Non è Vangelo – XXXI – SìSìNoNoMaMa

Cari confratelli nella mancanza di fede, anche oggi ci occuperemo di dileggiare un pochino quei libretti presuntuosi e inutili noti come Vangeli. Non che di loro ci importi molto: a noi demoni piace il fumo più che l’arrosto.

Noi siamo più per il vedo-non vedo, per le trasparenze che nascondono, non tanto per il sì e per il no quanto per il ma. Le pagine che narrano le vicende di quel falegname palestinese che noi chiamiamo “G” sono troppo definite per i nostri gusti. Non lasciano spazio a dubbi, non supportano l’incertezza, non permettono tutti quegli equivoci che sono la nostra vera passione.

E’ una leggenda, infatti, che noi propendiamo per il male: noi preferiamo non schierarci, soprattutto non schierarci per ciò che chiamano bene. Quello davvero non lo sopportiamo: con la sua idea netta di come vanno fatte o non fatte le cose, e quella pretesa di essere addirittura la verità. Come se questa potesse essere qualcosa di diverso da ciò che noi vogliamo.

Perché poi la verità sarebbe da preferire alla menzogna? Ditemi una sola ragione. E’ vero o non è vero che i momenti più goduriosi della vostra vita sono stati almeno in parte dovuti ad una bugia? No, non mentite con noi: noi eravamo là, quindi lo sappiamo perfettamente.

Se quindi qualche piccola menzogna, qualche minuscola omissione aiutano a vivere meglio, perché non alzare il tiro? Pensate quanto sarebbe meglio se la verità fosse bandita una volta per tutte dalle vostre vite. Non più obblighi da mantenere, non più apparenze: voi diventate la vostra maschera, siete sinceramente ingannevoli.

Sai che noia a dire sempre e solo sìsì, nono. Nessuna inventiva. Con qualcosina in più, invece, il discorso diviene molto più variegato, Si può dire e non dire, accennare senza significare, anche lasciar capire non pronunciando affatto. Se per caso le circostanze cambiassero, ecco che anche l’interpretazione delle vostre parole muterà, e voi potrete negare con successo di avere mai inteso dire quello che lasciavate ad intendere. La doppiezza è una dote, la principale per l’uomo di mondo.

Pensate come potrebbe diventare interessante la vostra vita  servendo due padroni: doppio stipendio, doppie ferie, doppia tredicesima. Anche doppia fatica, voi direte; ma no, nessuna! Risponderò io: basterà essere sempre dall’altra parte quando c’è qualcosa da fare.
Se pensate che sia complicato vi sbagliate. Non faccio nomi, ma non immaginereste neanche quanti siano nei libri paga sia del Nemico-che-sta-lassù sia nel nostro quaggiù. Beh, non è che lassù non lo sappiano, ma lasciano fare. Piuttosto che spegnere il lucignolo fumigante quello là in alto preferisce lasciar bruciare tutta la sua baracca. A noi sta bene così: quanto fumo aromatico si sprigiona ultimamente da quei palazzi che pomposamente qualcuno definisce sacri.

Anche se, ad onor del vero (e detto da me è tutto dire), non è che nei tempi passati la caligine fosse meno densa. I successori del pescatore galileo hanno sempre mantenuto la tradizione di famiglia, accogliendo tra loro un buon numero di nostri sfegatati sostenitori opportunamente mimetizzati. In fondo, se G ha scelto Giuda, chi siamo noi per giudicare?

Mettendo una mano sul cuore, devo dire che noi li capiamo. Sì, loro vogliono fare opera di misericordia, vogliono praticare la carità, devono mantenere le persone bisognose: ma come potrebbero farlo, se si inimicassero i potenti? Come riuscirebbero a esercitare la bontà se dicessero la verità in faccia ai peccatori? Se venissero da voi a buttarvi in faccia i vostri misfatti, li ascoltereste? Li caccereste via appena cominciano ad elencarvi le vostre magagne, quei presuntuosi. Come si permettono di dirvi come dovreste vivere? Ci provino loro, se proprio ci tengono!
No, ascoltate me: se proprio volete seguire appieno i Vangeli dovete additare solo i peccati che sono più semplici da esecrare, condannare solo coloro che sono già condannati e le persone in disgrazia o fastidiose. Loro sono già perdute, non vale neanche la pena di provarci a cambiarle.
Mafiosi, trafficanti e ladri acclarati, purché poveri e lontani, vanno benissimo per esercitare il giudizio. Anche i politici della parte avversa sono imperdonabili. Come del resto ognuno di quei rigidi bacchettoni che pretendono di seguire quel che pensano giusto o tradizionale. Nessuna pietà per loro.

Per le altre persone, non è meglio che vi siano amiche? Bisogna comprendere le loro difficoltà, essere di mente aperta sui loro cosiddetti peccati. Se devono sforzarsi di capire precetti astrusi vi lasceranno. Semplificate, omettete ciò che è complicato da seguire, e ne farete vostri autentici fedeli.

E’ troppo difficile agire secondo verità, dovete rendervene conto. Se non tutti ci riescono, che razza di legge è? Diventa un’imposizione antidemocratica, un proposito insopportabile a cui nessuno con la testa a posto acconsentirebbe. Ovvio che poi ci sono pochi fedeli e le chiese sono vuote: chi farebbe mai del bene se c’è da rimetterci?

Date a Cesare quel che è di Cesare, non di solo pane vive l’uomo, sono frasi bellissime purché non vi venga in mente di completarle. In tal caso diverrebbero indigeste a chiunque: e la gente indigesta noi diavoli non riusciamo proprio a mandarla giù.

Togliendo ogni riferimento al  Nemico-che-sta-lassù anche i Vangeli diventano leggibili: le vicende di un predicatore carismatico anche se un po’ tonto e pretenzioso, una morale da seguire ritoccandola appena per adattarla di volta in volta al mondo che cambia. Perché occorre evolversi, aggiornarsi: sì, va bene quello che c’è scritto e no, non vogliamo dire che sia sbagliato, ma non ha senso pretendere che le cose non siano cambiate in duemila anni; adesso abbiamo internet, i satelliti, le automobili, il cellulare.

Dire che il cuore dell’uomo sia rimasto lo stesso, che il divorzio e l’aborto e l’omicidio e il furto siano gli stessi di allora è un artificio retorico che ci lascia indifferenti. Sì, può darsi; no, non è un problema; ma in ogni caso noi demoni sappiamo bene come renderlo nostro…

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 13 luglio 2017 su Non è Vangelo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Sine ira et studio, sembra un ritratto fedelissimo della stragrande maggioranza dei discrosi del clero odierno, a cominciare dalla Amoris Letitia e da Santa Marta. Mala tempora!

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