Evidenza

Finché non comprendiamo che le cose potrebbero non essere non possiamo comprendere che le cose sono
GKC

Forse questo tempo in cui è messa in dubbio la verità delle cose più evidenti è la più grande grazia che possa toccarci.
Dopo avere vissuto un tempo che si traveste di falsi colori perché è grigio e desolato più di un deserto, un giorno alzando la testa non potremo non stupirci dell’abbagliante azzurro del cielo e del profondo blu del mare, e ogni foglia e ogni bambino sarà come un miracolo. Diventerà evidente cosa non possiamo pretendere: dare la vita, o la felicità. Perché tanti possono dire come le cose si trasformino, ma nessuno può immaginare come il niente diventi qualcosa.
Beati coloro che si accorgeranno della realtà e si stupiranno di ciò che c’è da sempre, perché avranno in dono la vita.
Bisogna perdere una cosa per comprendere di averla avuta, e non c’è mancanza più grande di ciò che davamo per scontato ed invece scopriamo necessario. Ogni boccata d’aria, ogni sorso d’acqua valgono tutti i tesori del mondo. Un milione di falsità non possono dare una sola verità.
La forza della vera fede è allora non la tradizione, ma la conversione: voltarsi verso ciò che c’è da sempre e vederlo di nuovo. Vederlo nuovo.
C’è un solo Dio adatto a ciò, uno che muore e poi risorge, ed è stato tanto saggio da mettere la primavera dopo l’inverno, per fare spuntare gemme da rami denudati e fiori dal fango gelato.
Perché potessimo credere.

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 5 febbraio 2018 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. “La forza della vera fede è allora non la tradizione, ma la conversione: voltarsi verso ciò che c’è da sempre e vederlo di nuovo. Vederlo nuovo”.

    Non hai forse descritto la conversione NELLA Tradizione?

    Credo di sì… infatti hai scritto tradizione con la t minuscola – che è appunto un’altra cosa rispetto a quella con la t maiuscola: “ciò che c’è da sempre”.

    Dico bene …?

  2. Dici molto bene, Francesca.

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