Ai piedi della collina

I combattimenti erano calati di intensità. Erano ormai settimane che non sentivamo più i proiettili fischiare sopra le nostre teste.
“Si saranno stufati”, mi diceva Marco strizzandomi l’occhio. Anche il martellio distante dei pezzi d’artiglieria era ridotto quasi a niente, un boato di tanto in tanto, come per ricordarci che eravamo pur sempre in guerra. Le mimetiche rossicce del nemico si intravedevano ancora, però: lassù, in cima alla collina che tante volte avevamo provato a conquistare.
“Credo che ci siano trattative in corso”, aveva asserito Marco. “E che trattative ci possono essere, con loro?” Avevo domandato. “Siamo cresciuti esaminando e discutendo i loro errori. Abbiamo giurato che mai e poi mai li avremmo seguiti. Che le loro menzogne imperialiste e terroriste su noi non avrebbero mai fatto presa…cosa c’è ancora da discutere? Oltretutto, stavamo vincendo.”
“Appunto per questo”, ci aveva spiegato pazientemente il Capitano. “Adesso che sono praticamente sconfitti è l’occasione buona per convincerli che stavano sbagliando tutto. Che siamo noi ad avere ragione.”
Sbuffai. “E credete che lo faranno? Sono anni che li combattiamo. Magari non la bassa truppa, ma i loro  comandanti devono sapere molto bene tutte le bugie che hanno detto. Ti sei dimenticato tutta la potenza che avevano alle spalle? Come spadroneggiavano, quando erano sicuri di sbaragliarci? Non sono solo in errore, sono anche falsi.”
Il capitano aveva tagliato corto: “Probabile. Però vale la pena di tentare, no? Per la pace, dopo tutto questo tempo.”
Era stata la settimana in cui avevano destituito il generale, quello dello scandalo. “E’ stato imprudente”, aveva suggerito Marco a mezza voce. “Lo hanno silurato”.
“E perché mai?” avevo chiesto io. Lui aveva alzato le spalle.
Le settimane seguenti era continuata la tranquillità. Un colpo di mortaio qui, uno lì. Stavamo diventando irrequieti. Passavamo il tempo a leggere il giornale. “Non capisco. Guarda qui: in questo comunicato il Quartier Generale sembra riconoscere il valore del nemico.”
“Non si può negare che abbiano combattuto…” era stata la risposta di Marco.
“D’accordo, ma sono quasi allo sbando! Leggi, leggi: in questo passaggio pare quasi che avessero ragione loro, sulla questione del ponte.”
Marco prese il foglio, corrugò la fronte. “Hai ragione. Sembra quasi il contrario di quello che ci dicevano una volta”. Mi ripassò la pagina. “Però non suona male.”
“Non suona male? A cosa devo credere, a chi ci ha portato fin qui, a ciò che abbiamo dibattuto e discusso infinite volte, a quanto sapevamo per certo che era vero, oppure a quello che leggo adesso…qui si afferma che è lo stesso, ma lo vedo bene che non è così!”
“La stai pigliando troppo sul personale. Dovresti mettere in discussione i tuoi preconcetti.”
“Lo sto facendo! Per questo sono così arrabbiato”.
La settimana seguente ci fecero muovere. “Rilocazione, il fronte si è spostato”. C’erano anche le nuove uniformi, al posto di quelle chiare, sull’azzurro, stinte e bucherellate, che avevamo vestito durante le ultime campagne.
“Non mi piacciono”, dissi al Capitano. “Danno troppo sul rosso. Così ci confonderemo con il nemico”
“Questo passa il comando”, aveva replicato.
Ci muovevamo di continuo. “Ci sono tensioni con gli alleati” mi aveva detto Marco a bassa voce.  C’era una grossa battaglia in corso, e invece di intervenire noi ci dirigevamo in direzione opposta. “Sembra che i giacimenti facciano gola a troppi.”
“Sinceramente non capisco cosa perdiamo tempo: pensa ai civili!”, avevo risposto io. “Non è chiaro dove sta il meglio per questa gente?” Ma Marco non ne aveva più voluto parlarne.
A quanto pare una nuova offensiva era finalmente imminente “Ci hanno trasferito tante volte che non so neanche dove siamo. Mi sento sperso” avevo confessato a Marco. “Spara al nemico che ti indicano, e basta” aveva replicato lui. C’era stato anche il discorso dei generali. Una volta tanto, mi aveva fatto arrabbiare. Avevano indicato come nostre più grandi vittorie non i paesi faticosamente strappati ai nostri avversari, o i sacrifici di tanti nostri eroi, ma quei colloqui di pace delle scorse settimane. Come esaltare il valore del nemico mi avrebbe fatto combattere meglio? Non riconoscevo più nessuno degli obbiettivi che mi indicavano per la nostra guerra.
Il giorno dopo ci condussero alle trincee.
Il rumore da tempo dimenticato dei proiettili, il rombo del cannone. Sbirciai dalla feritoia.
Laggiù, ai piedi della collina, con le loro uniformi azzurrine e stinte, si vedevano i nemici.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 15 febbraio 2018 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 21 commenti.

  1. La divisa io non la cambio.

  2. La Chiesa oggi.

    Grazie.

  3. Il fatto che l’amico del narratore si chiami Marco ha un significato o è un nome come un altro?

  4. Non disperiamo! Ci vuole che la barca di Pietro sia sbattuta dalle onde per separare il grano dalla gramigna. Rimaniamo saldi nella fede e non montiamo in superbia per essa ma come Paolo combattiamo la giusta battaglia. Forza ragazzi Dio non abbandona mai e non dimentichiamo che noi combattiamo anche per la salvezza dei nostri nemici.

  5. Concordo con David (sembra proprio che “il Signore addestri le sue dita alla battaglia”…).

    Non è facile, per niente facile capire con chi schierarsi, in tempi di “false luci”, come ci invita a considerare, in un suo recente messaggio, la Gospa, vera e intramontabile Sede della Sapienza. Ma ci sono state “aquile randagie”, in giorni storicamente non distantissimi dai nostri (di certo meno distanti di quelli delle faticose e cruente conquiste e riconquiste dei colli Sanmichele e Sanmartino, nei dintroni di Gorizia) in cui anche solo la pratica di un’apparentemente ingenuo scoutismo, molto sgradito al regime, ha prodotto dei veri eroi semisconosciuti.

    Come quel “don Stefano”, nickname di don Giorgio Barbareschi, che aiutò Montanelli nella sua fuga dal carcere-lager di Sanvittore fino alla Svizzera. E che si prestò, su mandato del beato card. Alfredo Ildefonso Schuster, lui pretino fresco di consacrazione, ad esporsi in prima persona per benedire un manipolo di cadaveri di partigiani fucilati dalle truppe di invasori nazisti a Piazza Duomo. Mentre pregava in ginocchio per quei giovani caduti, una intera folla di passanti, a poco poco, si piegò in ginocchio, in silenzioso e intenso raccoglimento, sulla piazza, intorno a lui e alle salme sparpagliate.

    Più tardi, lui e la sua efficiente rete di ex “aquile randage” in incognito, aiutarono anche un sottufficiale delle SS a fuggire in Svizzera, pagando di tasca sua per ben due mesi la retta di soggiorno dell’ex militare nazista in un rifugio alpino, prima del trasferimento definitivo del fuggiasco oltreconfine. Non aveva problemi di schieramento, don Giorgio; non come li intendiamo noi, adesso.

    Devo dire che lo invidio, almeno un po’. Un bel po’ (molto più di un “bel piave”).

  6. xSircliges: un nome come un altro.

  7. Caro David,
    le onde c’erano prima, ci sono ora e ci saranno fino alla fine… è “il mondo”. Il mondo che cerca di rovesciare la barca di Pietro, quando vede che non devia dalla sua rotta, non recede dalla sua missione. Ma oggi sono in tanti con le mani al timone per cercare di farle cambiare rotta, evitare le onde e navigare tranquillamente… senza meta.

  8. @Marilù
    Quello che mi lasciava perplessa (leggi confusa) fin da piccola era questa storia divisa in buoni&cattivi , con nomi precisi di categorie precise, che apprendevo a scuola (e la scuola non poteva sbagliare!) … mentre ero circondata da “anziani”, nonni, prozii, e loro amici dai quali assorbivo storie, anche di guerra, che mi raccontavano tutt’altro, storie dove i “buoni” potevano essere molto cattivi, e i “cattivi” convertirsi di colpo in buoni e rischiare (o perdere) la vita per gli altri… I veri protagonisti e testimoni degli eventi mi raccontarono anche come la gente comune, ad un certo punto, avesse terrore sia degli uni che degli altri, in mezzo a lotte fratricide… Per tanti anni ho pensato di essere circondata di storie che “facevano eccezione”, o forse di episodi accaduti solo dalle mie parti, mentre il libro scolastico di storia “faceva testo”… Ad un certo punto ho capito che le cose furono OVUNQUE (e non solo dalle mie parti) molto più complesse di quelle che la propaganda dipinge.

  9. Buon giorno @Marilù
    se hai notato dal mio commento io non faccio minimamente la divisione fra buoni e cattivi anzi se rileggi il mio commento si conclude che —-noi combattiamo anche per la salvezza dei nostri nemici— Questo proprio per rimaneri saldi nella Fede cioé attaccati a Gesù che è la Via la Verità e la Vita. Io come tutti coloro che si dicono cristiani non possono e non dovremmo mai dividere fra buoni e cattivi poichè nessuno è del tutto buono o del tutto cattivo. Infatti se siamo fatti ad Immagine di Dio non è possibile che qualcuno sia del tutto cattivo.
    Ora il post di Berlicche si può discutere ma non divide fra cattivi e buoni ben si mette in evidenza proprio come sia difficile rimanere saldi nella Fede. Il fatto che uno rimanga saldo nella fede non è che è buono ha semplicemente portato a termine la sua battaglia-testimonianza.
    Questo non vuol dire che tutti coloro che resteranno saldi nella fede saranno puri e duri senza peccato e non faranno mai del male perché essi sono esseri umani come coloro che invece avranno ceduto all’inganno e alla menzogna.
    Così potrà accadere che i primi potranno avere momenti di sbandamento e di cattiveria come i secondi potranno avere momenti di Umanità-ad-Immagine-di-Dio ed essere generossissimi e buoni.
    Tutto questo non vuole dire che allora non c’è Verità e quindi non si sa dove è il Bene e il Bello bensì noi se ci diciamo Cristiani dobbiamo mettere in pratica l’insegnamento massimo che è il compimento della Legge come ci insegna Gesù e come la Chiesa da subito ha ribadito: – dobbiamo sempre distinguere tra il Peccato e il Peccatore.
    Mentre il primo va sempre condannato il secondo va sempre accolto e aiutato.
    Ora come puoi ben capire nella situazione in cui viviamo oggi è richiesta una Vera Coscienza Formata in senso Cristiano.
    Anche se questo può sembrare difficile in realtà non c’è niente di più facile basta seguire la regolina di cui sopra distingure tra il Peccato e il Peccatore e quindi condannare sempre il primo in base al Vero e al Falso (che Dio ci ha donato con la sua legge) e aiutare, accoglier e se ce verso correggersi e correggere il Peccatore.
    Come vedi ho scritto anche correggersi proprio perché un cieco non può guidare un’altro cieco.
    Così io mentre correggo mio figlio, il mio amico ecc.devo correggere anche me stesso.
    In pratica ci si Converte mentre si aiuta gli altri a Convertirsi e loro si Convertono mentre aiutano noi a Convertirsi (naturalmente se lo vogliono).
    A proposito ti consiglio se hai la possibilià di risentire le catechesi di Papa Francesco sulla Speranza Cristiana sono bellissime e scoprirai un papa che non corrisponde a quello dei giornali.
    Ce ne una con un passo sulla Verità che è bellissima.
    Qui il papa sottolinea il fatto che anche se tu fossi l’unico rimasto a seguire la Verità ( quindi lascia intendere che esiste una Verità Vera non è tutto relativo) non isolarti stai con gli altri.
    Si perché la Verità va Vissuta e Testimoniata non solo predicata e usarlta come mezzo di giudizio per distinguere i buoni dai cattivi; infatti chi fa cosi è quello che per primo appena ne trova una che lo appaga di più tacchite che rinnega Cristo anche se apparentemente non gli sembra e vacon la menzogna. Ciao.

  10. @ Francesca

    Sì, capisco bene le situazioni che descrivi.
    Il fatto è che, a un certo punto, bisogna comunque schierarsi, e accettare di poter scoprire, in un secondo momento, di aver commesso uno o più errori, senza pretendere di essere, più che esseri umani di buona volontà, delle copie conformi e indefettibili dell’Immacolata. Senza tralasciare di pregarLa molto, prima di prendere qualunque decisione, è chiaro.

    @ David

    La ringrazio, David, se vorrà fornirmi i link delle catechesi di Papa Francesco che menziona ( e contro il quale non mi sembra di aver fatto non solo alcuna dichiarazione, ma nemmeno alcuna allusione, nel mio precedente commento).

    Per il resto, non capisco questa sua lunga e personale catechesi, o serie di puntualizzazioni, che sembrano rivolte a me. O almeno così mi è parso di capire.

    Le chiedo: cosa le ha fatto pensare che ce ne fosse bisogno?

    Un caro saluto a entrambi,
    marilù

  11. Cara @Marilù
    la mia non era una catechesi anche perché non ne ho le qualità ne le qualifiche.
    La mia era solo il riportare la mia personale esperienza di cammino cristinao iniziato circa 20 fa dopo esserne stato più o meno distante.
    Come tatti cattolici-cristiani mi ritenevo abbastanza adulto per dire da solo cosa era vero e cosa non lo era e così ero finito per non sapere più riconoscere la verità.
    Poi quando ho iniziato a Amare davvero piano piano tante cose mi si sono sempre fatte più chiare.
    Ecco perché sottolineavo il fatto che noi ci si converte mentre convertiamo o si può anche dire che si impara ad Amare mentre Amiamo gli altri lasciando l’io dietro a noi.
    Per cui mi scuso sentitamente se ho dato l’idea di voler fare una catechesi.
    Mi scuso ancora di più perché rileggendo tutti i commenti ho visto che fra le altre cose avevo sbagliato anche la persona (a riprova del fatto che non ho proprio le qualità per fare catechesi sono solo in cammino).
    Infatti mi sono accorto che la mia risposta era rivolta al post di Francesca dove diceva dei suoi nonni che gli mostravano come a volte quelli che erano cattivi invece erano buoni e viceversa.
    Ho sbagliato peché dopo aver letto il post ho fatto copia inccolla su @Malilù invece che Francesca 17 febbraio 2018.
    Come si dice a Prato ho svirgolato e ho toppato.
    Comunque se legge il post che Francesca le dedica e poi rilegge il mio lungo post (ha ragione anche in questo io non so proprio fare sintesi) forse capirà meglio ciò che volevo dire.

    Per quanto riguarda la mia affermazione sul Papa non era in relazione ha ciò che francesca aveva detto nel suo post ma più in genera sul fatto che tanti oggi credono che questo papa stia portando la Chiesa allo sfascio e perfino eretico.
    Io non volevo e non voglio difendere il papa ma più semplicemente mostrare l’uomo papa che è di una fragilità umana grande e che però si sforza di cercare la verità.
    Poi purtroppo lui può sbaglire ma tanti se non tutti i papi hanno sbagliato a iniziare dal 1 Pietro per cui è in buona compaglia.
    Ma la Chiesa e la Storia la guida Dio.
    Comunque questo è un’altro argomento.

    Per le catechesi del papa può vedere sul sito del vaticano o su quello di radio maria e cercare le Catechesi sulla Speranza, io purtroppo non ho il link perché le ho sentite tempo a dietro in registrata il sabato alle 13,30-14 su radio maria.

    Buona sera e un grazie con tatto affetto pur non conoscendola personalmente.

  12. @David
    Il mio post era rivolto a Marilù e conseguente al suo commento. Non era rivolto a Berlicche e/o al suo racconto.

    Grazie comunque per la “catechesi”, sempre utile.

    A me sta benissimo Papa Francesco, come stava benissimo e sta Benedetto, e Giovanni Paolo II e I (quest’ultimo mio conterraneo). Non credo che Francesco sia “eretico”. Credo che adotti una pastorale, una linea, uno stile suo particolare – come ogni papa.

    @Marilù
    Sì certo, alla fine si fa una scelta e ci si schiera, sulla base della filosofia/antropologia che più ci sembra corrispondere all’ideale cristiano.

    (Spostandomi direttamente sul piano politico e delle prossime elezioni: io non so ancora chi votare… Alla fine anche i partiti tipo quello “della famiglia” non riescono a convincermi poi così tanto della loro “cattolicità”… Il perché? Non lo so. L’importante è non dare il voto a chi va esplicitamente contro la legge naturale, e stare orientati sul cosiddetto “meno peggio”. Per il resto… boh).

  13. Qualche anno fa il parroco, un apologeta di Papa Francesco, scriveva sul foglietto della domenica:
    “… dopo decenni in cui dal papa e dai vescovi ci veniva martellata l’unica esortazione a rispettare solo tre tra i valori ritenuti “non-negoziabili” (vita nascente, scuola cattolica, famiglia tradizionale)… è arrivato Francesco…”.
    Io non sono nessuno, sono un soldato semplice e un peccatore come tutti che in quel momento si chiese: è un buon pastore o è un mercenario questo?

  14. @Toni
    Secondo me chi pensa che Papa Francesco sia, rispettivamente, o il salvatore o il demolitore (della Chiesa) ha capito ben poco della Chiesa… Di che cos’è, di cosa fa, ecc., di cosa siamo, di cosa facciamo, di cosa siamo tenuti a fare come cristiani…

    (Tra l’altro – appurato con le mie orecchie – anche tra certe formazioni “progressiste” c’è una contrarietà verso Papa Francesco, in base ai temi toccati. Ne ho sentite un po’ di tutti i colori…)

  15. @ david

    Ah, penso di aver capito l’equivoco da parte sua. Càpita di confondersi quando gli interlocutori si distinguono dai nomi o nick-name e non si possono guardare in faccia. Comunque brevemente, sull’Amore, le lascio questa osservazione decisamente polemica e provocatoria: anche i pedofili sono convinti, fino alle lacrime, fino addirittura al deliquio e allo svenimento, di amare, con tutto il cuore e con tutta l’anima, le loro povere “prede”.

    Poi vorrei aggiungere che, per parte mia, non la trovo affatto incapace di concisione efficace: il suo primo commento in calce a questo post è stato invece, a mio parere, di una nitidezza e profondità e sintesi davvero folgoranti.

    P:S.: grazie per l’indicazione sulle catechesi di Papa Francesco, proverò a procurarmele, cercando sul sito di radio Maria.

    @ Francesca

    “L’importante è non dare il voto a chi va esplicitamente contro la legge naturale, e stare orientati sul cosiddetto “meno peggio”.”.

    Eh sì; già, sì; ahimé, sì.
    Poi, checché ne dicano col loro accorato appello al voto i vescovi lombardi, si può restare anche a casa (andare al mare il 4 di marzo, non è consigliabile: ancora troppo freddo, sia il mare, sia il resto).

    Ma poi tanto lo so, che quei 15 ragazzi sdraiati nel loro stesso sangue, a Piazza Duomo, quel 15 agosto del ’44, finiranno col farmi vergognare. se resto sdraiata nel mio autocompiacimento e non esco a godermi la pioggerellina di marzo o le forsizie appena sbocciate nel giardino della scuola elementare…. :–)

    Di nuovo un caro saluto,
    marilù

  16. Intanto Bergy ha detto sì all’accordo sui vescovi con la Cina. In pratica ha consegnato i cattolici cinesi ai loro aguzzini atei.

  17. Cara Marilù,

    vedo che condivide, seppure in modo non precisamente entusiastico, l’appello di Francesca a “stare orientate sul cosiddetto meno peggio” e che probabilmente si godrà la pioggerellina di marzo e/o le forsizie appena sbocciate nel giardino della scuola elementare…. Lo farò anch’io, però questa volta con la convinzione di votare per un movimento – il Popolo della Famiglia – che vedo composto prevalentemente da cristiani – coi loro (miei) tipici difetti – che si propongono di mandare in Parlamento persone che contribuiscano a legiferare provvedimenti che difendano la famiglia, promuovano la nascita di nuovi piccoli italiani, si occupino con cura di anziani ed ammalati e, per contro, si oppongano al varo di leggi ancor più distruttive dei principi che fondano la società nella quale siamo cresciuti.

    Buona domenica!

  18. Caro Eppe,

    la ringrazio della proposta e, visto che il Popolo della Famiglia si presenta alle elezioni con una propria lista, prenderò in serio esame anche questa possibilità di voto. Ma prima dovrò capire se la lista del Popolo della Famiglia si presenta da sola, come il Mov5*, per esempio, o in coalizione, perché i trabocchetti e i perversi meccanismi di questa legge elettorale, atta più a conservare lo status-quo-ante che a favorire la genuina scelta degli elettori, costituisce un potente freno e un ostacolo non piccolo alla vera libertà di voto, il prossimo 4 marzo.

    Ci sono poi altri temi (immigrazione, salute & ambiente, politica del lavoro e delle pensioni) su cui non ho ben chiara la posizione e la programmazione di questa lista. Ma cercherò, per conto mio, nel web, informazioni più dettagliate al riguardo; non vorrei approfittare troppo della pazienza del nostro gentile anfitrione.

    Grazie ancora per quella che, per me, è stata una ‘rivelazione’ preziosa e un cordiale saluto,
    marilù

  19. E’ chiaro, un cattolico sa mettere un ordine nei valori distinguendo i “non negoziabili” dagli altri. Lo deve fare innanzitutto sul piano individuale (pur con tutti i limiti delle proprie imperfezioni e contraddizioni) e lo deve fare sul piano sociale perché è così che può davvero testimoniare la verità con la certezza di stare dalla parte giusta.
    Così non può dare il suo voto a partiti che avversano i principi cristiani in fatto di vita, di famiglia e di educazione.
    Su tutte le altre questioni più squisitamente politiche (l’economia, la giustizia, la sicurezza, la politica estera, ecc.) il cattolico sa che non esistono Verità, e che le scelte non possono che essere ideologiche, nè un adeguato consenso scientifico al quale fare appello, nè il puro ricorso alle “lezioni della storia” (ammesso che sia possibile conoscerla autenticamente e completamente) potranno darci la sicurezza di stare dalla parte giusta.
    Sta di fatto che la maggioranza di quelli che credono di poter salvare il mondo attraverso la politica, si comporta esattamente al contrario.

  20. cara Marilù l’amore di cui parlavo io era l’Amore di cui ci ha reso capaci Gesù Cristo. Per realizzare questo tipo di Amore Gesù ci ha lasciato delle indicazioni così nettessime : ….. chi mi Ama
    (1) rinneghi se stesso (la propria natura, i propri desideri o istinti non leciti, il proprio pensiero che comunque è limitato rispetto a Dio ecc.ecc. Questa a mio avviso è anche la parte più difficile da fare oggi giorno. Oggi ci viene trasmesso proprio l’esatto contrario dalla cultura, dalla scuola, dalla tv ecc.) (2) prenda la sua croce (è difficile accettarsi, accettare i propri limiti e i nostri dolori fisici e psichici ecc.) (3) mi segua (ecco se io mai riuscirò a fare i due passi precedenti fino in fondo, solo allora potrò forse sperare di essere nella seguela di Cristo)…….
    Ora queste parole sono così chiare che è impossibile non capirle poi il metterle in pratica è molto molto difficile e se poi si fa anche finta di non capirle behh….allora,,,,,,, è inutile anche stare a parlare di Amore Cristiano.

    Una buona notte e una buona nuova settimana a tutti quanti.

  21. David,

    a me viene in mente un’altra raccomandazione del Maestro, là dove, nel discorso della montagna dice “Fate agli altri quel che volete sia fatto a voi: questa è tutta la legge e i profeti”.

    Ciò implica avere ben presenti quali siano i propri desideri, aspettative, necessità equi e ragionevoli, tanto da meritare di essere difesi: anche questo, senza esagerare, senza fare all’altro quel che, magari colti ad …esagerare, non vorremmo fosse fatto a noi.

    Poi è chiaro, la croce dei propri limiti, quaggiù, non ce la toglie nessuno. Solo bisogna riconoscerla prima, e poi tenerla ben stretta, per non cedere alla tentazione di gettarla addosso agli altri, e cominciare così a distribuire “patenti” su chi capisce veramente e veramente pratica l’Amore Cristiano e chi no.

    Serena notte e miglior risveglio anche a lei.

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