In cosa credi?

In cosa credi?
Credere è come il sistema operativo di un computer. E’ la guida con cui affronti il mondo, il metodo con cui fai le cose. Il tuo agire sarà molto differente a seconda della risposta alla domanda che ho posto.
Ma qual è questa risposta?

Non sapere darne una, o fornire elenchi infiniti di tutte le minime cose a cui credi, è solo un modo di dire che ti manca la consapevolezza del tuo io, non sai veramente cosa ti fa andare avanti. Probabilmente non hai mai pensato a te stesso; non hai mai seriamente cercato di capire cosa tu sia, dove tu stia andando, perché esisti.
Forse hai dato per scontate, o definito assurde, queste che sono le questioni fondamentali di un essere umano. Quelle che lo definiscono, che lo distinguono dagli animali.
Non essersi mai posto queste domande, o averle ignorate senza avere mai tentato di dare loro una risposta, vuol dire essere fermi al livello delle bestie. Mangiare tutto quello che ti danno da mangiare; vivere di luoghi comuni e idee altrui, non possedere una propria identità. Siccome non è possibile vivere senza identità, quella che hai è artificiale; instillata dentro da chi è potente, da chi gestisce i mezzi di comunicazione, perché chi non si pone domande su se stesso non è neanche in grado di mettere in dubbio ciò che gli viene detto. E’ quello che intendeva Chesterton, quando affermava che chi non crede in Dio non è che non crede a niente, crede a tutto.

In ogni caso, anche se non se ne ha consapevolezza, cose in cui si crede ce ne sono. Sono quelle che ci fanno prendere decisioni, che ci fanno scegliere da che parte stare, che ci fanno scendere dal letto. Per capire a cosa crede un uomo, bisogna guardare a cosa tiene. Per guardare a cosa tiene veramente basta guardare come impiega il suo tempo.

Ci possono essere sorprese. C’è un abisso tra il dire di credere a qualcosa e il crederci davvero. Gente che parla male del denaro o del potere che passa le giornate ad accumularne. Che dice di credere nell’amore e non ama nessuno, e se pure ha qualcuno lo trascura. C’è chi afferma di credere nella pace, e non perde occasione per odiare e assalire con violenza chi secondo lui è d’ostacolo a questa sua idea. E, ovviamente, chi dice di credere in Dio e fa l’opposto di quanto Lui ha detto, asserendo di essere abbastanza adulto da ragionare con la sua testa. Credendo, più che a Dio, al suo avversario.

Poi ci sono coloro che cercano di fare sì che ciò che dicono di credere sia davvero ciò che li fa agire. Che hanno visto, che sanno come avere fede in ciò che è bello, vero, giusto, che si è fatto incontrabile ed è stato incontrato, possa rendere uomini migliori. Possa rendere il mondo migliore, perché popolato di uomini migliori.
Questi sanno anche che da soli non ci possono riuscire. Per via di quell’abisso.
Ma sanno anche che quel vero, quel bello, quel giusto che è una persona non li lascerà da soli. Perché crede in loro.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 26 febbraio 2018 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. Grazie!
    Come si intitola il quadro?

  2. Proprio bello il dipinto. Ho ingrandito più volte sul telefono per vedere i dettagli… Quel filo di fumo sul piccolo schermo da lontano assomiglia al filo delle attuali cuffiette.

  3. Sono sempre stato affascinato dal realismo semplice e pacato delle illustrazioni di Norman Rockwell.

  4. Molto bello e meditato il post, sorprendentemente bello il dipinto di quello che viene definito un semplice “illustratore” di una rivista, uscita con questa splendida immagine in copertina proprio per l’edizione del “Giorno del Ringraziamento” del 1951.

    E io che credevo che i ritratti di Andrew Wyeth fossero insuperabili…

    P.S.: Francesca, temo che quel pennacchio di fumo che, sullo sfondo, mi sembra spunti fuori da un comignolo, esprima l’addio di un povero tacchino a questo mondo cinico e baro :–))

  5. Ciao Marilù 😊

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