Amore programmato

Prendo spunto ancora dal film “Blade Runner 2049” (seguono lievi spoiler, non vi rovinate a leggerli).

Come accennavo, questo sequel in qualche modo depotenzia le profonde domande religiose e filosofiche del suo predecessore. Il punto che sembra esplorare di più è quello dell’amore, del suo rapporto con la predestinazione e con il libero arbitrio.

Una delle protagoniste, Joi, è un programma, un’intelligenza artificiale che è una specie di tamagotchi in apparenza umana. Rappresenta la compagna perfetta: bella, disponibile, si materializza olograficamente con i vestiti adeguati all’umore del suo possessore, o senza di essi. Innamorata.
Ecco, innamorata. Amore, o simulazione di amore? E’ una intelligenza dotata di libero arbitrio, o è solo codice che si esprime in parole e atti adatti alla situazione?
Se la persona fosse reale il modo in cui agisce li definiremmo atti d’amore. Ma, dato che è un programma venduto in milioni di copie, cosa possiamo dire degli stessi atti e parole? Aggiungo io: in ogni caso pronunciati da un’attrice secondo un copione, quindi finzione.

Joi, ammesso che sia considerabile come un’entità, è predestinata ad innamorarsi del suo padrone, non può fare diversamente. O no?

Nel film è suggerito che forse anche Rachel – Sean Young, la protagonista del primo film, fosse stata programmata per innamorarsi di Deckard – Harrison Ford (e viceversa?). Se un programma è “incarnato” dentro un corpo, artificiale che sia, è differente da quando ha come interfaccia un ologramma? E noi umani, in che modo siamo differenti? Siamo forse anche noi predestinati ad amare? Che relazione c’è tra una predisposizione e il destino?

Il libero arbitrio comporta questo: che si può rifiutare ciò a cui siamo predestinati. In altre parole: ci si può rifiutare di amare. O si può amare qualcosa d’altro, qualcun altro. Errore, o possibilità?

Sorge una domanda: la felicità può risiedere nel rifiutare quell’amore che coincide con il nostro destino?
La sola risposta possibile è che dipende da chi ha predisposto, per così dire, quell’amore. Se si tratti di un essere onnisciente che ama le sue creature o di un imperfetto programmatore umano, che le considera un prodotto.
Possiamo scegliere di non essere ciò che dobbiamo essere. Ma ogni cosa ha una conseguenza: accadrà ciò che non avrebbe dovuto essere.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 20 ottobre 2017 su gusto e disgusto, meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Confesso la mia ignoranza in materia. Non saprei dire e citare alcunche’ circa “Blade runner” perche’ non l’ho mai visto o, meglio, non l’ho mai voluto vedere. Dall’entusiasmo manifestato da Berlicche magari avro’ pure sbagliato a non vederlo, non lo so, fatto sta che non amo il genere.
    Mi cimento solo su questo quesito enunciato:”possiamo scegliere di non essere ciò che dobbiamo essere?”,portando l’esempio di Paolo. Egli,non sapendo di essere stato scelto da Dio per un compito particolare, quello di enunciare il Vangelo, si comportava male, perseguitando con zelo la Chiesa di Colui che gia’ lo aveva scelto prima di essere formato nel seno materno. Non avendo riconosciuto e accettato il sacrificio di Cristo continuo’nella sua attivita’persecutoria, fintantoche’ Dio non decise di intervenire e, allora, dovette aderire al disegno che L’Onnipotente aveva predisposto sin dal principio per egli. La stessa Edith Stein ritiene che Dio abbia disegnato la nostra vita sin nei minimi dettagli e che per Egli nulla ci succede per caso, per cui, piaccia o meno, ritengo che non si possa non essere cio’che siamo destinati ad essere….

  2. Attento Roberto, all’estremo questo discorso conduce alla predestinazione luterana e calvinista. Allora anche i malvagi sarebbero ciò che sono destinati ad essere, allora il vero autore del
    Male sarebbe Dio.

    Esiste anche la libertà. Tutti sono chiamati a un destino buono, ma non tutti lo seguono.

  3. Attenzione! Non ho detto che non esista il libero arbitrio. Dio non ci obbliga ad aderire al suo progetto su di noi: Paolo, quando capi’ la volonta’ di Dio su egli, vi aderi’ senza tentennamenti anche soffrendo molto per Dio ma, avrebbe potuto anche comportarsi diversamente…cosa che non avvenne perche’ L’Onnipotente che ci conosce in profondita’ sa’ chi corrispondera’ alla sua chiamata…

  4. Per tutti: la strada per la salvezza e’ enunciata nel Vangelo, sull’esempio dato da Gesu’. Chi vi aderisce avra’ la salvezza. Il destino e’ dunque nelle nostre mani, nella volonta’ di aderire alla “parola data”. Dio pero’ conosce il a priori il destino di tutti gli uomini, sa’ che non tutti crederanno e corrisponderanno al suo messaggio salvifico…

  5. Il fatto è che Dio è aldifuori del tempo, e noi vi siamo immersi, invece. La Sua pre- scienza non inficia la nostra libertà…

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