Morte agli idioti

Ieri ho scritto di un racconto di fantascienza, “Gli idioti in marcia”, che immagina un modo futuro popolato da prolifici idioti accuditi da poche menti superiori. Ne ho fatto notare l’ambiguità e la falsità delle premesse. Oggi vorrei accennare qualcosa sulle sue conclusioni.
Chiedo scusa in anticipo a quelli che non l’hanno letto; ieri ne ho linkato il testo, siete ancora in tempo prima di proseguire, ma ora dovrò fare qualche spoiler.

Il perno del racconto è la volontà di quei pochi intelligenti rimasti sul pianeta di eliminare i miliardi di imbecilli che lo popolano. Ora, ditemi, onestamente: quanti di voi si sono sentiti scandalizzati alla prospettiva di uccidere tutti quegli idioti?
Non avete forse detto, in cuor vostro: “Sono cretini, è quello che si meritano, scomparire”? Non avete sentito simpatia per quella povera elite di acculturati geni costretti sotto il tallone degli incompetenti, fino a giustificarli per la loro soluzione finale? Non vi siete detti “E’ per il bene dell’umanità”?

Neanche un fremito di orrore al pensiero di mettere a morte orribilmente cinque miliardi di persone?
Oh, sì, persone. Idioti quanto volete, ma persone. Che mangiano, bevono, dormono, sono felici.
Se quel fremito non l’avete avuto, l’eugenetica imperante con voi l’ha avuta vinta.
Scommetto che anche voi conoscete dei fessi. Magari ne siete infastiditi. Ucciderli tutti? Anche se sono donne, uomini, bambini?
A ben pensarci, visualizzatevi i pochi milioni di sopravvissuti del racconto. Ci saranno, tra di loro, coloro che sono più intelligenti degli altri. Visto che probabilmente i meno geni per loro sono un fastidio, ed hanno già massacrato miliardi di persone, cosa impedisce loro di fare ulteriore pulizia tra quelli di minore furbizia? E così via, continuando il processo, fino ad un unico supergenio solitario con il sangue di ogni altro uomo sulle mani. Sì, certe volte i più intelligenti sono gli altri. Tutti noi siamo i fessi di qualcuno. Chissa in quale fascia di imbecilli massacrati saremmo, tra i primi o più in là.

Questi superintelligenti individui praticano la loro selezione eugenetica, ammazzando senza rimorso coloro che non ritengono degni della specie umana. Io ho un’opinione diversa: quello che ci distingue dalle bestie è proprio il renderci conto che ogni uomo fa parte della specie umana, che condividiamo un destino di fratelli. Questo ci distingue dagli animali: il riuscire a vedere una comunione tra noi che trascende l’utile egoistico. Un solo Padre.
Chi uccide il proprio fratello perché lo considera non umano si sta mettendo fuori dall’umanità, perché non condivide questa familiarità, questa appartenenza comune. Non è che una bestia intelligente.

Quindi, ditemi, adesso non provate un briciolo di orrore nel pensare a tutte quelle morti del racconto, alla gelida indifferenza di quegli intelligentissimi inumani?
E voi, proseguendo il loro ragionamento, ammazzereste l”idiota” qui sotto?

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 12 settembre 2017 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 12 commenti.

  1. spoiler per spoiler, cherrypicking per cherrypicking:

    «Ci abbiamo provato una volta, per tre mesi. Ci siamo rintanati al Polo Sud e abbiamo aspettato. Loro non se ne sono neanche accorti. Alcuni progettisti mancavano all’appello, dei capi-infermieri non si presentarono, piccoli funzionari governativi a livello non politico non potevano venir localizzati. La cosa non parve avere nessuna importanza.

    «Nel giro di una settimana erano ridotti alla fame. In due settimane scoppiarono la carestia e la peste, e alla terza, la guerra e l’anarchia.* Sospendemmo l’esperimento. Per rimettere in sesto le cose, abbiamo dovuto lavorare per l’intera generazione successiva».

    nazisti, eccome no; ma anche un po’ (restando al racconto) esasperati; e anche:

    ” …Black-Kupperman si uccise, lasciando un biglietto nel quale dichiarava «non posso più vivere con la mia coscienza».”.

    ma noi cresciamo e moltiplichiamoci, tanto ha detto il prof. berlicche (adesso non fatemi cercare il link, ma or non è guari) che questo mondo può ospitare settanta volte sette fantastiliardi di esseri umani. ci ha scritto pure un racconto.

    …e se no, c’è venere.

    (e, se mi si permette un mite dissenso letterario: “il perno del racconto” è l’estrema facilità con cui qualsiasi idiota sa riprodursi – fra il plauso generale ed anzi quasi unanime)

    (ah, quanto all'”idiota qui sotto”: se un buon genetista o un angelodelsignore ti dicesse che la probabilità che il tuo prossimo figlio sia down è del 98%, ti daresti alla castità? si si / no no da ingegnere, pls)

    * nella versione che ricordo io compariva anche la frase “non ritiravano nemmeno i cadaveri dalle strade”; ma potrei averlo sognato, lo ammetto.

  2. Tanto se la risposta non è quella che hai in mente tu, ci metti un secondo ad accusarlo di ipocrisia…

  3. Chiaro, ricco&spietato: se sei esasperato l’omicidio è giustificato. Come se sei arrapato lo stupro è perdonabile, se desideri qualcosa il furto è una soluzione…
    Ma noi qui ti sopportiamo lo stesso, anche se sei inumano.
    Sul perno del racconto ho chiarito ieri l’altro la fallacia della premessa. Non è che l’idiota sa riprodursi, è che chi si crede intelligente non vuole farlo perché qualcuno gli ha detto che è da fessi. Ma il problema da risolvere è: come eliminare chi si ritiene inutile? Non li ammazzano prima solo perché non sanno liberarsi dei cadaveri…
    Circa la domanda, direi che è indicativo voler confondere la castità con l’omicidio. In ogni caso, la risposta è no, perché da queste parti la vita è cosa seria.

  4. “…chi si crede intelligente non vuole farlo perché qualcuno gli ha detto che è da fessi.”

    ma è una risoluzione che chiunque può adottare da solo. basta stimare il livello di sofferenza circostante. ci sono arrivato persino io!
    certo, c’è a chi la sofferenza piace, visto che sa come adoperarla…

    …non sarà invece che sarebbe ora di “storicizzare” quel famoso libro di fiabe in cui si dice “crescete e moltiplicatevi”?

    (risposta: no, ancora non è ora; settanta volte sette fantastiliardi, è stato precisato)

  5. “basta stimare il livello di sofferenza circostante”

    Quale unità di misura hai usato? Giusto per sapere a quale libro di favole scientiste ti sei appellato.

    (risposta di ricco e spietato: “io so’ io e voi non siete nulla, non rispondo perché non comprendi la scienza, io sono scientifico e tu credi nelle favole, fate, animalli parlanti”, il tutto condito di insulti velati)

  6. Ah, se vuoi puoi attaccarti al refuso nel mio commento.

  7. (ago: distorcere va bene: ma se mi metti in bocca i tuoi sogni/desideri, addirittura virgolettati, poi potrei cominciare anch’io: e solo la censura di berlicche potrebbe salvarti, in quel caso)

  8. (ah: ma ti pare che io direi mai “io so’ io e voi non siete nulla”?

    NULLA????

    …essù.)

  9. R&s, visto il tuo commento precedente che giustifica la soppressione di chi annoia, quest’ultimo tuo è pura ipocrisia.

  10. la soppressione di chi annoia.

    eccone un altro, va’.

    (berli’, mo apparte tutto: ma davvero pensi che chi non è con “crescete e moltiplicatevi” è con “campo di sterminio – magari su venere”?)

  11. Ricco&Spietato, Allora ho capito male il commento nel quale tu fornisci la seguente giustificazione per lo sterminio:
    ” ma anche un po’ (restando al racconto) esasperati;”
    Siccome si moltiplicano, ammazzali tutti… giusto, spietato uomo superiore?

  12. …se lo chiedi a me personalmente, io sono più incline all’opzione precedente “ritirarsi al polo sud”*. ma non tre mesi, diciamo tre anni. quanto al racconto, chiaro.

    nella realtà reale (e aggiornata) si lascerebbero indietro accrocchi delicati, anche non propriamente bellici, nucleari chimici batteriologici. e insomma magari non è tanto funzionale.

    * e, tranquillo: a me, non mi porterebbero. resterei al calduccio e morirei di tifo entro un mese – se non di sete in tre dì come il prode anselmo

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