ufficio; in ogni caso lui rimane sempre lì, dentro la Segreteria per le Comunicazioni. E continuerà a tirare i fili, in quello “spirito di servizio” così elogiato dal pontefice.

    A questo punto sarebbe stato meno irrispettoso – prima di tutto verso la logica, e poi verso coloro che nei giorni scorsi hanno evidenziato l’indegno teatrino messo su a spese del Papa emerito – lasciare le cose come stavano.

    Bella dimostrazione di rispetto per la giustizia e la verità oggettiva.

    E ora ditemi di nuovo che “mi piace vedere il male” (e magari che sono pieno di preconcetti e “contro il papa”… siccome mi starebbe antipatico), mentre in realtà quanto accaduto è molto edificante per la povera Chiesa attuale.

    Condivido il tuo altro post, Berlicche (e te ne ringrazio): ci conforta senz’altro che, prima o poi, tornerà la primavera. Ma nel frattempo, durante questo duro inverno, quanta parte del povero gregge finirà dentro i burroni, o azzannato dai lupi?

    A me torna spesso in mente ciò che disse GPII, a Fulda, riferendosi al Segreto di Fatima: “… per ogni cristiano dovrebbe essere sufficiente il sapere questo: se c’è un messaggio nel quale è scritto che gli oceani inonderanno intere aree della terra, e che milioni di persone perderanno la vita repentinamente, da un minuto all’altro, allora veramente la pubblicazione di un tale messaggio non rappresenta più qualcosa di così desiderabile”.

    E ancora: nei primi anni settanta, Suor Agnese Sasagawa (Akita, Giappone) ricevette Messaggi da Maria Ss (il tutto riconosciuto dal Vescovo, Sojiro Ito; poi, nel 1988, dal Prefetto della CdF, che allora era Ratzinger); fra le altre cose, la Vergine disse a Suor Agnese che “se gli uomini non si pentiranno e non miglioreranno se stessi, il Padre infliggerà un terribile castigo su tutta l’umanità. Sarà un castigo più grande del Diluvio, tale come non se ne è mai visto prima.
    Il fuoco cadrà dal cielo e spazzerà via una grande parte dell’umanità, i buoni come i cattivi, senza risparmiare né preti né fedeli. I sopravvissuti si troveranno così afflitti che invidieranno i morti. Le sole armi che vi resteranno sono il Rosario e il Segno lasciato da Mio Figlio. Recitate ogni giorno le preghiere del Rosario. Con il Rosario pregate per il Papa, i vescovi e i preti.
    L’opera del diavolo si insinuerà anche nella Chiesa in una maniera tale che si vedranno cardinali opporsi ad altri cardinali, vescovi contro vescovi.
    I sacerdoti che Mi venerano saranno disprezzati e ostacolati dai loro confratelli… chiese ed altari saccheggiati; la Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi e il demonio spingerà molti sacerdoti e anime consacrate a lasciare il servizio del Signore.
    Il demonio sarà implacabile specialmente contro le anime consacrate a Dio. Il pensiero della perdita di tante anime è la causa della Mia tristezza. Se i peccati aumenteranno in numero e gravità, non ci sarà perdono per loro”.

    Ecco, Maria Ss, prima di tutto, Si rammarica perché, evidentemente, molti peccatori (laici e consacrati) terminano la loro vita terrena senza pentirsi dei propri peccati. E, siccome i peccati portano con sé anche i giusti castighi di Dio (checché ne dica oggi parte della Chiesa attuale), il risultato sarà questo: arrivare alla “nuova primavera” non sarà affatto indolore. Tutt’altro.

    Anche per tal motivo, a mio modesto parere, dovremmo preoccuparci eccome della deriva assunta da fin troppa della Chiesa attuale. Dovremmo, in sintesi, preoccuparci anche del “percorso” (Chiesa allo sbando e, come conseguenza, castighi immani su tutta la terra), e non guardare solo alla destinazione (nuova primavera spirituale).

  31. Adolfo, promoveatur ut amoveatur. Certo, avrebbe potuto appenderlo per i piedi in piazza S.Pietro, oppure internarlo davvero in quel monastero in Mongolia. Ma, in fondo, che importa? Giustizia umana? Spirito di vendetta? Sia quel che sia, a me importa qualcosa di differente.
    Se deve venir l’Apocalisse, verrà. Prima di occuparsi dell’abisso altrui ognuno di noi dovrebbe preoccuparsi di come si presenterà personalmente davanti al Signore, se pieno di livore o di amore per tutti, compreso i propri fratelli peccatori, che Cristo è venuto a salvare.

  32. @Cristina

    “Tutto sommato la richiesta dei cardinali dei dubia fra cui il compianto card. Caffarra, non era un attacco a Papa Francesco ne’ tesa a scardinare L’ autorita’ papale, ma una domanda di chiarimenti.
    La chiarezza dottrinale deve precedere la disciplina e la prassi , altrimenti c’ e’ una assurda inversione .”

    Ho molto rispetto per i cardinali che hanno sollevato domande/opposizioni, però la cosa era già chiarita.
    Te la scrivo in poche battute (e ti prego di non appigliarti alle virgole, ma al senso finale):
    Amoris Laetitia non fa altro che portare alla luce – e quindi rendere più esplicitamente ufficiale – una prassi che da tempo immemore è nella nostra Chiesa.
    In pratica: il male oggettivo è male oggettivo sempre. Punto. Tuttavia ci sono casi (molto) particolari in cui la Chiesa tollera temporaneamente il male oggettivo per introdurre un peccatore ad un inizio di cammino di conversione. Quando viene tollerato? Risposta: quando c’è una ridotta avvertenza e un ristretto deliberato consenso. Da valutare di volta in volta dal confessore o direttore spirituale.

    Questa cosa, ormai spiegata a tutti fino alla nausea (con fiumi d’inchiostro e ormai pure appositi tomi), non ha bisogno di essere ulteriormente spiegata. Le singole conferenze poi faranno la loro pastorale in base alle situazioni locali da affrontare.

    Il motivo per cui certi “dubia” possono sembrare attacchi al papato è che… appunto era già tutto chiaro.

    “La Chiesa in uscita va bene ,, ma non vuol dire nulla se non si specifica: uscire per andare dove ? Uscire per che scopo? Altrimenti se e’ un uscire tanto per uscire , un dialigore tanto per dialogare , un ” aprire ” tanto per aprire , che senso ha?
    La richiesta di chiarimenti e’ SACROSANTA “.

    Andare dove e a che scopo? Evangelizzare, annunciare, porre le basi per la conversione. Missione della Chiesa. Come sempre.

    Tu non sei “troppo razionalista”, ma lo sei troppo poco.
    Se io mi trovo in parrocchia coppie conviventi che mi mandano i figli a catechismo, che faccio? Gli tiro le pietre, ai genitori?
    Oppure comincio a parlarci, accettandoli per il momento come sono , visto che NON hanno la più PALLIDA IDEA (veramente!) che sposarsi in chiesa o in comune o convivere siano fatti “leggermente” diversi sostanzialmente e non soltanto “burocraticamente” ?

    —-

    Inoltre rilevo che casi di adulti come questi solitamente non domandano neanche di fare la Comunione (perché non vengono a Messa).
    E quindi, ancora di più, certe volte le contestazioni ad AL mi sembrano dei pretesti che fanno sviare da altri temi… Perché in effetti le coppie irregolari che fanno “casìno” perché vogliono la Comunione ce ne sono ben poche…
    Sarebbe già un parziale successo se i divorziati risposati venissero ad assistere ad una qualche Messa… Onestamente tutto questo interesse non ce lo vedo (e in effetti la porzione di AL a loro dedicata è minima).

  33. @Francesca
    #Risposta: quando c’è una ridotta avvertenza e un ristretto deliberato consenso. Da valutare di volta in volta dal confessore o direttore spirituale#

    Se fosse davvero così, non ci sarebbe alcun problema. Giustamente tu dici che anche in passato si operava in tal modo.
    In realtà, ormai in molte diocesi, anche italiane, l’AL è stata utilizzate per dare il “libera tutti”, proprio con la scusa del discernimento caso per caso.
    La realtà è questa, purtroppo, e non è affatto vero che la cosa era già chiarita; anzi, negli Acta, il papa ha fatto mettere la sua risposta alla lettera dei vescovi argentini, i quali – appunto – non si fanno problemi a concedere la Comunione sacramentale a chiunque la richieda.

    @Berlicche
    Sinceramente mi aspettavo un’argomentazione migliore, e non certamente il sarcasmo. Quando mai avrei detto che Viganò dovesse essere appeso per i piedi, o cose similari?
    Sarebbe bastata un’onesta ammissione di inadeguatezza (neppure di colpa: solo di inadeguatezza), condita da dimissioni “vere”, e prive di elogi papali.
    Perché, se il papa lo elogia, allora vuol dire che il “lavoro” di Viganò viene considerato più che buono.

    Desiderare un comportamento più coerente, da parte di uomini di Chiesa, significa forse NON riconoscere che si è difettosi e peccatori?
    Significa essere livorosi?
    Sinceramente mi sfugge il passaggio logico tramite il quale tu arrivi a tale conclusione.

    Non vedo quasi differenza fra il tuo modo di rispondere, e quello di coloro i quali ritengono che, siccome si “osa” criticare uomini di Chiesa, allora si è odiatori e nemici.
    A nessuno viene in mente che la critica nasce, al contrario, dal desiderare il vero bene delle anime?

    Anche Francesca “esagera” con gli esempi: e chi mai avrebbe detto che occorre “tirare pietre” a chi si trova in situazioni irregolari?
    Se queste sono argomentazioni valide, siamo messi bene.

    Non dimentico poi che, anche su questo blog, un certo commentatore teofaneo, proprio partendo dalla poca o nulla imputabilità di peccati gravi, è pervenuto a una “dottrina” che sa tanto di protestantesimo.
    Lo scrivo giusto per far capire che, se certi paletti vengono abbandonati, spesso si finisce nel relativismo.

    Sia chiaro: non mi riferisco a voi, ma a coloro che utilizzano l’ambiguità per eliminare i paletti morali.

  34. “Questa è una frase che io potrei tranquillamente “rigirare” a te. Dire poi che io sarei affetto da “antipatia preconcetta” è un giudizio del tutto gratuito, che tra l’altro tu esprimi semplicemente basandoti su alcuni miei interventi; non mi pare che tu e io ci conosciamo al punto da poter affermare certe cose”.

    Non ci conosciamo ma chiunque trova continuamente ogni minimo pretesto (pure giornaliero!) per dare addosso ad ogni singola decisione del Papa, ha una qualche evidente avversione preconcetta.

    Per me un cattolico DEVE (come preconcetto e precondizione) amare il successore di Pietro e mettersi in ascolto. Cuore, mente, razionalità, tutto verso il pontefice in carica.
    Personalmente non saprei come fare se non avessi avuto gli esempi viventi e i testi scritti di Giovanni Paolo, quelli di Benedetto e quelli di Francesco ad illuminarmi su diverse prospettive della fede cristiana. Non potrei fare a meno del loro modo di porsi, di agire, di relazionarsi. Di tutti e tre + tutti i precedenti giunti a me per iscritto o per filmato. Per me non sono solo cariche istituzionali. Sono degli esempi che Dio ci manda. Dobbiamo primariamente imparare. In secondo luogo possiamo proporre soluzioni migliorative ai nostri pastori. Non demolirli.

    “Dire poi che il copia e incolla era stato sempre fatto è un argomento debole. Prima, infatti, erano i nemici della Chiesa che operavano in tal modo; oggi invece troviamo tali esempi proprio nei documenti papali”.

    Non è vero. A me piace un sacco Benedetto. Ciò che scrive, ciò che ha scritto è inestimabile per la Chiesa… Eppure certe volte mi imbatto in contraddizioni tra un’affermazione ed un’altra (magari in documenti o discorsi ad anni di distanza).
    La soluzione è valutare sempre il contesto, e cercare la quadra col Magistero della Chiesa. Non certo pensare che Benedetto voglia demolire la Chiesa o la teologia cattolica.
    E comunque… guarda, non ne ho voglia, però certi taglia-copia-incolla di Giovanni Paolo o di Benedetto ti farebbero fare i salti sulla sedia. Non meno di Francesco.

    “Chi vuole vedere, ha fin troppo materiale per farlo; gli altri sono liberissimi di percorrere la strada che ritengono migliore”.

    Tu invece quale strada percorri? Cioè che cosa fai concretamente, oltre a scrivere in internet, intendo ?

    “Sul blog della Miriano bravi commentatori hanno, nei mesi scorsi, trattato in lungo e in largo certe problematiche… ma anche li: chi non ha voluto vedere, ha continuato a tenere gli occhi chiusi.”

    Tu che li hai aperti , che cosa fai attualmente (e concretamente) per la Chiesa in questo specifico problematico ambito?

    “La libertà è un dono di Dio: ciascuno la usi nei modi che ritiene più adeguati”.

    Che cosa intendi esattamente?
    Ti riferisci alle coppie irregolari oppure a me?
    Se secondo te io ho “gli occhi chiusi” su Papa Francesco, in questo caso dov’è che sbaglio e come potrei “riparare”, secondo te?
    Mettendomi a spargere maldicenza sul Papa in internet ?
    Hai letto sul Catechismo che cos’è la falsa testimonianza ?

    “Come dice Maria Cristina, è la Verità che ci rende liberi, non i buoni sentimenti e l’emotività (anche se ciò non significa che si tratti di cose cattive)”.

    Noi cattolici diciamo che si deve dire la Verità con Carità.
    Io non uso emotività e sentimenti.
    Come cattolici il Papa lo dobbiamo rispettare e amare sul serio. Non coi buoni sentimenti o con le emozioni.
    Lo stesso sei tenuto a fare con i peccatori che incontri, cattolici e non cattolici. (siamo tutti peccatori, e tutti cerchiamo di migliorarci giorno per giorno, chiedendo la Grazia. Nota: confermo che chiedere la Grazia per migliorare, funziona. La puoi chiedere anche durante la Confessione).

    “Io posso ben integrare AL con VS… ma molti altri NON lo fanno: ho citato l’esempio della Polonia e della Germania, e tanto basta, per chi vuole vedere”.

    Ok. Facciamo pure Germania e Polonia. Il mondo (cattolico) è grande. Gli “integratori” di VS e di AL sono parecchi. Fatti forte di questi e con calma aiuta gli altri. Se non ti ascoltano, togli le tende, e stai in ambienti il più possibile cattolici dove coltivare la tua fede. Se la Fede cresce dovresti essere sempre più contento.
    Possiamo preoccuparci (anzi è importante farlo; lo sto facendo anch’io per alcune situazioni pratiche da risolvere nella mia zona), ma non al punto di mettere in pericolo la nostra crescita spirituale.

    Notte 😎

  35. @Francesca
    #Tu invece quale strada percorri? Cioè che cosa fai concretamente, oltre a scrivere in internet, intendo?#

    Al di là del fatto che domande simili potrebbero anche richiedere uno spazio notevole, mi limito a dirti questo: innanzitutto io scrivo poco, in rete, e anche su questo blog sono intervenuto di rado (questi due giorni, e Berlicche lo può confermare, sono un’eccezione); scrivo poco, proprio perché cerco di vivere concretamente la mia fede, con tanta preghiera (e forse ti stupirai se ti dico che prego moltissimo per il papa, prima che per tutto il resto: e prego molto per lui, in quanto sono convinto che ne abbia bisogno, e per tanti motivi) e con varie opere di carità (sia facendo volontariato in una casa famiglia, sia contribuendo all’acquisto di alimenti per i poveri); senza ovviamente dimenticare la preghiera per eccellenza, che è la Santa Messa (salute e impegni permettendo, cerco di partecipare anche alle Messe feriali).

    Inoltre, se parli di falsa testimonianza con tanta sicumera, dovresti anche essere in grado di dimostrare apoditticamente che ciò che dico è falso.
    Ti piace parlare di peccato?
    Ma è peccato anche presumere le reali intenzioni del tuo interlocutore: anche il giudizio temerario – te lo rammento – può essere un grave peccato.

    Vi sono Cardinali, Vescovi e Sacerdoti che “si lamentano” per vari aspetti di questo pontificato: sono “falsi testimoni pure loro”, o piuttosto non toccano con mano, nelle loro parrocchie e diocesi, che la confusione è aumentata esponenzialmente, in questi cinque anni?
    Lo sai quante volte mi sono trovato ad ascoltare o a leggere preti che, di fronte ai penitenti, si trovano in grande difficoltà, perché non possono assolverli (vivono in peccato grave, e non hanno intenzione sincera di emendarsi), e si sentono dire che con papa Francesco è cambiato tutto, e che dunque hanno l’obbligo di assolvere questi “penitenti impenitenti”?

    Sai quanti preti non riescono a pagare le bollette della parrocchia, perché ricevono sempre meno offerte, a causa del fatto che Francesco dice che “i Sacramenti non si pagano” (il che è verissimo… ma è altrettanto vero che l’operaio ha diritto alla sua mercede, perché non vive d’aria, e le bollette e le spese ci sono per tutti)?
    Anche il mio parroco, Domenica scorsa, ha dovuto ribadire e precisare questi concetti, sottolineando che in questi cinque anni si è trovato con sempre più difficoltà, sia economicamente che nel rapportarsi con molti parrocchiani. E lui è argentino, e ama e rispetta papa Francesco: ciò non toglie che certe grosse difficoltà permangano, e permangono proprio “grazie” a certe infelici uscite papali.

    Forse ti stupirà anche se ti dico che, nella vita reale, trovare persone che amano il Vangelo e allo stesso tempo sanno utilizzare la logica… è cosa molto rara. Per questo, se abbiamo dubbi (ma anche critiche) nel cuore… spesso accade che cerchiamo proprio in rete degli amici di fede.

    Tu dici bene: stai in ambienti il più possibile cattolici, e coltiva la tua fede. Ma credi che questi ambienti siano così facili da trovare?
    Se per te è stato facile, mi fa sinceramente piacere; per me e per molti altri, facile non lo è affatto.

    Perciò, se avanzo dubbi e critiche, e mi sento rispondere che sono un falso testimone, rancoroso e magari giustizialista forcaiolo che vuole appendere per i piedi dei prelati che non danno esempi edificanti, ciò dovrebbe farmi piacere? Dovrebbe spingermi… a cosa? A tacere sempre e comunque?

    Se non sono gradito, non ho alcun problema ad andar via, sia chiaro. Ringrazio comunque Berlicche, poiché nel suo blog vige una libertà “di commento”, che in molti altri spazi “cattolici” di fatto non esiste.

    Mi pareva ovvio, poi, che mi riferissi non a te (sul “tirare pietre”, ossia sul fatto che tale esempio è fuori luogo), ma alle coppie irregolari. Lo confermo, per sicurezza.

    E lo so: anche Benedetto e GPII hanno non sempre operato in modo condivisibile. Però in quel caso si trattava di eccezioni, e non certo della regola.
    A che serve, ad esempio, parlare contro l’aborto… e poi sistemare un filo-radicale come Paglia alla PAV?
    Quando dei giudici si accaniscono contro dei poveri bambini malati, non sarebbe il caso di tuonare, con ben altra chiarezza, contro l’eutanasia?
    E questo solo per portare un paio di esempi.
    Sarò scemo io, ma certe cose mi sfuggono. E, spiritualmente parlando, spesso mi sento molto solo: per questo cerco confronto e dialogo, sempre nel massimo rispetto degli altri.

    Se io porto esempi concreti dello sfacelo attuale, e mi sento rispondere che tali esempi non rappresentano tutta la Chiesa (e non ci mancherebbe altro!): al di là del fatto che ormai, purtroppo, rappresentano “molta” (troppa) Chiesa… dovrei ritenere che ogni dubbio è dissipato?
    Io poi ho citato Polonia (in positivo) e Germania (in negativo), ma ormai le diocesi “creative” non si contano più (Belgio, Olanda, Svizzera, Argentina, varie diocesi italiane…): tacere su queste brutte realtà mi pare un mettere la testa sotto la sabbia.
    Non dico e non pretendo che altri la pensino al medesimo modo, però neppure può farmi piacere essere dipinto come un individuo malvagio.

  36. Nota generale: per favore, interventi più brevi.

    xAdolfo: sarcasmo? No, semplicemente far notare che, trascinati dagli argomenti, si finisce per assomigliare più a Saulo che a San Paolo. Poi se si è convinti di potere fare meglio del Papa, o dell’allenatore della Nazionale, chi sono io per giudicare? Potrebbe anche essere, e sostituire quell’attaccante avrebbe potuto farci vincere la partita. Ma rimane il fatto che né io né te siamo il Papa, e non ho intenzione di fondare una Chiesa che mi piaccia più di questa. Altri l’hanno fatto, e non sono più Chiesa. Attenzione a dove si mettono i paletti, c’è un signore cornuto che tende a spostarli.
    Se poi davvero questi sono gli ultimi tempi, come vogliono certi millenarismi, non vedo come tutto ciò che facciamo potrebbe aiutare.

    xFrancesca: davvero vorrei che le risposta ai Dubia fossero così chiare. Ovvero: per me (e la Tradizione) sono chiare, ma siccome ci sono alcuni (anche con dignità episcopale) che danno risposte opposte alle mie vuol dire che non tutto è così limpido. Tu parli di prassi, ma se la prassi è contraria alla verità chi è che si deve correggere, la prassi o la verità? E’ questo che occorrerebbe dire e, se è davvero vero e chiaro, ribadire. Di fatto il ruolo del Papa è proprio quello, confermare.
    Guarda, personalmente penso che davvero in Vaticano ci sia una lobby che ha radici molto più in basso della faglia acquifera. Ne parlerò a breve. Ma non ho intenzione di contribuire a distruggere il campo per stroncare la zizzania. Se Dio lo vorrà fare, come ha peraltro fatto talvolta in passato, capirò. Ma per il momento cerco di fare crescere le spighe.

  37. @ Adolfo.

    Falsa testimonianza.
    Mi riferivo a tutto il capitolo intero del Catechismo, a tutto il significato del Comandamento NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA
    http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a8_it.htm
    Tutto integralmente fin dall’inizio.
    E poi in particolare dal par. 2477 in poi.
    Ne fanno parte appunto i casi di “giudizio temerario” (rileggiti il significato) e anche della MALDICENZA di cui non tutti hanno ben presente il vero significato per il Catechismo cattolico.
    Il Comandamento non si riferisce principalmente ad atteggiamenti privati interiori o intimistici o emozionali (quali possono essere tra me e te in una conversazione via internet – anche se ok, dobbiamo sempre pensare il meglio possibile dell’interlocutore).
    Ma il Comandamento si riferisce ad azioni e ad atteggiamenti reali, e che vanno ad influire sulla realtà e sulla vita di una persona in modo concreto.
    (Ad esempio le dicerie o le illazioni infondate sul Papa si diffondono via internet, mentre tra te e me, in questo caso, sulla nostra “reputazione”, non è che diffondiamo chissaché perché non siamo personaggi pubblici.
    Ciò non significa che io sia autorizzata a mancarti di rispetto ma se ho un’impressione su di te, te la dico in modo diretto.
    E anche tu se dicessi al Papa queste cose in faccia in modo diretto sarebbe probabilmente meno grave…
    In ogni caso, guarda, io intendevo solo metterti in guardia dal non trasgredire il Comandamento. Se secondo te non lo trasgredisci, va bene).

  38. @Berlicche. Ok, adesso farò più attenzione alla lunghezza degli interventi.
    Grazie.
    Nota tecnica: da un paio di giorni compare qui spessissimo uno spot pubblicitario invasivo (della serie: “hai vinto un iPhone”) che interrompe la pagina anche mentre si scrive un commento, impedendo di recuperare la schermata… Non so se puoi fare qualcosa… Era giusto per informarti. È una roba insistente, l’ultimo commento me lo ha interrotto una decina di volte.

    ————–

    @Adolfo.

    “Al di là del fatto che domande simili potrebbero anche richiedere uno spazio notevole, mi limito a dirti questo:  ….”

    Ti chiedo scusa se mi sono espressa male, ma se vai a rileggere il mio discorso vedrai che mi ero espressa abbastanza bene… Nel suo insieme vedrai che ti ho proposto la domanda almeno 2 volte per non dare adito a dubbi sul significato.
    Io NON intendevo che TU rendessi conto a ME di che cosa tu faccia globalmente nella tua vita da cristiano!! Lungi da me voler sapere e giudicare una cosa del genere e mi dispiace tantissimo che tu ti sia messo ad elencare ciò che fai !! Mi dispiace davvero perché NON intendevo questo.

    Intendevo SOLTANTO quello che era inerente al nostro tema in queste conversazioni su Papa Francesco.
    Se vai a rileggere ciò che ho scritto comprendi il senso.
    In altre parole: ti chiedevo che cosa fai tu concretamente per tale specifico problema, visto che dici che “non chiudi gli occhi sugli errori o eresie o eterodossie di Francesco”.
    Ti chiedevo quindi che cosa tu faccia per portare chiarezza alle persone nel tuo ambiente (vita reale) sulle questioni che secondo te sono rese confuse da Papa Francesco.
    Ad esempio dici che certi parroci si lamentano di certe cose… E allora mi domandavo se tu li aiuti a far comprendere alla gente la vera dottrina della Chiesa, cioè l’ortodossia cattolica
    (che è chiarissima e la conosciamo tutti – cioè prevede, come dicevamo, un “integrazione” di VS e di AL. E non una lettura fantasiosa personale di AL).

    ———-
    Nota: Polonia e Germania. Ma infatti mi pareva, a memoria, che la Polonia avesse fatto bene… però poi leggendoti avevo inteso che tu volessi riferirti a qualche decisione sbagliata, e ti ho risposto di conseguenza.

  39. Scusate l’intromissione. Sono un ragazzo di 23 anni, studente di ingegneria. Volevo solo dare la mia opinione sul dibattito. Per ovvi motivi anagrafici la mia conoscenza della chiesa e delle pratiche religiose nel tempo, come esperienza diretta, è molto limitata. Credo per cui di non avere pregiudizi del tipo “ai miei tempi si stava meglio”, “le cose funzionano meglio” etc… Quello che posso dire io, quello che vedo io, è che come cristiani abbiamo forse più paura di offendere l’uomo che Dio. Ben più di una volta mi è capitato di sentire gente di chiesa, dell’oratorio giustificare azioni o parole contrarie allo stesso Vangelo con la scusa del “non capiscono, altrimenti li allontaniamo”. In compenso quasi mai ho sentito, anche dagli stessi sacerdoti, “questa è un’offesa a Dio”. Gli studi che faccio mi stanno insegnando a ragionare e specialmente a domandarmi sempre il perché delle cose. In tutta onestà non ho ancora trovato una virgola in tutto il Vangelo che sia incoerente, e come potrebbe. Cristo stesso prima del comandamento “Ama il prossimo tuo” ha anteposto “Ama il Signore Dio tuo”. Ora la domanda che pongo per cercare di capire è questa: come cristiani, abbiamo o meno il dovere di annunciare la Verità? Se la giustizia, intesa anche come giusto tributo di lode a Dio, non serve, se tanto ogni cosa che facciamo non porta a nulla, perché lottare?
    Io sono convinto che solo la Chiesa detenga la Verità evangelica, per concessione di Nostro Signore Gesù Cristo. Ma se è così, la Chiesa ha il dovere, non solo il diritto, di presentarsi al mondo con questa Verità. Se abbiamo paura noi per primi di annunciare la retta via perché porta dissensi, perché sembra dura e rigida, non vuol forse dire che per noi quella Verità non vale poi la pena di quella fatica? Non stiamo forse intendendo che Dio non vale quella fatica?
    Questo per dire che indipendentemente dalla situazione personale del Papa (che come ogni altro uomo un domani si troverà di fronte a Dio con tutte le sue azioni, e da Lui sarà giudicato), bisognerebbe capire che il nostro dovere non è nell’andare d’accordo con tutti, ma sta nel dire a tutti la Verità, sia nell’errore che nel giusto. Solo così saremo di aiuto. Quello poi che le persone faranno delle nostre parole non ci è dato saperlo e neanche deve interessarci. Cristo stesso dice che potremo incontrare gente che non ci ascolterà e di passare oltre. Quindi li abbandoniamo? No, riconosciamo i nostri limiti, e se non possiamo fare nulla vorrà dire che siamo chiamati a pregare per loro.

  40. @Berlicche
    Apprezzo questa tua risposta: non ci voleva poi molto, come vedi (e no, non sono sarcastico: lo dico a scanso di equivoci).
    Ti ripeto che non mi piace minimamente il sedevacantismo, né ho intenzione di mettermi al di fuori della Chiesa.
    Però, se Pietro non conferma i fratelli nella Fede, allora in qualche modo è lui che se ne mette fuori. Che disse Gesù, in merito ai Pastori che non si curano delle pecore?

    @Francesca
    Apprezzo anche il tuo intervento; però, come avrai letto, io ho motivato le mie critiche, e ho espresso grosse perplessità su certi modi di dire o di fare del papa attuale. Se anche tu continui a dire che non ci sono discrepanze fra questo magistero e ciò che la Chiesa ha insegnato fino a Papa Benedetto, io so che non è vero, e so di potertelo chiaramente motivare. Dire che tutto va letto in continuità non è sbagliato… ma non risolve il problema.

    Apprezzo molto P. Bellon, che tra l’altro mi onora della sua amicizia. E apprezzo molto anche P. Scalese (di cui ho messo un link). Entrambi, in modi diversi, è palese che stiano attenti (come fa anche Berlicche) a non fomentare uno scisma, ma sta di fatto che lo scisma c’è già, ed è dato appunto da tutti quei prelati (e dai fedeli che vanno loro appresso) che, in alto e in basso, ormai tranquillamente predicano eresie e avallano lo scempio dei Sacramenti. Al punto che un Sosa può parlare di inaffidabilità di Cristo… perché “non c’erano i registratori”, e può permettersi di dire, alla faccia del Magistero, che Satana non esiste, ma è un mero concetto astratto per designare il Male; Martin dice che l’inversione è un dono di Dio (dunque non più una realtà che grida vendetta al Cielo); un prete non dice più il Credo, perché non ci crede; e, per buona misura, cambia le parole della Consacrazione, rendendola invalida; altri tranquillamente celebrano coi luterani, ovviamente cambiando anche lì le parole della Consacrazione (Messe invalide e pure sacrileghe); molti luterani, da quando Francesco diede la sua risposta che rimane il suo capolavoro di ambiguità (mi pare nel novembre del 2015, appunto in un incontro coi luterani), accedono tranquillamente alla Comunione sacramentale.
    E di esempi ne potrei portare molti altri… ma sta di fatto che tutti (ma proprio tutti) i pastori eterodossi rimangono al loro posto (e alcuni di questi sono, lo ripeto, di diretta nomina papale), mentre vengono facilmente puniti e allontanati dei preti la cui unica “colpa” è quella di essere fedeli alla Dottrina.

    Tu Berlicche mi chiedi a cosa serva; mi pare di averti già risposto: è bello (e, se non ci sono preconcetti di mezzo, è anche costruttivo) potersi confrontare con fratelli di fede; ed è anche un modo per dire “attenti!” a coloro che leggono questi interventi e, magari, nelle loro parrocchie hanno a che fare con preti “creativi”.

    Molti ad esempio non lo sanno, che se si cambiano le parole (specifico: ci sono “cambi” che non invalidano la Transustanziazione, ma il discorso diverrebbe lunghissimo) della Consacrazione, la Transustanziazione non avviene; molti altri ormai ritengono che si possa accedere “in ogni caso” alla Comunione sacramentale; e così via.
    Se nessuno parla… che fine fa il popolo di Dio?

    Perché i nemici, invece, parlano, e parlano a getto continuo, e i danni aumentano sempre più. Lo stesso Cristo veniva a volte cacciato via, dai luoghi dove predicava (e magari Lo volevano pure “buttare di sotto”), ma un tentativo lo faceva. Non diceva che, siccome sarebbe stato inutile (e nessuno più di Lui lo poteva sapere, posto che Dio fra le altre cose è Padrone anche del Tempo), allora non era il caso di predicare.
    La stessa Maria Ss, specie negli ultimi centocinquanta anni, è apparsa molte volte, per richiamare le anime.

    Certo, dovrebbero essere i vescovi e i cardinali, i primi a parlare; alcuni l’hanno fatto, ma sono ben pochi… e sono stati sistematicamente ignorati e offesi.
    Come hai detto a Francesca, se la prassi diventa (e oggi purtroppo è davvero così, in tanti contesti) contraria alla verità… dobbiamo forse correggere la verità?
    Perché è a questo che si arriva (e non a caso ho citato il troll teofaneo).

    @Francesca
    In effetti mi era sembrato presuntuosa e offensiva la tua richiesta, in merito alla mia vita privata di fede. Non ho avuto problemi a risponderti, ma sono lieto che non intendevi ciò che io ho capito.
    Rispondo (anche) ora che hai meglio puntualizzato: so che è difficile, e anche difficilissimo (l’inferiore che riprende il superiore si trova sempre di fronte a scogli più o meno alti), ma mi sono trovato a rimproverare, e pure duramente (con rispetto sempre, però), alcuni preti miei amici, per certi loro comportamenti egoistici. Grazie a Dio, NON si trattava di prassi che negavano la Dottrina… però ai fedeli non davano certo un buon esempio.
    Ai preti che invece si trovano in difficoltà, per il nuovo corso bergogliano, non posso che dir loro di pregare molto e tenere duro, continuando a rispettare il Magistero di duemila anni; cerco loro di manifestare amicizia e vicinanza… ma purtroppo rimane il fatto che dovrebbero essere i Pastori elevati in gerarchia, a partire dal Pastore che siede sul Soglio di Pietro, a tenere dritta la barra del timone.

    Io non posso che soffrire, quando sento preti (fra cui il mio parroco) che non riescono più neppure a pagare le bollette (a scanso di equivoci, fino a cinque anni fa queste difficoltà mai si erano presentate), e che vengono additati come “senza cuore e senza misericordia”, perché non assolvono persone che non hanno alcuna intenzione di convertirsi, e che vivono reiteratamente in peccato grave.
    Umanamente parlando, che si può fare?
    Poco o nulla, direi… anche se rimane la preghiera (molta preghiera) e la fede nel Signore.

    @Berlicche
    Non intendevo “battere” sul millenarismo; però, sempre umanamente parlando, e sempre tenendo conto che pure io sono un peccatore, la prospettiva di immani castighi non può certo farmi piacere. Ripenso al Vecchio Testamento: anche lì vediamo che il Signore invia Profeti, ogni volta che la classe sacerdotale “si rilassa” e devia dal giusto percorso.
    Purtroppo, siccome si tratta di deviazioni volute, i richiami non vengono quasi mai ascoltati, e i Profeti vengono perseguitati e anche uccisi. L’acme di ciò, come ben sappiamo, l’avremo poi con la Morte di Nostro Signore.

    Grazie per lo spazio che mi hai concesso.

    @ Matteo
    Grazie per la tua testimonianza, che è densa di significato (tanto più se si tiene conto della tua giovane età).

  41. @Berlicche

    “Ovvero: per me (e la Tradizione) sono chiare, ma siccome ci sono alcuni (anche con dignità episcopale) che danno risposte opposte alle mie vuol dire che non tutto è così limpido.”
    Eh… guarda… Ok capisco benissimo ciò che dici. D’altra parte, come già ho accennato altrove, io ad esempio ultimamente in qualche modo ho a che fare (vita reale) con degli abusi liturgici non proprio secondari ed ininfluenti, in una zona e parrocchia che non sono le mie (a scanso di qualsiasi equivoco e del mio parroco che mi leggesse).
    Con altre persone sono alcuni mesi che tentiamo di risolvere la questione – che fa male a tante persone. Il punto è: noi abbiamo a disposizione DECINE di documenti e di pronunciamenti chiarissimi da parte della Chiesa, dai papi precedenti fino addirittura ad alcuni chiarimenti durante questo pontificato. E che ti fa quel parroco? Dice che lui “in coscienza” ritiene che la liturgia giusta sia quella e che la debba insegnare anche ai bambini… e che tra pochi anni sarà adottata da tutta la Chiesa. La stessa affermazione viene fatta ed insegnata all’interno di un (noto) movimento ecclesiale che non intendo nominare in quanto ne ho ricevuto gran danno ogni volta che ho osato farlo.
    Il fatto è: sono profanazioni effettive, insegnate come “la vera Eucaristia”. Ne ha parlato in una recentissima sua risposta anche Padre Bellon, ma non lo linko per i motivi suddetti. Se vuoi, leggiti la sua pubblicazione in data 7 marzo, argomento Liturgia e pastorale, sezione Liturgica – nella quale puoi avere una minima idea del problema (che nel nostro caso è ancora più complicato di così…).
    Ciò che voglio dire, Berlicche: in quel caso, nel mio caso, su quel tema, sono ANNI che la Chiesa si pronuncia e fa chiarezza sulla prassi e sulla verità. E sulla prassi che non deve contraddire la verità.
    E sono anni che queste persone dicono e fanno il contrario. Motivo? Non lo so. Ma di certo i chiarimenti sulla verità NON mancano.
    Però alcuni vescovi sostengono il contrario della Chiesa, e altri vescovi lasciano “passare” comunque. Solo alcuni (italiani ed esteri) reagiscono con fermezza affermando l’ortodossia cattolica.
    Secondo te cambierebbe qualcosa se il Vaticano dicesse qualche frase in più su AL … ?
    Mah. Lasciami dubitare…

    “Guarda, personalmente penso che davvero in Vaticano ci sia una lobby che ha radici molto più in basso della faglia acquifera”.
    Concordo. Anzi, dirò di più. Come saprai, se hai intuito a chi mi riferisco, il movimento di cui parlo è impegnato altresì in giustissime battaglie, sante, sacrosante, su temi oggi fondamentali, a nome della Chiesa.
    Eppure… quatto quatto, sotto sotto, evidentemente si è fatto ingannare da qualcuno, “sotto la falda acquifera”, fino al punto di attaccare il Corpo di Cristo ad ogni loro Messa, e pensando che quel fatto sia autentica ortodossia cattolica… Almeno per quanto ho potuto constatare quando mi sono consultata in rete con molti loro aderenti per riuscire a capirci qualcosa di ciò che avveniva sul mio territorio. Per quanto ho potuto capire la maggioranza compie abusi liturgici, mentre una sparuta minoranza, qua e là, si è corretta e ha accolto già da anni le raccomandazioni della Chiesa.

    La mia tesi?
    Secondo me l’attacco principale oggi è DIRETTO al Corpo di Cristo, cioè “l’intero bene spirituale della Chiesa ovvero Cristo stesso” (cit.Redemptionis donum 2).
    A mio avviso la lobby più sotterranea (che contamina anche gruppi per altri versi ottimi) è questa.

    “Ne parlerò a breve”.
    Grazie. Sarà molto utile anche per i problemi che sto cercando di capire io.

    “Ma non ho intenzione di contribuire a distruggere il campo per stroncare la zizzania”.

    Lo stesso per me. Sia per quanto riguarda la Chiesa sia per quanto riguarda singoli gruppi o movimenti impegnati (almeno nelle intenzioni iniziali) a fare il bene della Chiesa.

  42. Citazione…

    “«Il fare degli uomini fece quasi dimenticare la presenza di Dio. In una tale situazione divenne sempre più chiaro che l’esistenza della Chiesa vive della giusta celebrazione della liturgia e che la Chiesa è in pericolo quando il primato di Dio non appare più nella liturgia e così nella vita. La causa più profonda della crisi che ha sconvolto la Chiesa risiede nell’oscuramento della priorità di Dio nella liturgia»”
    (Benedetto XVI, Prefazione all’edizione russa del volume XI dell’Opera omnia)

  43. …candida ignoranza e ingenui buoni propositi…

    Ma il capo della Segreteria per la comunicazione (dicastero istituito da papa Francesco) il brasiliano Mons. Dario Edoardo Viganò e il suo segretario, l’argentino Mons. Lucio Adrian Ruiz, sono a conoscenza delle implicazioni dell’ottavo Comandamento? e di quanto stabilito nel CCC 535?

    «L’informazione mediatica deve essere al servizio
    del bene comune e nel suo contenuto dev’essere sempre
    vera e, salve la giustizia e la carità, anche integra
    .
    Deve inoltre esprimersi in modo onesto e conveniente,
    rispettando scrupolosamente le leggi morali, i legíttimi
    diritti e la dignità della persona». (CCC 525)

    L’incidente occorso alla Segreteria per la comunicazione è di una gravità morale tale che va oltre le polemiche sullo scandalo, è un vulnus non solo all’immagine della “nuova” curia romana davanti al mondo, ma alla credibilità stessa della testimonianza cristiana nel mondo.

  44. Maria Cristina

    Matteo delle 11, 18
    Sono d’ accordo con quello che dici: molti cattolici oggi non annunciano piu’ la Verità’ per paura di non piacere al mondo, di essere rifiutati. Pensano di poter conquistare il mondo presentandosi come persone aperte, gentili, tolleranti, piuttosto che parlando al mondo di verita’ eterne e di Gesu’, della vita , del peccato, della morte, e della vita eterna. In ultima analisi pensano che essere accettati, essere integrati come moderni sia piu’ importante che essere rifiutati come bacchettoni se parlano di verita’ eterne ma oggi messe in discussione: il peccato, la necessita’ della conversione, la castita’ , l’ abbandono del proprio egoismo , L’ indissolubilita’ del matrimonio , ECC.
    Cosi’ facendo pero’ , solo con quello che io chiamo ” moine” non conquistano nessuno. Con le moine non si conquistano i giovani, ne’ col giovanilismo patetico di certi preti che suonano la chitarra
    e si vestono in jeans.
    In questo modo , cioe’ senza mai parlare seriamente anche alla mente, all’ intelligenza, alle domande fondamentali sul senso della vita, non si attireranno mai i giovani. Se la Chiesa rinuncia ad essere portatrice delle ” parole di vita eterna” per trasformarsi in una ONG che solo si occupa di assistenzialismo materiale, non e’ piu’ sale del mondo . E se il sale perde il suo sapore a cosa più’ serve?

  45. Il sale insipido non serve e non piace. Così come non piace il “giovanilismo patetico di certi preti che suonano la chitarra
    e si vestono in jeans”. Cito P. Scalese:

    “Padre Nostro” era un programma pensato e realizzato secondo i canoni della “Chiesa in uscita”; gli ingredienti c’erano tutti: il Papa-che-piace-alla-gente, che si fa intervistare, come un qualsiasi vip, da un “prete di strada”, cappellano dei carcerati, di aspetto giovanile e in tenuta “casual” (altro che “tonaca teletrasmessa”!). Eppure, a quanto pare, non ha funzionato. Si direbbe che la gente non sia per nulla attratta da questo tipo di Chiesa, che probabilmente viene percepita come piú clericale della Chiesa-rimasta-indietro-di-duecento-anni di Benedetto XVI.

    http://querculanus.blogspot.com/2018/01/un-motivo-ci-deve-pur-essere_11.html

  46. Tonis, se posso credere che due si sposino senza sapere cosa sia il matrimonio, posso anche credere che un monsignore non conosca il catechismo…

  47. Ma, Berlicche, non bisogna mica conoscere il Catechismo per sapere che dire una mezza verità equivale a dire una bugia. Anche un bambino sa che estrapolare da una lettera solo alcune frasi, omettendone altre che modificherebbero il senso di tutto il discorso, è una manipolazione bella e buona. Il Minculpop agiva così. Pura e semplice propaganda, non c’è altro modo per descrivere la squallida operazione.

    Guarda, io ho un collega ateo, renziano di ferro e favorevole a tutta l’agenda radicale (pro-aborto, pro-eutanasia, pro-cannabis libera, pro-accoglienza indiscriminata, etc.), quindi come potrai immaginare è anche un grande estimatore di Papa Francesco, ma lo ama proprio alla follia. Bene, anche questo mio collega di fronte alla vicenda della lettera di Ratzinger era indignatissimo per lo squallore dell’operazione. Ho vissuto una specie di scenetta kafkiana per cui mi sono ritrovata io a difendere Viganò, dicendo che sì aveva palesemente sbagliato ma che un errore nel corso della carriera ci sta anche e uno dovrebbe poter avere almeno una seconda chance, a queste parole il mio collega ha risposto: “eh ma manipolare la lettera di un Papa non è un errorino da niente, è giusto un tantino grave”.

    Comunque io lo penso veramente che Viganò sarebbe anche potuto restare al suo posto (ci sono prelati che hanno fatto di peggio e sono ancora in posti di potere a far danni come Paglia e il vescovo cileno Barros), anche perché mi sembra peggio quello che è stato fatto, le finte dimissioni con lettera auto-assolutoria di Viganò e la creazione della carica ad hoc di assessore, mi sembra un’ennesima presa per i fondelli dopo la tentata manipolazione della lettera di Ratzinger. Niente, non ce la fanno proprio ad agire in maniera limpida e corretta come un cristiano dovrebbe almeno provare a fare.

  48. Poi, come se non bastasse, Ratzinger è stato pure attaccato da vari bergogliani (Melloni e Grillo) per le cose che ha scritto nella lettera (cose che non dovevano essere divulgate).
    https://www.ilfoglio.it/chiesa/2018/03/22/news/vaticano-ratzinger-vigano-lettera-censurata-accuse-papa-benedetto-xvii-185500/

    È intervenuto in difesa di Ratzinger persino un altro bergogliano, Luis Badilla del Sismografo:

    «La Postilla della giornata: il prof. Melloni deve capire che non occorre mentire per difendere Papa Francesco
    (a cura Redazione “Il sismografo”)
    Oggi alle 18.21, su RaiNews24, il prof. Alberto Melloni invitato a fare un commento sulla vicenda di mons. Dario Viganò, in particolare sulla rinuncia, dovendo attaccare comunque Benedetto XVI – è una sua specialità – e come ha già fatto oggi su La Repubblica in un video e poi in un articolo, ha detto che Joseph Ratzinger nella sua lettera all’ex Prefetto per la comunicazione chiede di “silenziare” (“vengano silenziati”) i teologi suoi critici, in particolare il professore tedesco Peter Hünermann.
    Ciò che ha detto A. Melloni è falso.
    Nella sua lettera Benedetto XVI scrive testualmente:
    “Solo a margine vorrei annotare la mia sorpresa per il fatto che tra gli autori figuri anche il professore Hünermann, che durante il mio pontificato si è messo in luce per aver capeggiato iniziative anti-papali. Egli partecipò in misura rilevante al rilascio della ‘Kölner Erklärung’, che, in relazione all’enciclica ‘Veritatis splendor’, attaccò in modo virulento l’autorità magisteriale del Papa specialmente su questioni di teologia morale. Anche la ‘Europäische Theolongesellschaft’, che egli fondò, inizialmente da lui fu pensata come un’organizzazione in opposizione al magistero papale. In seguito, il sentire ecclesiale di molti teologi ha impedito questo orientamento, rendendo quell’organizzazione un normale strumento di incontro fra teologi. Sono certo che avrà comprensione per il mio diniego e La saluto cordialmente”.
    Come si può vedere non vi è nessuna richiesta di censura e in nessun momento si dice “vengano silenziati”.
    Allora perché attribuire al Papa emerito ciò che non ha detto e neanche scritto? Perché?
    E poi per difendere Papa Francesco non occorre fabbricare bugie.»

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