Le storie di San Randazio: Panni sporchi

Un giorno il santo monaco Randazio si trovò a passare con alcuni novizi vicino ad un fiume presso il quale alcune lavandaie sciacquavano i panni. Rivolgendosi quindi ai suoi confratelli, così disse loro:

“Guardate quelle lavandaie. Per pulire i panni li battono sulle pietre, oppure con un bastone: li strofinano, li fregano, li colpiscono, li strizzano fino a quando lo sporco non è uscito. Pensate a cosa potrebbe dire il panno: ‘Ma perché mi colpisci con tanta malvagità? Cosa ti ho fatto?’ Perché non si rende conto della sua stessa sporcizia.

Ma una volta ripulito la sua bellezza è molto maggiore: non è più uno straccio sozzo, ma un abito degno da indossare.
Considerate con simpatia il bastone che vi colpisce per purificarvi, non sfuggite alla mano che vi sfrega sul sasso, perché non sapete quanto sporco avete dentro. Non vi vuole male: desidera solo che voi siate degni della stoffa di cui siete stati intessuti.”

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 5 dicembre 2017 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 40 commenti.

  1. mmm.

    …sai che quasiquasi preferisco essere una pecora?

  2. Bella.

    Avevo fatto una associazione simile per spiegare il termine “castigo”.

    Dio non punisce bensì castiga, cioè ci rende nuovamente casti, puliti.

    E come vedi pure io avevo usato l’immagine delle lavandaie:

    https://preghierecorte.wordpress.com/2014/10/24/quando-scambio-i-castighi-per-punizioni/

  3. Un paio di decenni fa’ comprai per curiosita’, un testo dal titolo: “romanzo del cesso e del pudore”. Oltre che dei cessi dei tempi passati, trattava delle abitudini delle persone e dei santi riguardo all’igiene personale: con somma sorpresa, appresi che i santi ed in particolare alcune sante, si lavavano assai sommariamente, in quanto era considerato peccaminoso toccare il corpo ed ancor piu’ alcune parti: morivano in odore di santita’ ed, in tal senso, Santa Rita da Cascia mori’ castissima…

  4. Volevo ringraziarti, Berlicche, per tutte queste storie di San Randazio, in particolare per quella di oggi, che, per questioni personali, è stata una piccola luce nelle tenebre.
    Ancora grazie

  5. E con questa si potrebbero spiegare anche tante derive recenti.
    Ormai i panni non si lavano più in maniera così…cruenta!
    Lavatrici delicate, programmi economici, detersivi mirati sicuramente sono più rispettosi del capo sporco e dell’ambiente, ma forse – di tanto in tanto – una bella randellata forse fa meglio.
    Ciò detto preferisco ovviamente i comodi tempi attuali!

    Berlicche, grande S. Randazio! Le storie di questo “evangelizzatore locale” sono fantastiche e mi vien facile ritornarci su durante la giornata. Grazie!

  6. @godparent: ma almeno non si corre il rischio di gettare il bambino con l’acqua sporca…

    💆👈

  7. xAleudin: Acc! Ok, il copyright è tuo. :-)

  8. MenteSperoLibera65

    Penso che il post sia davvero azzeccato, magari in modo inconsapevole .
    Quando i panni erano un po grezzi, duri, poco intessuti , ed la lavandaia non aveva altri sistemi, usava il randello , una sapone grezzo, e li sbatteva. Il che non sempre comunque toglieva le macchie
    Ora che che i panni sono più fini, più morbidi, anche più adatti alla pelle , sono anche più delicati. E la lavandaia ha scoperto che con la lavatrice ed il detersivo delicati e l’ammorbidente sono più puliti e non si rovinano.
    Quando le persone erano meno colte e più semplici, andava bene anche la correzione pesante, perchè in alcuni casi non erano in grado di capire altro.
    Ora che le persone sono più colte, più sofisticate, vogliono capire. E allora occorre la delicatezza, occorre la parola adatta ed adattabile alla singola persona, altrimenti , esattamente come un tessuto delicato, si strappano.

  9. Sei profondo MenteLibera, bisogna riconoscerlo; sono piu’ che convinto che sarai apprezzato pure dal buon Berlicche… o no?

    🗿 🔫 👹

  10. Quello che dici, Mentelibera, mi ha convinto di una cosa: che il randello continua ad essere necessario, se possibile ancora di più.
    Se no voglio vedere se certa lordura di fogna viene via.

  11. MenteSperoLibera65

    Be …ovviamente tu ritieni di essere la lavandaia….

    “Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».”

    Chi ha orecchi per intendere intenda.

  12. Come ti ho detto tante volte, Mentelibera, prima di commentare occorrerebbe avere capito il post. I tuoi “ovviamente” non ne azzeccano una.
    In ogni caso, ti fornisco un’altra citazione dalla stessa fonte: “Medico, cura te stesso”.

  13. @mentelibera
    Il criterio per decidere se usare il bastone, il sapone grezzo o il sapone delicato, l’ammorbidente eccetera, ce l’ha la lavandaia, non il panno.
    La lavandaia non è nè berlicche nè i kattolici che condannano all’inferno, come mi sembra tu abbia frainteso.
    La vera lavandaia è il Signore. Il setaccio, il bastone, il sapone, sono le circostanze della TUA vita che reputi avverse: una perdita del lavoro, un problema grave in famiglia.
    Berlicche dice: non maledirle! Attraverso di esse Egli ti scolpisce dalla pietra grezza. Attraverso di esse tu diventi chi sei chiamato ad essere.

  14. Grazie cacciatrice. ma conoscendo in parte il pensiero di Berlicche non credo proprio che lui si riferisse alla pedagogia della Croce (che è quello che dici tu). Ma ti ringrazio per l interpretazione molto azzeccata.

  15. Dopo aver passato:

    a) parte dell’università a occuparmi di pannolani, sete e mussoline di Mossul, follatura, gualchiere, tinte e andirivieni di mercanti in cerca di lana inglese da far raffinare ai tessitori del Valdarno di sopra e di sotto;

    b) non poche ore divertenti a scoprire cosa c’era dietro il “pecunia non olet” di vespasianea memoria dal punto di vista delle lavanderie a gettone dell’antica Roma;

    scoprire stupefacenti novità quali i panni di una volta che erano “un po grezzi, duri, poco intessuti” (magnifico ossimoro, i tessuti poco intessuti!) e le vicissitudini delle lavandaie che poverine ignoravano il Dash e la Zoppas è veramente un “eye opener” come direbbero a Cambridge…

    Se il buon giorno si vede dal mattino stiamo freschi ;-)

  16. E se il Signore Dio nostro non ci volesse proprio cosi’ “lindi e pulti” e sfavillanti ma si accontentasse di un lavaggio a 20° eco, purche’ ripetuto ad intervalli regolari? Ho conosciuto molti anni fa, un frate irruento, pieno di difetti (per poco non mi meno’…), ma caritatevole come nessun’altro.

  17. xRoberto: il Signore non si accontenta. In fondo è morto per lavarci. Siamo noi ad accontentarci di puzzare un po’.

    xCacciatrice: perfetto.

    xMentelibera: “ma conoscendo in parte il pensiero di Berlicche non credo proprio che…”
    Non conosci proprio niente, a parte il tuo preconcetto. Te l’ho già detto, ripetuto, ma a quanto pare ti accontenti di conoscere quanto pensi già di sapere. Ovvero, niente.
    Capirei un primo sbaglio di interpretazione. Ma perseverare è, letteralmente, diabolico.

  18. Ma la “lavanderia” (purgatorio) non e’ una realta’ di questo mondo; la carne in cui l’anima e’ “invischiata” ci induce a peccare, ad indugiare nei piaceri terreni, ad esempio: chi non pecca di gola? L’uomo ha peccato sin dall’origine e continuera’ a farlo; la nostra stessa natura ci induce a peccare, l’importante e’ che la tentazione della carne non riesca a prevalere sullo spirito almeno in maniera preponderante.

  19. E no caro Berlicche. Perdonami ma tu la teologia della croce la intendi a modo tuo. Anche nel tuo post dici esplicitamente “Ma perché mi colpisci con tanta malvagità? Cosa ti ho fatto?’ Perché non si rende conto della sua stessa sporcizia.” lasciando intendere che il signore manda la croci come punizione “ammonitoria” per pulirti dai peccati.
    Ma la croce non è questa. La Croce di cacciatrice e tutta diversa.

  20. Mentelibera, è bellissimo che tu cerchi di insegnarmi cosa dico realmente nel mio post. In effetti, visto che sei solito correggere anche Dio…
    Forse potresti farti domande sulla tua reale comprensione delle cose.

  21. Si legge che la vera lavandaia sarebbe il Signore… ma come la mettiamo, ad esempio, coi gerarchi nazisti che, quando non si sono suicidati o presi e giustiziati, hanno vissuto scevri da croci sino alla soglia dei cent’anni?

    ❓🤔

  22. Tipo?

    Comunque, ti consiglio di rileggere meglio il post. Davvero non avere croci lo consideri un vantaggio?

  23. Penso a Rudolph Hess e, su tutti, ad Erich Priebke che mori’ tranquillo a 100 anni tondi. Per contro, penso alla moltitudine di infelici tetraplegici sin dalla nascita: questa condizione e’ da intendersi punitiva per peccati che non possono aver commesso? Voglio dire che Dio non punisce su questa terra: le croci maggiori solitamente le portano coloro che non hanno mai fatto nulla di male, mentre qualcuno ha inteso che ci vengano inflitte per correggerci, ma de che? Molti che, di punto in bianco, sono stati colpiti da una croce tremenda (dj fabo, Sig. Welby),si sono suicidati…
    La croce e’ ben altra cosa, e’ l’abbraccio di Dio a coloro che ama maggiormente e non e’ mai un castigo. Il bastone e le pietre ci saranno riservate o meno, nel giudizio finale in base al nostro agire su questa patria terra.

  24. Caro Berlicche , sei tu ad avere una idea della croce contraria a quella di Cristo.
    Purtroppo molti cristiani la pensano cosi e non pochi preti in passato li hanno fatti sbandare su questo. Ma non è quello che dice la Chiesa. Le croci della vita non sono punizioni per quello che abbiamo fatto (e d’altra parte come potrebbe essere visto che molti hanno croci pesanti fin dalla nascita), ne la conseguenza di quello che hanno fatto i nostri avi (e d’altra parte un Dio che punisca i figli per le colpe dei padri sarebbe un bel tiranno, il senso di quel passo della Bibbia è diverso come hanno spiegato fior di teologi) .
    Cristo , per non saper ne leggere e ne scrivere , lo ha detto esplicitamente :

    ” Passando vide un uomo cieco dalla nascita 2 e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». 3 Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio.”

    Le croci della vita che sono permesse dal fatto che siamo di carne e siamo su questa terra e la terra è un posto pericoloso , al contrario del paradiso terrestre, sono imvece la via maestra dove è possibile incontrare Cristo. È un grande e per certi versi scandaloso mistero il motivo per il quale autentici criminali abbiano attraversato la vita con pocbi problemi , e persone innocue e spesso innocenti siano state molto provate. la spiegazione del
    male nel mondo è un punto nodale del cristianesimo. Guai a banalizzarla , ed a trasformare Dio in un distributore di disgrazie. Come si potrebbe dir bene (benedire) chi ti manda delle disgrazie?
    Quello che invece intendevi tu è la correzione cristiana , che non è una punizione fisica (quanto ti piacerebbe eh ) ma un ammonimento, piu o meno duro , che vale per chi ha obbedienza per chi ti ammonisce.
    In cielo poi non verremo battuti o lisciati, ma sulla base della nostra intera vita e giudicati con equita e misericordia.
    Pensare che il Signore non abbia la capacità di misurare tutta una vita ed affidare salvezza o dannazione a singoli episodi è davvero una idea limitata e molto umana di Dio.
    Anche le confessiomi infatti sono valide solo a certe condizioni dell’animo e delle intenzioni, come pure i peccati sono peccati solo a certe condizioni. Quindi solo il Sigmore sa tutto.

  25. Mentelibera, è abbastanza ridicolo che tu faccia il maestrino quando hai già espresso più volte il tuo rifiuto della Chiesa e degli insegnamenti di Dio.
    Oltre al fatto che, ribadisco, non hai capito niente del post.
    Figurarsi del cristianesimo…

    Davvero, Roberto, Hess e Priebke hanno vissuto una esistenza tranquilla? E poi, chi ha parlato di “vita punitiva”? Non certo io. Se pensi che il bastone del post sia una punizione, prova a rileggerlo.

  26. Per tutti quelli che hanno risposto: forse che uno scultore colpisce violentemente il marmo per punirlo di qualcosa? O forse lo fa per trasformarlo in arte?

  27. @tutti: La sfinge direbbe: e cche caso..a li’ mor…🚫

  28. Brava, cacciatrice,

  29. @Caccitri’: meno male che siamo fatti di carne ed ossa, allora…
    🏌⛳

  30. @ Robe’, meno male che siamo fatti di carne e sangue, così invece dello scalpello ci capita un cancro, un consorte che ci tradisce, un figlio che muore in un incidente. E poi ci possiamo opporre allo scultore, soffrire il quadruplo e vincere l’inferno nel processo.
    E se pensi davvero di essere invischiato in una carne che, cattiva, ti induce al peccato, ti svelo che i peccati peggiori, con la carne, non hanno niente a che vedere.

  31. Siamo uomini che ci portiamo dietro il peso della carne nel cammino di questa vita…quanto c’e’ in noi di mortale e di corruttibile appesantisce l’anima (GV21,1). L’uomo che vive secondo la carne si confonde con le bestie, l’uomo che vive secondo lo spirito si associa agli angeli. (GV18,7)

  32. George Santayana, filosofo spagnolo, diceva che l’uomo non e’ fatto per comprendere la vita ma per viverla: neppure gli apostoli erano scevri e immuni dalle malattie; William Durant, il padre della moderna psicologia, diceva che piu’ che gli anni passavano e piu’ si rendeva conto di non essere capace di tirare avanti senza Dio. Sosteneva che Gesu’ fu’ un maestro “della scienza della gioia” (altro che scalpellino!): ai suoi discepoli prescriveva di “esultare e rallegrarsi”.

  33. Non esiste nessun Durant padre della moderna psicologia. Forse ti riferivi a William James (probabilmente un deista).
    Quanto a “Gesù maestro della scienza della gioia” a sostenerlo dev’essere stato un certo Dale Carnegie (specialista in corsi di sviluppo personale, vendita, leadership, corporate training). Ma probabilmente il primo a definirsi “professore della scienza della gioia” è stato il trascendentalista Ralph Waldo Emerson.
    … meglio lasciar perdere certi maestri, e rileggersi Paolo:
    “Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l’aria, anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato.” (1Cor 9,26-27)
    …quanto lavoro di scalpello per potersi qualificare!

  34. Confermo tutto. Che poi altri, rifacendosi a William James Durant, asseriscano le stesse cose, ci sta. Oltre a cercare in rete occorre leggere anche i libri e, poi, ci rimane pure Paolo, maestro ineguagliabile.
    Saluti.
    🖐🖑🕯

  35. @ToniS: Cmq hai ragione tu sul fatto il “padre della moderna psicologia” fosse James e non Durant. I’m in confusion! Sorry!

  36. Non essendo onnisciente, ma non avendo mai sentito parlare di un Durand psicologo, ho chiesto a mia moglie che ha competenze in psicologia.
    Peccato che non sia dato sapere in che testo hai letto le frasi riportate su Dio e su Gesù, il ché sarebbe interessante per capire l’attendibilità dell’autore in ambito biblico.

  37. Ignoravo l’esistenza di James e l’ho confuso con Durant. Svelato l’arcano. Conoscevo Durant dai tempi della scuola e d ho ritenuto che fosse lui ad aver detto quelle parole riferite a Gesu’, quando invece e’ stato James (qualificato come padre della moderna psicologia). Cmq concordo sul fatto che Gesu’ fosse “maestro della scienza della gioia”: se questa volta non vado errato, se sbaglio mi corrigerete (mmh chi l’ha detta?), il primo miracolo del Messia, fu alle nozze di Cana: Gesu’ non volle che la festa fosse guastata ma che continuasse: ci vuole felici e gioiosi.

  38. Beh, a quelle nozze fu Maria che si accorse della mancanza di “gioia”, Gesù ebbe un’esitazione… ma poi volle accontentare Sua Madre (preghiamo dunque Maria per ogni necessità!).
    Certo è che Gesù E’ davvero Il Maestro, “anche” della gioia, perché no, ma non solo; vedo sempre un grave rischio in queste semplificazioni dato che, come osservava Chesterton, l’eresia talvolta più che un errore è una verità che si è dimenticata di tutte le altre.

  39. Che Dio ci voglia partecipi al banchetto nuziale e che fosse “maestro di gioia” lo sosteneva anche Giovanni XXIII, criticato e tacciato di ottimismo, perche’ secondo taluni, sono i falsi profeti a proclamare di solito l’imminenza di ore tranquille e rasserenate, (si veda, nella Bibbia, il capitolo 13 del Libro di Ezechiele).

  40. “Per ogni cosa c’è un tempo fissato, sì, un tempo per ogni faccenda sotto i cieli. C’è un tempo per nascere e un tempo per morire. Un tempo per piangere e un tempo per ridere”, dice Salomone (Ecclesiaste 3:1-4)

    C’è (e ci sarà) anche il tempo del banchetto nuziale.

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