La fine del Ratto

Va che roba. Pazzesco.
L’ultimo numero di Ratman. Nel senso dell’ultimo. Non nel senso che tra due mesi torni in edicola e c’è un altro ultimo numero. Ma nel senso di ultimo-ultimo, che tipo vai in edicola e trovi l’edicolante che piange.
E così poi piangi anche tu.
Ma per adesso mi faccio forza, perché questo ultimo numero del fumetto è tutto quello che ci si può aspettare. E da queste parti la barra ce l’abbiamo altina, neh.
Ci si può aspettare non nel senso che sia tutto scontato, senza colpi di scena, quelli ci sono eccome; intendevo che se era tanto diverso andavo sotto casa Ortolani, l’autore, e gli spaccavo le finestre a sassate. Si fa per dire, Leo, eh.

E succede che mentre leggi l’ultimo numero, ultimo-ultimo, all’improvviso capisci la diversità dalle altre storie di supereroi. Gli altri supereroi sono eroi fisici. Superforza, supermente, rompono tutto, cattivi compresi, e trionfano. Ma Ratman è metodicamente pestato da chiunque, vecchiette e bambini inclusi, e come potenza mentale si colloca circa tra “escremento” e “forchetta”. Il lato fisico è inapplicabile, salvo in gag più o meno scurrili. Deve essere differente. Quindi o la butta tutto sul comico, o sale di livello. E’ salito di livello. Tutte le ultime storie, ciclo finale compreso, sono storie metafisiche.

Che detto così sembra una parolaccia, o una sostanza di quelle che se ti beccano ti danno sei mesi con la condizionale. Invece vuole dire che le sue avventure non si accontentano di raccontare la realtà, cercano di comprenderla. Capire su cosa si fondi; cosa sia un supereroe, o un eroe, il bene, il male, la verità. Cose che i filosofi ormai hanno stabilito essere domande inutili, per bambini.

Come i fumetti.

Così ci vuole Ratman per farci ridire di che cosa è fatta l’Ombra, che è anche un altro nome per il male.
Che appare inarrestabile, impossibile da sconfiggere, perché troppo potente e fisicamente sovrasta gli ultimi difensori votati al massacro. Senza scampo.
E qui mi fermo, perché non voglio spoilerare, che poi venite sotto casa mia e mi rompete le finestre a sassate.

Oh, se ci mancherà, Ratman. Il più imbarazzante dei supereroi. Che, come fanno i buffoni migliori, ci ha aiutati a capire meglio il mondo. A capire cosa occorre per farne un posto migliore.
Fletto i muscoli e sono nel vuoto.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 25 settembre 2017 su gusto e disgusto. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. l’ultima è pe’ chi more diceva mammamia (shulz…?).

    …asciugati gli occhioni berli’ che il mondo è pieno di toreri che si tagliano il codino ma poi invece.

  2. Si chiude un’era. Con questo fumetto ho riso sguaiatamente ma ho anche pianto a dirotto. Scene e parole che entrano nell’anima. Le ultime storie sono davvero di livello.

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