Ordine

Che ordine regna nel cosmo. Che supremo ordine. Sotto le spoglie ingannevoli del caos.
Quello che vediamo è talvolta confusione. Ma non è che ordine che si intreccia con l’ordine, bellezza con bellezza.
Perché la bellezza è ordine. L’ordine è bellezza.
Anche quando ti sorprende, anche quando è dissonante. Anche quando non sembra obbedire alla tua idea di ordine.
Quando il suo ordine è segreto. Nascosto, intessuto nelle sue profondità.
Perché noi tutti siamo cuciti con le Leggi. Leggi che capiamo e Leggi che non capiamo, e Leggi che non vogliamo capire.
E crediamo di esserne al di sopra. Teorizziamo che non esistano, persino.
Quando ogni nostro respiro, ogni nostra cellula, ogni nostra molecole è fatta di esse.
Alcuni credono che non ci sia uno scopo. Che niente abbia senso.
Ma se non c’è un senso, perché la legge esiste? Lo stesso domandarsi ne è sostanza.
Siamo fatti di leggi, siamo fatti di ordine, siamo fatti di bellezza.
L’Ordine ci ha fatti. E ci fa.
Con la Sua Legge di Bellezza.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 9 giugno 2017 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. L’ordine esiste perché entropisticamente parlando è più economico del caos. Se le cose fossero fatte tutte a caso andrebbe contro l’entropia stessa ._.

  2. Cos’è il caos? Si definisce come “assenza di ordine”, ma non può essere “assoluta”, perché se non vi fosse nessuno ordine, non vi sarebbero nemmeno le particelle (in quanto hanno una identità ordinata), né leggi di interazione (in quanto sono quelle date caratteristiche ordinate).

    Non c’è scampo: se esiste qualcosa, è ordinata, ed il caos è l’unica “cosa” impossibile perché è aliena a qualunque determinazione, caratteristica o definizione in sé stesso.

    Quello che chiamiamo “disordine” in realtà è tale solo rispetto a qualcosa che riteniamo ordine, come un “non senso” è tale solo rispetto ad un sistema di senso. Inutile, girala come vuoi, ma dall’ordine non si esce. Chiamiamo una cosa “disordine” solo perché non rientra in un ordine prestabilito da noi, e formalizzato in alcune linee teoriche.

  3. Dove c’è armonia e rapporto, c’è un pensiero, un progetto. Ancora più difficile, dunque, ipotizzare il «Caso» – seppure con la Maiuscola – dietro una simile proporzione matematica. E ancor più facile, per il credente, vedere qui un’ennesima conferma delle parole della Scrittura. La quale nell’ultimo libro- in senso cronologico – dell’Antico Testamento, quasi prodromo della rivelazione cristiana, constata, lodando la «Sapienza di Dio» che «ama tutte le cose esistenti e nulla disprezza di quanto ha creato»: «Tu hai tutto disposto con misura, calcolo, peso» (Sap 11, 20).
    http://terzotriennio.blogspot.it/2012/02/v-messori-qualche-traccia-di-lui.html

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