Non è Vangelo – XXIX – Buoni, buonissimi

Cari estimatori dei Vangeli, siete i benvenuti qui. Mi auguro infatti che, dopo avere letto queste righe, possiate cambiare idea e diventiate anche voi, come noi, gente che disprezza profondamente quei libercoli fuori moda colmi di idee inapplicabili e reazionarie.

Se non lo farete vi pentirete: non è una minaccia, è una constatazione.

Un esempio degli strani ragionamenti che si possono trovare all’interno di quelle pagine è l’affermazione che l’essere umano sia cattivo. Prendiamo l’esempio di una frase che “G”, il falegname con tendenze messianiche di cui discettano i testi di cui parliamo, biascica ai suoi ascoltatori:
Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!”

Possiamo tutti vedere come queste affermazioni siano parecchio erronee sotto diversi punti di vista, e depongano a sfavore dell’intelligenza del cosiddetto “salvatore”.

Prima di tutto, dove lo trovate un figlio che chiede del pane? Manco più nelle favole. I ragazzi di oggi chiedono patatine, il telefonino, la Playstation. Male che vada dei contanti per potersi comprare cosa vogliono, droga o alcolici. Siamo proprio fuori dal mondo.
E la risposta del genitore, poi, perché mai dovrebbe essere una cosa buona? Pur di levarselo dalle scatole un padre ormai è disposto a dare qualsiasi sozzeria al proprio figlio. Dovete capire che oggi i bambini, quei pochi che restano, si possono comprare, come gli oggetti; che amore si può avere per un oggetto? Anche quando arrivano in modo diciamo naturale i pargoli sono più spesso un incidente che un atto di amore, e comunque sono lasciati liberi di compiere qualsiasi perversione in nome della libertà.
C’è poi un requisito. Per dare delle cose buone ai propri figli bisognerebbe prima avere capito cosa si intende con buono; ma ormai abbiamo tanto mischiato le carte in tavola che il concetto risulta incomprensibile ai più. Buoni i fast food e i videogiochi più estremi, buoni alcol e il sesso, buoni farsi le proprie esperienze e lasciare l’educazione dei bambini in mano ad altri. Oh, noi non ci possiamo lamentare: questi progetti dei parenti sulla propria prole spesso coincidono con i nostri.

Di fronte a queste cose, perché mai il Nemico-che-sta-lassù dovrebbe concedere qualcosa a qualcuno? Se prendesse esempio da quanto fanno le sue creature, se li ripagasse con la stessa moneta (come sarebbe auspicabile), dovrebbe fregarsene completamente di loro; oppure dovrebbe riciclare questo mondo in qualcosa di più affidabile, che so, un parcheggio coperto.
C’è da dire che il vecchio là in alto è strambo forte. Capacissimo di esaudire persino le preghiere, pur di opporsi a noi.

Ma il concetto più risibile della frase da cui siamo partiti, l’abbiamo detto, è che l’uomo sia cattivo. Questo imprudente personaggio che parla dovrebbe fare mea culpa e rimangiarsi questa follia.

L’uomo è buono per natura, noi sosteniamo. Il male non esiste, è solo una fake news, un argomento fasullo per incolpare noi demoni di tutte le magagne del mondo. Si cerca di gettare la colpa addosso a noialtri diavoli quando è certo che invece essa giunge dalla situazione geopolitica, dal capitalismo, dall’imperialismo, dai padroni, oppure dai comunisti, dagli ebrei, dai fascisti o dai cristiani. Se qualcosa accade di sgradevole è certamente colpa di questi o di altri ancora: della società o di quegli individui così stolti da rifiutarsi di riconoscere che noi abbiamo sempre ragione. Certamente, sono anche loro liberi di esprimere la loro opinione, ma in privato. In realtà, se si potessero eliminare questi contestatori, dato che l’uomo è buono sicuramente giungerebbe la felicità per tutti.

Perciò i buoni di questo si dovrebbero occupare: eliminare senza pietà i cattivi, dopo averli attentamente individuati. Come fare a capire chi sono? Semplice: coloro che si oppongono a quanto diciamo.
Siccome siamo buoni, a quei pervertiti si deve dare l’opportunità di ritrattare, fare mea culpa, adeguarsi al nostro verbo. Festeggiare con noi il futuro felice e progressivo dell’umanità, quando rimossi l’ostacolo della loro esistenza ci rotoleremo in un’orgia continua nei nostri piaceri più segreti.
Non dovessero farlo, a malincuore li rinchiuderemo da qualche parte o, per il loro stesso bene,  li elimineremo. Tanto sono irrecuperabili. E poi il Nemico si prenderà i suoi.

Vedete, il problema vero è che il Nemico-che-sta-Lassù non ha veramente fiducia nella sua stessa creazione. Lui continua a ripetersi di avere fatto ogni cosa buona e giusta, ma non ci crede fino in fondo. Ne ha ben donde: non appena abbiamo messo alla prova le sue creature, non appena li abbiamo tentati solo un pochino, ecco che si sono subito allontanati dalla bontà perfetta, cioè, come afferma orgogliosamente, da lui stesso.

Oh, ha voglia ad accusarci di essere stati noi a corromperli: se non li avesse fatti difettosi, se non avesse lasciato loro la libertà, noi non saremmo riusciti a fare proprio niente. Per nascondere i suoi errori progettuali ecco che tira in ballo noi. Se sono cattivi, è perché avevano la possibilità di esserlo fin dall’inizio; e se avevano la possibilità di esserlo, è ovvio che è stato il tutto-buono lassù a volerli così.

Non volevi che si allontanassero da te? Legali per bene, rendili degli schiavi che ti dicono sempre sì: vedrai che dopo non avrai niente di cui lamentarti.

Per cui non è vero che gli uomini sono cattivi, se li ha fatti lui. Se asserisce che non rientrano nella definizione, noi siamo più che disposti a progettare e realizzare per conto suo un sistema perfetto in cui non sarà più necessario essere buoni. Ci avesse pensato prima avrebbe potuto anche evitare di incarnarsi e mettere su tutto quel baraccone descritto in quei Vangeli di cui stiamo discutendo. Sarebbe stato molto più semplice. Noi a quel progetto ci stiamo lavorando, comunque. Contribuite, votate per noi.

Spero di avere smentito a sufficienza la menzogna di G. Cattivo? L’uomo è buono, buonissimo. Ve lo posso giurare: non mi nutro d’altro.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 16 giugno 2017 su Non è Vangelo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

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