Autovelox

Sulla strada che faccio di solito per andare al lavoro hanno messo un autovelox.

Una colonnina di colore arancio, con una sagoma stilizzata di gendarme sopra, e delle lenti che sembrano gli occhi di un cylone di Battlestar Galactica.
Da quando c’è, le auto su  quel tratto di strada rispettano rigorososamente i cinquanta all’ora. Appena fuori dalla vista del pilone però riaccelerano .

Ora, il fatto che si rispetti un certo limite solo quando si sa che c’è qualcuno che ti osserva, e si crede che si sarà puniti in caso di trasgressione, probabilmente potrebbe insegnare qualcosa a coloro che sono convinti che l’uomo possa regolarsi da sé, dandosi un’etica basata sulla volontà.

Potrebbe. Ma non penso che ne trarranno insegnamento.
Credono che nessuno li stia osservando.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 12 giugno 2017 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 34 commenti.

  1. Esempio semplice quanto efficace.

    Non bisogna però commettere l’errore di pensare a Dio come a un guardone pronto a punirti, l’esempio posto vale per la natura umana solamente.

  2. Non ti guarda come un poliziotto, ti guarda come un padre…

  3. Si, infatti le regole del padre sono giuste, sono proporzionate.
    Certi limiti di velocità non lo sono affatto.

    A solenne riprova del fatto che l’uomo “non possa regolarsi da sé, dandosi un’etica basata sulla volontà”, prima o poi l’etica della sicurezza viene superata dal principio di pararsi il c**o, o da quello di far cassa.

    Splendida la citazione di Battlestar.

    PS: un refuso sulla prima parola “Siulla strada”

  4. dante cappelli

    mi spiazza questo articolo… sicuramente nella riflessione vi è un senso, ma l’esempio è a parere mio fuori luogo : questi aggeggi ,fiore all’occhiello del partitone per rimpinguare le casse… e piazzati da severi ed intransigenti “polizia-sindacomunicipale” , servono appunto a riempire facilmente espudoratamente le casse ,appunto, e non, dico NON , hanno assolutamente scopo preventivo finalizzato alla sicurezza delle persone.Questo la gente lo ha capito. e quindi…..

  5. Il mio ragionamento, Dante, non era sull’autovelox, ma sul comportamento delle persone in loro presenza.

  6. Silvio Gaspardo

    Sara Bidinost

    Inviato da Samsung Mobile.

  7. dante cappelli

    certo…sono d’accordo con voi, ma mi riferivo all’esempio che a mio avviso non si concilia per i motivi che ho descritti. Buon lavoro

  8. In Finlandia c’è un autovelox ogni 2 km , segnato da un avviso chiaro e sempre uguale , il limite di velocità , un display che segna la velocità i quel momento della macchina e la macchina fotografica. tutto molto onesto, chiaro e limpido. Tra i due Km non c’è nessuno a cui venga in mente di accellerare per poi rallentare di nuovo. quando le regole sono giuste , condivise ed applicate in modo onesto, la gente si educa a rispettarle. In Italia, dove gli autovelox servono a far fare bilancio ai comuni e sono messi per colpire , in fondo a discese o simili , lo stato tenta di fregarti ed il cittadino reagisce tentando di fregarlo a sua volta. Basta pensare al limite di velocità sulle rampe autostradali (40) messo apposta per non essere rispettato e risultare un alibi per non far pagare le assicurazioni in caso di incidenti

  9. Quindi, occhio per occhio dente per dente, e fanculo le leggi che non mi piacciono, mentelibera?
    Grazie della conferma.

  10. Sì, ma questo è esattamente quello che contesto ai religiosi, l’unica cosa che vi frena moralmente dall’uccidere una persona è perché se no vi aspetta l’inferno? Non rubate solo perché vi dicono di non rubare? Non so, a me pare una cosa di una cinicità atroce.

  11. Proprio no, Fasullo: se pensi così non hai capito molto del cristianesimo, e di quello che scrivo qui da anni.
    Fare il bene conviene, perché è rispondente al tuo progetto che è buono. Il peccato non è trasgredire una regola, ma volontariamente scegliere un diverso sviluppo rispetto a quel progetto, quindi qualcosa che in ultima analisi non ti si adatta completamente e presto o tardi ti renderà infelice.
    Ma tale è l’uomo che, senza che gli si rammenti questo, la strada cattiva la sceglierà quasi sempre: perché si penserà un dio, capace di capire le cose da sé e convinto che quello che capisce sia così.
    Ma, come il tuo commento evidenzia, ciò non è vero.

  12. @Fasullo

    la frase tipica “Non ho bisogno di Dio per comportarmi bene” che fa il paio con quanto hai detto tu, non ha alcun senso riferita al Cristianesimo.

    Approfondisci perchè se pensi quello che hai scritto vuol dire che non hai capito nulla del Vangelo.

    Se non sei interessato ad approfondire allora non parlarne, perchè parli di qualcosa che non esiste.

    Come detto da Berlicchè Aderire alla Volontà di Dio significa diventare pienamente uomini nella gioia.

  13. Berlicche. come spesso accade hai travisato quello che ho scritto. Intanto chi ti ha detto che parlavo di me in relazione a trasferire gli autovelox in Italia? il mio era un discorso generale che molti condividono, gli autovelox li mette la municipale non li mette Dio.
    Per il resto ho si lo detto che nei posti dove il rapporto con la legge è percepito come giusto, anche le leggi sono rispettate e lo sono anche quando si potrebbero trasgredire. si chiama ‘senso civico’, cosa che in Italia è sparita da tempo. A farla sparire però ha contribuito pure lo stato con leggi severe ma inapplicate (tipo tenerè spente le luci in autostrada che dovrebbe tolglierti 4 o 6 punti della paente) Legge inutile in Italia, disattesa da tantissimi e praticamente mai sanzionata. Questo è il posto della severità teorica, quando si che l’unico deterrente è la certezza della pena , più che la severità.
    Quindi…quando regole e pene sono giuste sono anche osservate.
    Per ritornare alla religione, la masturbazione per esempio è ancora considerato peccato mortale sicché se uno non si confessa in teoria va all’interno, a tenere compagnia ad Hitler e Stalin , pure se ha salvato mille persone da morte certa. Ecco un tipo di legge ingiusta che finisce con l’essere sempre non osservata perché eccessiva e quindi inapplicabile. tutti di fatto contano sulla clemenza di Dio , meno severo del catechismo

  14. E chi sono io per giudicare sulla gravità di un peccato? sulla sua insignificanza spirituale? per cui posso perfino permettermi di fare dei confronti esibendo alla bisogna magari il premio nobel?
    E’ una tentazione continua questa, è la tentazione del Fariseo. Ma per meritare la misericordia di Dio (e anche degli uomini) occorre l’umiltà del Pubblicano che non guarda al peccato degli altri, non sottovaluta le sue meschinità e non si assolve da se.

  15. Caro mentelibera, sì, quello di cui parli sono solo pippe.

  16. Caro berlicche. le pappe sono le tue che hai introdotto questo argomento autovelox proprio per dire “senza la punizione la gente non rispetterebbe le norme” . È io ti ho rispetto che c’è norma e norma. Io so che tu sai che io so. (ma dai finta di no)

  17. Chi è che decide che c’è norma e norma, e in base a quali criteri, caro Mentelibera?
    Perché è questo il punto…

  18. George Foreman

    “Ma per meritare la misericordia di Dio ”

    La Misericordia non si merita, altrimenti non è Misericordia, la quale è per definizione done gratuito.

    “occorre l’umiltà del Pubblicano che non guarda al peccato degli altri, non sottovaluta le sue meschinità e non si assolve da se.”

    Vero. Ma pure l’umiltà del pubblicano è dono di Dio.

  19. Precisazione condivisibile, che però può portare al fraintendimento luterano della “sola fide” .
    Dunque, se “Dio resiste ai superbi ma dà grazia agli umili” (Giacomo 4,6), è vero anche che nessun uomo potrà mai inginocchiarsi abbastanza da meritare di per sé la divina misericordia.
    Però ciò non lo esime dalla fatica della conversione, della rinuncia alla superbia e della resa davanti alla misericordia di Dio, conscio che la sorgente di tutti i suoi meriti non sono opera sua ma opera caritatevole di Cristo (ccc 2011).

  20. George Foreman

    “Però ciò non lo esime dalla fatica della conversione, della rinuncia alla superbia e della resa davanti alla misericordia di Dio, conscio che la sorgente di tutti i suoi meriti non sono opera sua ma opera caritatevole di Cristo ”

    Tutto vero, ma il punto è che anche la rinuncia alla superbia e la resa davanti alla Misericordia di Dio, quantunque siano nostre decisioni libere, sono effetto della Grazia di Dio.

    Quindi i meriti nostri sono necessari; ma sono prima di tutto doni di Dio, che ha voluto che diventassero nostri meriti quelli che sono Suoi doni.

  21. Elena Manzoni di Chiosca

    Quando un potere illegittimo, com’è quello che domina oramai gran parte del pianeta, pone divieti inutili e spesso, come nella fattispecie, dannosi alla qualità della vita ed all’economia, solo allo scopo di estorcere denaro ai trasgressori, è doveroso cercare di ridurre al minimo i danni , trasgredendo quando possibile, tali divieti.

  22. Elena Manzoni di Chiosca

    Quanto alla Chiesa, ricordo che un peccato, per essere mortale, deve essere pienamente avvertito come tale, e non compiuto controvoglia per necessità pratica ci vuole il deliberato consenso). Molti peccati oggi non sono più percepiti come tali, e quindi sono, di fatto, veniali.

  23. Hai capito Elena!!! Con due frasi ha messo a posto tutto :-):-)

  24. Occorre molta attenzione quando si accenna al “deliberato consenso” e alla “piena avvertenza”, c’è purtroppo molta confusione (o ignoranza) al riguardo tra gli stessi catechisti.

    Semplificando all’osso, direi che nella visione cristiana i peccati, veniali o gravi che siano, feriscono sia la persona che pecca, sia gli innocenti che ha intorno, danneggiando più o meno gravemente l’umanità amata da Dio nel suo complesso. Quale ne sia la “percezione”, questo è ciò che comporta il peccato nel mondo, da chiunque venga commesso (credente o no), per qualsiasi ragione venga commesso.

    E sarà principalmente a me cristiano, a me catechista, a me confessore, che il Padreterno chiederà conto del dilagare di certe “percezioni”. Alla Sua Chiesa, il Padreterno chiederà conto di quanto ha fatto per istruire, correggere e ammonire, e di cosa ha fatto per prevenire e contrastare soprattutto i peccati mortali, i più gravemente lesivi della persona umana.

    La Chiesa ha la gravosissima responsabilità di allontanare l’uomo dal peccato esortandolo continuamente alla conversione, senza stancarsi di dire la Verità anche quando può risultare a prima vista scomoda, politicamente scorretta e per niente trendy.

  25. George Foreman

    Concordo con Tonis.

    Anche perché il discorso di Elena è giusto solo in parte, nel senso che nel momento in cui si scopre che la Chiesa condanna un determinato atto allora la piena avvertenza c’è eccome.. Infatti non è l'”essere d’accordo” con il Catechismo che da la piena avvertenza.

    Se uno è cattolico e conosce l’insegnamento della Chiesa e crede che la Chiesa sia informata dallo Spirito Santo, nel momento in cui conosce la norma la piena avvertenza ce l’ha.

    Il deliberato consenso è un’altra questione, ma anche questo non è poi così difficile da avere.

    Ma allora come facciamo, visto che il Catechismo condanna come peccato praticamente tutto, direte voi? Come facciamo, visto che la masturbazione (come fatto notare da Mentelibera) e il sesso prematrimoniale, se compiuti con piena avvertenza e deliberato consenso, condannano all’inferno tanto quanto l’omicidio di un innocente?

    La risposta è semplice: si prega e ci si affida alla Misericordia di Dio, il quale non mancherà di darci la Grazia efficace per seguire i comandamenti e per pentirci dai peccati mortali.

    La preghiera perseverante infatti viene sempre esaudita quando si chiedono cose necessarie alla salvezza (come il pentimento, l’osservanza dei comandamenti e la perseverana finale). Questo perché già la preghiera è dono di Grazia di Dio, nessuno prega se non mosso dalla Grazia di Dio. In un certo senso Dio non è che esaudisca le le nostre preghiere, ma ci muove a pregare affinché impetriamo dalla Sua Misericordia le grazie che aveva già deciso, dall’eternità, di concederci.

    Non è dicendo “questo non è peccato” che ci salviamo l’anima. Così facendo ci si condanna da se con le proprie mani.

  26. ” …ci muove a pregare affinché impetriamo dalla Sua Misericordia le grazie che aveva già deciso, dall’eternità, di concederci.”

    praticamente mia suocera.

  27. Alla fine l’unica cosa che r&s odia della fede è che non può ammettere di dipendere da qualcun Altro. Nella sua arroganza, non vuole ammettere di dover chiedere. Tipico del “self made man”

    Un po’ come Berlusconi.

  28. Ago, per favore i commenti e non i commentatori…

  29. ago, ti vedo più interessato, qui. su “fantasia” e “fede” hai glissato…

    spiegami questo: se io poi non impetro in modo acconcio e soddisfacente Lui si disdice, nonostante avesse già deciso dall’eternità di concedermi? revoca? si pente?

  30. George Foreman

    “spiegami questo: se io poi non impetro in modo acconcio e soddisfacente Lui si disdice, nonostante avesse già deciso dall’eternità di concedermi? revoca? si pente?”

    Chi prega per se stesso e con persevefanza per chiedere cose necessarie alla salvezza impetra certamente dalla Misericordia divina.

    Perlomeno questo insegna San Tommaso.

    “Perché dunque uno ottenga sempre ciò che domanda si richiede il concorso di queste quattro condizioni: che preghi per se stesso, che chieda cose necessarie alla salvezza e che lo faccia con pietà e con perseveranza.
    La preghiera si fonda soprattutto sulla fede non per l’efficacia nel meritare, poiché in ciò si appoggia principalmente sulla carità, ma per l’efficacia nell’impetrare.
    Poiché dalla fede l’uomo riceve la sicurezza della divina onnipotenza e misericordia, da cui la preghiera ottiene ciò che domanda. ” (S.T II-II, 83,15)

    Questo persino se chi prega al momento è in peccato mortale, infatti

    “La preghiera fatta senza la grazia santificante non è meritoria, come non lo è neppure alcun atto virtuoso.
    Tuttavia la stessa preghiera che impetra la grazia santificante deriva da qualche altra grazia, cioè da un dono gratuito; poiché, come dice S. Agostino [De persev. 23], anche il pregare è un certo “dono di Dio”.” (S.T II-II, 83,15)

    Perciò, Ricco e spietato, per rispondere alla tua domanda: no, non “revoca”, perché se non avesse voluto concederti le Grazie che chiedi nemmeno ti avrebbe mosso a pregare. Tutto questo sempre se si parla di cose necessarie alla salvezza come il pentimento, la perseveranza finale ecc.

  31. “…nemmeno ti avrebbe mosso…”.

    un po’ macchinoso, ma in qualche modo torna. certo, non valorizza la parte in commedia del LiberoArbitrio…

    (ripenso al povero Faraone, cui indurisce il cuore per poi punire lui e tutti i suoi, primogeniti in fasce non esclusi. così semo capaci tutti…)

  32. George Foreman

    “un po’ macchinoso, ma in qualche modo torna. certo, non valorizza la parte in commedia del LiberoArbitrio…”

    Solo se vi vede il libero arbitrio (come purtroppo fanno molti oggi, sbagliando), come se fosse una “anomalia” che non ricade sotto la Provvidenza divina. Ma

    Non è così. L’atto virtuoso del libero arbitrio è veramente libero e volontario, però è mosso da Dio come causa prima.

    Cioè il libero arbitrio è causa del suo atto ma non è la causa prima, la quale è Dio

    “Il libero arbitrio è sì causa del suo atto, in quanto l’uomo a motivo della libertà muove se stesso ad agire. Non si richiede tuttavia, per salvare la libertà, che ciò che è libero sia la causa prima di sé… E Dio che è la causa prima che muove sia le cause naturali che quelle volontarie. E come muovendo le cause naturali non toglie ad esse che i loro atti siano naturali, così muovendo le cause volontarie non esclude che le loro azioni siano volontarie, ma piuttosto fa questo in esse: opera infatti in tutte le cose secondo la loro natura”. (S.T I, 83, 1)

    Riguardo a questo

    “ripenso al povero Faraone, cui indurisce il cuore per poi punire lui e tutti i suoi, primogeniti in fasce non esclusi. così semo capaci tutti”

    Attenzione, Dio non è causa del peccato, non muove al peccato. Il peccato è una deficienza, una privazione di essere che risiede solo nella creatura. Quando San Paolo scrive

    ” Dice infatti la Scrittura al faraone: Ti ho fatto sorgere per manifestare in te la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato in tutta la terra. Dio quindi ha misericordia verso chi vuole e rende ostinato chi vuole. ” (Rm 9,17-18)

    Non va inteso come lo intendono i calvinisti, in un senso di causalità efficiente come se Dio avesse indurito attivamente il cuore del faraone, ma solo come permissione.

    Anche questo è spiegato bene dall’Aquinate, dove scrive

    “Quello poi che S. Agostino scrive nel De Gratia et Libero Arbitrio [21], e che la Glossa riferisce, cioè l’espressione: “Dio inclina la volontà al bene e al male”, significa che DIO INCLINA DIRETTAMENTE LA VOLONTÀ AL BENE, e la inclina al male IN QUANTO NON LO IMPEDISCE” (S.T , I-II, 79, 1).”

    Il perché, poi, pur potendo convertire tutti, di fatto permetta che alcuni si induriscano e muoiano nel peccato è un mistero, ma di certo non c’è ingiustizia da parte di Dio, perché non ha il dovere di conservare nel bene la volontà delle creature.

    È il mistero della predestinazione, di cui parla l’Aquinate qui http://www.mysticreader.eu/Somma%20Teologica/Somma_Teologica1/Parte%20I/QUESTIONE%2023.html

  33. “oh yeah george foreman!” (cit.)

    “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.” (cit.)

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