Di balene, dinosauri e uomini

Agire o non agire? Essere o non essere, come direbbe il vecchio Shakespeare? Procurarsi grane contestando i potenti di questo mondo, o dormire sicuri perché Dio ha già vinto? E, già che ci siamo, come dice una cara amica, come faccio a sapere davvero che Dio ha già vinto? O che sono nel giusto a contestare?

Sapete, provo un grande dolore, perché mi sembra di essere un dinosauro in un mondo di mammiferi, una balena spiaggiata che non può tornare al mare. Posso incolpare gli asteroidi o il global warming, ma sta di fatto che i tempi sono cambiati, e quelli nuovi non mi piacciono.

Non mi piacciono perché non li trovo veri; non mi piacciano perché non corrispondono alla fibra più interna del mio cuore.
Ma è il mio cuore ad essere sbagliato, o i tempi? Forse dovrei adattarmi, farmi spuntare le mammelle o le zampe e adattarmi, evolvermi perché i tempi mi urlano questo.

Sempre che i tempi siano sinceri nel loro millantare; sempre che questi cambiamenti siano ineluttabili come provano a farci credere, e non siano che un sussulto della terra, una bassa marea destinata a recedere perché i tempi sono temporanei per definizione. E le urla non siano che strida di uccelli da preda.

Se una cosa è vera rimane vera per sempre, questo devo credere; perché se no non avrei un terreno sul quale puntare i piedi, un mare in cui nuotare, e sarebbe inutile il mio stesso chiedermi che fare. Dato che non ci sarebbe risposta.

Se è vero che Dio ha già vinto l’ha fatto in un momento del tempo, in un luogo che non sono questo momento, questo luogo. Se ciò che è vero rimane vero allora è vero anche adesso, anche qui: quello che manca è l’annuncio di quel fatto, un annuncio che conta sulle mie gambe, sul mio fiato, sul mio cuore.

Agire o non agire? Agire, ma senza astio, senza quella rabbia che sarebbe contraddizione. Ci potranno essere occasioni perse, e sconfitte e tradimenti: lo so, lo sappiamo. Non sarà una strategia errata a cambiare il vero. Che il dolore per ciò che non è si faccia parola e mano e cuore che trabocca.
Essere o non essere? Essere, per esserci, perché solo chi c’è vive. Ma vivere per il bene che è. Perché il mare c’è, balena. E tu dinosauro, spiega le tue ali e vola.


(Lo so, sono troppo retorico, ma perdonatemi:  sono solo un dinosauro)

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 14 giugno 2017 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 13 commenti.

  1. Burato Massimo

    Esistono più dinosauri di quanto forse puoi immaginare…. almeno siamo in compagnia…

  2. … tra i tanti anche quel “miscontemporaine” (specie di miscredente della modernità, già nel secolo scorso) che fu il Péguy magistralmente descritto vent’anni fa da Finkielkraut.

  3. Non stupisce la tua confusione rispetto al mondo che ti circonda e i tempi che attraversi. Da questo breve ma esemplare testo si evincono tanti malintesi che non possono che portare a scontri e contraddizioni.

    Nel primo paragrafo contrapponi i “potenti del mondo” a Dio, ma il culto di quel Dio “che ha già vinto” è il piú praticato e influente del mondo e lo è da quasi duemila anni almeno. La Chiesa Cattolica è fra i potenti del mondo. Di che natura è allora questo tuo dubbio sul contestare i potenti, quando di contro ti proponi di celebrarli? Prima contraddizione.

    Nel secondo paragrafo proponi un paragone fra te e un ordine di animali estinti (i dinosauri), o ancora fra te e un ordine di animali in pericolo (le balene), la cui esistenza era/è minacciata dagli asteroidi (forse) o dal surriscaldamento globale, senza considerare però che questa due minacce sono di natura completamente diversa: una imprevedibile e inevitabile, l’altra subita da un animale e conseguente alle azioni umane. Non essendo paragoni compatibili, non capisco come si possano utilizzare come metafora dell’influenza dei potenti del mondo sulle singole persone, ovvero decisioni di pochi umani subite da tutti gli altri umani.
    Men che meno si può adoperare questa similitudine per illustrare il “cambiamento dei tempi”, concetto che confondi con lo “scorrere del tempo”, ineluttabile, mentre invece significa il “raffinamento della società”, innegabile (ovvero che è controproducente, antistorico, arbitrario negare).

    Al terzo paragrafo appare già chiarissimo allora il motivo della tua confusione, quando rilevo che “non appare vero” lo scorrere del tempo. Come può il tempo non essere vero? Come può l’ineluttabile essere incompatibile con il tuo cuore? Dubbi comprensibile, alla luce del malinteso in cui cadevi.
    Ma ora sappiamo che si parlava di “raffinamento della società”, non di “scorrere del tempo”, ovvero di qualcosa alla mostra portata di comuni, limitati mortali. Allora è già piú comprensibile rilevare una incompatibilità fra il cuore tuo e il cuore di altri: è normale, siamo tutti diversi, tutti unici.
    Purtroppo invece, ancora vittima del malinteso di cui sopra, continui a paragonare il raffinamento della società all’ineluttabile evoluzione naturale, arrivando alla conclusione terminologicamente incoerente di “doversi adattare”, per di piú mutando il proprio corpo (mutare il corpo per adattarsi alla società? Che vuol dire? La società non è la natura, non è “i tempi che mi urlano questo”. E, soprattutto, come si può emulare una mutazione che richiede generazioni e generazioni nella manciata di decenni di vita che possiamo aspettarci ci rimangano da vivere? Vedi quanta incoerenza che è derivata dai malintesi di cui sopra).

    Al quarto paragrafo la confusione ha raggiunto conformazioni che definirei circensi (se mi passi la similitudine) nelle sue acrobazie: “cambiamenti ineluttabili” (no: i tempi lo sono, come abbiam detto prima); “tempi che millantano” (no: sono le persone che possono adoperarsi in una attività tale), “sussulti della terra” e “bassa marea” sono fenomeni fisici, non propri né del tempo né della società (capisco la metafora, ma abbiamo già dimostrato che l’ineluttabilità del tempo non ha nulla a che vedere con la necessità del raffinamento della società); “tempi temporanei” (sí, l’istante è fuggevole, e no, nulla rimane com’è [raffinamento, ricordi?], ma neppure si può intendere la temporaneità come attesa di tornare allo stato precedente: quella è una proprietà che non caratterizza la società: basta studiare il passato, la storia, per averne la dimostrazione); “urla degli uccelli da preda” (non so cosa sentano le tue orecchie, ma abbiamo già chiarito che né il tempo, né la natura possono urlare, e che in società ognuno di noi ha un cuore diverso che si confronta con quello degli altri: intendi questo con “urlare”? Se è cosí, ti capisco: nella confusione in cui ti vedo dimenarti non è semplice confrontarsi col cuore degli altri senza alzare i toni; e però è necessario che il tuo cuore si liberi dai lacci della confusione, capire chi lo aveva legato, capire che è stato aizzato contro il cuore di tuoi fratelli e sorelle).

    Nel quinto paragrafo, continuando a confondere tempo e società, ti appelli a una verità immutabile di cui nessuna delle tre cose cerca di privarti. Il tempo scorre, sí. La società cambia, sí. Ma entrambi hanno delle regole, che non cambiano. La natura segue le leggi della fisica che nessuno può vincere. La società è nata sul principio della mutua assistenza: si raffina, ma il principio ispiratore/regola è sempre lo stesso: che il forte protegga il debole. I millenari raffinamenti della società hanno portato alla definizione di un corpus di regole che chiamiamo Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che si ispira in ogni suo singolo punto sul principio della mutua assistenza, e con cui tutte le leggi delle nazioni che l’hanno riconosciuta (almeno sulla carta) si ispirano. Ripeto: la società cambia ma la verità della mutua assistenza non cambia. Ripeto: né il tempo né la società civile minacciano la verità a cui “corrisponde la fibra piú interna del tuo cuore”. I corrotti, I potenti del mondo, la Chiesa cattolica, invece perseguono un interesse non compatibile con il principio di mutua assistenza e dispongono di una forza con cui soggiogare la debolezza. Per questi casi allora anche io condividerei le tue paure e la tua lotta.

    Ma se la tua lotta è quella che illustri nel penultimo paragrafo, ovvero un “annuncio della vittoria di Dio” conforme al catechismo della Chiesa cattolica, allora le tue gambe, il tuo fiato e il tuo cuore sono al servizio della menzogna. Ma non ci credo. Sei soltanto in confusione, l’abbiamo visto.

    L’ultimo paragrafo, essendo la conclusione di un intricato malinteso, senza accorgersene ammette i suoi difetti. Lo ammetti che, cosí facendo, la tua lotta sfocerà nella contraddizione dell’astio. L’hai già visto accadere nelle lotte di persone vittime di questa tua stessa confusione. Ma non è solo “una strategia errata”: è la logica, inevitabile e unica strategia possibile se non riconoscerete il malinteso a monte.
    Il malinteso su quale sia la vera minaccia, se il ritorno al passato o la costruzione del futuro.

  4. (mi si perdoneranno alcuni errori dovuti all’autocorrezione che opera il mio dispositivo. Avrei dovuto rileggere prima di inviare, chiedo scusa.)

  5. Ci vuole fantasia a credere che la Chiesa cattolica sia tra i “potenti del mondo”. Fantasia e malafede, oltre a non vedere la realtà.

  6. (ago: tu credi nella resurrezione della carne? se si: mi sai spiegare come a un bambino di otto anni la differenza fra “fantasia” e “fede”?)

  7. xFrancesco: ci siamo già conosciuti?
    Ho letto tutto il tuo esame del mio scritto, molto ma molto più lungo dello scritto stesso, e sono giunto alla conclusione che tu non lo abbia capito per nulla. Hai poi fatto l’esegesi di quanto tu pensavi io avessi detto…con risultati abbastanza comici.
    Vediamo un poco nei particolari.

    Primo. Dalla tua premessa circa i potenti già si vede da dove pendi. Se la Chiesa è tra i potenti del mondo, quale stato riesce ad influenzare, quale politica a modificare, quale guerra a indire o scongiurare? Dove sono i governanti che seguono i suoi dettami? Gli industriali che ne praticano la dottrina? I giornali e le televisioni che la proclamano? Apparentemente, è vero l’inverso: cioè che i veri potenti l’attaccano su tutto cercando di distruggerla. Si chiama realtà, puoi vederla se vuoi.

    Secondo: non hai capito la metafora. Sia il dinosauro che la balena spiaggiata sono al di fuori del loro ambiente naturale, quello che faceva sì che fossero “nel posto giusto”. Quella del “raffinamento della società” è qualcosa che ti sei inventato tu, e che non c’entra proprio con il discorso. “Dare la colpa a asteroidi o global warming” significa solo “dare la colpa ad altro”.

    Partendo quindi da una incomprensione di quanto detto e da una premessa sbagliata ti costruisci tutto un discorso tuo. Fai pure, ma non ha niente a che fare con il post.

    Continuando, forse non sai che con “cuore” la tradizione ha sempre identificato quel sostrato comune a tutti gli esseri umani, quello che ci rende simili che siamo europei, eschimesi o pigmei. L’opposto quindi di ciò che dici.

    “Non trovare veri i tempi” significa che si cerca di fare passare per verità cose che, secondo quel nucleo di umanità che è in me, sono delle falsità. Dato che non hai capito la metafora, non capisci che l’adattamento (“farsi spuntare le zampe”) è metaforico anch’esso. Significa adattarsi a questi tempi nuovi. Ma, mi domando, sono i tempi (anche qui non va preso in senso letterale, sai…cfr Charlot, “tempi moderni”) ad essere errati, colmi di menzogna, o il mio essere più profondo a sbagliarsi?

    “né il tempo, né la natura possono urlare” è magnifica. Totale incomprensione del significato e incapacità di uscire dal senso letterale. Ti suggerisco un ripasso delle figure retoriche: potrebbe tornarti utile anche in futuro. Le “urla di uccelli da preda” significa che i potenti, quelli dell’inizio, ricordi? affermano le loro verità nel tempo odierno: allo scopo di predare, appunto. E sarebbe da fessi credere a chi vuol fare di te preda, no?

    Le righe seguenti del tuo commento sono sproloqui su ciò che non hai capito. Non hanno niente a che fare con il testo, quindi non le commento a mia volta. Noto solo che non hai colto le citazioni di Eliot, di Shakespeare – sì, l’Amleto – e di Peguy.
    Conforme al catechismo? Per la verità si chiama annuncio cristiano tout-court, Vangelo per brevità.
    Tu mi accusi di confusione ma, come spero di averti fatto vedere, la confusione e l’incomprensione qui è soltanto tua, unita – perdonami – ad una certa arroganza. Se non capisci è meglio chiedere chiarimenti piuttosto che dimostrare, per parecchi paragrafi, la propria cecità.
    E ora domandati: non sarà che non hai capito niente del cristianesimo, allo stesso modo, e la tua idea su di esso sia del tutto errata?

  8. Non avevo letto il regolamento sui commenti che impone la brevità, per cui mi scuso e stavolta taglierò corto (spero).

    Le figure retoriche che hai utilizzato le ho intercettate tutte proprio per contestarne l’opportunità quando non la stessa efficacia. Il mio commento evidenziava proprio questo, il tuo abuso di retorica (che ammetti in calce al post) finalizzato alla “supercazzola” e alla autoesenzione dall’argomentazione. Per questo ho articolato il mio commento sui singoli paragrafi del tuo testo: per non lasciare passare impunita nemmeno una figura retorica. Insomma: la licenza poetica lasciamola ai poeti 😁

    Evidenziare l’abuso di retorica (il suo mal-uso, non semplicemente il troppo uso) mostra come il tuo testo sia un telaio che si presta a interpretazioni ambigue, e questo è indice di tuoi secondi fini nell’estenderlo. Ti concedevo il beneficio del dubbio quando lo consideravo soltanto indice di confusione. Ma se dici che non sei confuso, allora ammetti che sei malizioso.

    Quanto al mio capire il cristianesimo, la religione che mi ha cresciuto e che ho servito con convinzione e dedizione e obbedienza per anni da bambino e da adulto piú di chiunque altro io conosca (a parte il parroco, forse. Forse.), se è insufficiente il mio mi spaventa il buio in cui può brancola qualunque altro/a credente laico/a.
    E allora domandati: non sarà allora che, allo stesso modo del tuo post, la Chiesa Cattolica da duemila anni fa la supercazzola al mondo?

  9. Mannaggia alla lunghezza, ma ti devo un’altra risposta:
    “Se la Chiesa è tra i potenti del mondo, quale stato riesce ad influenzare, quale politica a modificare, quale guerra a indire o scongiurare? Dove sono i governanti che seguono i suoi dettami? Gli industriali che ne praticano la dottrina? I giornali e le televisioni che la proclamano? ”

    Influenza l’Italia, per esempio: ricordiamo che qui vigono ancora I patti lateranensi. Quale politica modifica? Ricordiamo quali pressioni hanno portato allo stravolgimento del DDL Cirinnà: quelle dei cattolici di NCD. Ricordiamo quali guerre: la stretta opposizione ai metodi contraccettivi che ha contribuito alla mattanza dell’AIDS. Quali mezzi di informazione? Ricordiamo che il TG1 ospita ogni giorno servizi sulle attività e dichiarazioni del Papa al pari di quelli sulle personalità politiche italiane.
    Nessun altro culto religioso gode di questa condizione. E mi limito all’Italia, ma le nazioni di fatto cattoliche sono molte, in Europa e in America.

  10. Ah, Francesco, “Le figure retoriche che hai utilizzato le ho intercettate tutte”.
    Simpatico: esattamente, dove le avresti intercettate? Dal tuo commento sembra che tu non ne abbia capito una.
    Se le avevi capite, perché hai preferito fingere una ottusità completa? E, sempre che tu le avessi capite, perché immaginarsi cose che mai ho detto e ragionare su quello?
    Forse sarò malizioso come dici, ma ritengo più probabile che tu veramente abbia capito niente, e ora abbozzi.

    Prendo poi nota che sei più cattolico degli apostoli, conosci la dottrina meglio di S.Tommaso, e hai servito la Chiesa più di molti santi. Strano, non si direbbe; sembri proprio il solito mangiapreti che pensa di avere capito tutto e poi ragiona come il manualetto sovietico anni ’50. Resta da capire perché odi tanto quello che dici avere seguito.

    Sul fatto di “influenzare l’Italia”, non mi pare che leggi sull’aborto, divorzio, eccetera testimonino così tanto a favore della tua tesi. Stravolgiemnto Cirinnà? Siamo seri. Una legge per pochi centinaia, che doveva essere “urgenza nazionale”…
    L’opposizione ai metodi anticoncezionali dovrebbe essere una prova della potenza della Chiesa? Ma, sul serio, ti rendi conto del ridicolo a cui ti esponi sostenendo questo?
    Ti ricordo poi, sommessamente, che siamo in democrazia, e magari parecchia gente ancora si dice cattolica, vorebbe magari leggi che seguano la dottrina cristiana, e interessa quel che cattolico è. Intorno a 9 su 10, nominalmente, e non c’è altro culto che goda di questa condizione. Vorresti espellerli dal consesso umano?
    Peccato che poi i capi delle nazioni, e coloro che li manovrano, di questo non tengano conto. I potenti.
    Personalmente credo che i potenti politici italiani contino come il due di picche rispetto ai veri poteri che li manovrano. Visto che queste nullità non tengono minimamente conto dei sentimenti cattolici nel loro legiferare, figurati quanto conta la Chiesa. In Italia, con Roma e tutto.
    Sai, le tue tesi sono veramente buffe.

  11. Quanto alla Chiesa “responsabile della mattanza dell’AIDS”, è una classica accusa di chi non conosce la Chiesa. Avete mai sentito la Chiesa dire “scopate, scopate, ma non usate il preservativo”? A me pare che dica “siate casti”. E dare la colpa della diffusione dell’AIDS a chi invita ad astenersi dai rapporti extramatrimoniali…è assurdo.

  12. All’accusa di abbozzare, seguita all’appunto di aver prima scritto un commento piú lungo del post stesso, posso considerare concluso il mio intervento e poco incline al confronto l’autore del post.

  13. “letterino”, ti ho risposto puntualmente. Al che hai abbozzato senza entrare nel merito, e dove hai rilanciato ho replicato anche qui puntualmente. Non sono certo io che il confronto lo sto fuggendo.

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