Esploratori

Sto leggendo i diari di Lewis e Clark, i due esploratori statunitensi che, all’alba del 1800, per primi attraversarono il continente americano viaggiando da Saint Louis, l’estremo ovest degli allora Stati Uniti, fino all’Oceano Pacifico, e ritorno. E’ la loro spedizione che ha “scoperto” le Montagne Rocciose, ha descritto per prima la geografia, la fauna e la flora di quei territori, mai calcati dall’uomo bianco.

Una cosa che mi ha colpito sono le loro descrizioni degli indiani.
Sono molto diversi dalla mitologia che abbiamo imparato a conoscere dai film. Ci sono decine e decine di tribù diverse, ognuna con la sua cultura e modo di vivere differenti. Così diverse tra loro che villaggi distanti pochi chilometri gli uni dagli altri, nominalmente dello stesso popolo, parlano ognuno la propria lingua.

Tutte quante queste tribù però hanno cose in comune. Sono sempre in guerra le une con le altre, e anche quando sono alleate si fanno la forca vicendevolmente alla prima occasione. Quando possono sterminano i rivali, donne e bambini compresi, li derubano o li schiavizzano. La ferocia nei confronti dei deboli, l’omaggio ai più forti sono dati per scontati. Le donne svolgono i lavori pesanti, e sono oggetto di scambio e merce per propiziare favori. Sono poche migliaia di persone in una terra ricchissima, eppure non cessano di uccidersi tra loro.

Stiamo parlando di popoli che hanno visto pochi uomini bianchi, a volte nessuno. Non è la nostra corruzione passata a loro che gli esploratori riportano nei loro giornali, ma la disposizione originale della loro cultura così come gli uomini della spedizione la vedono nel corso dei contatti quotidiani.
Lewis e Clark cercano di far cessare le guerre tra le tribù tra loro ostili, ma la tregua concordata con grandi discorsi non dura che qualche settimana prima che i raid e le uccisioni riprendano. I loro racconti illustrano bene una realtà che noi abbiamo dimenticata: cioè che, sebbene ci sia il desiderio della pace, la cattiveria umana è molto più forte.

Quella legge morale che tante volte diamo per scontata non lo è affatto. Non uccidere, non rubare, non desiderare la donna d’altri e tutto il resto sono comandamenti perché, prima, non si vedeva la ragione di non farlo. Se fosse tanto ovvio, non ci sarebbe stato bisogno di scolpirli nella pietra. Senza quel Dio che ce li ha dati, non sono che graffiti incomprensibili.

Adesso che adoriamo altri dei, che cammino seguirà la nostra tribù? Ci stiamo addentrando in un territorio già esplorato, ma di cui non ricordiamo i pericoli. Chi ce li indicherà?

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 28 dicembre 2017 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 15 commenti.

  1. Ubris, il peccato di ogni uomo.

  2. Il mito del buon selvaggio è, per l’appunto, un mito.

  3. L’argomento e’ profondo ed offre molti spunti di riflessione…mi limito a dire che, dal ritratto fatto dai due esploratori , gli indigeni sembrerebbero essere proprio come quelli dei film: selvaggi, sporchi e soprattutto cattivi.

  4. “Ci stiamo addentrando in un territorio già esplorato, ma di cui non ricordiamo i pericoli. Chi ce li indicherà?”

    La Regina della Pace, a Medjugrje, non smette di metterci in guardia, contro simili pericoli, con premura e pazienza infinite, da 36 anni a questa parte, due volte al mese, all’inizio addirittura una volta a settimana.

    La nostra predilezione per “altri dei”, come Lei scrive, l’ha trattenuta dal mantenere quei ritmi iniziali, poiché le grazie elargite possono anche diventare troppe, se disattese, e ritorcersi contro il bene ultimo dei destinatari di così intensa cura e tenerezza.
    Tuttavia questa nostra sempre più ostinata sordità non l’ha fermata, al massimo l’ha spinta a dire, al colmo dello sconforto:
    “il mio Cuore materno piange mentre guardo quello che fanno i miei figli. I peccati si moltiplicano, la purezza dell’anima è sempre meno importante.” (2 dicembre 2016)

    Questa incrollabile perseveranza della dolce e sapientissima Madre di Dio e nostra è, già da sola, motivo di grande speranza per tutti noi: fosse anche soltanto Lei, la sola persona umana in carne ed ossa rimasta, a intercedere presso Dio perché Questi non decida di “staccare la spina” all’umanità!

    Perché se anche tutti i popoli dovessero diventare, senza rimedio, come i cittadini di Sodoma e Gomorra, la Vergine santissima, la nostra Avvocata di grazia e Madre di misericordia, non sarà mai nemmeno lontanamente paragonabile al pure “giusto” Lot.

  5. Se pensa che la Madonna si comporti come un pappagallo da 36 anni…bonta’ sua; a me piuttosto, per come appare ed e’ venerata, sembra molto simile al totem venerato dagli indiani d’America.

  6. Se pensa che la Madonna si comporti come un pappagallo da 36 anni…bonta’ sua; a me piuttosto, per come appare ed e’ venerata, sembra molto simile al totem venerato dagli indiani d’America.

  7. xRoberto: No. Fanno grandi lodi di Gatto Nero, uno dei capi, che descrivono come persona per quanto possibile tra le più degne e oneste mai incontrate. E Sacagawea, la donna indiana che è con loro, è una delle eroine americane (avete presente “Una notte al museo”? Lei).
    Ma gli usi sono quelli che sono. Ad un certo punto condannano uno della spedizione per ammutinamento a settanta frustate. Gli indiani sono atterriti, finché non spiegano loro cosa perché lo stanno facendo. Al che gliindiani sono stupiti: “Oh, capita anche da noi, ma noi li uccidiamo immediatamente”.

  8. Oh… ma è un caso o è voluto che pubblichi questo post proprio mentre viene diffusa la notizia del processo di beatificazione di Alce Nero?

  9. Grazie per l’inciso. Avrei qualche riserva, pero`, sul fatto che gli indiani fossero atterriti per aver assisto alla fustigazione: essi erano adusi alla pratica dello scuoiamento del cuoio capelluto che a detta degli esperti, e’ uno dei peggiori supplizi a cui si puo’ sottoporre un essere vivente (non solo umano)

  10. *leggasi: assistito

  11. …che è poi la descrizione pari pari degli Africani tribali, la situazione in cui si sono imbattuti esploratori, missionari e mercanti in Africa…che ancora si comportano così…e Anna Bono che li descrive sarebbe razzista e senza cuore :-) buon 2018 Antonio!!

  12. esiste una traduzione in italiano dei diari o stai leggendo in originale? anna

  13. Anno Bono Anna Bono!
    🍾👈

  14. Grazie Anna! Auguri anche a te.
    Sto leggendo in originale, questa versione.

  15. Assurdo il mito del buon selvaggio, e ovviamente assurdo che possa esistere autentica civiltà senza la verità del cristianesimo.
    Trovo però interessante e verosimile quell’immaginaria figura di “omo salvatico” (prodotto della fantasia satirica della coppia Papini-Giuliotti): un “cristiano, sopravvissuto nei boschi, che non è stato influenzato da nessuno di questi stravolgimenti culturali: Umanesimo, Protestantesimo, Rivoluzione industriale, rivoluzione filosofica e rivoluzione democratica” (Da Wikipedia).
    Sarebbe di enorme importanza poterne incontrare realmente qualcuno.
    Auguri di buon anno a Berlicche e a tutti i suoi lettori.

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