Il travestimento

Lo sapete, è una mia idea un po’ fissa. Cioè che tante di quelle battaglie che qualcuno chiama “di libertà”, o in nome di “diritti”, autodeterminazione e così via, nascondano in realtà la volontà di colpire un singolo obbiettivo, cioè la presenza reale di Dio nel mondo. Che siano, detto altrimenti, dei travestimenti per le zanne e gli artigli di un potere occulto e maligno. Come in un certo libro e ora film di successo, dove il male si traveste da clown che dona palloncini. Sfortunato, e imbecille, chi cade nella trappola.

Così, ad esempio, tutto il movimento iconoclasta che ha piede ora negli Stati Uniti. Credevate che si fermasse alle statue dei generali confederati, scrittori, esploratori come Colombo? No: il prossimo bersaglio sono le croci. Come quella che campeggia su un memoriale a soldati caduti nella prima guerra mondiale, che qualcuno vorrebbe abbattere in nome di una pretesa laicità; sostituendola, cioè, con il nulla di cui quel qualcuno è rappresentante. Un Nulla ben preciso, ovviamente.

C’è da dire che chi volesse difendere quella croce in nome di valori o tradizioni sbaglierebbe in maniera alrettanto decisiva; anzi, in fondo si schiererebbe con il nemico. La croce che campeggia su quelle lapidi, o su quelle tombe, non è una pia tradizione, un segno scaramantico, una bandiera da difendere; rappresenta la memoria di cosa è l’uomo, il senso stesso della sua vita e della sua morte. Senza di quella croce non ci sarebbe ragione di ricordare quei caduti, perché ci sarebbe solo il presente, un perenne istante fuggevole senza significato, in cui ci si sbrana vicendevolmente. Definirla valore o tradizione è averla già abbattuta nel proprio cuore.

La croce proclama che ogni vita vale qualcosa. Così anche le leggi come quelle sull’aborto o come quella sul fine vita attualmente in discussione al Parlamento non sono altro che tentativi di colpire la vita per distruggere la croce. Quando si obbligheranno anche gli ospedali cattolici e i medici ad ammazzare i pazienti, quella croce dovrà essere tolta dalle corsie e dai cuori, se non si vorrà perderla. E dopo scopriremo quanto quella libertà, quei diritti, quella autodeterminazione valgano davvero per chi si riempe di essi la bocca. Già lo potremmo, se volessimo.

Ma dovremmo volere vedere oltre il travestimento.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 27 ottobre 2017 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 36 commenti.

  1. Bellissimo saggio. Nient’altro da aggiungere.

  2. Bellissimo, in effetti.
    Per quello che può valere (come noticina a margine dell’abbattimento delle statue dei generali confederati), vorrei solo segnalare come pure l’anarco-liberista antischiavista Lysander Spooner, che nel 1846 scrisse “The Unconstitutionality of Slavery”, nel 1861 si schierò dalla parte della Confederazione secessionista, giudicando quella Nordista un’ingiusta e brutale aggressione. Ma basterebbe anche solo leggere la documentata “Storia della guerra civile americana” del Luraghi, per capire come quella inutile carneficina (anticipazione del brutale stile bellico-industriale novecentesco) fu tutt’altro che uno scontro tra “buoni” e “cattivi”.

  3. Altra noticina a margine dell’abbattimento dei monumenti confederati: chi lo fa abbatte parecchio di più di pochi pezzi di pietra o metallo. Abbatte qualcosa che è ben rappresentato in questo scampolo di un film di John Milius (ultimi secondi).

  4. Va bene, è consigliabile lasciar volare i palloncini, soprattutto se regalati da clown.
    Ancora più raccomandabile (soprattutto per i parlamentari cattolici o almeno cristiani alle prese con l’elaborazione di leggi sull’eutanasia) è soffermarsi a riflettere sul fatto che, come Lei egregiamente scrive: “la Croce proclama che ogni vita vale qualcosa”.

    Però il fatto che ci si voglia spingere, in U.S.A., fino all’abbattimento materiale delle croci presenti sui monumenti storici e commemorativi mi sembra una novità particolarmente allarmante nella sua brutalità e rozzezza.

    Infatti, sullo snaturamento della Croce, sulla svalorizzazione del suo alto significato mistico e morale sono già state dispiegate da tempo le forze di demolizione anticristica più subdole e raffinate. Nell’era internettiana, sono ormai alla portata di chiunque testi come questo:
    http://matematica.unibocconi.it/articoli/un-grande-enigma-che-attraversa-intatto-i-millenni

    o come questo:

    https://www.mitiemisteri.it/significato-dei-simboli-esoterici/croce

  5. Si potranno forse abbattere le croci materiali e, in Italia, qualcuno lo ha gia’ fatto: e’ di qualche giorno fa la notizia di una nota catena di discount che va per la maggiore che, per non urtare la sensibilita’ dei seguaci di Maometto, ha pensato bene di eliminare la Croce dalla propria pubblicita’, per inciso cancellandola dal campanile di una chiesa che nella fotografia del cartellone pubblicitario appariva con il supermercato. La Croce,dal valore immenso e denso di significato su cui si potrebbe dissertare all’infinito, in questa societa’ sempre piu’ “scristianizzata” tende ad essere rimossa col pretesto del “politicamente corretto” mentre le ragioni sono assai piu’ subdole e recondite…

  6. Bellissimo articolo, ma sinceramente io sono pervenuto ad una mia idea, che può essere ovviamente criticata ma spero non fraintesa. Meglio che le croci si tolgano, perchè è peggiore ormai l’ipocrisia di chi le continua a tenere ma ad esse non crede più. Il problema è questo: che paura ci può fare un “anticristianesimo” che c’è sempre stato nel mondo e non ha mai distrutto la vera fede? Davvero la gravità della situazione odierna è che l’anticristianesimo è una forma “mascherata” che è ormai presente nella Chiesa stessa e tra gli uomini stessi di Chiesa. Sono molto stanco di queste battaglie fatte sul nulla, che diventano solo ipocrisia. Chi ci crede davvero, porti la croce al collo e vicino al cuore, si associ con chi non si risparmierebbe nel seguire Cristo, e fermenti la pasta che è il mondo. La mia esperienza mi spinge a dire questo, l’esperienza di chi come me, senza un vero e grave motivo, è stato cacciato dal seminario in modo “dolce” ma tremendo, solo perchè (secondo me) non si vuole adeguare ad una visione tiepida della fede. E’ tempo di uomini forti, non a parole, ma nella convinzione di credere a dispetto di tutti coloro che vorrebbero che la nostra fede sia piena solo di dubbi. Dubitare di Dio e non dubitare dell’uomo: questo è il ribaltamento della realtà odierna, che porta alla fine ad odiare Dio e di conseguenza anche l’uomo

  7. Le Croci stanno all’uomo, come i fari servivano alle navi dei tempi passati per approdare al lido sicuro. Mentre i fari sono un simbolo dei tempi che furono e che mai piu’ ritorneranno, viceversa le Croci, conservano intatto tutto il loro messaggio intrinseco, che ci rammenta la nostra identita’;ed ora piu’ che mai, vi e’ questa necessita’. Lasciamole dove stanno, a prescindere da qualsiasi sentimento o umore temporaneo.

  8. Ovviamente Roberto sono d’accordo con te, ripeto il fatto che non volevo essere frainteso nel mio precedente intervento. Mi chiedevo solo cosa sia meglio in questo tempo di ipocrisia e di finta umiltà che sovrasta negli uomini di Chiesa in questo tempo

  9. E’ meglio eliminare la Croce in questi “tempi di ipocrisia” e di “finta umilta’?
    Perche’ e’ questo che dici…

  10. admin @CostanzaMBlog

    L’ha ribloggato su il blog di Costanza Miriano.

  11. Marilu , sai come in genere seguo quello che scrivi ma stavolta non capisco cosa trovi di particolarmente scandaloso nei due articoli che hai linkato. il primo parla del sator . che non mi sembra sia ub simbolo centrale del cristianesimo. il secondo è uno dei tanti siti sui simbolismi e parla della croce , che è un simbolo semplice e quindi usatissimo in tutte le civilta’ . Ma la croce cristiana non è un simbolo astratto , ma il disegno della croce dove è stato inchiodato Gesù Cristo. Una cosa ben diversa.
    Fabio , io nom metto in dubbio quello che dici , ma so che allontanare un seminarista nom è la scelta di una sola persona , bensi collegiale tra il rettore , i formatori ed il padre spirituale. dubito che venga presa alla leggera , e per un motivo cosi generico come quello da te descritto. Diventare presbitero è una responsabilità molto grande e la Chiesa cerca di porre molta cura nella selezione e nel impedire che il futuro presbitero porti se stesso invece di portare Cristo come insegnato dalla Chiesa . Il che non significa che ogni tanto nom sbaglino…ma forse i motivi di certe scelte sono meno semplici di quello che si puo pensare…

  12. Mentelibera65 hai visto chi c’e’ sopra?
    Quale onore! Il blog e’ nobilitato! La grande Costanza! Tanto di cappello.

  13. Mentelibera, non metto in dubbio quel che dici, ma è anche troppo facile parlare così. Con leggerezza dici che a volte sbagliano, e se avessero sbagliato? È con la vita delle persone che sbagliano, giusto? E chi paga poi non sono di certo loro…almeno avessero come criterio quello di non portare se stessi, ultimamente non mi pare sia così. Comunque non smetterò di pregare per la Chiesa

  14. @Fabio:ma che hai combinato in seminario per essere stato messo alla porta? Eri indisciplinato? Facci capire, se lo ritieni, ovviamente…

  15. Almeno con la somiglianza, Bariom ci ha preso… (si veda di la)

  16. Roberto, non mi hanno dato motivazioni, non so perchè…o almeno, credo di non rientrare nel loro progetto…

  17. “Per Crucem ad Lucem” e’ il detto medioevale che simbolicamente paragona la croce alla luce. Pensiamo allora come diventerebbe il mondo senza le croci. Una tenebra gelida. Non aggiungo altro.

  18. @ Marilu. Anche a me sfugge la problematicità del “SATOR” ma se vuoi ne possiamo parlare a parte. Se ti ha turbato la presenza di simbologie ermetiche nel Duomo di Siena (che è roba mia, per quello mi sono fatta viva su questo tema) devi pensare che scaturisce da quell’idea ben viva nel medioevo e soprattutto nel primo umanesimo, per cui anche il passato pagano classico c’era un’attesa semi-inconsapevole dell’Incarnazione, culminante nella “profezia virgiliana”. Le Sibille rappresentate nelle tarsie marmoree del pavimento del Duomo sono figure del mondo pre-Incarnazione che senza saperlo profetizzano l’avvento di Cristo. Era un atteggiamento non privo di rischi, tanto che portò a derive pagane (l’Accademia romana di Pomponio Leto) ma nessuno si è mai sognato di cancellare come eretiche le Sibille o la meravigliosa scena della Ricerca della Sapienza (ancorché comprensiva di Fortuna seminuda).

  19. @mentelibera

    Ha ragione, ho introdotto i link ai due articoli senza prendermi cura di ricollegarli con precisione al punto di vista da me esposto.

    Sarò forse divenuta, con gli anni, in po’ troppo malfidente, ma mi suscitano non poche perplessità passaggi, nello scritto — peraltro pregevole per sintesi ed erudizione — a firma di Federica Pagliari, come quello in cui si legge:

    “Se il testo, ad esempio, è presente all’interno di una chiesa, è probabile che sia legato a qualche forma di culto coevo alla costruzione della chiesa stessa con tutte le conseguenze filologiche del caso.”

    o come questo:

    “La retrodatazione del Sator portò alla convinzione che esso potesse rappresentare uno stratagemma dei primi cristiani, quando erano ancora perseguitati, per adorare la croce in forma dissimulata:le due parole TENET, infatti, disegnano al centro del quadrato una croce perfetta.”

    o come quest’altro:

    “Il più antico quadrato magico che si conosca, il Lo Shu (ossia: Lo scritto del fiume Lo) risale al terzo millennio a.C. e viene dalla Cina. Secondo la leggenda fu dedotto dall’imperatore cinese Yu dal disegno del dorso di una tartaruga sacra trovata nel Lo, un affluente del Fiume Giallo. Per gli antichi il Lo Shu era un simbolo potentissimo che racchiudeva il segreto della vita.”

    o ancora, come quest’altro, relativo allo splendido duomo di Siena:

    “(…)Nel 1369 il duomo raggiunse le dimensioni attuali. Ed è sul fianco sinistro, vicino alla porta della canonica che, incastonata nell’incrostatura a strisce bianche e verdi che ricopre l’edificio, si trova la formella del palindromo del Sator. Che esso possa avere significati ermetici ne troviamo conferma all’interno della chiesa, dove la preziosa pavimentazione di marmo composta di tarsie eseguite dal 1369 al 1547, raffigura immagini di filosofi, sibille, virtù e allegorie. Una fra tutte c’interessa: l’immagine di Ermete Trismegisto, fondatore dell’ermetismo e figura piuttosto inusuale in una chiesa.”

    Se, dunque, mi imbatto in rilievi e ragionamenti come questo, mi viene da pensare che si voglia far passare l’idea o che

    1)la dottrina della croce sia collegata più che a un tragico e insieme glorioso evento storico REALE del passato, a un pensiero filosofico-mitologico-idolatrico, preesistente di millenni non solo alla Passione ma addirittura all’Incarnazione di Cristo Gesù.

    2) oppure che, come già scriveva l’apostolo san Giovanni nella sua prima lettera alla sua comunità, al capitolo secondo:

    “18Figlioli, è giunta l’ultima ora. Come avete sentito dire che l’anticristo deve venire, di fatto molti anticristi sono già venuti. Da questo conosciamo che è l’ultima ora. 19Sono usciti da noi, ma non erano dei nostri; se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; sono usciti perché fosse manifesto che non tutti sono dei nostri.”
    E questo fin dal primo secolo dopo Cristo, vivente ancora il “discepolo prediletto” del Signore e, come lui, diversi altri apostoli, designati da Cristo stesso.

    A questo proposito, circa il collegamento molto stretto tra dottrina della croce/morte (prova della vera umanità di Cristo) e incarnazione del Verbo di Dio, trovo illuminanti le considerazioni che l’apostolo espone, pochi versetti più sotto, nella medesima epistola:

    “22Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. 23Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.”

    Chiedo scusa per la prolissità; spero almeno sia servita a chiarire meglio il mio parere sul tema.

    un caro saluto, marilù

  20. @ Fabio

    MenteLibera conosce i meccanismi di designazione e consacrazione dei sacerdoti in uso nei seminari attuali molto meglio di me, ma io, gentile signor Fabio, sento comunque il dovere di ringraziarla per la sua testimonianza di fede e perseveranza.

    Coraggio! Offra la sua verginità e la sua fedeltà nascoste ancora di più “nella stanza segreta” del suo cuore, come lo fu per la piccola Maria, in viaggio verso Ain Karim dove si recava ad assistere l’anziana cugina Elisabetta, “miracolata” in modo evidente e manifesto a tutti con la guarigione prodigiosa, per giunta in età molto avanzata, della sua sterlità.

    Un caloroso augurio di buon cammino, sui sentieri scoscesi della montuosa Giudea, anche lei.

  21. Ti ringrazio, cara senm_, dei preziosi chiarimenti, come sempre molto dotti e articolati, che mi hai fatto presente riguardo alle questioni sollevate dall’articolo della Pagliaro. Il mio punto di vista su queste ultime, più che sulla ortodossia cristianadelle immagini presenti nel “tuo” bellissimo duomo, l’ho esposto un paio di commenti più sopra, prima di leggere il tuo commento.

    Buffo, stavamo scrivendo praticamente in contemporanea, direi quasi “a tastiere…in-crociate”!

  22. errata corrige: l’articolo della PagliarI, e non PagliarO. Sorry.

  23. berli’,

    hai depenalizzato l’off topic?

    dillo chiaro, ché io vorrei chiedere l’opinione dei Veri Cristiani sul (sulla) VAR.
    …a cominciare da se si dice Il VAR o LA VAR.

  24. No, l’off-topic non è depenalizzato, ma se esplicito è solo sconsigliato.

  25. Cara Marilù, grazie per il tuo sensibile e sincero incoraggiamento, te ne sono grato. In quanto ai meccanismi di designazione in uso nei seminari attuali, non posso far altro che prenderne atto e accettare, anche se subiti sulla mia pelle. Fortunato ed intelligente Mentelibera che ci capisce tutto, perchè io invece ci capisco davvero poco. So però che la verità uscirà fuori, e i cuori si apriranno per vedere quel che c’è dentro. Io aspetto, fidandomi SOLO di Dio. Grazie Marilù

  26. Ricordati caro Fabio (1 o 2?) che le vie del Signore sono infinite e imperscrutabili. Cosi’ furono per Giovanni Maria Vianney, divenuto curato piu’ per volonta’ divina che per volonta’ degli uomini. Trovati un mentore e prova a riproporti; se e’ volonta’ divina ce la farai pure te!

  27. Fabio , no no non sono un oracolo , ma un po’ ne conosco e so che in un seminario diocesano il rettore è L emanazione del vescovo e quindi la massima autorità , ma ovviamente (a meno che non sia molto piccolo) egli ha poca conoscenza dei singoli seminaristi ed in genere si affida a formatori e padre spirituale per aiutarlo in questo tipo di decisioni che in tempi recenti sono improntate alla massima prudenza , e cioè meglio un buon prete in meno che un cattivo prete in più. nel dubbio prediligere il bene di tutti che il desiderio , pur legittimo , del singolo.
    D’altra parte vi sono molti modi di servire La Chiesa e nella chiesa , e se ti senti questo zelo vai dal tuo parroco e chiedi cosa puoi fare. Forse ti sembrerà strano ma il tuo compito non sarà meno importante di quello di un vescovo , perché nei suoi disegni il Signore colloca ognuno lì dove può dare frutto. Spesso e’ La mancanza di umiltà che ci sottrae la possibilità di essere felici nella vigna del signore , ed il demonio (che lo sa) non perde occasione per stimolare il nostro orgoglio , per sottrarci questo dono.
    Buona serata .

  28. Caro MenteLibera, continuo a ritenere il tuo pensiero molto superficiale e distaccato, ma lo accetto senza condividerlo. Innanzitutto dici che il rettore è emanazione del vescovo e massima autorità e poi mi dici che chi decide alla fine sono i suoi sottoposti: davvero è impossibile, a parte i seminari davvero grandi, provare a conoscere di più i seminaristi? Dici che in tempi recenti le decisioni sono improntate alla massima prudenza, sottinteso quindi che prima non era così…ma più che prudenza io la chiamerei paura, e non so se sia buona consigliera. Meglio un buon prete in meno che un cattivo prete in più: solita affermazione facilona, che ragiona al ribasso, pesando sulla bilancia. Davvero un buon prete in meno è cosa così trascurabile? Poi il solito discorso del “ci sono molti modi, puoi fare il bene comunque, il compito non sarà meno importante di quello del vescovo”: l’essere sacerdote non è questione di più o meno, modo diverso tra i tanti, ma è qualcosa di ontologicamente diverso, ma forse ora non si ragiona più così. Ma davvero, posso capire che alla fine è sempre il sistema a dover vincere, e la persona a sottomettersi, cosa che farò, ma per favore non mi si tiri fuori la solita questione dell’umiltà, di cui non siamo in grado di capire nulla. Va beh, comunque grazie!

  29. Scusami Fabo se sono sembrato superficiale. Posso ben immaginare che trauma sia stato per te abbandonare , almeno per il momento , quello che era il desiderio e sogno del tuo cuore , che hai il diritto di provare a seguire, così come però la Chiesa ha il diritto di vagliare i candidati a parlare nel suo nome.
    Se non lo hai fatto ti consiglio di parlare con chi ti ha seguito prima di entrare in seminario (parroco, padre spirituale, etc ) chiedendogli di parlare con il rettore per chiedere una spiegazione dell accaduto. Se questo non è possibile , rivolgiti al vescovo da cui dipende il seminario. È’ tenuto ad ascoltarti e non farti convincere da chi ti dice che non abbia tempo per questo.
    Per quanto però riguarda la selezione dei presbiteri , abbi però un po’ di misericordia anche per questi rettori e formatori che debbono fare queste scelte appogiandosi alla preghiera , al discernimento ma anche alla loro fragilità umana.
    Sia chiaro però che Chiesa opera, in queste selezioni , non soltanto per proteggere la comunità da un presbitero non adatto , ma anche per proteggere il candidato presbitero da se stesso e dalla sua eventuale incapacità di capire fino in fondo il desiderio del suo cuore , affascinato ed entusiasmato dalla prospettiva di diventare prete.
    Sempre nella vita è qualcun’altro che ci giudica , e questa è soprattutto una garanzia per noi stessi anche se è dura da accettare.
    Quindi se proprio pensi che quella sia la tua strada , cerca tutti i modi legittimi per seguirla , sapendo che non è però un tuo scontato diritto quello di diventare prete , ma avendo fede che il Signore ti collocherà là dove è meglio per te e per la chiesa.
    Ed a questo riguardo la prudenza della chiesa e’ sacrosanta , perché tu da Cristiano puoi fare del bene anche senza essere presbitero (pur essendone magari perfettamente degno è capace) , mentre se facessero prete una persona sbagliata i danni sarebbero per tutt. Qui non esiste il coraggio o la paura , esiste solo il seguire quello che il Signore ci indica , che sembri coraggioso o pauroso agli altri non importa.

  30. @mentelibera65…Sempre nella vita è qualcun’altro che ci giudica…

    Bhe’,in questo blog nessuno giudica i post altrui, almeno con disprezzo, a differenza…(qualcuno ti ha puntato).

  31. Caro Mentelibera, ora ho intravisto più profondità nel tuo rispondere. Sappi sempre però che è vero che si può sbagliare, ed io accetto che qualcuno possa sbagliare, ma se poi uno si sente chiamato l’errore fatto su di sè non è così facile da portare avanti, proprio perchè nel profondo si sente chiamato in questo modo dal Signore. Capisco il discorso che fai sul giusto discernimento, anche per proteggere il candidato da sue eventuali incapacità ad essere fedele, però, come nel mio caso, pur non essendo mio diritto (come dici tu) l’essere sacerdote (ma dono di Dio che non può quindi essere assunto a diritto), penso che lo sia il darmi spiegazioni convincenti, che non mi sono state date (a me, al mio prete che mi accompagnò negli anni dell’ingresso, dal vescovo che non mi ha degnato di ricevermi). Altrimenti, se un minimo di spiegazioni non mi vengono date, sono portato a pensare che siano prevalenti le antipatie personali. Comunque, il tuo è un discorso che ci sta, ma a me pare che Gesù abbia scelto un apostolo (Giuda) che, se siamo sinceri, ai nostri occhi è “sbagliato” (e sappiamo quel che ha combinato). Ma andiamo avanti: se fosse sbagliato il prete che forma in seminario? Lo dico pure io che è un discorso da non fare, ma permettimi di dire che mi sento vittima di una profonda ingiustizia, se non nella decisione (per la quale devo accettare che sia parere della Chiesa), perlomeno nel modo (cacciato senza spiegazioni, lasciato solo, come se non esistessi più). Capisci che mi viene la pelle grossa quando sento dire che questa Chiesa è misericordiosa quando su di me non ce n’è stata nemmeno un grammo nell’accompagnamento? Io ho una mia idea: questo è il modo di fare odierno della Chiesa, che caccia chi la pensa in modo diverso. Ma è davvero libera questa Chiesa?

  32. @ Marilù
    Vorrei condividere il tuo rammarico per il maltrattamento dei simboli del cristianesimo.
    Qualche tempo fa mio figlio, dovendo io andare a Vienna (e dato l’interesse quasi morboso del sottoscritto per le cattedrali medioevali), mi regalò Stephansdom, un libro sull’omonima cattedrale viennese. Testo breve e scorrevole, lo lessi all’inizio con interesse, ma presto mi annoiò e intristì parecchio.
    L’autrice, Marilù Giannone, deve nutrire una vera passione per l’esoterismo e l’alchimia, tanto da asserire perentoriamente che tutta la costruzione, compresi i minimi particolari, rimanda alla Cabala, a miti e riti sacri del paganesimo. Lo stesso nome Stephansdom non si riferirebbe al primo martire del cristianesimo, ma a un certo Stefano (manca infatti il Sanctus) Seqnenet-Ré Taa II° Hiram Abif. Afferma che anche Tietze parla semplicemente di uno “Stefano” (ma a me risulta che lo storico scrisse “Geschichte und Beschreibung des St. Stephansdomes in Wien”…).

    E, per tornare al tema del post, la distruzione delle Croci ebbe già il suo apice nel 1945, quando gli alleati in Germania e Austria non risparmiavano di bombardare le Cattedrali, e proprio il Duomo di Santo Stefano subì danni irreparabili, tra i quali la perdita del capolavoro delle Croci dipinte, il Crocifisso di Wimpassing, alto quasi 7 metri.

  33. Fabio, se quello che racconti è vero posso capire la tua amarezza, ma proprio per questo ti inviterei a capire se per caso il Signore con questo non ti ha voluto invitare a qualcosa di diverso. La storia è piena di santi rifiutati da questo o quello che altrove sono fioriti in modo impensabile. Di una cosa sono però certo: non è lamentandosi della cattiveria del mondo, degli uomini o della Chiesa che si può raggiungere ciò.
    E de hoc satis.

  34. Ach, la Giannone è mia omonima! Giuro che non la conosco, mai incrociata neanche in bus o per strada, e men che meno in chiesa…. E se è accaduto, almeno io non ne ero al corrente.

    Quanto ai bombardamenti delle cattedrali (penso anche alla Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche di Berlino) nell’ultima guerra mondiale, sarà forse stata colpa delle bombe poco intelligenti.
    Adesso, la rimozione delle croci dai pubblici monumenti è proposta da chi ha l’aria di sapere molto bene quello che fa (o vorrebbe far fare).
    L’odierna faccenda statunitense mi ricorda eventi analoghi molto più vicini nel tempo, come quello descritto in questo articolo:

    http://gds.it/2015/07/30/cina-rimozione-delle-croci-nelle-chiese-cristiane-sono-pericolose_389688/

  35. @Berlicche: Saggio e conciso.

  36. Sì, Berlicche, quello che tu suggerisci è oro, e sappi che sto cercando in tutti i modi di seguire quel che dici, ascoltando la voce di Dio. Però non mi si chieda di riconciliarmi con chi mi ha trattato così, perchè se i rapporti non si fondano sulla verità e sull’autenticità io non ne ho bisogno. Ognuno vada per la sua strada, ci si rivedrà nell’ora dei cuori aperti. Mi farò perdonare tutti i miei peccati, ma Dio sa per certo che, nonostante le mie tante mancanze, non è mai spenta in me la Sua luce e il desiderio di amarLo. Mi dispiace per la Chiesa che amo, ma si prospettano tempi bui, il Signore resterà sulla barca per salvarla. Grazie

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