Quattro sembrano pochi

Come forse sapete, o più probabilmente non sapete, in Australia sta per tenersi una consultazione popolare sul “matrimonio” tra persone dello stesso sesso. Ma non vi parlerò dell’Australia. Vi parlerò dell’Inghilterra.
Sono infatti incappato in un articolo di un giornalista inglese per un giornale australiano che prende in esame cosa è successo negli ultimi quattro anni, da quando nel Regno Unito il Parlamento ha deciso di promulgare una legge in quel senso. Evidenziando come quella legge ha toccato sfere che sembravano in apparenza non connesse.

C’è la proposta di “cambiare sesso” senza neanche un consulto medico, facile come cambiare nome. E mentre i trasporti londinesi proibiscono l’uso di “Lady” e “Gentleman”, le università parlano di punire quei disgraziati studenti che usano ancora “he” o “she” invece di “ze”. Qualcuno lo dica i nostri professori di lingua.  Le associazioni LGBTeccetera propagandano in proposito una “accettazione senza eccezioni“, con un accento che ha un che di orwelliano. Infatti chi dissente si trova i bambini minacciati, la merda sulla porta di casa e il nome ed indirizzo pubblicato a mo’ di gogna mediatica. Per non parlare di quanti sono stati costretti a dimettersi o hanno perso il lavoro. I piccoli esercenti devono adeguarsi al verbo omosessuale, senza rispetto per le loro convinzioni pregresse: altrimenti scatta la denuncia. E chi non sfoggia la coccarda arcobaleno è meglio non si faccia vedere in giro fino a quando non avrà cambiato idea.

Anche la “sex education” per i giovanissimi (da tre anni in su…) è cambiata, ed inneggia alla fluidità di genere. Ai genitori è proibito cercare di sottrarre il figlio a questa “educazione”, e così i bimbi apprendono tutto sulle posizioni per il coito, la pornografia come mezzo di soddisfazione personale e la masturbazione. Le preoccupazioni per la promiscuità e le malattie della sfera sessuale sono derise come fuori moda.

Come dice un officiale governativo, il momento non è ok per le scuole cattoliche di essere omofobiche ed opporsi al matrimonio omosessuale. Sono diventati “valori britannici fondamentali”: chi li osteggia rischia la chiusura.

Mentre si discuteva la legge, molto è stato fatto su supposte esenzioni che avrebbero permesso ai credenti di esercitare le loro convinzioni. Quattro anni dopo, coloro che avevano fatto”promesse di cuore” sono gli stessi che cercano senza sosta di eliminarle. Il “ministro per l’eguaglianza” ha detto che le chiese devono adeguarsi alle moderne attitudini; lo speaker della House of Commons, che dovrebbe essere una figura politicamente neutrale, ha affermato che “Avremo il vero matrimonio egalitario quando ti potrai dannatemente sposare in una chiesa se vuoi farlo senza dovere combattere la chiesa per l’eguaglianza che dovrebbe essere un tuo diritto.”

Persino coloro che hanno votato per le leggi pro-omosessuali ma continuano a dichiararsi cristiani, come Tim Farron, sono stati costretti a dimettersi. “E’ impossibile”, ha affermato questi, “per un credente cristiano avere una posizione prominente nella politica britannica”. Come del resto anche per una coppia cristiana adottare bambini. Il celebrare l’eguaglianza degli orientamenti sessuali ha la meglio su qualunque altra cosa.

Si realizza così quello che io avevo predetto su questo blog già diversi anni fa: tutta la questione non è che un paravento per potere colpire l’identità religiosa dell’uomo, la sola che si può opporre al potere perché conta su qualcosa che il potere non domina. Ho notato che ormai è parecchio che nessuno dice più in proposito “ma in fondo cosa ti importa, mica ti danno fastidio”. Proprio perché come ha detto  Ben Harris-Quinney, ‘Il matrimonio omosessuale è stato propagandato nel Regno Unito come portatore di uguaglianza e tolleranza. Quello che abbiamo visto è il più ineguale e intollerante risultato di ogni decisione politica nella storia recente”.

Forse l’esperienza reale dovrebbe essere di ammonimento anche qui da noi. Sempre che si scelga di guardare alla realtà: cosa che, come dobbiamo ricordare, non è per niente scontata.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 19 settembre 2017 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 11 commenti.

  1. sarai in futuro un perguitato, tony

    Come qualcuno aveva pronosticato ai propri seguaci. Non dovresti gioire del fatto che le profezie s’avverino?

  2. (senza entrare nel merito, berli’, devo dirti che questo post ha tutta l’aria di una catena di santantonio d’antan.

    sorvoliamo pure su “dannatamente sposare”; tanto precipiteremo sull’ “officiale governativo”.

    geppo – cqc)

  3. Sì, potrei anche concordare con R&S sulla traduzione poco felice del “damn”, un’interiezione multiuso che andrebbe tradotta a senso. In questo caso la traduzione più opportuna sarebbe quella molto in uso tra gli adolescenti e le signore borghesi, “sposare chi *** ci pare in qualunque *** di chiesa ci venga voglia di farlo”.

    Ma sappiamo benissimo che la raccolta di peli nell’uovo cui si dedica R&S è una tattica di distrazione dall’obiettivo.

    PiuttostoAndate a vedere, al link fornito da Berlicche sullo Speaker (Portavoce) della Camera dei Comuni, quello – per devi aizione – “neutrale”.
    C’è lo stemma che quel signore si è disegnato da sé, con la bandiera arcobaleno e il motto commovente “All are equal” (sottinteso “and some are more than the others”).
    Più due scimitarre (non scherzo) che evidentemente serviranno a difendere l’uguaglianza – di tutti o di qualcuno -al momento buono.

    Svegliatevi: i matti lucidi hanno occupato la stanza dei bottoni…

  4. Sì, R&S, il mio post è pieno di buchi e almeno una frase non ha senso compiuto. Mi sa che se ti ci metti lo capisci lo stesso.

  5. mistres, mistress… io cazzeggio!

    …lo so benissimo che quel diavolaccio di berlicche adatta il linguaggio al suo pubblico!

    (o almeno lo spero)

  6. Vabbe’, vabbe’, per questa volta rinfodero gli artigli…

  7. …meglio la frusta, sono d’accordo.

  8. Era bloody, non damn: “I feel we’ll only have proper equal marriage when you can bloody well get married in a church if you want to do so”… e sì, concordo che dannatamente (anche se è traduzione standard) non rende bene, ma in qualche modo ci sta, visto che lo stile di questo distinto gentle*** è volutamente offensivo. L’ho lasciato per allegria e sonno. Si accettano suggerimenti alternativi.

  9. Caro Berlicche, ho capito tutto fuorchè il titolo!

  10. Quattro anni, per fare precipitare le cose così…

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