Ne facciamo a meno

Per  il post di oggi faccio poca fatica. Sono tre citazioni.

“If the payoff for bad behavior is high, and the odds of getting caught and punished are low, bad behavior happens every time.”
“Se la ricompensa per il comportamento cattivo è alta, e le probabilità di essere presi e puniti sono basse, il comportamento cattivo avviene ogni volta”

-Scott Adams-

“No one knows how bad they are till they have tried very hard to be good.”
“Nessuno sa quanto è cattivo se non dopo avere provato con tutte le forze ad essere buono”

-C.S.Lewis-

“None of us feels the true love of God till we realize how wicked we are.”
“Nessuno di noi sente il vero amore di Dio fino a quando non capiamo quanto siamo malvagi”

-Dorothy Sayers-

Se uniamo tutte e tre le citazioni, si ottiene che non sentiamo il vero amore di Dio fino a quando non ci accorgiamo che, di fronte alle tentazioni, pur con tutte le buone intenzioni, da soli cadiamo miseramente.
Oh, certo, ci si può giustificare in mille modi. Che la regola sia cattiva, che sia mal posta, che la società sia fatta così, che non possiamo fare altrimenti nel mondo d’oggi, che Dio ha creato un mondo malvagio, che sappiamo noi qual è il nostro bene, che buono e cattivo non esistono, che dipendono, e via andare.

Ma l’amore di Dio, in tutte queste scuse, non c’è. Ne fanno a meno. Noi con loro.
Senza amore non c’è perdono.
Quanto miseri siamo.

Annunci

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 15 giugno 2017 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 12 commenti.

  1. Quando uno si decide per il bene, allora cominciano le tentazioni.

    (cfr Sir 2,1)

  2. Scusa Berlicche,
    Concordo con il significato del post e proprio per questo vorrei criticare la scelta della prima citazione, la quale è falsa essendo facilmente smentita da tutti coloro, credenti o meno, che hanno restituito oggetti smarriti di valore, trascurando tutti quegli altri che cercando di salvare qualcuno han perso la propria vita (i.e. cattivo comportamento = non far nulla, ricompensa altissima = la propria vita/salute intatta, probabilità di punizione = zero assoluto)

    L’uomo sarà pure cattivo ma sa anche farsi strumento del bene

  3. @Bri
    Concordo con te. Dire che avviene “ogni volta” è falso. Che ci sia una ovvia correlazione tra costo e beneficio è indubbio, ma che non vi siano state molte eccezioni, anche clamorose , è anche indubbio.
    Hai fatto benissimo a riportare l’esempio di chi salva una vita. Conosco personalmente una persona che vedendo che una vecchietta si stava buttando dalla finestra del secondo piano (6/7 metri) si è messa sotto e l’ha raccolta. L’ha vecchietta si è salvata e si solo fratturata qualche costola. Ma lui, che ha fatto da materasso, si è rotto tutto, ed ancora combatte con tutte le malattie derivanti , tra l’altro , dalla rottura del bacino. E vi posso assicurare che non si aspettava alcuna ricompensa dall’aldilà, perchè è uno decisamente mangiapreti che non va in chiesa da sempre credo.
    Penso che certe citazioni siano un modo per tornare sempre al punto, e cioè che l’uomo senza Dio non è solo una macchina tesa alla convenienza personale, il che nega che uno spirito giusto può anche essere presente in un non credente, come peraltro dice il catechismo. Se l’uomo (in genere) fosse davvero così cattivo si sarebbe estinto da secoli, visto che i cristiani sono una minoranza ed i cristiani “veri” una stra-minoranza.
    Salve

  4. cari esegeti precedenti, dimenticate di mettere sul piatto della bilancia costi-benefici l’opinione di sé stesso che ognuno ha o cerca di costruire. imho.

  5. Vero Ricco, qui però si entra nel “processo alle intenzioni” che tante volte è uno strumento usato per giustificare a se stessi il perchè le cose giuste NON si fanno, cercando di trovare una motivazione “cattiva” in chi invece le fa.
    Di fronte a questo dico che è sempre meglio uno che fa una cosa giusta, anche se magari in parte nasconde un proprio tornaconto.

  6. Caro Bri, non è così facilmente smentita in realtà. Premesso che l’autore della citazione è una persona estremamente intelligente e acuta ma cinica e assolutamente antireligiosa, quali sono gli esempi contrari?
    Ovvero, quali sono le occasioni in cui la frase è smentita?
    Una può essere quando ci si sacrifica per cercare di salvare una vita. Ma spesso queste decisioni sono prese sull’impulso del momento, prima che la naturale bontà dell’uomo sia sopraffatta dal calcolo di quanto conviene. Così anche alcuni “comportamenti cattivi” possono essere assolutamente inconcepibili per alcune mentalità, mentre altre sì: ad esempio, a me non verrebbe di drogarmi neanche se fossi su un’isola deserta con sacchi di cocaina. Consideriamo cosa accade in un ufficio quando il capo è via: alcuni lavorano, altri cazzeggiano. Ma, a vedere che a qualli che cazzeggiano non succede niente anche chi in principio segutava a lavorare si chiede: “perché…?”
    Così ad alcuni di noi non verebbe mai in mente di rubare o appropriarsi della roba altrui perché quel tipo di onestà è profondamente connaturato; come uccidere o no. Ma quando quel comportamento cattivo diventa concepibile, allora la volontà basta sempre meno.

  7. Aggiungo: per Benjamin Franklin e amici onestà e dirittura morale non sono altro che attitudini vantaggiose, convenienti per stare in società, o meglio ancora, nel mercato. Per i cattolici invece sono convenienti per se stessi, come ho tentato di dire qualche tempo fa.
    Edit: questo articolo, se non mi trova d’accordo sulle conclusioni, fornisce un utile riepilogo di alcuni concetti.

  8. Beh, l’esempio primo che ho portato della restituzione di un bene smarrito mi pare abbastanza libero da condizionamenti derivanti da “impulso del momento” e lasci ampio spazio a calcoli di convenienza.

    Sarebbe bastato Adams scrivesse “most of the times” al posto di “every time” per non “infastidirmi” :-)

    Il tuo successivo sviluppo del ragionamento mi trova contemporaneamente:
    a) d’accordo
    b) a corto di tempo per provare ad accompagnarti fin all’orizzonte che indichi come meta

    Voglio però disturbare il tuo “la volontà basta sempre meno”
    Ne faccio per indole una questione non di volontà quanto di identità e consapevolezza. Uno che non compia azioni cattive per paura di punizioni o per scarsa convenienza dimostra mancanza di entrambe. Come uno che finisca per compierle sull’onda del diffuso comportamento comune.

    Lo sappiamo chi siamo? Sul punto R&S si è avvicinato fermandosi, per sua indole, al concetto di opinione di sè. Identità (l’essere a modo proprio) unita a consapevolezza (conoscere e riconoscere la propria identità) è REALTÀ oltre L’ILLUSIONE di un’opinione di sè

    Ps. Oh mamma come si vede che i tempi son cambiati da Franklin

    Bonus ps.
    Ci starebbe anche coinvolgere la consapevolezza di ciò che è bene e di ciò che è male, con tutti i richiami all’albero della vita e al peccato originale e sue attuali implicazioni … ma si farebbe davvero troppo lunga

  9. Concordo con Bri.
    Queste concezioni assolutiste , tipo la frase di Adams, molto spesso sono delle semplificazioni che finiscono con ingabbiare persino lo stesso autore alla difesa ad oltranza della sua concezione , che è più estetica che reale (una frase assoluta fa sempre un gran bell’effetto…”sempre” …”mai”…piacciono da morire!)
    La realtà umana è talmente variegata da sfuggire tutte queste classificazioni. Spesso si dice “l’uomo”, come se fosse uno. 8 Miliardi di menti e di cuori banalizzati in poche parole. Miliardi di Miliardi di neuroni che si pretende arrivino sempre alle stesse conclusioni ed agli stessi pensieri, ma così non è.

  10. xBri: per Adams, dato il suo amaro cinismo – è l’autore della striscia di Dilbert, per chi la conosce – non si dà caso di Grazia, quindi gli sarebbe impossibile concepire qualcuno che rinunci volontariamente ad un vantaggio – almeno, nel suo abituale discorso da “mentalist”. In effetti perché uno rinuncia ad un vantaggio? Solo per un vantaggio superiore. Se non si concepisce niente di superiore a sé allora…
    Nel discorso che fai dell’identità occorre quindi capire se ci si cocepisce come cittadini di qualcosa di più alto o se si considera quello di cui si fa parte come un utile mezzo per stare meglio.

  11. Veramente Adams si è infilato nel vicolo dei presunti proTrump giocandosi un lauto giro di consulenze apparentemente a oggi senza un vantaggio personale (ipse dixit)

    Premesso che, a mio avviso, il concepirsi precede la formazione dell’identità, è ovvio che concordo con le implicazioni di questa tua ultima osservazione.

  12. Mi inserisco un po’ tardi nella discussione e ammetto di non aver molto chiaro cosa intenda Bri quando parla dell’essenzialità della concezione di identità e consapevolezza personali, per poter confutare efficacemente il ragionamento di Adams.

    Posso però dire che, nella frase citata, mi disturba molto che non si contempli affatto, nella considerazione dei vantaggi conquistati per sé, la possibilità di inficiarli in misura più o meno accentuata col provocare sofferenze più o meno grandi e più o meno direttamente riscontrabili in altri. E’ come se parlasse un robot, un meccanismo a circuito chiuso, o una spora o un virus (già un batterio sarebbe troppo complesso e vincolato a un fitto scambio di informazioni/elementi vitali con l’ambiente che lo circonda), non un essere fortemente dipendente dalla società, o da una comunità anche solo minuscola, o quanto meno dalla porzione di mondo-ambiente in cui vive, qual è l’essere umano.

    Per quanto riguarda le frasi di Lewis e di Dorothy Sayers, devo riconoscere che sono folgoranti, ma anche che si estendono e complicano in sotterranee connessioni con l’asserzione lapidaria di san Giovanni apostolo nella sua prima lettera, là dove afferma: “noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno”.

    Il che, oltretutto, implica che lo Spirito dell’Eterno e dell’unico Giusto spira spesso (sebbene non “ogni volta”) con insospettata forza, e contro i più razionali — e infernali — bilanci autoconservativi strettamente osservanti del rapporto costi/benefici (e dunque, “come vuole e quando vuole”), anche in convinti atei mangiapreti come l’eroico amico di MenteLibera.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: