Una scandalosa vicinanza

Come dicevamo, la mancanza di senso, la mancanza di speranza sulla nostra stessa vita hanno un riflesso sulla maniera con cui consideriamo le vite degli altri. Siano essi un bambino gravemente ammalato, un politico, nostro marito o nostra moglie.
Quante volte l’ho visto nei volti di chi ha perso un proprio caro. Lo smarrimento, il non volerci pensare, nel tentativo di rendere sopportabile il dolore. Ci si anestetizza nel tentativo di non vedere quell’abisso vuoto che, si vuole credere, è la nostra comune sorte. Il sigillo all’inutilità di amare, lottare, vivere.

Eppure c’è stato un giorno in cui un giovane predicatore, forse il Messia, ha rivolto ad una di queste persone scosse, atterrate dalla vita queste parole: “Donna, non piangere”. Che presa in giro, che insensibilità sarebbe stata se fosse davvero il nulla la nostra sorte.

Se invece quelle parole sono il segno di una vittoria sulla morte, sulla sofferenza, la Parola che dona un senso alla vita perché è padrona della vita stessa, allora che liberazione. L’uomo si può concepire solitario nell’universo, invece non lo è.
Io ho visto anche i volti di chi ha creduto a quel Messia. Sono volti differenti. Non c’è un abisso grigio, oltre il cancello che presto o tardi ognuno di noi varcherà.

Quella speranza, quella certezza, rendono la vita migliore qui e ora, perché non siamo più bloccati dall’inutilità del vivere, non siamo più prigionieri del dolore o del cinismo di chi cerca di mascherare la sofferenza.
Senza capire questo non si comprende la radicale differenza tra chi segue Cristo oppure un’altra religione. Tra la speranza, “non piangere!”, e l’indifferenza, o la rassegnazione.
Tra il niente e la più scandalosa vicinanza che si possa immaginare.

 

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 27 febbraio 2018 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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