Superato

La piccola utilitaria filava a quaranta all’ora. La strada era larga, a due corsie, con una doppia striscia in mezzo, e pareva fatta apposta per correre. L’ometto vestito di bianco al volante non se ne curava;  viaggiava contento verso la sua destinazione, nella bella giornata assolata che invitava a tenere i finestrini aperti.
Evidentemente però  il guidatore dell’auto che lo seguiva non era della stessa opinione. Arrivò sparato, facendo i fari; poi inchiodò quasi, e fece partire un sonoro colpo di clacson. Il guidatore dell’utilitaria lo guardò nello specchietto: uno di quei tipi alla moda, con occhiali scuri e auto sportiva, sempre di fretta. Gli sorrise.
La macchina sportiva, sgommando, superò la striscia di mezzeria e l’utilitaria e accelerò facendo rombare il motore. “Imbranato! Datti una mossa!” si udì dal finestrino aperto; magari non proprio con queste parole, ma il concetto era quello.

Il guidatore della piccola auto lenta sorrise ancora.

L’auto successiva arrivò pur’essa sparatissima; era un SUV nero con due tipe eleganti a bordo e alcuni cagnolini dagli occhi a palla  incollati ai finestrini posteriori. Rallentò per un attimo, poi mise decisamente la freccia e oltrepassò la vettura più piccola mentre le due donne ridevano tra di loro. “…superato”, fu la sola parola che si riuscì ad udire.

Anche la terza macchina era un macchinone, di quelli costosi, di gran marca. Superò a gran velocità senza accennare neanche a frenare. A bordo due uomini, almeno uno sembrava un prete, chissà poi  se lo era; comunque si limitarono a lanciare uno sguardo di compatimento e, forse, qualche labiale di disprezzo verso quella inutile lentezza di auto.

Il cui autista continuava, mite, a sorridere.

Di fianco a lui c’era seduta una donnina minuta, che aveva guardato un po’ addolorata la successione di sorpassi. “Ma non ti dà fastidio essere superato?” Chiese al suo vicino di sedile.

“Oh, no, per niente”, rispose lui tenendo gli occhi fissi sulla via. “Ci sono buoni motivi perché il limite di velocità di questa strada sia così basso. Anche se non sembra, è parecchio pericolosa, la conosco bene. E quanto a quelli che mi hanno superato, li perdono perché non sanno quello che fanno. E presto se ne pentiranno”.

“Sì? E quando?”
“Oh, quando vedranno la pattuglia appostata là in fondo con l’autovelox…”

Annunci

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 21 settembre 2017 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. L’ometto vestito di bianco :-)

  2. Nonostante il suv, sono iscritto al club esclusivo dei SORPASSATI rilassati!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: