Politicamente corretto grappa

La persona diversamente giovane entrò nella rivendita di sostanze a contenuto alcolico variabile entro il limiti di legge, macchine per il giuoco severamente vietate ai minori nella fascia oraria 8-14 e bevande a base acquosa lievemente eccitanti.

Si avvicinò al bancone e si sedette pesantemente su uno sgabello. “Barista! Un caffè, corretto grappa!”
Tutti gli occhi nel locale si girarono verso di lui.

Il responsabile della vendita al dettaglio si chinò verso di lui. “Mi scusi, gentile avventore, lei forse intende chiedere un infuso a base acquosa contenente caffeina addizionato di bevanda DOP a tasso alcolico non inferiore ai quaranta gradi?” chiese ad alta voce.
“Eh?”
“Caffè corretto grappa“ sussurrò il barista, in maniera che solo l’anziano potesse sentire.

“Che ti piglia, ragazzo? E’ quello che ho detto no?”
Con pazienza, l’addetto dietro al bancone recitò “Sono tenuto ad avvertirla per legge che l’assunzione di sostanze eccitanti può essere dannosa, e che l’alcol ha effetti nocivi sul fegato e sulla soglia di attenzione. La guida…”
“Va bene, ve bene, portamelo, eh?” tagliò corto il diversamente giovane.
Il barista esitò. “Mi scusi, ma posso chiederle se il suo tasso alcolemico…”
“Eh?”
Il barista si avvicino ancora alla testa dell’uomo “Ha già bevuto, signore?”
“Certo che ho bevuto, ragazzo! Qualche cicchetto!”
Il ragazzo fece per dire qualcosa, spalancò la bocca, la richiuse, e si voltò verso la macchina del caffè.

“Eh, sì, che vita grama! Tu sei giovane, non conosci la vita! C’è questa mia nipote disgraziata…”
Gli altri avventore del locale si guardarono tra loro.

“…Che si è messa con ‘sto negher che arriva dall’Africa…”

A un cliente che stava bevendo andò di traverso, e cominciò a tossire e sputacchiare.

“Un bravo ragazzo, neh, con voglia di lavorare, che ci sono tanti disgraziati che vendono droga e peggio…”

Una coppia si alzò di scatto, gettò i soldi sul tavolino e si diresse quasi di corsa verso l’uscita.

“…ma tra che l’è negher e che è un po’ zoppo…”

“Mi scusi, mi scusi” disse rapidamente il barista guardandosi attorno “intendeva dire che proviene da paesi sottosviluppati ed è svantaggiato fisicamente, vero?”

“No, l’è proprio zoppo e negher” continuò imperterrito il vecchio “e così non trova un lavoro che è uno. Il fatto è che mia nipote è rimasta incinta, e adesso vorrebbe abortire…”

Un altro avventore lasciò il proprio tavolo e uscì in fretta.

“La prego…dica interruzione di gravidanza, almeno…” supplicò il barista.

“…Ma io dico no! I bambini sono bambini!…” disse il vecchio alzando un dito e la voce.

“La prego! La prego! Feto, grumo di cellule…”

“…E la mamma è sempre la mamma!” esclamò l’avventore.

“Genitore uno oppure due…” mugulò il barista.

“…Bisogna essere ciechi e sordi per non vederlo!…”

“Non vedenti, non udenti…la prego, la prego…” Il ragazzo dietro il banco sudava profusamente.

“Va bene che non credi in Dio, in Nostro Signore, ma…”

Il ragazzo sbiancò. “Ssshhh! Non si dice Non si dice!”

“…E dico io, si sposassero, che adesso si sposano pure i ricchioni!”

Altri due tavoli furono lasciati precipitosamente liberi. Il barista non tirava neanche più il fiato. “Persone omosessuali…”

“…che non c’ho niente io contro i ricchioni, avevo pure un zio che…”

“Il suo caffè!” Interruppe con voce disperata il barista.

Il vecchio prese la tazzina e mandò giù il contenuto d’un colpo solo.  “Ah, buono! Quanto le devo?”

In lontananza si sentivano delle sirene. “Niente, niente, offre la casa! Ma adesso come di consueto dobbiamo serrare per il fine turno! Buona serata, è stato un piacere!”
“Allora grazie, neh! Ritornerò!” ed uscì dal locale con passo lievemente malfermo.

Quando fu uscito il barista lasciò andare un lungo sospiro. Le sirene si avvicinavano. Il solo altro avventore rimasto scosse la testa. “Ma non conosceva la legge, quello? Lo sa cosa gli faranno adesso? E chi era, poi?”
Il barista fissava ancora la porta. “Non lo so. Una persona non politicamente modificata, forse. Uno genuino” aggiunse, portandosi poi la mano alla bocca come qualcuno che ha detto qualcosa di imperdonabile.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 7 giugno 2017 su diavolerie e cattiverie, fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 7 commenti.

  1. Si può ancora dire ganzo?

  2. Non si dice più “barista” bensì “barman”.

  3. Sei antiquato, Alèudin. Oggi come minimo sarà “barperson” o magari “bar* “

  4. Se è un uomo, baristo (acc, questa potevo mettercela)

  5. Preferisco il buristo ;-)

  6. Bello, molto tristemente attuale. Altro che distopico.

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