Essere se stessi

Liberty is the power of a thing to be itself

G.K Chesterton

Quando fa troppo caldo, oppure il cielo promette ed esegue sfracelli, e magari la connessione dati è ballerina come neanche Ginger Rogers, cosa resta al vacanziero conficcato in un locale  duepertre? Leggere.

Non è che la cosa mi dispiaccia, chiaro. Ai vecchi tempi fagocitavo un libro al giorno. E ci sono letteralmente migliaia di volumi in lista di attesa, neanche avessi dieci vite li potrei finire tutti. Così provo a ridurre la pila di qualche centimetro; centellino un paio di libri della Bujold, assorbo il ciclo di Miss Peregrine (un po’ una delusione), un buon romanzo storico di De Wohl, e poi… Chesterton.

Ecco, Chesterton è sempre una sorpresa. Uno pensa sempre a Padre Brown, o ai suoi saggi più noti. Ma quell’uomo era semplicemente geniale. Oltre al celebre prete la sua penna ha creato una galleria di altri incredibili investigatori. Quello del volume “Il poeta e i lunatici”, Gabriel Gale, è uno dei meglio riusciti. Non tanto perché i suoi casi siano così geniali, ma perché essi non sono in fondo che il pretesto per far capire cosa sia la realtà.
Se ci pensate, è la stessa differenza che c’è tra una torta di pasticceria  è una torta di compleanno. Potranno essere buone uguale, ma una è solo qualcosa da mangiare, l’altra significa qualcosa.

Così, abbiamo un investigatore che non è tale, ma un artista e un poeta che risolve i problemi quasi per caso; solo perché, a differenza degli altri, guarda e vede. Un uccello giallo è ciò che gli fa capire che una persona è pericolosamente pazza, una tazza che un’altra non lo è. Il matto non è lui che si mette a testa in giù per vedere realmente il mondo, sono tutti gli altri che non lo fanno. Il suo Gabriel Gale è un uomo completamente libero perché, secondo la magnifica ed irreprensibile definizione data in queste pagine, libertà è essere ciò che uno è.
Così i “cattivi” dei suoi racconti non sono i lunatici, coloro che vedono altro oltre la realtà, ma quelli che nella realtà non riescono a vedere altro. Senza questo “oltre” che tutto sottintende è possibile ogni male nei confronti del prossimo, perché non lo si riconosce come prossimo, e non si riconosce  che è male. Che è la vera pazzia.

Il pazzo non è l’uomo che ha perso la ragione. Il pazzo è l’uomo che ha perso tutto tranne la ragione”, scrive l’autore in “Ortodossia”. In questi racconti è bene esemplificato cosa intendesse dire.

Oh, come vorrei la pazzia di quel poeta.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 4 settembre 2017, in gusto e disgusto con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 7 commenti.

  1. Questa è davvero una dioincidenza! Stavo pensando intensamente a Gabriel Gale giusto 5 minuti prima di leggere questo post! Pensavo al racconto “il crimine di Gabriel Gale”, che contiene una perfetta confutazione dell’idealismo (nel senso filosofico del termine) che al tempo è l’unica convincente giustificazione dell’esistenza del dolore.

    A che edizione ti riferisci? Il titolo che ricordo io è “il poeta e i pazzi”. Lunatici è un po’ più gentile. Bisogna vedere quale era il titolo originale.

  2. Ciclo di Miss Peregrine: letto. Primi due romanzi abbastanza belli. Il terzo è interessante, ma zoppica nel finale.

  3. Dove ho scritto “al tempo”, leggere “al tempo stesso”

  4. x Sircliges: “The Poet and the Lunatics”. Sfortunatamente, ho letto l’edizione dove mancano i due racconti centrali, tra cui quello che citi. Che avevo già intenzione di recuperare appena possibile.
    Miss Peregrine contiene buone idee e cadute impressionanti. Uno non riesce a togliersi l’idea che la trama sia in parte casuale per cercare di farci entrare più foto possibile. E’ uno dei rari casi in cui, per me, il film è meglio del libro (anche perché la trama è diversa).

  5. Andre’ Frossard, saggista e figlio del segretario del partito comunista francese nativo (se italiano avremmo potuto dire figlio di Gramsci o di Togliatti) si convertì e un giorno chiese ed ottenne udienza da Giovanni Paolo II. Testimonio’ a Vittorio Messori una domanda che gli pose. “Santità, quale frase del Vangelo secondo lei può essere messa al primo posto, quale secondo Lei può essere considerata la più importante?”

    A momenti non gli fece neppure finire la domanda, tanto era consolidata in lui la risposta da non dover neppure ricordare o dover avviare una disamina al momento.

    La sua risposta immediata fu

    “La verità vi farà liberi”

    Caramellina apologetica

    Gesù’ “Fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio”. In cielo ci sono dei posti anche per stare seduti. E’ probabile che prima di Gesù il Cielo non esisteva, ma con lui ha iniziato ad esistere, come la prima pietra inizia a far vedere una casa ben diversamente da un disegno, pietra scartata dai costruttori del mondo, ma preziosa agli occhi di Dio ….. e poi è arrivata la pietra preziosa di nome Maria, mentre di già altre anime erano salite al cielo, e tra queste mi piace ricordare il buon ladrone che ha strappato quella promessa “Oggi” valida anche per noi ladroni moderni !!!

  6. Come si chiama questo libro di Chesterton che citi?

    Inviato da Tablet Samsung.

  7. Come scritto nel testo, “Il poeta e i lunatici” o “il poeta e i pazzi”, a seconda delle traduzioni.

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